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Stabat mater
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Stabat mater

3.22  ·  Rating details ·  654 ratings  ·  94 reviews
È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il s ...more
Hardcover, Supercoralli, 148 pages
Published December 1st 2008 by Einaudi (first published 2008)
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Sawsan
Sep 12, 2019 rated it liked it  ·  review of another edition
في دار لليتيمات في فينيسيا القرن الثامن عشر
تكتب سيسيليا رسائل يومية لأمها التي لم تراها
تحكي يومياتها وأفكارها وتساؤلاتها التي تظل بدون إجابة
سرد ممزوج بالحزن والعزلة والشعور بالتخلي والخذلان
في عالمها الضيق كانت الموسيقى والخيال هما الملاذ
وفي النهاية يبقى الخيار بين الموسيقى وبين عالم واسع بلا حدود

رواية صغيرة للكاتب والشاعر الايطالي تيتسيانو سكاربا
يهديها لواحد من أهم الموسيقيين في العالم.. انطونيو فيفالدي

Malacorda
Jul 29, 2017 rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: strega
Mi è piaciuto, non l’ho trovato per nulla una lagna. La scelta di scrivere sotto forma di diario di un’adolescente fa sì che il lettore si addentri poco a poco, dapprima nella psiche e nella storia della protagonista, poi nell’ambiente che la circonda e infine nella vicenda. Anche le caratteristiche della scrittura sono assolutamente coerenti con il personaggio di una adolescente istruita ma con tutti i patemi d’animo che possono nascere dalla solitudine e dalla prigionia.
Proprio come in un di
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Gabril
May 05, 2018 rated it liked it
Incipit:

“Signora Madre, è notte fonda, mi sono alzata e sono venuta qui a scrivervi. Tanto per cambiare, anche questa notte l’angoscia mi ha presa d’assalto. Ormai è una bestia che conosco bene, so come devo fare per non soccombere. Sono diventata un’esperta della mia disperazione.
Io sono la mia malattia e la mia cura.”

E' scritto bene, ha degli aspetti innovativi... però non mi ha conquistato.
Michela De Bartolo
Sep 24, 2018 rated it really liked it
Un fagotto piangente posato sulla soglia, il figlio di un atto impuro, di un abuso, del denaro prostituito, della poverta' che non puo' sfamare.
Una neonata che sara' protetta ed educata nell'Ospitale; le suore raccolgono il corpicino e le danno un nome, una data di nascita, archiviano quel segno di riconoscimento che certe madri lasciano sulla figlia, forse un giorno per tornare. Una bambina nuova, una tra le tante, un nessuno come un altro, un'ennesima riga di annotazione nei registri.
Le picco
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Patrizia
Aug 01, 2013 rated it really liked it
Ancora una volta Venezia è associata alla morte e alla bellezza.
La morte è come l'acqua nera stagnante dei canali, sul cui fondo giacciono i bambini "rifiutati"; è la testa dai capelli di serpente con cui Cecilia dialoga di notte mentre scrive lettere alla madre sconosciuta; è l'Ospitale in cui è cresciuta, insieme ad altre ragazze come lei, nate senza vedere la luce, perché abbandonate e destinate a vivere fuori dal mondo apprendendo solo a suonare.
Buio e musica sono le dimensioni del racconto.
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Dolceluna
Aug 10, 2017 rated it really liked it
Se potessi trasfigurare in un quadro le sensazioni che mi ha dato questo libro dipingerei in primo piano una foglia soffice e cadente e sullo sfondo un violento temporale: da un lato la leggerezza e la dolcezza di una storia condita da uno stile poetico e carico di pathos, dall'altro il tormento, l'angoscia di un'anima alla ricerca di risposte e di affetto...l'anima di Cecilia, un'orfana di 16 anni, ospite dell'Ospitale della Pietà di Venezia, istituzione ottocentesca nata per accogliere e istru ...more
Zek
רכשתי את הנובלה הזו רק בגלל אהבתי הגדולה למלחין הבארוק החשוב ביותר אנטוניו וויוואלדי (ומי שחיבר, בין השאר, את היצירה הקלסית הפופולרית ביותר "4 העונות"). בבסיס הנובלה, כך הובטח, מתוארת מערכת יחסים הנרקמת בין יתומה המנגנת ומלמדת כינור במנזר שמשמש כבית ליתומות שאמותיהן נטשו אותן שם, לבין המורה והמלחין דון אנטויניו וויואלדי. הבעיה שהסיפור לא מעניין מספיק, מאד קודר, אין מספיק או כמעט דגש על היצירות עצמן ווויולדי מופיע רק במחציתו השנייה של הסיפור שכאמור זוהי נובלה המחזיקה 128 עמ'...
3 כוכבים זה ציון נ
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Gerardo
Apr 09, 2015 rated it it was amazing  ·  review of another edition
Un libro delicato, ma non accessibile a tutti per via del suo focalizzarsi su eventi interiori, anziché esterni. Non è un testo per gli amanti del picaresco, dell'avventuroso, degli intrecci. E' un testo consigliato agli amanti delle riflessioni esistenziali, più che delle descrizioni psicologiche.

