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La troga

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«Siamo spiati tutti, incombe su tutti un disastro. E perché? Perché alla radice di tutto c’è la troga». Queste parole dice una vecchia signora al commissario di polizia Pantieri. Siamo a Roma, in un’epoca imprecisata che assomiglia molto al nostro passato recente. Entro poche ore, lo stesso Pantieri sente persone assai diverse cadere nello stesso apparente lapsus: dicono «troga» invece di «droga». Ma, come ogni bravo investigatore, Pantieri pensa che il lapsus sia un passo verso la verità. Che cosa sarà, allora, questa «troga»? Comincia qui a tessersi, fin dalle prime righe, una trama delle più stupefacenti, complesse e oltraggiose. Vi incontreremo sètte devote al Male, feroci delitti, banchieri, politici corrotti, terroristi, ragazze di vita: in breve, la cosiddetta normalità italiana. Qui tutto sembra troppo assurdo al suo primo apparire, ma tutto finisce poi per trovare il suo posto nella delirante e precisissima costruzione. Nel commissario Pantieri sarà facile intravedere un omaggio all’Ingravallo del Pasticciaccio di Gadda. Meno evidente, ma non meno significativo, l’omaggio a John Belushi. Di fatto, la qualità ‘demenziale’ della realtà, che sembra essere una acquisizione peculiare degli Anni Settanta e Ottanta, parla qui con naturalezza in una struttura narrativa dove tutto è al tempo stesso tragico e irrisorio, tenebroso e pacchiano, esasperato e plausibile. Finalmente l’Italia torbida, grottesca e sanguinaria dell’affare Moro, dell’inflazione, dei servizi segreti e della massoneria ha trovato il suo romanziere.

246 pages, Hardcover

First published January 1, 1988

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Giampaolo Rugarli

30 books1 follower

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Eddy64.
616 reviews17 followers
September 11, 2025
La Troga ha molto del classico romanzo complottista, quello con trame e sottotrame, cupole e logge, barbe finte e grandi burattinai per spiegare i tanti misteri d'Italia, con il rischio di risultare un minestrone indigeribile con l'unico effetto di una gran sonnolenza...
La Troga però non provoca sbadigli ma diverte fino alla fine, grazie allo stile volutamente grottesco, un grottesco fine e arguto che non cade mai nel banale, sostenuto da una prosa elegante. Il protagonista, il commissario Pantieri ricorda l'Ingravallo del Pasticciaccio di Gadda, per un certo scetticismo nei confronti del sistema e dei suoi santi e protettori, poi però si muove come negli hard boiled americani con tanta azione e tanti morti ammazzati senza inizialmente capirci nulla, in una trama volutamente intricata e improbabile tra giravolte, rivelazioni e controrivelazioni continue. Intorno la misteriosa Troga con il suo misterioso capo, e innumerevoli personaggi vivi, morti o destinati a morire: politici e magistrati corrotti, cardinali in odore di santità e di zolfo, terroristi mafiosi, escort di lusso, banchieri affaristi (mancano solo nani e ballerine..) Ambientata in una Roma caotica e indifferente a delitti, attentati e rapimenti, con gli anticorpi persino per la febbre dei topi, forse perché già malata nell'anima, con un finale tra i monti della Sila, terra di silenzi dove si sveleranno gli arcani. Rugarli racconta di eventi di un prossimo futuro (gli anni duemila, il romanzo è stato scritto negli anni ottanta) per alludere a fatti e misfatti di un passato allora molto recente, gli anni di piombo, lo stragismo e il rapimento Moro, ed è proprio la figura dello statista sullo sfondo e al centro e in una luce diversa. Mi fermo qui per non spoilerare e rovinare il piacere di un'ottima lettura, di uno scrittore secondo me sottovalutato (pare che avesse un pessimo rapporto con gli editori) ma che consiglio vivamente a complottisti e non. Quattro stelle
Profile Image for Silvia.
308 reviews21 followers
April 1, 2024
Evocativo, grottesco, un richiamo senza ipocrisia alla realtà italiana degli anni Settanta, intrighi e misteri, logge massoniche, terrorismo e servizi segreti deviati: Rugarli non crea una storia perfettamente verosimile, ma evoca determinate vicende degli anni di piombo con uno stile preciso ed intrigante.
Profile Image for Lofiuto Mascagni.
58 reviews2 followers
July 4, 2018
Libro stupendo scritto magnificamente. Un giallo metafisico, politico, sociale e tanto altro.
Profile Image for FerroN.
144 reviews25 followers
August 3, 2019
«[...] Dunque, che vuole che sia una manciata di morti? La gente, dopo ogni miniatura di strage e dopo ogni assassinio, finiva per sentirsi rassicurata; insegnavamo all’umanità ad appagarsi di essere viva».

