Bobby Lipranski è un allenatore in disgrazia che ha un conto in sospeso con la mafia per un affare di droga andato male. Al Kelly è un bookmaker ormai fuori dal giro. Junior Hamilton è un pugile nero davanti al match della vita. Ci sono quattordici giorni prima della grande sfida, e truccare l'incontro è l'unico modo per salvarsi la pelle. Si aprono le scommesse, si alzano le quotazioni, ma le cose cominciano ad andare storte. Poco prima del grande match saltano fuori due cadaveri, e dal passato di Junior un segreto affiora in superficie, minacciando di buttare all'aria i piani di tutti. Tagliente, rigoroso e denso di storie di quegli anni, Chicago, 1957 è un romanzo carico di tensione, nella tradizione di James Ellroy ed Elmore Leonard.
Libro favoloso con un ritmo incalzante: tratteggia in modo magistrale i personaggi che si aggirano ai bordi del ring e mostra alcuni aspetti della boxe "come era" e come è stata fino a poco tempo fa, quando alcuni impresari erano ancora più "personaggi" dei pugili di cui _teoricamente_ curavano gli interessi. Vita, morte, fortuna, amori e speranze che hanno preso forma altissima in questo romanzo: da leggere!
It took some pages to get into this story of boxing promotion, bookmaking, and the mob but once it started moving it was a ride I stayed on till the end. It includes some sex and violence and racial epithets, a bit of talk of the troubles of making book, and not enough talk about Chicago itself, but the many characters are memorable and the plot drives relentlessly toward the bout when everyone's fate will be decided.
Un bel noir ambientato nellaChicago anni 50 tra allibratori, malavitosi, boxeur esordienti e marpioni del ring. Un bel ritmo che porta avanti la storia con maestria fino ad arrivare al colpo finale, magistralmente raccontato con la dovuta enfasi e suspense. Per essere un esordio: chapeau!