Scarpa cerca di narrativizzare l'angoscia, il sentimento caro all'esistenzialismo in quanto sentimento della percezione del vuoto.E' l'inizio di ogni riflessione (di ogni metafisica, secondo Heidegger
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G.G.
Interesting, but not as convincing a recreation of the past as, say, Dacia Maraini's The Silent Duchess. Most moving is the narrator's pained exploration of what it means to be motherless: "A hollow niche, a missing portion of space, a subtraction, a small amount of nothing is my mother" (p. 95).
Ilaria
May 16, 2019 rated it liked it
Un bel romanzo, ho fatto fatica ad entrare in empatia con la protagonista, devo ammetterlo, tanto che in alcuni passaggi l’ho trovata forse eccessiva, però ad un certo punto ho iniziato a immaginarmi la trasposizione teatrale del testo e devo ammettere che forse funzionerebbe bene!
Ho amato le parti che descrivevano la musica, veramente belle e ben fatte. Inoltre ho apprezzato la nota finale che spiega i vari riferimenti a Vivaldi.
Sally
Mar 19, 2014 rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: fiction
This is beautiful. It's fiction, but the language is so fluid and poetic. The emotion is depicted so vividly, but the book isn't sentimental.

It's the story of Cecilia, an orphan at the Venetian Ospedale (where the girls were trained in music). The book takes the form of letters she writes to the mother she never knew. The book features the new head of music - one A. Vivaldi - and the depictions of the music and descriptions of their performances are really evocative. I suppose I must have known,
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Arwen56
May 19, 2012 rated it did not like it  ·  review of another edition
Due palle di romanzo. Non ci sono altre definizioni possibili. La stessa “menata” che si ripete con identiche parole per la bellezza di centoquarantaquattro pagine senza condurre assolutamente a niente e, tra l’altro, usando periodi frammentati e del tutto slegati tra loro. Il vuoto totale. Per non parlare del finale, che è incredibile oltre ogni dire e sbattuto lì tanto per concludere alla bell’e meglio. Conosco una persona che, se l’avesse letto, l’avrebbe probabilmente commentato così: “Ma co ...more
Pavel Nedelcu
Oct 19, 2019 rated it really liked it  ·  review of another edition
Sicuramente uno dei migliori libri di vera letteratura italiana contemporanea. Scarpa è un maestro della parola e in essa concentra gran parte della tensione psicologica del romanzo. Il quale non manca di riflessioni profonde, mistero, follia e autoanalisi. Tutti meccanismi attraverso i quali la protagonista si racconta nell'Ospedale della Pietà (istituto in cui venivano allevate delle orfane per poi essere reinserite nella società) all'ipotetica Madre mai conosciuta.
Sconsiglio la lettura della
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Debora M | Nasreen
May 08, 2011 rated it liked it
Shelves: ceduti-venduti, ebook
L'idea è bella, meritava davvero di essere approfondita ed essere sviluppata meglio.

All'inizio non si capisce di cosa sta parlando, per le prime 15 pagine il lettore si interroga su dove vuole andare a parare lo scrittore, la protagonista starà morendo? Gli sarà morto qualcuno? Sarà depressa?