Un’esplosione che uccide venti persone e ne ferisce un centinaio trascina il commissario Carlo Pantieri in un’indagine che, ramificata in direzioni oscure, finisce sempre per ritrovarsi davanti a incroci imprevedibili o muri insormontabili. È una ricerca della verità condotta attraverso ambienti insospettabili e torbidi, tra le ombre lasciate dai vaneggiamenti di un’anziana signora circa un complotto criminale e lo stillicidio di un lapsus che si affaccia regolarmente nei discorsi delle persone. Utilizzata – apparentemente per errore – al posto di “droga”, “toga”, “troia” eccetera, la parola “troga” risuona in modo sinistro nei pensieri di Pantieri, lasciandogli la sgradevole sensazione di essere l’unica persona a non conoscerne il vero significato.

Pubblicato nel 1988 e ambientato in un anno imprecisato di fine Novecento (gli indizi e le atmosfere lo situano tra gli anni Settanta e Ottanta), il romanzo di Rugarli assomiglia ad una rappresentazione teatrale: pochi personaggi (dodici, più due di secondo piano e tre vivi soltanto nella memoria, oltre a comparse quasi senza volto) che entrano in scena di frequente e a volte – come nelle storie dell’antichità – si incontrano casualmente nei luoghi più impensabili a causa di coincidenze romanzesche. Forse non a caso la struttura si compone di un prologo, tre atti e un epilogo; inoltre, ciascun capitolo si conclude con un avvenimento importante o un colpo di scena.
Se trama e protagonisti sono frutto di fantasia, lo sfondo invece riflette le vicende clamorose e inquietanti che hanno contrassegnato almeno due decenni di vita italiana: attentati con cadenza quasi quotidiana, legami tra politica, apparati dello stato, criminalità e terrorismo («... Era una moda il terrorismo: consolidava la democrazzia perché tutti se cacaveno sotto per la democrazzia in pericolo. ...»), il rapimento di uno statista di primo piano, il terrorista figlio di un ministro, e poi stragi, sette e società segrete. Le frequenti piogge torrenziali che si abbattono sulla città, anziché purificarla la rendono putrida, livida, tetra, sommergendola di fango, rifiuti e carogne galleggianti; e sembrano quasi simbolo e anticipazione del degrado sociale in arrivo sotto l’egida del mantra (“tutti colpevoli, nessuno colpevole”) legittimato e sfruttato a fini elettorali e di autoconservazione dalla “nuova” classe politica.

Sono tre gli scenari in cui si sviluppano le trame de “La troga”: il principale è quello costituito dalla città di Roma – confusa, caotica e allo stesso tempo intima –, ripresa in un autunno che scolora nell’inverno con cieli freddi e tenebrosi: poi il lido di Lavinio, con gli spazi infiniti e i colori pastello del litorale laziale; e infine Papasidero, tra le colline e i monti innevati dell’entroterra calabrese: tre palcoscenici che risplendono di una bellezza semplice e silenziosa, che allevia il peso del senso di ineluttabilità e disperazione che avvolge il dramma rappresentato.
164 reviews92 followers
May 11, 2020
un giallo letterario rutilante.

che poi, come in ogni giallo letterario degno di questo nome, tutto l'ambaradan dei delitti, delle indagini e dei colpevoli, è ovviamente marginale.

