Lavoro Quotes

Quotes tagged as "lavoro" (showing 1-23 of 23)
Muriel Barbery
“... in qualsiasi attività nobile o denigrata c'è sempre spazio per una folgorazione di onnipotenza.”
Barbery Muriel, Gourmandise Etui
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Johann Wolfgang von Goethe
“I più trascorrono la maggior parte del tempo lavorando per vivere, e quel po' di libertà che rimane loro li spaventa a tal punto che ricorrono a ogni mezzo per liberarsene. Oh destino degli uomini!”
Johann Wolfgang Goethe, The Sorrows of Young Werther

“Questa è la mia gente.
La mia gente che in tutta la vita
non ha fatto altro che lavorare.”
Edoardo Nesi, Storia della mia gente

H.P. Lovecraft
“Perché lavorate? Non potreste limitarvi a vivere ed essere contenti? E se vi affaticate solo per potervi affaticare di più, quando troverete la felicità? Voi dite di lavorare per vivere, ma la vita non è fatta di bellezza e canzoni? E se non sopportate fra di voi un cantore, dove vanno i frutti di tanto lavoro? Lavorare senza divertirsi è come fare un viaggio interminabile senza meta. Non sarebbe meglio morire?”
H.P. Lovecraft, Tutti i racconti 1897-1922
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“Così, il mondo imprenditoriale dovrebbe rendersi conto dell’aspetto anacronistico che assume, nei nostri tempi, la riaffermazione di una concezione assolutisticamente «monarchica» della gestione aziendale. Le autorità monetarie avrebbero pienezza di motivi per riflettere sul reale fondamento dell’arroganza intellettuale con la quale si atteggiano, sempre e ovunque, a depositari della saggezza economica; mentre, in realtà, non vi è settore, come quello creditizio-finanziario, in cui il comportamento asociale e antisociale abbia raggiunto vette più elevate di pubblico scandalo. Le unioni sindacali dovrebbero, a loro volta, riflettere su quanto giovi che l’autocritica che esse stesse debbono compiere sia in funzione di strumentali e specifiche esigenze politiche, e non di una convinta presa d’atto della frattura che anch’esse hanno contribuito a determinare nel mondo del lavoro, tra gli occupati protetti e i lavoratori allo sbando nelle zone sommerse della disoccupazione e delle attività precarie. Taccio del mondo accademico, la cui unilateralità nella denuncia delle responsabilità «univoche» delle unioni sindacali è profondamente mortificante. Spetterebbe, infatti, soprattutto agli intellettuali di combattere le tendenze superficiali a soffermare l’esame su un lato solo delle questioni, contraddicendo quella «interdipendenza» dei fenomeni che pure viene riaffermata di continuo con enfasi retorica. In questo campo, le responsabilità particolari degli statistici non sono né lievi, né poco numerose.”
Federico Caffè

Marta Frigerio
“Credo di capire perché gli italiani che se ne vanno a lavorare all'estero poi non tornano indietro.
Non preoccupatevi, io torno. Ma non è detto che resti a casa, poi.”
Marta Frigerio, Storia di un giovane neolaureato che voleva trovare lavoro

Bernard Malamud
“Più sgobbava - la sua fatica era un'immagine del tempo che divora se stesso - meno sembrava possedere.”
Bernard Malamud, The Assistant

“La “Crisi Esistenziale” di chi ama l’amore e ha il coraggio di amare.

Nell’epoca dove tante cose sembrano andate perse, e dove molti valori sembrano pian piano scomparsi, si trova spazio e l’ispirazione di far nascere una nuova canzone, con la quale si vuole comunicare i tanti disagi che il mondo attuale si appresta a vivere, le tante problematiche che spesso attanagliano l’essere umano, sempre preso da se stesso, e molto spesso distratto da tutte le cose che il mondo e la vita offrono.
E' cosi che nasce “Crisi Esistenziale” il nuovo brano che dà il via al nuovo album di Savio De Martino, cantautore dalle mille risorse artistiche, un brano scritto dallo stesso Cantautore, sia per la parte letteraria, che per la parte musicale, un brano voluto, un testo ricercato, una canzone necessaria, una sorta di protesta, un modo di gridare e poter dire, BASTA !!!
Questo stesso brano è stato anche proposto alla candidatura per le nuove proposte di Sanremo Giovani 2015, proprio perche’ i giovani possano valorizzare la propria vita e il futuro, trovando stimoli nuovi, trovando aiuto in chi ha potere, costruirsi un domani fatto di sogni da poter realizzare, Savio De Martino ancora una volta riesce a regalare nuove emozioni, il suo essere cosi poliedrico, rende questo artista, seppur giovane, capace di mettersi sempre in gioco e in discussione con vari generi musicali.
Le sue tendenze variano dal Pop al Jazz, dal Blues alla buona Musica Leggera, in tanti anni di gavetta e di carriera è sempre riuscito a dire la sua, regalando al pubblico che lo segue con affetto e stima, tante emozioni e soprattutto tanta energia positiva.
Lui innamorato della vita, innamorato della musica, e speranzoso che le cose e il mondo puo’ cambiare, una crisi cosi mondiale, dovrebbe far riflettere molte persone, e sensibilizzare chi ha il potere di essere a capo di tutto, ecco perché nasce questo nuovo brano per il 2015, dal titolo "Crisi Esistenziale".
Genesi di Crisi Esistenziale di Savio De Martino
Testo, Musica e Produzione sono di Savio De Martino attraverso la S.D.M. Production, la distribuzione avviene grazie alla Zeus Record S.R.L., gli arrangiamenti sono di Giuseppe Balsamo e Savio De Martino, le riprese video di “Pino Baylon Video” e la registrazione e mixaggio sono stati effettuati presso lo studio SG SOUND MUSIC ITALY di Savio De Martino.
Il video è già disponibile su YouTube.”
Savio De Martino

