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Rosso italiano

Sullo sfondo della torrida estate milanese la Dea pagana, un'assassina dall'identità sconosciuta, miete vittime tra le forze dell'ordine e della magistratura con macabra ferocia. Sono sulle sue tracce Annibale e Valsesi, due poliziotti agli antipodi, sia politicamente che operativamente... Nel frattempo, da Tokio sbarcano tre misteriosi giapponesi, tutti con il mignolo tagliato, segno inequivocabile della loro appartenenza alla Yakuza. Che cosa ci fanno in Italia? E chi è Aska, la ragazza cui danno la caccia? Rainer descrive un'Italia feroce e violenta. Dove l'unica legge è quella del più forte. Dove la redenzione non è che una flebile luce in una distesa di oscurità.

253 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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Massimo Rainer

4 books1 follower

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 49 books78 followers
May 18, 2016
Duro, sporco, cattivo, grondante sangue che nemmeno una macelleria, con personaggi così improbabili da mettere il dubbio che in realtà persone così esistano davvero, per non parlare delle situazioni.
Un vero noir del filone splatter, con una scrittura da manuale, adrenalinico e che si legge di un fiato.
Solo una leggera caduta di stile e un paio di incongruenze nel finale impediscono di assegnare il massimo dei voti.
Da leggere assolutamente.
Profile Image for Sandra.
981 reviews359 followers
September 3, 2012
Il libro più cattivo dell'anno.
Così è scritto nella fascetta e nel retro del libro.
Non è il mio genere, non amo i "sapori forti".
La storia però è interessante ed è scritto bene. Complimenti all'autore.
Profile Image for Kin.
2,462 reviews27 followers
November 8, 2022
Granguignolesco. Autore eccessivo, ma si fa leggere.
73 reviews
January 17, 2019
E' un libro un po fuori dai soliti schemi del giallo o del thriller, secondo me non è classificabile in nessuno dei due generi. E' scritto molto bene e con uno schema originale di frammenti contemporanei che si svolgono in diversi luoghi del mondo. Non mi è piaciuto moltissimo ma ho apprezzato l'originalità e le tante citazioni di canzoni che non ti aspetti in un racconto così.
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews115 followers
January 27, 2014
Pimp my book Una fortunata trasmissione televisiva riprendeva un proprietario di auto obsoleta e triste che la consegnava a una gang di interventisti pronti ad operare le pi� assurde trasformazioni: la ragazzina riceveva quindi la sua tristissima opel grigia crisalidamente infarfallita in lilla con lampi arancio e ogni sorta di gadget, di solito scelti sulle sue pi� esagerate aspettative mediatiche. Rainer prende un genere, e lo moltiplica per se stesso. Pi� psicopatie sessuali della biblioteca di Krafft-Ebing, violenza splattergore peggio di una cura Ludovico, e una Milano dove Gaber, Beccaria, e perfino Gino Bramieri sono oramai solo nomi di strade (e Via Formigoni solo un augurio) una citt� dove King-Kong entrerebbe solo se scortato da Godzilla. Scrivendo a slides moOolto pi� veloci della tipica presentazione powerpoint, ci facciamo il nostro cinecartoon dove poliziotti incazzati e politically correct come un eruzione vulcanica finiscono in un gorgo a tempesta perfetta con nemici, botte, revolverate, incidenti, mafiosi d'importazione e balordi di produzione propria combinati in una frenetica caccia al filo rosso, la Dea, intervenuta per misteriosissimi motivi mentre una donna scomparsa (e rapita?) fa capire che il filo � rosso solo perch� � una miccia e chi la segue non sa mai se va verso chi l'ha accesa o lato dinamite. Massimo Rainer, en passant si toglie anche qualche ciottolo dalle scarpe cos� come inframmezza a sorbetto svariate entrate impreviste e divertenti scansioni comiche inadatte se fosse un libro strenna natalizia per famiglie; a meno che non si parli della famiglia Addams... Grato per avermi fatto divertire per un giorno viaggiando su una deviazione che di solito non frequento e di averci evitato ogni tentativo di proporsi come erede di Scerbanenco (o altri: le campionature sono rese apposta cos� palesi da essere chiari omaggi a chi lo ha preceduto) spero che abbia un seguito. Ovviamente in un cinefumetto disegnabile da Magnus o da Liberatore - o perch� no - pure Corben, i personaggi hanno reazioni pavloviane piuttosto che personalit� vere e proprie ma ci mancherebbe altro che avesse confezionato le plastichine spacciate