Marcel Proust

“Gli esseri che ne hanno la possibilità - è vero che si tratta degli artisti, e io ero convinto da tempo che non lo sarei mai stato - hanno anche il dovere di vivere per sé; ora, l'amicizia è una dispensa da questo dovere, un'abdicazione a se stessi. Persino la conversazione, che dell'amicizia è il modo d'esprimersi, è una divagazione superficiale, che non ci fa acquistare nulla. Possiamo conversare tutta una vita senza far altro che ripetere all'infinito il vuoto di un minuto, mentre il cammino del pensiero, nel lavoro solitario della creazione artistica, si snoda in profondità, l'unica direzione che non ci sia preclusa, e nella quale ci sia dato anzi dl progredire - sebbene con maggior fatica - verso un risultato di verità. E l'amicizia non soltanto è priva, come la conversazione, di qualsiasi virtù; è anche funesta. Infatti l'impressione di noia cui non possono sottrarsi, quando rimangono accanto agli amici - cioè alla superficie di se stessi - anziché proseguire nel profondo il loro itinerario di scoperte, quelli fra noi la cui legge dl sviluppo sia puramente interna, questa impressione di noia, quando poi ci ritroviamo soli, l'amicizia ci persuade a rettificarla, a ricordare con emozione le parole dell'amico, a considerarle come un apporto prezioso, mentre noi non siamo come costruzioni cui si possano aggiungere pietre dall'esterno, ma come alberi che traggono dalla propria Iinfa il nodo successivo del loro fusto, il piano superiore della loro fogliazione.”


Marcel Proust, In the Shadow of Young Girls in Flower
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In the Shadow of Young Girls in Flower (In Search of Lost Time, #2) In the Shadow of Young Girls in Flower by Marcel Proust
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