Luigi Meneghello
“Gli aspetti del lavoro di cui ho parlato finora riguardano soprattutto ciò che Hanna Arendt nel suo bellissimo saggio sul lavoro umano chiama "labour" e distingue da "work". È il lavoro-fatica, il tribulare del dialetto, che caratterizza soprattutto le società contadine, e si svolge sotto il segno della necessità: sono tipicamente i lavori della campagna, i lavori domestici, i lavori servili, tutto ciò che ha a che fare col sostentamento della vita fisiologica, secondo il ritmo delle stagioni, del giorno e della notte, del nascere, del crescere, del nutrirsi. È quel lavoro che bisogna fare semplicemente perché si mangia, perché si consuma, perché si vegeta; il lavoro che bisogna fare ogni giorno, ogni mese, ogni anno: la condanna e la schiavitù dell'uomo.”
Luigi Meneghello, Libera nos a malo

Aristotle
“Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.”
Aristotele

Enrico Mattioli
“Non voglio rimanere intrappolato nelle discussioni relative ai diritti degli extracomunitari, ma mettetevi nei panni del cane: ti scappa e devi attendere che il tuo padrone ti porti a pisciare.”
Enrico Mattioli, Il Bamboccione: Diario Di Un Precario

“Crisi Esistenziale” - (Testo e Musica : Savio De Martino)

CHI SONO IO PER SENTIRMI UN DIO,
E CHI SEI TU PER DECIDERE,
CHI SIAMO NOI NON LO SAPREMO MAI,
MA CERTO STA’ CHE NON SIAMO EROI,
IL MONDO VA’ CONSUMANDOSI,
LA TERRA E’ ORMAI FUOCO E CENERE,
LA GIOVENTU’ NON LAVORA PIU’,
L’ECONOMIA NON PRODUCE..
RIT.
FERMATI, NON COMMETTERE ALTRI DANNI,
BASTA METTERSI NEI PANNI,
DI CHI HA PERSO OGNI RAGIONE,
E VORREBBE QUALCOSA DI PIU’,
RITROVANDO QUEI VALORI,
QUI SI MUORE PER UN NIENTE,
TUTTI SANNO MA SI MENTE,
E LA GENTE NON CE LA FA’ PIU’…
A PAGARE GLI ERRORI DI CHISSA’,
A PARLARE DI COSE CHE NON SA’,
NON C’E’ PIU’ SENSO DI DOVERE E SENSO DI MORALITA’,
NON C’E’ VITA CHE POSSA TOGLIERE
IL DIRITTO DI VIVERE PERCHE’,
OGNI ANIMA E’ UN DONO E VA VISSUTA E UN’OPPORTUNITA’..

CHI SONO IO FRA MILIARDI NOI,
SEMBRIAMO ORMAI SOLO NUMERI,
E CHI SEI TU CHE HAI SETE DI POTERE,
CHE PENSI DI DOVER COMANDARE,
E NON E’ MAI TARDI PER CAMBIARE,
LA LIBERTA’ STA ANCHE NELLO SPERARE,
IL MONDO E’ LIBERO DI AMARE,
E LO SI FA’ SENZA GUERRE..
RIT.
FERMATI, NON COMMETTERE ALTRI DANNI,
BASTA METTERSI NEI PANNI,
DI CHI HA PERSO OGNI RAGIONE,
E VORREBBE QUALCOSA DI PIU’,
RITROVANDO QUEI VALORI,
QUI SI MUORE PER UN NIENTE,
TUTTI SANNO MA SI MENTE,
E LA GENTE NON CE LA FA’ PIU’… NON CE LA FA PIU’…