La troga è la fotografia di un'Italia sgarrupata, che somiglia tantissimo anche all'Italia di oggi.

mi ha fatto pensare a Fruttero e Lucentini, a Sciascia - se lo avessi letto, forse, mi avrebbe fatto pensare anche a Gadda.

ah, la scrittura di Rugarli è incantevole.
Profile Image for mICHELE fERRARI.
22 reviews
March 14, 2026
La Troga è un romanzo dell'impossibile e del molto probabile. Non è esattamente un giallo perché l'intelaiatura dei fatti non regge ad un gioco puramente intellettuale. Non è un thriller perché alla tensione contrappone costantemente l'assurdo e il satirico. Non è neanche una rappresentazione esatta dell'Italia di allora perché la specchia distorcendola, esasperando i difetti e sformando le impronte che essa ha lasciato anche nella nostra contemporaneità. Lo definirei più come un romanzo che usa il poliziesco come scusa per fare altro.

La Troga è l'Italia dello stragismo, del delitto Moro, dell'affare Donal Cattin e di tutti gli avvenimenti sordidi e segreti che hanno segnato la Prima Repubblica. Tra ministri, pubblici ministeri, prelati, logge segrete, economisti, terroristi e suore passa tutta l'umanità che si è sporcata le mani tra la santità e la dannazione eterna. Sotto a tutto questo striscia l'assurdità della vita comune e dell'impotenza -o indifferenza- della politica calcolata attraverso il prezzo delle patate.

Principalmente questo romanzo è un viaggio nell'Italia dei tardi anni '70 (anche se non viene mai specificato) con un occhio assurdo e metafisico. La scrittura è meravigliosa e di alto livello. Le descrizioni dei paesaggi e delle luci che fa l'autore sono assolutamente poetiche e il modo in cui le mescola alla volgarità dei personaggi e al dialetto spinto con cui alcuni di loro parlano è tutto tranne che stridente. Insomma è un romanzo ampiamente consigliato senza se e senza ma e che per certi versi mi ha fatto pensare a quel "Berlinguer e il professore" che è quasi oggetto di culto. Ci vorrebbero più romanzi di fantapolitica italiana.
Profile Image for Marco Camillieri.
135 reviews1 follower
March 28, 2023
Mi chiedo come sia possibile che un autore simile sia passato quasi inosservato. L'ho scoperto per puro caso, sfogliando un catalogo di libri. Solitamente scelgo le mie letture per genere, affidandomi ai giudizi dei lettori e alla trama per consolidare la mia scelta. Qui invece tre impulsi simultanei hanno innescato la miccia dell'interesse: il titolo curioso, la casa editrice (Adelphi, che prediligo) e la copertina che ho poi scoperto essere un quadro di Carel Willink, Simeone lo stilita. Senza altri dettagli ho preso questo racconto, l'ho aperto e subito amato. Come Sciascia prima di me, ho subito notato una certa assonanza con Gadda nella scrittura di Rugarli, un'indugiare nella parlata popolare e nei topoi propri - sia sul piano ambientale che sociale - della gente semplice. L'analogia probabilmente finisce lì, ma senza per ciò segnare un distacco qualitativo. Al contrario, sviluppando altri percorsi stilistici su cui inerpicarsi. Sì, perché Rugarli è uno scrittore superlativo che regala sofisticate acrobazie verbali in grado di mandare in solluchero il lettore più esigente, padroneggia alla perfezione le tempistiche narrative e si avvale di una terminologia precisa ed a tratti erudita. Il risultato è perfetto; in più la storia avvince e i personaggi coinvolgono e divertono. Insomma, una rivelazione. Inutile dire che recupererò anche gli altri scritti e invito a fare altrettanto.
Una piccola citazione: "L’amore era un fatto complicatissimo, bisognava che spirito e gonadi entrassero in sintonia e che da questa reazione scaturissero melodie di eternità."
Profile Image for U. P..
14 reviews
August 24, 2017
Libro molto interessante sebbene in alcune pagine ci siano delle concomitanze abbastanza assurde.
Il finale è eccellente.
Profile Image for Jose Luis.
1 review
March 23, 2013
La venialidad,el lenocinio,sectas dedicadas al culto del mal como un acto menos corruptible que el bien,crímenes sangrientos, todo eso y mas en una apetecible novela que destila locura y absurdo de la trágica e irrisoria historia de Carlo Pantiere ( ¿un homenaje quizá al Ingravallo de Gadda?), y también,por que no,una historia de amor para nada pasional, aún que en pretexto lo sea.
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