Letteratura Quotes

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Giorgio Manganelli
“Qui il nulla è curvo, qui è rettilineo, qui si impenna, qui si inabissa, qui ruota, qui goccia, qui è arsura, qui è fame, qui è sonno, qui è sogno senza immagini dentro il sonno, qui è fumo, qui è foresta, qui è radura, qui è fuga, qui è ritorno, qui è dimora, qui è desolazione, qui è consolazione, qui è mano, qui è occhio, qui è piedi, qui è correre, qui è accorrere, qui è agguato, qui è cattura, qui è liberazione, qui è cielo, qui è inferi, qui è inizio, qui è fine, qui è durata, qui è conclusione, qui è inauguramento, qui è dipartita, qui è arrivo, qui, finalmente, è cava cavità di caverna".”
Giorgio Manganelli

Jeffrey Eugenides
“Fin da piccole sapevano quanto poco valore il mondo attribuisse ai libri, e non perdevano tempo a leggerli. Mentre io, anche adesso, continuo a credere che quei puntini neri su fondo bianco abbiano il più alto dei significati, che se insisto a scrivere potrò cogliere l'arcobaleno della coscienza e rinchiuderlo in un barattolo.”
Jeffrey Eugenides

Ray Bradbury
“Le cose che voi cercate, Montag, sono su questa terra, ma il solo modo per cui l’uomo medio potrà vederne il novantanove per cento sarà un libro.”
Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Cesare Pavese
“La letteratura è una difesa contro le offese della vita.”
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere: Diario 1935-1950

D.H. Lawrence
“Non fidatevi mai dell'artista. Fidatevi del racconto.”
D.H. Lawrence, Studies in Classic American Literature

Christopher  Morley
“La notte ha una mistica affinità con la letteratura.”
Christopher Morley, The Haunted Bookshop

Pier Paolo Pasolini
“Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.”
Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane: il progresso come falso progresso

Marco Malvaldi
“La scienza trova la verità, va bene, ma devi ammettere che la letteratura aiuta a sopportarla.”
Marco Malvaldi, Milioni di milioni

“Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.”
Pasolini Pier Paolo

Fabio Stassi
“La letteratura aiuta a cogliere il dramma in maniera più chiara e intellegibile, suscita delle domande, insegna a guardare in un altro modo, a cercare il rovescio di ogni cosa.”
Fabio Stassi, La lettrice scomparsa

Olof Lagercrantz
“Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. Quando la letteratura è al suo apice ci sembra che d'improvviso ricordiamo qualcosa d'importante che sapevamo ma abbiamo scordato.”
Olof Lagercrantz

Piero Olmeda
“Dobbiamo creare autori che abbiano coraggio e lettori che abbiano lo stesso coraggio”
Piero Olmeda

Italo Calvino
“La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione. Solo se poeti e scrittori si proporranno impresse che nessun altro osa immaginare la letteratura continuerà ad avere una funzione. Da quando la scienza diffida dalle spiegazioni generali e dalle soluzioni che non siano settoriali e specialistiche, la grande sfida per la letteratura è saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo.”
Italo Calvino, Six Memos For The Next Millennium

Björn Larsson
“Scrivere e leggere letteratura è un modo per allenare la propria capacità di immedesimazione e di immaginazione; è per questo, anche, che esiste.”
Björn Larsson

Italo Calvino
“Nell’universo infinito della letteratura s’aprono sempre altre vie da esplorare, nuovissime o antichissime, stili e forme che possono cambiare la nostra immagine del mondo...”
Italo Calvino, Six Memos For The Next Millennium

Italo Calvino
“In un’epoca in cui altri media velocissimi e di estesissimo raggio trionfano, e rischiano d’appiattire ogni comunicazione in una crosta uniforme e omogenea, la funzione della letteratura è la comunicazione tra ciò che è diverso in quanto è diverso, non ottundendone bensì esaltandone la differenza, secondo la vocazione propria del linguaggio scritto.”
Italo Calvino, Six Memos For The Next Millennium

Vladimir Nabokov
“La letteratura, la vera letteratura, non deve essere tracannata come una pozione che può far bene al cuore o al cervello - il cervello, lo stomaco dell'anima. Bisogna prenderla e farla a pezzetti, smontarla, spiaccicarla - e allora il suo amabile profumo si farà sentire nel cavo del palmo e la sgranocchierete e ve la farete passare sulla lingua con godimento; allora, e solo allora, la sua squisita fragranza potrà essere apprezzata nel suo vero valore e le parti frantumate e schiacciate torneranno a unirsi nella vostra mente e riveleranno la bellezza di un'unità alla quale avrete contribuito con qualcoa del vostro sangue.”
Vladimir Nabokov, Lectures on Russian Literature

