Ricordi Quotes

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Gabriel García Márquez
“Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio risuciamo a tollerare il passato.”
Gabriel García Márquez, Love in the Time of Cholera

Antonio Fogazzaro
“Era l'ora che turba il cuore; quell'ora in cui, mancando la luce, le cose e le anime si sentono libere, quasi, da una vigilanza fastidiosa; i monti paiono coricarsi a grande agio sul piano, le campagne dilagano sopra i villaggi e casali, le ombre pigliano corpo, i corpi sfumano in ombra, nel cuore umano affondano le impressioni, i pensieri del presente, e vien su un movimento confuso di ricordanze lontane, di fantasmi che inteneriscono e fanno sospirare in silenzio.”
Antonio Fogazzaro, Malombra

Sándor Márai
“Il tempo passava, la vita intorno a me cambiava, calava una sorta di crepuscolo. I libri e i ricordi si accumulavano, si infittivano sempre di più. E ogni libro conteneva un pizzico di verità, e ogni ricordo mi insegnava che è vano cercare di scoprire la vera natura dei rapporti umani, perché la conoscenza non ci aiuterà a diventare più saggi.”
Sándor Márai

Henry James
“Mi piacciono i luoghi dove sono avvenute molte cose... anche tristi. Molte persone sono morte qui; era un luogo pieno di vita.”
“È questo che tu chiami pieno di vita?”
“Voglio dire pieno di esperienze... di sentimenti e di dolori... E non solo di on solo di dolori, perché io sono stata molto felice, qui, da bambina.”
Henry James, The Portrait of a Lady

Natalia Ginzburg
“Alberto andava dietro alle sartine; andava dietro, però, anche alle ragazze di buona famiglia. Andava dietro a tutte le ragazze, gli piacevano tutte; e siccome era allegro e gentile, corteggiava, per allegria e gentilezza, anche quelle che non gli piacevano.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Andrea Camilleri
“Non è che ci sarebbe voluto tutto questo tempo, ma il fatto è che quando hai sbancato i cassetti trovi una quantità di carte vecchie, scordate, alcune delle quali, quasi a forza, vogliono essere lette e tu, inevitabilmente, finisci col precipitare sempre più in fondo al gorgo della memoria e ti tornano in mente macari cose che per anni e anni hai fatto di tutto per scordare. E' un gioco tinto quello dei ricordi, nel quale finisci sempre per perdere.”
Andrea Camilleri, The Smell of the Night

Tullio Avoledo
“La tristezza che mi ha preso era la nostalgia per le cose che ho raccolto con fatica nel corso della mia vita. Cose rare, oggetti unici, che dopo di me non avranno più senso, perché era il mio desiderio a dar loro valore, la mia conoscenza a renderli vivi, e unici. Dopo di me saranno solo libri vecchi, vecchie monete, vecchie lettere senza valore, agli occhi dei più.”
Tullio Avoledo, Chiedi alla luce

Cyril Pedrosa
“Perché bisogna portare con sé la propria vita come uno spettacolo effimero e invisibile agli altri?”
Cyril Pedrosa, Les équinoxes

