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L'armadio della vergogna

Fra il 1943 e il 1945 decine di migliaia di civili furono vittime di 2273 stragi brutali compiute da nazisti e fascisti in tutto il paese. Nei mesi successivi alla Liberazione, molti dei colpevoli furono individuati e su di loro furono aperti procedimenti penali. Ma dal 1947 una mano ignota ha messo tutto a tacere. Dentro un armadio custodito nella Procura generale militare, 695 fascicoli sono rimasti sepolti per mezzo secolo. Dal 1994 la Procura militare ha riavviato i processi a carico dei pochi superstiti. L'autore, che ha portato alla luce l'esistenza dell'armadio della vergogna, ripercorre l'intera vicenda dell'insabbiamento e ricostruisce quelle stragi.

303 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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Profile Image for Dagio_maya .
1,182 reviews377 followers
August 1, 2017
Ci sono armadi e armadi….

A volte ci si aggrappa a luoghi comuni per coprire le proprie manchevolezze.
Nel mio caso, la pigrizia vigliaccamente si scherma dicendo; «non esistono più le stagioni di una volta!». Il risultato è che, per giorni e giorni, ignoro il mio guardaroba.
Se apro le ante mi si para davanti uno spettacolo disordinato di abiti che, a seconda del tempo, sono troppo leggeri, o al contrario, troppo pesanti.
Me ne vergogno ma continuo a far finta che non ci sia questo dissidio tra me la meteorologia.
M’imbarazzo del mio caotico privato ma, in fondo, a chi do fastidio se non a me stessa?
A chi faccio del male?

C’è un altro armadio invece…
description

” Un vecchio mobile di tipo ministeriale, marrone scuro, in più parti tarlato. Stava alla fine di un corridoio defilato della Procura generale militare, in un andito seminascosto e poco frequentato del magnifico palazzo cinquecentesco, un tempo proprietà della famiglia Cesi, in via degli Acquasparta, a Roma. Le due ante rivolte verso il muro, forse perché a nessuno venisse in mente di aprirlo o, forse, perché, mi venne istintivo pensare, come per un atteggiamento di vergogna”

Quell’armadio si sentiva a disagio perché ciò che conteneva non era semplice carta ma il segno nero dell’inchiostro che raccontava storie dei giorni in cui le bestie a due gambe giravano liberamente.

” Quindici, forse ventimila civili, in gran numero bambini, donne e anziani, uccisi senza pietà da nazisti e da fascisti che aderivano alla Repubblica di Salò. Le migliaia, forse decine di migliaia, di nostri militari trucidati proditoriamente dagli scherani di Hitler dopo che avevano alzato bandiera bianca. I settecentomila soldati, sempre nostri soldati, gettati nei campi di prigionia nazisti di cui un’infima minoranza aderì a Salò (molti lo fecero esclusivamente per fame) e cinquantamila non tornarono più.”

Delle braccia hanno appoggiato sui ripiani questi faldoni; pigiando e spingendo perché poi se ne contarono seicento novantacinque (695!!!).

Delle mani hanno chiuso quella ante.

Delle spalle si sono girate e delle orecchie si sono tappate per non sentire le grida di chi cercava giustizia.

Chi ha occultato e perché?

“Le vicende umane sono molteplici, infinite. Ma la storia, quella che dice del passato e insegna per il futuro, è una sola”

E’ il 1994 (!!!) quando l’armadio è riaperto e si muove la macchina della giustizia anche se con gran difficoltà, zoppicando.
Sono passati cinquant’anni (!!!!) e si fa fatica a ritrovare sia vittime superstiti sia carnefici; alcuni molto invecchiati, altri, ormai morti.
La memoria si sforza ma a volte è sconfitta perché in molti casi i nazi-fascisti coprivano il volto con una retina creata appositamente per non farsi riconoscere (!!!!).
L’armadio contiene, però, quasi tutti i nomi e anche gli atti di sentenze che furono emesse negli anni immediatamente dopo la fine della guerra. Sì, qualche processo ci fu ma come ci si sente a leggere storie come questa?

” Paludi di Fucecchio (Pistoia): tre anni per 184 omicidi

23.8.1944
È la bilancia l’emblema della giustizia: colpa e pena in un equilibrio ideale. Ecco, mettete su uno dei piatti l’assassinio di 27 bambini, 63 donne e 94 uomini, per lo più vecchi. Fa 184 morti, (più 22 feriti). Sull’altro piatto: 3 anni di carcere, cioè 36 mesi, vale a dire 1095 giorni, un’età che alcuni di quei bimbi non avevano neanche lontanamente raggiunto. Neanche sei giorni per ogni vittima, attesta una macabra contabilità. Negli antichi fascicoli nascosti nell’Armadio della vergogna c’è anche di questo, una sentenza che grida sdegno, orrore, vendetta. La emisero il 23 settembre del 1948, a Firenze, cinque giudici militari italiani, un generale e quattro tenenti colonnelli. “


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Profile Image for Simona Calò.
507 reviews14 followers
November 25, 2022
E' una vicenda di un'ingiustizia talmente profonda, prima per la crudeltà degli omicidi e poi per la vicenda giudiziaria, che è incredibile sia così poco nota alla gente e meriterebbe senza dubbio una ricorrenza nazionale, un capitolo nei libri di storia, una conoscenza diffusa a livello popolare. Fondamentale, allora, l'iniziativa dell'autore, che tenta di spiegare l'insabbiamento così platealmente indifferente alla dignità umana e ricorda, una a una, le vicende che interessarono interi paesi in tutta Italia. Era troppo importante leggerlo, ma l'angoscia che deriva dalle lettura mi ha profondamente turbata.
Profile Image for Sara Rocutto.
528 reviews9 followers
Read
August 29, 2019
Un uomo da incontrare, Giustolisi. Venne a Pordenone, lo invitammo a presentare il suo libro, ed era convinzione e determinazione, qualcosa che serve sentire e capire per poter fare un passo in avanti nella nostra storia...
125 reviews
August 16, 2025
Il libro merita di essere letto.
L'opera di Giustolisi è utile e a tratti sconvolgente il racconto delle stragi nazifasciste e della impunità.
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