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108 pages, Paperback
First published January 1, 2006
‘With him she felt no embarrassment, not even if they peed together to get rid of the stones, and since her whole life she had been told that she was like someone from the land of the moon, it seemed to her that she had finally met someone from her own land, and that was the principal thing in life, which she had never had.’





Because in love, perhaps, in the end you have to trust magic - it's not as if you can find a rule, something to follow to make things go well, like the Commandments.
…nonna lo aveva spogliato e appoggiato delicatamente la gamba di legno ai piedi del letto e baciato e accarezzato a lungo la sua mutilazione. E in cuor suo per la prima volta aveva ringraziato Dio, di averla fatta nascere, di averla tirata fuori dal pozzo, di averle dato un bel seno e dei bei capelli, perfino, anzi soprattutto, i calcoli renali.
Io sono nata che mia nonna aveva più di sessant’anni. Mi ricordo che da piccola la trovavo bellissima e stavo sempre incantata a vedere quando si pettinava e si faceva sa crocchia all’antica, con le trecce di capelli che non sono mai diventati bianchi, né radi, e che partivano dalla discriminatura in mezzo per poi essere raccolti in due chignon. Ero orgogliosa quando veniva a prendermi a scuola con quel suo sorriso giovane fra le mamme e i padri degli altri, perché i miei, essendo musicisti, erano sempre in giro per il mondo.
… nonna diceva sempre che la sua vita si divideva in due parti: prima e dopo le cure termali, come se l’acqua che le aveva fatto espellere i calcoli fosse stata miracolosa in tutti i sensi.
I primi tempi telefonò quasi ogni giorno e non diceva dov’era. La sorella maggiore, che le aveva fatto da madre perché quella vera era morta di parto alla sua nascita, piangeva e le diceva che il padre ormai si vergognava di uscire per strada e i fratelli minacciavano di andarla a cercare in capo al mondo e di ammazzarla. Non telefonò più. Chiuse per sempre con l’amore, i sogni…
Mia nonna è stata tutta per me, almeno quanto mio padre tutto per la musica e mia madre tutta per mio padre.
…Milano era grandissima, altissima, coi palazzi massicci, decorati in modo sontuoso, bellissima, grigia, nebbiosa, tanto traffico, il cielo a pezzetti fra i rami spogli degli alberi, tante luci di negozi, fari di auto, semafori, sferragliare di tram, la gente fitta con le facce nei baveri dei cappotti dentro un’aria di pioggia.