Natalia Ginzburg
“Persone o morte, o comunque antichissime anche se vive ancora, perché partecipi di tempi lontani, di vicende remote, quando mia madre era piccola, quando aveva sentito dire «la sorella della mia cagna» e «de cosa spussa l’acido solfidrico»; persone che non si potevano incontrare ora, che non si potevano toccare, e che anche se si incontravano e si toccavano non erano però le stesse di quando io le avevo pensate, e che anche se vive ancora erano state tuttavia contagiate dalla vicinanza dei morti, con i quali abitavano nella mia anima: avevano preso, dei morti, il passo ir-raggiungibile e leggero.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Quell’aria da cane bastonato, la conservò sempre; sfogava tuttavia su di noi, e in particolare su mia madre, una sua volontà sarcastica, dispotica e testarda. Intratteneva con mia madre, che amava teneramente e dalla quale era teneramente amata, un rapporto burbero, sarcastico e niente affatto servile. – Meno male che lui è una signora, se no come farebbe a guadagnarsi la vita, lui che non è buona di far niente, – diceva a mia madre. – Lui chi? – Lui, lei, lei!”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Cade la pioggia lenta ed uniforme
Sui prati verdi e sulle rocce nere.
Nell’aria si dileguan vaghe forme
Velate di caligini leggere.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Anche a me la poesia delle rocce nere sembrava bellissima; e mi struggevo d’invidia, per non averla scritta io. Era semplice: prati verdi, rocce nere, ne avevo visti tante volte anch’io, in montagna. E non m’era venuto in testa che si potesse farne niente: li avevo guardati, e basta. Le poesie erano dunque cosí: semplici, fatte di niente; fatte delle cose che si guardavano. Mi guardavo intorno con occhi attenti: cercavo cose che potessero assomigliare a quelle rocce nere, a quei prati verdi, e che questa volta non mi sarei lasciata portar via da nessuno.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Un’altra volta capitò che io dovessi fare con gli Olivetti un viaggio in automobile, e ci fermammo per il pranzo in una trattoria; e mentre tutti loro ordina-vano tagliatelle e bistecche, io ordinai per me solo un uovo a bere, e dissi poi a mia sorella che avevo ordinato solo un uovo «perché non volevo che l’ingegner Olivetti spendesse troppo». Questa cosa venne riferita al vecchio ingegnere, che ne fu molto divertito, e usava riderne spesso: e nel suo riderne c’era tutta l’allegria d’essere molto ricco, di saperlo, e scoprire che c’era ancora qualcuno che non lo sapeva.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Il signor Paolo Ferrari era in sala da pranzo che beve-va il tè. Nel vederlo io riconobbi Turati, che era venuto in via Pastrengo una volta. Ma siccome m’avevan detto che si chiamava Paolo Ferrari, credetti, per ubbidienza, che fosse insieme Turati e Ferrari; e di nuovo verità e menzogna si mescolarono in me.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Quella sera, la sua faccia e i suoi pochi capelli erano come frustati da un colpo di vento. Aveva occhi spaventati, risoluti e allegri; gli vidi, due o tre volte nella vita, quegli occhi. Erano gli occhi che aveva quando aiutava una persona a scappare, quando c’era un pericolo e qualcuno da portare in salvo.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Daphne du Maurier
“Avrei voluto tornare indietro, catturare di nuovo l'attimo fuggito, ma poi mi resi conto che anche se lo avessimo fatto non sarebbe stato lo stesso, perfino la luce del sole non sarebbe stata uguale, avrebbe gettato un'ombra diversa, la contadinella questa volta non ci avrebbe salutati, forse non ci avrebbe neppure visti. Il pensiero aveva un che di raggelante, un pizzico di malinconia.”
Daphne du Maurier, Rebecca

Natalia Ginzburg
“S’era messo a leggere Dante. Aveva scoperto che era bellissimo. S’era messo anche a studiare il greco, e a leggere Erodoto, e Omero.
Invece non poteva soffrire Pascoli, né Carducci. Carducci poi lo mandava in bestia. – Era monarchico! – diceva. – Era prima repubblicano, e poi è diventato monarchico, perché s’è innamorato di quella scema della regina Margherita!
– E pensare che è dello stesso tempo di Baudelaire, dello stesso secolo! Leopardi, sí, era un grande poeta. I soli poeti moderni sono Leopardi e Baudelaire! È ridicolo che nelle scuole italiane si studi ancora Carducci!”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Natalia Ginzburg
“Pavese spiegava che veniva là non per coraggio, perché lui di coraggio non ne aveva; e nemmeno per spirito di sacrificio. Veniva perché se no non avrebbe saputo come passar le serate; e non tollerava di passar le serate in solitudine.”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Banana Yoshimoto
“8I ricordi veramente belli continuano a vivere e a splendere per sempre, pulsando dolorosamente assieme al tempo che passa.”
Banana Yoshimoto, Kitchen

Carlos Ruiz Zafón
“Un anno è molto per i temi che corrono. In questi giorni la gente dimentica in fretta. E' come un virus, ma aiuta a sopravvivere.”
Carlos Ruiz Zafón, El laberinto de los espíritus

Helga Schneider
“Non c'è nulla che possiamo ritrovare nel modo in cui lo abbiamo lasciato.Il tempo non si arresta e cambia le cose.”
Helga Schneider, I miei vent'anni

“ll tempo non ha più bisogno di essere contato e gli istinti tornano ad primordiali.
Potrò mangiare frutta strappandola dagli alberi, finché avrà la forza di germogliare da sola. Mangerò cibo in scatola e in breve il glutammato sarà l'unico ricordo che avrò dell'umanità, almeno finché le date di scadenza lo permetteranno. Continuerò a dormire sonni chimici e ad avere nostalgia. Quando sulla terra farà buio mi chiederò se qualcuno, in mezzo all'umanità evacuata, lassù in una curva della galassia, si chiederà dove sono, cosa sto facendo, come me la cavo su questo pianeta a mia disposizione dove la volontà è azzerata, il linguaggio un utensile inutile il tempo è solo l'attesa di qualcosa che accada. E mi risponderò che no, nessun pensiero al di fuori dell'atmosfera si prenderà il disturbo di contemplarmi.”
Giovanni Ragonesi, La primavera da lontano

