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Neither Here nor There: Travels in Europe
(Bryson and Katz #1)
by
Bill Bryson's first travel book, The Lost Continent, was unanimously acclaimed as one of the funniest books in years. In Neither Here nor There he brings his unique brand of humour to bear on Europe as he shoulders his backpack, keeps a tight hold on his wallet, and journeys from Hammerfest, the northernmost town on the continent, to Istanbul on the cusp of Asia. Fluent in
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Paperback, 254 pages
Published
March 28th 1993
by William Morrow Paperbacks
(first published 1991)
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Community Reviews
Showing 1-24
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Edit: Il libro mi è piaciuto, ma ho scoperto che in realtà Bryson viene in Italia. Solo che nella traduzione italiana questa parte scompare. Assurdo.
Il voto è da ritenersi riferito alla versione italiana.
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Divertente e interessante come tutti i libri di Bryson.
Questa volta parte per un viaggio nell'Europa continentale, dalla scandinavia fino a Instanbul, a due passi dall'Asia. Passando per Francia, Svizzera, Austria, Germania e Balcani.
L'unica delusione è stata che in tutto questo ha evitato ...more
Il voto è da ritenersi riferito alla versione italiana.
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Divertente e interessante come tutti i libri di Bryson.
Questa volta parte per un viaggio nell'Europa continentale, dalla scandinavia fino a Instanbul, a due passi dall'Asia. Passando per Francia, Svizzera, Austria, Germania e Balcani.
L'unica delusione è stata che in tutto questo ha evitato ...more
Avevo mal giudicato Bill Bryson con "Breve storia di (quasi) tutto", che -probabilmente dovuto al momento- non mi aveva preso per niente.. Invece come autore mi piace un sacco! Mi ha fatto divertire, incuriosire, viaggiare con lui.. E per un libro che parla di un "on the road".. Che altro posso chiedere?!
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Lamentatio del turista americano
Non ho mai scritto una parola su di lui, ma Bill Bryson è da qualche anno uno dei miei scrittori preferiti. E' ironico come ora mi veda costretto a scriverne male.
Una città o l'altra è il diario di un'avventura tipicamente Brysoniana: lui che prende zaino e traveler's cheque e a bordo di un qualsiasi mezzo di locomozione viaggia abbastanza casualmente. Il terreno su cui si muove è l'Europa, da Hammerfest ovvero l'estrema punta nordica dell'Europa a Istanbul, p ...more
Non ho mai scritto una parola su di lui, ma Bill Bryson è da qualche anno uno dei miei scrittori preferiti. E' ironico come ora mi veda costretto a scriverne male.
Una città o l'altra è il diario di un'avventura tipicamente Brysoniana: lui che prende zaino e traveler's cheque e a bordo di un qualsiasi mezzo di locomozione viaggia abbastanza casualmente. Il terreno su cui si muove è l'Europa, da Hammerfest ovvero l'estrema punta nordica dell'Europa a Istanbul, p ...more
E' il primo libro che leggo di Bryson e credo che gli darò comunque una seconda possibilità, ma certo questo non mi ha convinta.
Indubbiamente scrive in maniera accattivante, è ironico e ti strappa una risata qua e la.. Ma durante l'intera lettura non ho fatto altro che chiedermi perché non se ne sia stato piuttosto a casa sua. Insomma, di tutti i paesi visitati (comunque relativamente pochi volendo parlare di un viaggio attraverso l'Europa!) non ce n'è stato uno che gli sia piaciuto, è tutta una ...more
Indubbiamente scrive in maniera accattivante, è ironico e ti strappa una risata qua e la.. Ma durante l'intera lettura non ho fatto altro che chiedermi perché non se ne sia stato piuttosto a casa sua. Insomma, di tutti i paesi visitati (comunque relativamente pochi volendo parlare di un viaggio attraverso l'Europa!) non ce n'è stato uno che gli sia piaciuto, è tutta una ...more
Un libro di viaggio veramente esilarante, roba da scoppiare a ridere ogni due per tre... se si apprezza l'irriverenza di Bryson.