Alicia Giménez Bartlett
“Mi sono iscritto a lettere perché mi piace leggere, analizzare i libri, scoprire autori sconosciuti, rivisitare i classici di ogni tempo e paese. L'insegnamento sembrava l'unica applicazione pratica della mia laurea. Ho anche pensato di cercare in altri settori: il mondo editoriale, il giornalismo, le scuole di scrittura. Ma per entrare in quegli ambienti bisognava avere dei contatti e io non ne ho. Sono stato uno di quei romantici che scelgono l'indirizzo di studi pensando solo ai loro gusti e alle loro inclinazioni, non a guadagnarsi da vivere. Devo essere tra gli ultimi imbecilli rimasti sulla terra.”
Alicia Giménez Bartlett

Fabio Stassi
“Se i romanzi aboliscono la realtà è per smascherarla, per riconoscere il vero delle cose.”
Fabio Stassi, La lettrice scomparsa

Italo Calvino
“La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici.”
Italo Calvino, Six Memos For The Next Millennium

Piero Olmeda
“Dopo che V. pronunciò le ultime parole, la percezione del mondo di B. ruotò su se stessa. Le loro ombre si tramutarono in due corpi di carne viva che si affrontavano in due dimensioni sulle piastrelle livide della terrazza. L'immagine di lei che aveva davanti si trasformò invece in un'ombra dai contorni netti, anzi piuttosto una falla, un buco a forma di donna nello spazio-tempo che lasciava trapelare il nulla assoluto che stava al di là. La mano di B. si alzò come se possedesse una volontà propria e indipendente, nera si confondeva con l'assenza di lei, così fece anche l'altra mano, si portò lentamente all'altezza dove prima stavano gli occhi e sentì, senza vederlo, che le punte delle dita si stavano sfiorando nel buio.
La scintilla della coscienza di B. ardeva di una fiamma nera, incontrollabile, silenziosa, che bruciava lo sbocciare di un fiore ai limiti dell'alba, il palpitare di un cuore caldo sotto la mano, il bacio umido di una notte d'estasi, senza fumo e cenere, lasciando solo un vuoto privo di alcun ricordo. La morte scese, dolce come la primavera dell'infanzia, un lieve accenno di sorriso a un angolo della bocca, timida, pietosa come mai era stata una madre, lo strinse a sé calda come zucchero, gli sussurrò parole inudibili dietro l'orecchio che lo fecero rabbrividire come mai un'amante aveva mai fatto. Lo strinse così forte che diventò lui stesso, B. ricambiò la stretta così disperatamente che divenne lei stessa, il due diventò uno, l'amore impossibile diventò vero, ed amaro come il frutto delizioso della conoscenza.
Le mani che non poteva vedere, le sue mani, si avvicinarono in una lenta danza, si strinsero una contro l'altra sempre più forte, per afferrare l'ineffabile, stringere l'amore prima che scappasse via, cogliere quell'attimo che non sarebbe mai più ritornato, la verità nella sua inconcepibile bellezza che palpitava viva tra le dita come carne viva, urlo, sudore, liscia pelle, calore bruciante, ruotare della terra nel nero assoluto del cosmo.
Fu un attimo, e la percezione del mondo ruotò nuovamente su se stessa, ritornando là dove doveva stare. B. guardò le sue mani che tremavano sospese nell'aria e poi abbassò lo sguardo verso terra e lì, la vide, abbandonata sulla superficie fredda, un corpo gelido ed immobile che non respirava più, il torace che non si alzava né si abbassava, gli occhi fissi ed immobili che non lo vedevano più, una bambola di una bellezza indescrivibile abbandonata da lui stesso e dal mondo.”
Piero Olmeda, Fata Morgana