NOI SIAMO UNA GENERAZIONE,
CHE NON SA’ PIU’ DOVE ANDARE,
COLPA DI UNA CONFUSIONE,
CHE CI PORTA A SBAGLIARE QUI C’E’…
CRISI ESISTENZIALE..CRISI ESISTENZIALE..CRISI ESISTENZIALE…!”
Savio De Martino

Albert Einstein
“Bisognerebbe evitare di predicare ai giovani il successo nella solita forma come lo scopo principale nella vita. Il motivo più importante per lavorare a scuola e nella vita è il piacere nel lavoro, piacere nel suo risultato, e la consapevolezza del valore del risultato per la comunità.”
Albert Einstein

Traci Chee
“Il punto non è aspettare che le cose vadano meglio," gli spiegava il padre. "Il punto è fare sempre del tuo meglio e credere fermamente di poter migliorare giorno dopo giorno.”
Traci Chee, The Reader

Primo Levi
“Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la miglior approssimazione concreta alla felicità sulla terra.”
Primo Levi, La chiave a stella e quattro racconti

Beppe Fenoglio
“Imparerai presto che quando non si è in azione il partigiano è il mestiere più noioso al mondo.”
Beppe Fenoglio, Il libro di Johnny

Primo Levi
“A me interessavano di più le storie della chimica solitaria, inerme e appiedata, a misura d'uomo, che con poche eccezioni è stata la mia: ma è stata anche la chimica dei fondatori, che non lavoravano in équipe ma soli, in mezzo all'indifferenza del loro tempo, per lo più senza guadagno, e affrontavano la materia senza aiuti, col cervello e con le mani, con la ragione e la fantasia.”
Primo Levi, The Periodic Table

Primo Levi
“Chi per mestiere compra o vende si riconosce facilmente: ha l'occhio vigile e il volto teso, teme la frode o la medita, e sta in guardia come un gatto all'imbrunire.”
Primo Levi, The Periodic Table

Primo Levi
“Il mestiere di chimico (fortificato, nel mio caso, dall'esperienza di Auschwitz) insegna a superare, anzi ad ignorare, certi ribrezzi, che non hanno nulla di necessario né di congenito: la materia è materia, né nobile né vile, infinitamente trasformabile, e non importa affatto quale sia la sua origine prossima.”
Primo Levi, The Periodic Table

Benjamin Kunkel
“Però, spesso, quando ero in ufficio, rilassato e prigioniero, sovraqualificato e climatizzato, avevo il sospetto che la condizione dell'ape operaia di basso livello fosse ingiustamente deprecata dai sostenitori della giustizia sociale e del potenziale imano. Certo le paghe erano basse, i benefit inesistenti, le possibilità di fare carriera discutibili, e l'indifferenza aziendale verso i nostri talenti nascosti praticamente assoluta. Ma quale immensa pace, quasi vegetale, si godeva lavorando per l'Uomo! [...] Di notte potevo sentirmi male rendendomi conto della mia mediocrità, ma in un certo senso, mentre me ne stavo davanti al terminale e mi dondolavo leggermente avanti e indietro sulla mia dozzinale poltroncina da ufficio, avevo la sensazione che, se solo avessi continuato a svolgere con la doverosa diligenza quel mestiere molto attuale e molto americano che dopotutto qualcuno doveva pur fare, allora qualunque cosa fosse successa a me o al mio Paese non sarebbe stata colpa mia”
Benjamin Kunkel, Indecision

“Le nostre piccole caratteristiche uniche, se inserite in un ambiente accogliente e inclusivo, possono moltiplicare la loro efficacia e accelerare lo sviluppo delle competenze di chi sta intorno in un perenne scambio di risorse intellettuali.”
Silvia Bolzoni, Dammi tre parole. Piccola storia romantica di un'azienda felice

Gino Vignali
“Professare il giornalismo era un po' come per una donna fare la hostess. Si trattava di lavori che solo i diretti interessati sapevano che facevano schifo.”
Gino Vignali, Neppure un rigo in cronaca

“Ho voglia di lavorare. Ne ho bisogno. Come sempre il lavoro distrae, assorbe l'humus del cervello, prosciuga protegge da quelle divagazioni che iniziano in maniera innocente, quasi per gioco, poi lentamente si trasformano in un attacco demolitore che non si arresta davanti a nulla e la furia iconoclasta, convinta di ottemperare a un dovere morale inciso nel dna, distrugge tutto ciò che gli capita a portata di tiro: le cose che si sono dette e fatte, le amicizie e gli affetti e le chiacchiere da bar, le scelte che si sono portate avanti e quelle che si sono abbandonate, neppure i vestiti indossati in quella o quell'altra occasione vengono risparmiati, tutto ciò che abbiamo addosso, intorno, dietro alle spalle, nei cassetti, nelle zone meno accessibili del cervello, è uno sbaglio di cui vergognarsi e che reclama vendetta.”
Giovanni Ragonesi, La primavera da lontano