Alla fine il testo comincia ad concretizzarsi un po', riusciamo ad intravedere lo sfondo su cui si muove ed interagisce la protagonista. Cominciamo a comprendere meglio questo monologo di un'adolesciente che
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Claudia Sesto
Apr 09, 2014 rated it it was amazing
"Questo mi è stato dato in sorte, essere figlia del niente."
Un libro veramente bello...mi è piaciuto per il senso di dolore che trasmette. Quanto può soffrire una figlia/o per l'abbandono subito da piccolo, perchè una madre sceglie di lasciarti nella nicchia dell'Ospitale? perchè non ti vuole crescere? portare con sè? amare?
Un dolore profondo che non ti lascia mai, di giorno di notte, mille pensieri nella mente, mille domande alle quale non sai darti risposta!
La musica è l'unica compagna in qu
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Agnes Fontana
L'idée était ma foi excellente : montrer comment l'arrivée, comme maître de musique, du "prêtre roux" Vivaldi bouleverse la vie solitaire et résignée d'une orpheline, pensionnaire du couvent de la "Pieta" à Venise. Et l'auteur possède un bon style, ce qui n'est pas si commun.
Mais... le livre ne me semble pas avoir le bon format. On aurait aimé une nouvelle lumineuse, ou alors, plus sûrement encore, un long roman montrant l'éclosion lente des changements. Dans cette histoire trop courte, un temps
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Roberta
Dec 11, 2016 rated it liked it  ·  review of another edition
Shelves: italiani
Un po' flusso di coscienza, un po' romanzo epistolare, il libro racconta la storia di Cecilia, una delle tante neonate abbandonate alla porta di un istituto per orfane. In questo ambiente le bambine vengono avviate alla carriera musicale e Cecilia diventa, senza rendersene conto, la loro migliore violinista. Il salto da competente tecnicista ad artista completa avviene sotto la guida di Antonio Vivaldi, il nuovo sacerdote e compositore dell'ospitale, che non esita ad usare la violenza per addest ...more
T4ncr3d1
Jan 29, 2011 rated it did not like it
Shelves: italiani
Un libro brutto in modo veramente imbarazzante.



E poiché hanno osato dargli pure il Premio Strega, non posso tirarmi indietro dallo smontarlo.

Sciatto, inconcludente, ripetitivo, spaventosamente povero di parole, a tratti persino disgustoso ed oltremodo irritante. Ecco. La musica non c'entra assolutamente niente ed è messa lì a cercare di risollevare i toni, ma senza successo. Il monologo continuo è odioso, e le interruzioni dovute ai dialoghi immaginari ancora di più.

Infine, l'impostazione del t
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Surymae
Mar 22, 2014 rated it did not like it
Non fatevi ingannare: più che un libro, questo è un esercizio di stile. Come la stragrande maggioranza degli esercizi di stile, il suo posto ideale sarebbe il fondo di un cassetto. Stabat Mater, invece, ha perfino vinto il più prestigioso premio italiano di letteratura, lo Strega. Sarei quasi curiosa di leggere i romanzi a cui si contrapponeva. Se questo polpettone noioso, tragico, claustrofobico, con un intreccio che sembra fatto a caso (per non dir di peggio) ha vinto, gli altri com'erano? For ...more
Melaslithos
Jul 23, 2016 rated it liked it  ·  review of another edition
Shelves: italian
A beautiful pen, narrating the world in which Vivaldi lived and wrote his music. It was an enjoying read, but I can't help feeling that there was just not enough of it.
R.L.
Jan 03, 2019 rated it liked it  ·  review of another edition
Κριτική στα Ελληνικά πιο κάτω...

Poignant, poetic, well-written and interesting story, loosely based on real events, but quite elliptic and esoteric and lacking a decent pace too.