“Le cornici senza vetro dove ho iniziato ad appendere la mia collezione orologi vecchi; i primi due erano del nonno, a corda, col quadrante ingiallito e i numeri sottili; gli altri ho iniziato a comperarli dopo, per non lasciarli soli, spinto dalla convinzione che tutti gli oggetti meritano la chance di seconda vita, anche di una terza e, se si riesce, di una quarta, e sarebbe bello se la stessa chance venisse concessa anche a noi, perché una sola non basta mai.”
Giovanni Ragonesi, La primavera da lontano

“Ho detto addio a tutto.
Soltanto i ricordi sono rimasti, e come tutte le cose vecchie le tieni da parte senza sapere se un giorno torneranno ad essere utili o se il loro scopo è semplicemente quello di riempire ogni spazio dell'armadio e impedire che qualcosa di nuovo vi abbia accesso.”
Giovanni Ragonesi, La primavera da lontano

“Purtroppo il Signore mi ha donato questa maledetta testa pensante, che non si ferma ad accettare la realtà come viene o come appare. No. La mia testa rimugina, si tortura in mille pensieri, approfondisce, si incuriosisce, non si placa mai ma mi porta sempre al di là dell'immediato. Al di là delle cose scontate.”
Emanuele Mazzocco, Al di là delle cose scontate

“Perché senza ricordi, senza il nostro passato, non siamo nessuno, soltanto corpi vuoti.”
Stefano Graiff, Poker

“È davvero strano come funziona la memoria: ci sono cose che non scorderai mai, anche se le consideri secondarie e di poco conto e altre cose che reputi importanti e invece le perderai in un battito di ciglia.”
Isacco Tarocchi, Io e il mondo dentro di me

“È tutto cosi strano. Non so come spiegarlo bene. Ma ho la sensazione che manchi qualcosa. Mi sembra che le cose attorno a me comincino a scomparire, eppure c'è tutto. La mia casa è sempre la stessa ma qualcosa non è al suo posto. I miei ricordi hanno delle falle, dei vuoti. Forse mi sto solo creando problemi che non esistono. Oggi pomeriggio devo andare al lavoro, ne ho voglia. È come se oltre ai vuoti di memoria avessi iniziato a perdere anche la voglia di fare, mi appare tutto cosi inutile.
Oggi è mercoledì, dopo il lavoro avevo un impegno ma... non ricordo quale.. spero passi in fretta questo periodo. Forse è solo stress. Fa questi brutti effetti lo stress? Mi sento come dentro un'enorme clessidra, il tempo passa ed io non mi sposto di un millimetro e quello che mi lascio alle spalle è semplice sabbia.”
Marco Gregò, Nella terra del sole che sboccia

“«Ma, Cane Grigio, perché gli uomini soffrono cosi quando una persona va via? Insomma, non è mica morta, ha solo un sentiero diverso dal suo. Le loro strade si sono divise, ma non dimenticate»
«Hai perfettamente ragione piccolo, ma vedi, per gli uomini è diverso. Noi siamo abituati a perdere gli affetti fin da piccoli, dobbiamo imparare a cavarcela da soli e sappiamo bene che la nostra vita è troppo corta perché smarrisca i giorni dietro la nostalgia. Per gli uomini è invece diverso, loro vivono delle cose che perdono.»
«Non capisco»
«Immagina di possedere una cosa bellissima alla quale sei molto legato e di perderla per strada e di non ritrovarla più, come ti sentiresti?»
«Sarei triste»
«Esatto, soprattutto perché quella cosa che tu hai custodito e trattato con tanta cura, andrà nelle zampe di qualcun altro e tu non la riavrai mai più. Qualcuno l'accudirà al posto tuo, l'amerà al posto tuo, la stringerà al posto tuo, la terrà al caldo al posto tuo ma nessuno la dimenticherà al posto tuo, perché per quanto riguarda le cose belle che possiedi, c'è sempre qualcun altro pronto a prendersele, ma mai nessuno pronto a cancellartele dal cuore.»”
Marco Gregò, Nella terra del sole che sboccia

“La gente dice di voler dimenticare ma non sa cosa significa dimenticare... perdere i dolori è come perdere sé stessi, non si può vivere senza guardare dentro l'oceano che siamo stati.”
Marco Gregò, Nella terra del sole che sboccia

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