Valetta's Reviews > The Amulet of Samarkand

The Amulet of Samarkand by Jonathan Stroud
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4528302
's review
Nov 15, 2010

really liked it
bookshelves: londra, my, favorite, magia, lingua, originale, gialli, fantasy, english, comico
Read in July, 2010

Hanno un tocco speciale per le storie di magia questi narratori inglesi. E Londra è sempre l'ambientazione ideale per questo tipo di storie.
Jonathan Stroud, come già la Rowling o Susanna Clarke rimaneggia elementi classici del fantasy con originalità e creatività (e il solito pizzico di ironia inglese che ci sta sempre tanto benee in queste storie!).
Anche qui abbiamo un apprendista maghetto solo al mondo e trascurato dal suo tutore, ma Nathaniel è un eroe particolare, con un carattere complesso, rancoroso, desideroso di emergere e prendersi la meritata rivincita verso coloro che l'hanno deriso e hanno sottovalutato le sue potenzialità. Per questo motivo invoca il millenario djinni (non demone, please, è malueducazione!) Bartimeus, esperto, sagace, potente e parecchio polemico. Col suo aiuto tenterà di privare il potente mago Lovelace del prezioso Amuleto di Samarcanda.
Ma come sempre le cose sono molto più complicate di come le vede un ragazzino di dodici anni, che si ritrova invischiato nelle lotte di potere che animano il corrotto mondo politico inglese, dove la comunità magica detenie una posizione predominante mentre "i commoners", coloro privi di alcun potere magico, sono relegati ai margini della società, impegnati a lottare per la sopravvivenza.
E' quindi un'Inghilterra crudele e fredda, dove il divario sociale è fonte di astio e spirito di ribellione, che ribollono sotto la superficie di una società solo apparentemente sotto controllo. Qui i maghi rappresentano una sorta di aristocrazia "parassita", la cui fortuna si basa sullo sfruttamento dei commoners e delle creature magiche che riesce a controllare. Amicizia, solidarietà e comprensione sono sentimenti molto difficli da trovare in questo mondo, ognuno pensa per sè e il più umano, per contrasto, sembra proprio il demone Bartimeus, il quale, data la sua millenaria esperienza, guarda oramai con distacco e disprezzo alla facilità con cui gli uomoni si lasciano rovinare dalla propria ingordigia.
Il racconto è da subito appssionate, Stroud riesce a comunicare un senso di mistero che coinvolge da subito il lettore e l'idea di spezzare la narrazione in due filoni seguendo contemporaneamente il punto di vista di Nathaniel e Bartimeus aggiunge suspence e divertimento.
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