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Quel Natale nella steppa

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In questi racconti la scrittura di Mario Rigoni Stern, precisa e rigorosa ma in grado di chinarsi ad ascoltare le più minute sfumature delle vicende umane, rievoca e riporta in vita un mondo che sta irrimediabilmente scomparendo. È la forza di uno scrittore che ha trasformato la lucida testimonianza delle ultime disastrose guerre in indimenticabile lezione civile, ricostruendo le ragioni profonde dell'essere uomini e dello stare insieme. Il Natale emerge come rappresentazione del mondo più autentico che l'autore porta con sé, custode di quei valori umani che le sue pagine cercano di conservare e tramandare, e che diventa la chiave di riferimento con cui fronteggiare gli avvenimenti del presente.

72 pages, Paperback

First published January 1, 2006

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About the author

Mario Rigoni Stern

66 books88 followers
Mario Rigoni Stern was an Italian author and World War II veteran.
His first novel Il sergente nella neve, published in 1953 (and the following year in English as The Sergeant in the Snow), draws on his own experience as a Sergeant Major in the Alpini corp during the disastrous retreat from Russia in the World War II. It is his only work to be translated into English and Spanish.
Other well-known works also include Le stagioni di Giacomo (Giacomo's Seasons), Storia di Tönle (The Story of Tönle), and the collection of short stories Sentieri sotto la neve (Paths Beneath the Snow).
He was awarded the Premio Campiello and the Premio Bagutta for Storia di Tönle, and the Italian PEN prize for Sentieri sotto la neve.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Albus Eugene Percival Wulfric Brian Dumbledore.
614 reviews99 followers
November 20, 2021
«... scrivo quando ho qualcosa da dire.».
Una piccola, preziosa raccolta di testi brevi, che Rigoni Stern scrisse tra il ’78 e il 2000. Marione narra del Natale come rappresentazione del suo mondo e dei valori che questo mondo esprime, e che lui ha saputo raccontarci nei tanti suoi bellissimi libri. Alcuni sono Natali di Guerra, altri ci parleranno, semplicemente, di Natali Vecchi e Natali Nuovi.
Nella sua nota finale ai testi, Giovanni Cerutti scrive: «La scrittura precisa e rigorosa, ma in grado di chinarsi ad ascoltare le più minute sfumature delle vicende umane – che aveva trasformato la lucida testimonianza delle disastrose guerre del fascismo in indimenticabile lezione civile, ricostruendo le ragioni profonde dell’essere uomini e dello stare insieme – si colora di tonalità incantate per rievocare e riportare in vita un mondo che sta irrimediabilmente scomparendo.».
Ecco come lo scrittore, in maniera essenziale, si racconta in Storia di una vita, del 2003:
«Vivo ad Asiago, mio paese natale e terra degli avi, amo camminare per le mie montagne, sciare, coltivare l’orto: scrivo quando ho qualcosa da dire. Sono sposato ad Anna, mia compagna di scuola, ho tre figli e quattro nipoti.».
Buon Natale.
Profile Image for Barbara78e.
55 reviews6 followers
December 13, 2012
Ecco un'idea intelligente (ed economica), da fare a Natale.
Si tratta di una serie di racconti che ha come tema il "vivere la Natività". Il libro si divide in due parti: "Natali di guerra" e "Natali vecchi, Natali nuovi".
Nel primo racconto (Quel Natale nella steppa), l'autore racconta la "battaglia di Natale", ovvero l'offensiva russa contro il Corpo di Spedizione Italiano, lo sfondamento della linea italiana e la ritirata del Corpo d'Armata Alpino.
Il secondo, "Nel Lager una zuppa clandestina", narra il Natale del 1943, trascorso da Rigoni Stern nel Lager in Polonia, dove i torsoli di cavoli presi da un orto, mischiati a zucchero e farina diventavano una pranzo natalizio.
Il terzo, "Nella valle del perdono impossibile", la storia del Natale di un boscaiolo che l'anno prima, 1944, era stato catturato dai fascisti , condannato per banditismo e internato in un Lager. Durante il Natale appunto, rimasto solo in una vecchia osteria semidistrutta, riceve una visita. Il suo maestro della scuola elementare, che aveva fatto parte della Brigata Nera che lo aveva catturato e mandato al Lager, vuole chiedergli perdono per quello che gli ha fatto. Il protagonista rievoca per un attimo le atrocità passate e decide che non può perdonarlo: "... non per quanto lo riguardava direttamente, ma per gli altri che non avevano più nemmeno un fuoco da guardare..."