Piero Olmeda
“Cominciò a dire “Chi?...Che cosa?”, ma la risposta fu un rantolo prolungato, seguito da una serie di conati, mentre il corpo che teneva tra le braccia tremava in modo incontrollabile. Piano piano cominciò a notare il soprabito sporco di un colore indefinibile, i piedi nudi, i capelli raggrumati in configurazioni improbabili.
Allora, con estremo sforzo, con le due mani a metà tra le guance ed il collo provò a sollevare lentamente il viso di questo corpo. Vide due immensi occhi gialli, persi nel nulla, secchi, la pupilla nera dilatata all'impossibile. Le guance scavate con le ossa del cranio che premevano sulla pelle rinsecchita dove le rughe si diramavano dagli occhi e dalle labbra come le crepe di un deserto.
E ancora disse e continuò a ripetere: “Chi sei? Cosa vuoi? Perché?” Ma infine la risposta che non voleva accettare si fece strada nel caos. No, non era possibile. No, non era un mostro venuto dallo spazio, né l'incubo di qualcun altro, ma semplicemente era suo figlio.”
Piero Olmeda

Italo Calvino
“Il libro dovrebb'essere la controparte scritta del mondo non scritto; la sua materia dovrebbe essere ciò che non c'è né potrà esserci se non quando sarà scritto, ma di cui ciò che c'è sente oscuramente il vuoto nella propria incompletezza.”
Italo Calvino, If on a Winter's Night a Traveler

Carlos Liscano
“Ma scrivere, pure se in democrazia, non è anch’esso un atto di resistenza? La letteratura stessa non dovrebbe essere sempre una forma di resistenza?”
Carlos Liscano, Lo scrittore e l'altro

“Giorgio guardava i colleghi senza capire.
«Qui so’ cazzi!» fece Dodo. «Non l’hai ancora capito, Giorgio?».
«No...».
«Profilo basso e tieniti tutto dentro».
«Ma cosa...».
«La narrativa italiana non c’è più!» disse in un fiato Margherita.
«Come non c’è più?».
«No. Ora si chiama...» e Dodo aprì un dépliant, «comunicazione in lingua indigena».
«Non ho capito» disse Giorgio.
«La narrativa italiana ora si chiama comunicazione in lingua indigena».”
Antonio Manzini, Sull'orlo del precipizio

“«Senta, io capisco che per lei la notizia può essere sconvolgente, ma non deve preoccuparsi. Io e Sergej siamo due professionisti. Lui ha corretto le bozze di Tolstoj!».
«Le bozze di Tolstoj? Ma se è morto nel 1910! Cosa vi siete bevuti?».
«Adesso la Sigma ripubblica tutti i successi del grande scrittore russo».
«I successi?» disse sbalordito Giorgio. «E che è, una compilation?».
«Sì. Vojna i mir esce settimana prossima. Ma senza inizio in francese... senza Waterloo, più corto. Solo 300 pagine». Sergej sorrise contento e fiero.
«Vojna i mir... Guerra e pace?».
«Solo pace. Guerra la tagliamo tutta».”
Antonio Manzini, Sull'orlo del precipizio

Nina Berberova
“Nella vita di ognuno esistono momenti - quando la porta sbattuta all'improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco <> che sembrava irrevocabile si muta in <> -, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. E' stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; il verdetto del giudice, del dottore, del console, è stato riviato. Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di <> prima di spedirci nel baratro.”
Nina Berberova, Il giunco mormorante

Carl William Brown
“La passione per la scrittura, la vita, la conoscenza, le idee, i sentimenti e le emozioni, non ha bisogno né di generi letterari, né di editori.”
Carl William Brown, Aforismi. Volume primo.

Julio Cortázar
“In generale, ricevetti critiche da sinistra e da destra: i miei lettori di destra (perché anche le persone di destra leggono) si offesero molto, perché lo scrittore che aveva sempre consegnato loro dei libri apolitici, questa volta aveva pubblicato un libro che non condividevano ideologicamente. D'altra parte, anche i miei compagni di sinistra si arrabbiarono, perché credevano che non fosse giusto scrivere un romanzo su cose così gravi come quelle che accadevano in quei frangenti (p. 83).”
Julio Cortázar, L'altro lato delle cose. Intervista.

Natalia Ginzburg
“S’era messo a leggere Dante. Aveva scoperto che era bellissimo. S’era messo anche a studiare il greco, e a leggere Erodoto, e Omero.
Invece non poteva soffrire Pascoli, né Carducci. Carducci poi lo mandava in bestia. – Era monarchico! – diceva. – Era prima repubblicano, e poi è diventato monarchico, perché s’è innamorato di quella scema della regina Margherita!
– E pensare che è dello stesso tempo di Baudelaire, dello stesso secolo! Leopardi, sí, era un grande poeta. I soli poeti moderni sono Leopardi e Baudelaire! È ridicolo che nelle scuole italiane si studi ancora Carducci!”
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

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