come persone dai soliti USAni (Americano era Chandler, questi qua no) onest� innanzitutto. Termino con qualche notarella sparsa: - La plausibilit�, mia unica dea, non � stata accantonata per far spazio alla Dea. Le diapo �una alla volta�, sono plausibili, l�uso dei servizi, la loro formazione, la mentalit� olim miles semper miles, quella mafiosa - non importa il continente, , l�esagerato numero di persone che usano la preparazione H come dentifricio, , il fatto che molti fanno numero, che molti sono mezzo e mai saranno fine, il tritacarne somalo, l�abuso di potere, le deviazioni e i contrasti ad libitum. Casomai � il voluto utilizzo delle tessere da puzzle per giocare a domino che produce un risultato deviante, ma � un suo diritto. - su Anobii ho trovato aquile che hanno scritto che � troppo violento e pure che � razzista (sic!). Il libro riporta una enorme nota di commovente na�vet�: �il libro pi� cattivo dell�anno�. Mi hanno detto che i sopracitati furono visti uscire da �El Rey del Chili� lamentandosi della cucina piccante. - colonna sonora: da molto tempo spesso la aggiungo ai piedi della recensione, qui - con moltissime meretrici strizzate d'occhio alla mia generazione - � ottimamente inclusa nel testo. - la copertina � parte costitutiva della storia, le gambe infatti sono di una Barbie. - il commissario Vallesi ha un orrendo difetto. Si veste schifosamente simile a me - capelli rapati inclusi - quando giro per un centro storico medio onde evitare tampinamenti e rotture di scatole galore. Rileggo: Vallesi � pi� giovane e quindi non sono io che imito lui. Accettabile. Cos� come i molti "mooolto" usati nel libro e NELLE MIE RECENSIONI!!!. Pare che entrambi abbiamo letto Ellroy in ginocchio sui ceci. Vada. - non vestitevi MAI da coniglietta di Playboy per fuggire, fidatevi. - stile, trucchi del mestiere e analisi varie. Ne ha imparati e conseguentemente adoperati. Chi leggendo gialli si interessa di pi� a questi � come chi pensa di produrre una pressione labiale di 1237 ettopascal sull�epidermide toracica superiore in modo da indurre un accelerazione nella conversione enzimatica dell�acetilcolina invece di baciare un seno facendo l�amore. Noi preferiamo questi a quelli, voi fate come credete.
Profile Image for Old Man Aries.
576 reviews34 followers
August 1, 2012
Devo dire che è la prima volta che mi capita di commentare il romanzo di un autore che conosco di persona e che so verrà a leggermi ed un po’ di imbarazzo lo provo; cercherò comunque di essere il più obiettivo possibile, sapendo che Massimo Rainer apprezzerà.Dunque, partiamo dicendo che un’opera prima come questa è sicuramente un inizio notevole, soprattutto per quanto riguarda lo stile di scrittura: Rainer ha già un bello stile, diretto, composto da frasi secche ed immediate.Interessante l’idea delle sezioni molto brevi e dei cambi di ambientazione repentini: danno l’impressione di assistere ad un film ed il ritmo della storia guadagna parecchio dalla scelta.Il romanzo è molto forte, senza dubbio, carico di scene violente sia psicologicamente che fisicamente: sono però talmente tante da arrivare ad “ammortizzare” l’effetto sul lettore; è un po’ lo stesso effetto che si ottiene vedendo alcuni film di Tarantino, dove c’è talmente tanto sangue (volutamente esagerato) da portare lo spettatore ad un distacco dall’immagine effettiva a cui sta assistendo; sono piuttosto convinto che l’effetto voluto dall’autore fosse esattamente questo e, quindi, l’obiettivo può dirsi raggiunto.I punti, a mio parere, deboli? Qualche coincidenza di troppo che va a minare la sospensione dell’increduilità del lettore; alcuni personaggi, sebbene promettenti, un po’ stereotipati: gli ingredienti per renderli tridimensionali ci sono ed è un peccato non vederli sviluppati, ma ciò non toglie che possa avvenire in futuro.Sulla credibilità o meno di diverse scene non mi pronuncio: l’esagerazione, come scrivevo qui sopra, è sicuramente voluta, almeno fino ad un certo punto, ma sta ad ognuno decidere quanto rientri nelle proprie corde o meno.Un libro sicuramente “tosto”, paragonabile come forza al “Tokyo Soup” di Ryu Murakami forse e, pertanto, certamente non per tutti.Attendo con ansia le prove successive, così da vedere se le normali asperità verranno ulteriormente limate.
45 reviews1 follower
November 14, 2010
Non saprei... qualcosa c'è ma non riesco a coglierlo... è tutto così... eccessivo... freddo ma perverso... assurdo ma, in qualche modo, coerente "Rosso Italiano" pag. 132