Nella mia vecchia edizione non compare la parte del viaggio in Italia (ma perché censurare???) quindi un'amica mi prestò il suo libro in inglese per leggere la parte mancante. Ad oggi pare che esista una nuova edizione italiana che include la parte precedentemente omessa ...more
Nella mia vecchia edizione non compare la parte del viaggio in Italia (ma perché censurare???) quindi un'amica mi prestò il suo libro in inglese per leggere la parte mancante. Ad oggi pare che esista una nuova edizione italiana che include la parte precedentemente omessa ...more
Mi aspettavo forse troppo da questo libro, che in ogni caso si lascia leggere ma che non offre grandi spunti. Pieno zeppo di luoghi comuni (gli italiani sono caciaroni e gli svizzeri sono antipatici ma precisi), è un libro che non racconta fondamentalmente nulla di nuovo.
L'autore è sempre dissacrante nelle sue descrizioni e a tratti fa anche ridere ma secondo me c'è di meglio ...more
L'autore è sempre dissacrante nelle sue descrizioni e a tratti fa anche ridere ma secondo me c'è di meglio ...more
Non mi è piaciuto molto l'approccio di Bryson in questo racconto di viaggio affrontato con superiorità e un po' troppe critiche.
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Una città o l'altra è il diario di viaggio di Bill Bryson, un curioso e simpatico turista, che decide di attraversare l'Europa in lungo e in largo, partendo dalla città più settentrionale del mondo, Hammerfest, in Norvegia, fino ad arrivare a Instabul, alle porte del continente asiatico. Lo spirito, l'ironia, l'autoironia aiutano l'autore e il lettore a instaurare una sorta di rapporto con la città o il paese europeo visitato. Non si può che ridere delle disavventure che affronta ogni singolo gi
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Peccato: Bryson è uno degli scrittori che preferisco per il suo modo di scrivere divertente e coinvolgente, qui però ha esagerato con le critiche ai luoghi visitati, descritti con il filtro della sua esperienza personale.
Bryson, giovane ventenne americano, compie un viaggio zaino in spalla per l’Europa. Prova a ripetere l’esperienza 18 anni dopo, nel 1990, diventato ormai londinese.
Principalmente beve birra, si sposta tra un Paese e l’altro, e cammina per le città. Ripete all’incirca lo stesso i ...more
Bryson, giovane ventenne americano, compie un viaggio zaino in spalla per l’Europa. Prova a ripetere l’esperienza 18 anni dopo, nel 1990, diventato ormai londinese.
Principalmente beve birra, si sposta tra un Paese e l’altro, e cammina per le città. Ripete all’incirca lo stesso i ...more
Narrativa svelta e confusionante quale descrive nel dettaglio i disagi del viaggio invece di approfondirsi nella cultura e storia delle località visitate. Nonostante tutto leggibile grazie l'umorismo dellautore anche se proiettato attraverso le lenti americane di Bryson. Mi aspettavo di più dopo aver letto "Down Under".
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Bisogna cominciare col dire che è un diario di viaggio come dice il titolo, e come tale deve piacere questa tipologia di narrativa.
La scrittura dell'autore è molto vivace, quasi colloquiale e la sua ironia può piacere come può anche offendere (a me è successo).
Non so se lo rileggerei. ...more
La scrittura dell'autore è molto vivace, quasi colloquiale e la sua ironia può piacere come può anche offendere (a me è successo).
Non so se lo rileggerei. ...more
Libro letto in due parti. L'ho abbandonato perchè non mi aveva preso e anzi, un pò a causa di alcune recensioni negative, mi sono lasciata condizionare. L'ho ripreso e devo dire che mi è piaciuto. L'autore ha un modo di scrivere spigliato e divertente, però bisogna leggerlo con lo spirito giusto.
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Divertente.E poi in 20 anni l'Italia mica è cambiata tanto...
