Sistema Quotes

Quotes tagged as "sistema" Showing 1-8 of 8
Emilio Bueso
“Todavía podéis bajaros del mundo. Podéis ser autosuficientes, cultivar vuestra propia comida, construir vuestra propia casa, hacer vuestro propio jabón, pan, ropa, riqueza. Podéis dejaros de pajas mentales y de teles de plasma que os tratan como si ya no os funcionara el cerebro, de interminables torres de oficinas en los que os jodéis la vida reordenando abstracciones ajenas, de terrorismos terroríficos que no hacen ni la mitad de muertos al año que vuestras queridas carreteras, de atentados supuestamente perpetrados unos personajes sobre los que no entendéis nada. Podéis rechazar un mundo que pasa sus días pidiendo prestado para consumir recursos con los que producir toda esa estúpida basura. Mascotas electrónicas. Interiorismo impersonal. Sexo virtual. Cheques regalo. Realities irreales. Comida con la que enfermar.”
Emilio Bueso, Cenital

Walt Whitman
“No tengo nada que ver con este sistema, ni siquiera lo necesario para oponerme a él.”
Walt Whitman, Leaves of Grass

Niklas Luhmann
“El surgimiento del Estado soberano moderno basado en el monopolio de la toma de decisiones sobre el uso de la violencia física, y su inflación a un grado de complejidad que difícilmente puede controlarse, es el ejemplo más significativo de su desarrollo en el ámbito social general. Al mismo tiempo, esta teoría del poder explica el modo en que esta situación es propicia para la revolución, es decir, para el recurso de la violencia con el objeto de modificar un sistema incontrolablemente complejo, por medio de la progresión regresiva.”
Niklas Luhmann

“Si tratta di pensare in maniera diversa l'esistenza concreta della specie. Non che il tempo passa e noi invecchiamo: noi siamo protagonisti del nostro tempo e costruiamo la nostra vita, giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese, anno per anno, idea per idea, sentimento per sentimento, apprendimento per apprendimento, riflessione per riflessione, espressione per espressione. Allora abbiamo una visione più chiara: quando parliamo di interrelazione universale (lo ha detto anche Engels cercando di realizzare Hegel) non ci riferiamo a una interrelazione universale fatidica e fatale, tutta negativa, che quindi potrà realizzarsi solo attraverso bagni di sangue. Di vittoria in vittoria nascerà una nuova sconfitta, o di sconfitta in sconfitta cerchiamo la vittoria? Questo è il punto, il punto di partenza. Ecco perché non partiamo dal conflitto, non partiamo dalla negazione e non partiamo dalla negazione della negazione.
Può sembrare una sfida eccessiva all'obbrobrio, all'oppressione, alla devastazione del sistema, ma è obbligatorio domandarsi: tutti coloro che sono partiti dal conflitto e lo hanno assolutizzato dove sono arrivati, a che conclusioni sono giunti, che strade ci hanno fornito, che chance ci hanno dato? Ci hanno insegnato molto, ma che obiettivo ci propongono? È possibile vincere continuando a partire dal conflitto? E il conflitto non è forse il terreno a cui l'avversario vuole costringerci, non è forse quello che dobbiamo rifiutare, che dobbiamo cercare di superare da tutti i punti di vista? Per esempio: il conflitto di genere c'è, addirittura abbiamo parlato di uno scontro necessario con il marxismo. Tuttavia questo è il punto di partenza o una conseguenza? Il vero punto di partenza è cercare di ricostruire a un livello più alto, nella logica dell'autosuperamento - che contiene profondamente opposizione, contrarietà, contrapposizione, conflitto, ma tende già a superarli -, l'unità della specie, la sua possibilità di sviluppo a un livello superiore. Su questo si gioca tutto. Cominciamo da un sì o cominciamo sui no? E dove andiamo a finire? Da che punto di vista partiamo e dove arriviamo, dove vogliamo arrivare? Questo è un problema filosoficamente molto profondo. Purtroppo Hegel ha fornito le ragioni maggiori di questa dialettica della negatività che dobbiamo cercare di superare d'entrata. Non è soltanto un desiderio (e se già lo fosse sarebbe una cosa molto grande), ha a che fare con tutto il modo in cui pensiamo alla nostra impresa, alla nostra causa, alla nostra vita.”
Dario Renzi, Per una logica affermativa della specie. Corso introduttivo alla logica

“Molti vanno in trip con la psicanalisi, finiscono per pensare di essere i messaggi che hanno ricevuto, il contesto che li ha formati, l'educazione familiare, le caratteristiche ereditarie...Tutto questo è profondissima ideologia e inganno del sistema con cui bisogna rompere d'entrata: nessuno di noi ha il diritto di spiegare le proprie scelte o le proprie non scelte, i propri destini in base ai contesti. I contesti possono essere cambiati sempre, socialmente e individualmente, e se noi in primo luogo non affermiamo questo e non lo affermiamo positivamente, costruttivamente, come possiamo anche solo lontanamente pretendere che lo facciano gli altri? Poi possiamo e dobbiamo analizzare opposizioni, contrarietà, contraddizioni, contrapposizioni, e anche conflitti - perché ovviamente i conflitti esistono - , ma a partire da questo, cioè ribaltando la formula di pensiero tradizionale e cercando di ricondurci, di ripartire da questo. Questo approccio non è solo molto più utile e valido, è molto più materialistico e molto più autentico. Per dare un esempio, un'immagine che non è solo metaforica: è difficile negare i vagiti di una bimba o di un bimbo appena nati, i tentativi di chiamare la mamma, di sorridere; è difficile dire che un individuo della specie cominci con una negazione: gli individui della specie cominciano affermandosi, lottando per la vita, cercando la vita. Le spiegazioni biologiche e della scienza medica sono vere, ma non è questo l'aspetto principale. Se si comincia così si finisce per credere che la vita è qualcosa che si consuma, non la realizzazione della nostra esistenza, delle nostre idee; la nostra ragione finisce per essere puramente negativa, come una nobilissima scuola, come quella di Francoforte, ha messo alla base di tutta la sua ricerca. La vita è una cosa che si realizza, non una cosa che si consuma.”
Dario Renzi, Per una logica affermativa della specie. Corso introduttivo alla logica

Antanas Škėma
“Bijau sugriežtinimo. Jis pagimdo tikslią sistemą, tiksli sistema - teisinguosius ir klaidatikius, pastarieji nusprendžia konfliktą ir kovą, o kova... - na, mes patys gerai žinome kovos pasekmes.”
Antanas Škėma

Ričardas Gavelis
“Čia mes kur kas ramiau negu Žemėje vertiname visus lagerius, žudynes ir kankinimus. Svarbi yra ne išorė, ne spygliuotos vielos ir sargybiniai su krauju ištroškusiais šunimis. Ne krematoriumai ir mėnesiniai naikinimo planai. Svarbiausias yra lageris, plytintis žmogaus viduje. Baisiausia, kai žmogus visą gyvenimą iškali milžiniškame lageryje, nematydamas jokių spygliuotų vielų, neužuosdamas krematoriumo dūmo. Kada nė nesuvokia kalįs. Tai didžiausia lagerinės sistemos pergalė.”
Ričardas Gavelis, Vilnius Poker

Valter Bitencourt Júnior
“O capitalismo sobrevive graças a desigualdade social, graças as diferenças econômicas, o que equilíbra o capitalismo escraviza a espécie, que necessita do capital para suprir as suas necessidades.”
Valter Bitencourt Júnior