Credo che la definizione di pulp, che a dire il vero non conosco con precisione chirurgica, sia assolutamente calzante. E' un libro violento, crudo, eccessivo. C'è tanta di quella violenza che hai solo due modi per reagire: o chiudi il libro disgustato oppure vai avanti imperterrito, affascinato e avviluppato dalla scia di sangue che attraversa il libro dalla prima all'ultima pagina. E in questo caso, alla fine ti trovi ormai completamente insensibile al sangue che scorre copioso, ai particolari truculenti, all'incessante susseguirsi di violenza e morte. Ecco, ti ritrovi "anestetizzato all'orrore" come è stato detto in un'altra recensione che ho letto qui su Anobii.
Il ritmo è velocissimo, e la velocità è aumentata ancora di più dallo scorrere di sotto-capitoli brevi, che si susseguono fulminei l'uno all'altro. E' un ritmo psicadelico, che ti trascina pagina dopo pagina, portandoti nei meandri di una trama apparentemente disarticolata, in realtà congegnata con intelligenza.
La scrittura è fluida, perfetta nel rendere le immagini e l'ironia che si nasconde dietro tutta quella carne macellata. Bello l'uso delle citazioni musicali (anche di musica italiana, una volta tanto!) che spesso non restano frasi a sè stanti, ma diventano esse stesse elementi del racconto. E sta a te scovarle. Ed è sorprendente trovare in libro così citazioni dalla Mannoia, da De Gregori, da Ligabue o da Vasco.
Un libro così, lo ammetto, non lo avevo mai letto.

65 reviews7 followers
November 15, 2010
Io adoro i libri frammentari. Quelli che dividono le storie in piccole frazioni, e che le presentano ad un ritmo così incalzante, che quasi ti fanno male le dita, per la foga che si impiega a voltare la pagina. Poi, quando le storie sono tante, e gli intrecci sono là ad attendere solo di incontrare i tuoi occhi, allora è l'apice.
Non sempre, però, apprezzo i libri in cui la cattiveria pura imperversa senza tregua, in modo gratuito, amo più l'analisi lucida, fredda, "scientifica" del male. Non sempre, appunto.
Quando il Male esce dalle pagine e ti inghiotte, quando animalità e umanità si mescolano come purtroppo è nella vita reale, allora non puoi staccare, non puoi uscirne, devi solo farti inghiottire, sempre di più, sempre più in basso, fino a raschiare il fondo. E aspettare avido una nuova violenza, una nuova abiezione, altro rosso... un rosso italiano, così addentro alle dinamiche del Bel Paese da farti credere che sia tutto vero... da farti sperare che non lo sia.
Un libro che si legge tutto d'un fiato. Ben scritto, ben orchestrato, un uragano che passa, e lascia un brivido lungo la schiena, un fremito di orrore e di disgusto, forse anche perché sai bene che ne vuoi ancora.
Il buon Massimo mi ha veramente colpita, con la sua scrittura lineare, con i personaggi e le situazioni che paiono uscite dall' Enciclopedia della Perversione, infarcendo il testo con citazioni musicali che, fra un Male ed un'altro, mi sono divertita a riconoscere (alcune, a mio avviso, anche ben celate nel testo, e vorrei capire se volutamente o no, ma questa è un'altra storia).. e fidatevi, è l'unico sorriso che mi ha strappato.
Profile Image for Matteo Pellegrini.
625 reviews34 followers
June 9, 2013
il libro di Massimo ti tiene legato sin dalle prime pagine, con una storia, che ti coinvolge, ti cattura e ti porta al centro dell'azione, facendotela vivere come se tu fossi presente.
Non consigliato ai deboli di cuore, le scene sono molto esplicite e crude, Massimo lascia molto poco all'immaginazione
Ottimo anche l'idea di suddividere il racconto in microcapitoli con riferimento ora e luogo dell'avvenimento che accentua ancora maggiormente il movimento e l' azione del romanzo , facendolo somigliare, a volte, quasi ad una sceneggiatura per un film
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