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Nonostante il lettore sia avvertito dal colophon che sta leggendo un libro del 1991, pubblicato da Guanda nel 2002 con delle aggiunte riguardanti le parti dedicate all'Italia, non può fare a meno di sentire una leggera insofferenza - ma di certo non ne ha colpa l'autore - notando che il testo è superato nei contenuti e praticamente inservibile come guida di viaggio. Si tratta di un viaggio nell'Europa pre-caduta del Muro di Berlino, e il viaggiatore si trovava a dover cambiare moneta ad ogni con
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E' sempre bello leggere di viaggi: ritornare con la mente nei luoghi già visitati, immaginarsi i nuovi luoghi che vengono descritti, e sentire anche se in piccolo quel brivido e quel misto di sensazioni che porta con sè il viaggiare.
Bryson è a tratti irritante con la sua fissazione per gli stereotipi e con l'immancabile recensione dei negozi di ogni città visitata, ma alla fine è stata una bella lettura. ...more
Bryson è a tratti irritante con la sua fissazione per gli stereotipi e con l'immancabile recensione dei negozi di ogni città visitata, ma alla fine è stata una bella lettura. ...more
Turista consapevole o burlone inveterato? Di certo l'ingenuità quasi infantile dell'americano in Europa (e non per la prima volta) appare a tratti forzata, quasi si volesse dimostrare che gli stereotipi su francesi, tedeschi, italiani ecc. sono il ritratto sputato della realtà. Gli unici ad essere confermati, però, sono quelli sugli Yankees. E non è detto che si tratti di un complimento. Spassoso.
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Nov 18, 2010
GloriaGloom
rated it
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·
review of another edition
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soldi-buttati
Invero una delusione. Un umorismo sciatto, a esser buoni alla Severgnini, a strologare banalità intorno al traffico di Roma, i tramonti di Capri e le canne di Amsterdam. Meglio tornare a Jerome ai suoi tre uomini in barca e a zonzo, non c'è paragone.
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Le tre stelle sono pi�� per l'autore che per il libro, un po' troppo infarcito di stereotipi. Se vi interessa Bryson ma non avete ancora letto nulla di suo, io vi consiglio di iniziare da America perduta o da Una passeggiata nei boschi.
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Libretto umoristico, a tratti un po' stupidino, in altre parti però fa ridere, e quindi va bene.
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Mollato a metà, a causa della spiritosaggine insopportabile dell'autore.
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L'avevo tanto amato, Bill Bryson, ma ora non lo reggo più. Ho letto negli anni scorsi con passione le sue "brevi storie" e svariate avventure, apprezzandone il modo leggero di raccontare... Qui invece (come anche in "Notizie da un'isoletta") il suo humour mi ha infastidito, e ho trovato ben poco interessante e parecchio ripetitivo il resoconto del suo viaggio in Europa.
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| topics | posts | views | last activity | |
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| Goodreads Librari...: Book summary is a sales description | 2 | 14 | Jan 21, 2018 04:41AM | |
| Books to read in Europe | 1 | 12 | Mar 24, 2017 10:32PM |
William McGuire "Bill" Bryson, OBE, FRS was born in Des Moines, Iowa, in 1951. He settled in England in 1977, and worked in journalism until he became a full time writer. He lived for many years with his English wife and four children in North Yorkshire. He and his family then moved to New Hampshire in America for a few years, but they have now returned to live in the UK.
In The Lost Continent, Bil ...more
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“But that's the glory of foreign travel, as far as I am concerned. I don't want to know what people are talking about. I can't think of anything that excites a greater sense of childlike wonder than to be in a country where you are ignorant of almost everything. Suddenly you are five years old again. You can't read anything, you have only the most rudimentary sense of how things work, you can't even reliably cross a street without endangering your life. Your whole existence becomes a series of interesting guesses.”
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“Is there anything, apart from a really good chocolate cream pie and receiving a large unexpected cheque in the post, to beat finding yourself at large in a foreign city on a fair spring evening, loafing along unfamiliar streets in the long shadows of a lazy sunset, pausing to gaze in shop windows or at some church or lovely square or tranquil stretch of quayside, hesitating at street corners to decide whether that cheerful and homy restaurant you will remember fondly for years is likely to lie down this street or that one? I just love it. I could spend my life arriving each evening in a new city.”
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