The first half of the book was a bit too drawn out, while second half accelarated and seemed to scim over crucial parts of the story. I found the slaughter house incident unnecesary and I'd like to get a better glimpse on how things unfolded between Vivaldi and Cecilia and how she took her final decision (view spoiler)
...more
MonicaEmme
Aug 07, 2017 rated it it was amazing
This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here.
Maria Teresa
Jan 02, 2018 rated it liked it
Dal retrocopertina:
Di giorno Cecilia suona il violino nell'orchestra dell'orfanotrofio, anonima creatura invisibile dietro le grate metalliche della chiesa. Di notte scrive lettere alla madre che non ha mai conosciuto. Ma un vento primaverile potrebbe scompaginare la sua vita, e i polverosi spartiti delle giovani musiciste: è arrivato un nuovo insegnante di violino e maestro compositore. Ha i capelli colore del rame, il suo nome è Antonio Vivaldi.
Il romanzo si legge in poche ore: 144 pagine, non
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Monica Settembrini
Molto diverso da quello che mi sarei aspettata, decisamente introspettivo (e cupo), coerente con la situazione e le volontà narrative dell'autore, ma forse un pochino eccessivamente didascalico per una sedicenne veneziana del Settecento... piacevole il risvolto musicale, anche se avrei preferito una maggior coerenza storica e qualche descrizione in più. Il tema musicale attraversa tutto il libro, ma non è del tutto approfondito, sarebbero stati necessari maggiori approfondimenti.
Un libro decisam
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Mario Incandenza
Mar 27, 2014 rated it it was ok
��Co��� ���sta piova e co��� ���sto vento chi �� che bussa al mio convento?��
��Sono una povera verginella che si vuole confessare!��

Simo nel 1700 nella Serenissima repubblica di Venezia solo che a bussare non �� la povera verginella ma fu sua mamma che la abbandon�� presso il Pio Ospedale della Piet�� subito dopo la nascita. La povera verginella sedicenne, di nome fa Cecilia e non sente l'esigenza di confessarsi se non con se stessa o meglio con due entit�� immaginarie prodotte dalla sua mente:

...more
Cristina Carlini
Sep 28, 2017 rated it did not like it
Shelves: classici
L'hanno chiamato Strega perchè bisogna fare un rogo dei libri che vincono. Dopo aver letto con estrema ed infinita Noia queste 144 pagine sembrate eterne, ho definitivamente capito come mai a questo sublime premio della Signora Critica sia stato affibbiato questo nome.
Se invece di bruciare il libro siete così stolti da volerlo leggere, vi suggerisco che l'unico modo di arrivare in fondo è mettere in sottofondo Vivaldi da pagina 70 in poi. Lo rende interessante a sufficienza da arrivare al finale
...more
Angian
Feb 21, 2018 rated it liked it
Shelves: fiction
Credo si possa classificare come romanzo breve. Un racconto in soggettiva di una giovane violinista, ospite di un orfanatrofio di Venezia. La prima parte è incentrata sulla solitudine della protagonista, mentre nella seconda si parla della musica, e del rapporto della violinista con il nuovo maestro compositore, don Antonio.

Non succede moltissimo, e forse i riferimenti alla realtà storica sono un po' troppo sottili e colti per i miei gusti. Avrei preferito che l'idea centrale fosse condita da u
...more
Noemi
Mar 04, 2018 rated it liked it
Shelves: în-italiană
Meraviglioso il viaggio musicale nel tempo di Antonio Vivaldi, attraverso la vita interiore di Cecilia, un'orfana dall'Ospedale della Pieta'. Il libro accenna anche alla condizione umile della donna nel Settecento, quando era molto importante che stia al suo posto in casa. Percio' mi ha sorpresa il coraggio che ha la sedicenne di fuggire dall'Ospitale travestita da uomo. Forse perche' il futuro li' non prometteva niente di buono per una ragazza che poteva farne di piu' che ascoltare gli ordini.
Simo
May 05, 2019 rated it liked it
“Una marea di pensieri amari sale e mi prende alla gola. L'importante è riconoscerla subito e reagire, senza lasciarle il tempo di impadronirsi di tutta la mia mente. L'onda cresce rapida e ricopre tutto quanto. È un liquido nero, velenoso. I pesci moribondi salgono in superficie, con le bocche spalancate, annaspano. Eccone un altro, viene su boccheggiando, muore. Quel pesce sono io.„
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