Nella seconda parte del libro, le storie riguardano tempi più recenti. Ne "L'albero Chioccia", alcuni alberi secolari, importanti sia per la loro età che per quello che significavano per gli abitanti, vengono abbattuti, cambiando non solo il paesaggio, ma anche l'anima di chi li amava.
"L'albero di Natale" è una difesa della tradizione di fare l'albero di Natale con un abete vero. Questo perché un taglio razionale agevola lo sviluppa del bosco.
Il terzo racconto, che dà il titolo alla seconda parte, descrive come il Natale si sia svuotato del calore umano, specialmente nei giovani. Contrappone la descrizione di un'uscita nel bosco sotto la neve, con l'immagine di quattro ragazzi con moto da cross che quasi l'investono e cadendo bestemmiarono. Termina chiedendosi "E' questa la realtà?" 
Nel quarto racconto, "I mercanti nel mio presepe", ripercorre i capodanni che ha vissuto: nel 1938, pieno del calore della sua famiglia, forte dei suoi sedici anni. Nel 1948,dopo la guerra e due anni di Lager, si ritrova a ricordare gli amici che non sono riusciti a tornare e si interroga sui perché. Il 31 dicembre 1997, scende al paese e ripercorre le vie dove tanti anni prima aveva giocato liberamente, senza paura delle auto, con l'odore del fumo della legna, invece dei tubi di scappamento. Un consumismo sfrenato ha storpiato l'immagine del paese, dove tanti anni fa il calore umano e la semplicità scaldava il cuore e il corpo.
"Storia di una vita" è una breve autobiografia, e credo che su chi sia Mario Rigoni Stern, non ci sia bisogno di altre parole.
Nei racconti pervade la scrittura di Mario Rigoni Stern, capace di intrecciare vicende umane vissute nello scenario disastrato della guerra, con racconti attuali. Senza sembrare bigotto, riesce a trasmettere l'integrità morale e i valori che l'autore porta con sé. E' tuttavia disilluso quando si chiede "E' questa la realtà?", dopo che quattro moto da cross l'hanno quasi travolto mentre sciava nel bosco.
Sono racconti di vita vissuta, che un po' lasciano l'amaro in bocca, soprattutto perché appare chiaro come il "progresso" abbia cancellato, o quantomeno accantonato, valori come la semplicità, il rispetto per gli altri e il calore umano.
Una piccola raccolta di un grande Rigoni Stern, che consiglio di leggere e di far leggere.
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Profile Image for S©aP.
408 reviews72 followers
November 15, 2012
Piccola antologia da comodino. La breve lettura serale. Chi conosce già MRS, qui trova gradevoli conferme. Chi non lo conoscesse può farsi un'idea di temi, argomenti, stile e intensità dello scrittore. Per poi scegliere tra i tanti e bellissimi testi sin qui pubblicati.
Profile Image for Roberto/Isairon.
289 reviews7 followers
September 9, 2017
Piccoli racconti, pensieri. Nella prima parte ricorda il giorno di Natale nei vari anni di guerra, come soldato, poi come prigioniero. Nella seconda, le sue montagne, i suoi boschi, la vita com'era prima della guerra e poi come non sarà più! - "E questa la realtà?" Mi chiesi. -
Nell'ultima racconta la sua vita e i suoi scritti, soprattutto i suoi scritti. Pubblicità? Non importa, anche se fosse, è più che perdonato. Il brano a pagina 54 è a dir poco meraviglioso! :D
Profile Image for arcobaleno.
653 reviews163 followers
November 17, 2012
Mario Rigoni Stern con scrittura semplice permette al lettore, anche in questa raccolta, di rivivere le atmosfere di un mondo trascorso, di vite sincere, di luoghi semplici; quando il coraggio del cuore e la genuinità dei sentimenti prevalgono su tutto, anche sulla povertà e sulla guerra.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
December 27, 2013
C'è un'analogia particolare tra questa smilza raccolta di racconti e articoli da giornale di Rigoni Stern e il classico dei classici natalizi, 'Canto di Natale' di Dickens: come nel romanzo inglese anche qui chi legge trova un confronto tra tre Natali diversi. Solo, si tratta di tre Natali molto lontani dallo spirito dickensiano, con un fondo di amarezza e di stanchezza, civile e umana.
Il primo, che dà il titolo alla raccolta, è il ricordo del Natale passato nelle steppe russe durante la campagna di guerra tra '42 e '45, compreso il periodo successivo di prigionia, e porta con sé il peso dell'esperienza attorno alla quale ruota tutto il senso della vita dello scrittore trentino.

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