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Dien Bien Phu Volume 2
La storia si addentra nel cuore del Vietnam, come i soldati che temono di non fare ritorno. E le contraddizioni del conflitto diventano più laceranti della violenza della guerra stessa.
250 pages, Soft Cover
Published March 25, 2021
About the author
Daisuke Nishijima
36 books1 followerGiven name: 大介
Family name: 西島
Mangaka. Daisuke is also a prolific writer of essays and comics under his alias Mangacchi (マンガっち), and is active in the music scene under the moniker DJ Mahoutsukai (DJまほうつかい).
Family name: 西島
Mangaka. Daisuke is also a prolific writer of essays and comics under his alias Mangacchi (マンガっち), and is active in the music scene under the moniker DJ Mahoutsukai (DJまほうつかい).
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
August 27, 2022
Recensione scritta per il sito Nerd Pool e che potete trovare qui sotto e al seguente link: https://www.nerdpool.it/2021/05/13/di...
Vietnam, 1965. Hikaru si trova nella foresta con i Cani Randagi, il gruppo di disadattati dei Berretti Verdi che ha il compito di trovare lei, ossia Princesse, la misteriosa assassina della quale il protagonista ha preso una sbandata. Ma è lei che ha trovato loro, e ha ucciso Minced. La ragazza, però, ha l’obbiettivo di uccidere tutti i soldati del gruppo. Ma ha difronte nemici addestrati alla lotta. Non importa se si tratta delle bombe di Cauliflower o delle arti marziali di Dhanyavad: lei riesce sempre ad uccidere il suo avversario. E Hikaru esce sempre illeso, non sfiorato minimamente da lei e i suoi attacchi. Il gruppo di Berretti Verdi si trova ridotto a 4 membri: il nativo americano Little, Insomnia il cecchino che soffre appunto di insonnia, Jajamaru il ninja, e poi Tim Lawrence, il bel ragazzo che vuole una bella guerra.
Il secondo volume di Dien Bien Phu oltre a continuare il racconto della guerra del Vietnam e gli incontri e scontri tra Hikaru e Princesse, si dedica ad altri personaggi, a raccontare le loro storie personali, i loro tormenti e i motivi che li hanno spinti in quel paese lontano. Il primo personaggio, al quale è dedicata la parte centrale del volume, è Little. Questo grande nativo americano, con la sua stazza in contrasto con il suo nome, ha una storia molto bella e che si ricollega a molti altri temi. Ci sono le riserve dove questa popolazione è costretta a vivere, in un modo che a lui sta stretto. Ecco che quindi abbandona quella vita per combattere e forse morire come un guerriero, come i suoi antenati.
Con lui abbiamo anche dei momenti quasi fantastici, con i suoi viaggi nel mondo degli spiriti per scoprire il luogo dove si trova Princesse. Delle scene un po’ misteriose per vedere i desideri e le paure più profonde di Little e non solo. Anche di Tim intravediamo i suoi tormenti passati che lo hanno segnato ancor più della guerra. Però rimane ancora misterioso anche se credo che sarà esplorato nei successivi volumi di questa serie insieme agli altri personaggi che circonda Hikaru. Scopriremo le altre storie degli altri Cani Randagi, visto il finale del volume possiamo presupporre che il primo sarà Insomnia, ma viste queste prime storie siamo sicure che saranno esplorati vari temi e che ci saranno anche critiche a determinate situazioni legate all’America e non solo.
Nonostante uno sguardo più personale ai soldati, la guerra continua ad essere raccontata soprattutto nei suoi aspetti più tragici e che colpiscono il lettore per la sua crudezza. C’è anche la questione che ognuno ha un motivo per agire e combattere, legati al suo passato, al cercare se stessi e affrontare il proprio destino. Ma non lo vediamo solo dalla parte americana, ma anche Vietnamita. Torniamo a seguire i fratelli Bao e Nhieun, alle prese con le gioie e i dolori del capitalismo, dei soldi che circolano e come usarli al meglio, senza sensi di colpa.
E poi Princesse, e la nonna che la sta addestrando, le sue motivazioni per questa lotta, la sua forza i suoi obbiettivi. Insomma è Hikaru, il protagonista, che rimane un po’ nascosto, senza evoluzione in questo volume di Dien Bien Phu. Si fa trascinare dalla situazione, dai combattimenti tra Princesse e altri personaggi che sono ben resi dai disegni di Nishijima. Abbiamo già sottolineato come questo stile sia semplice e carino, ma non sminuisca la tematica della guerra e la sua crudeltà. Le numerose scene di combattimento di questo volume sono molto belle, con diverse angolature interessanti. Non ci si annoia e anzi si seguono bene i diversi passaggi di questi scontri spesso impari. Nonostante la forza dei Berretti Verdi, Princesse è davvero spietata…
E davvero ci chiediamo se la ragazza silenziosamente prova simpatia per Hikaru, per la sua innocenza e ingenuità e per questo lo salva. E i tormenti dei membri dei Berretti Verdi, cosa li spinge nella lotta, e se riusciranno a sopravvivere, così come gli altri personaggi in prima linea nella lotta. Insomma Dien Bien Phu ci lascia molte domande alle quali vogliamo trovare risposta e vedere analizzate e raccontate altre storie e situazioni. Attendiamo con molta curiosità il successivo volume della serie.
#gifted
Vietnam, 1965. Hikaru si trova nella foresta con i Cani Randagi, il gruppo di disadattati dei Berretti Verdi che ha il compito di trovare lei, ossia Princesse, la misteriosa assassina della quale il protagonista ha preso una sbandata. Ma è lei che ha trovato loro, e ha ucciso Minced. La ragazza, però, ha l’obbiettivo di uccidere tutti i soldati del gruppo. Ma ha difronte nemici addestrati alla lotta. Non importa se si tratta delle bombe di Cauliflower o delle arti marziali di Dhanyavad: lei riesce sempre ad uccidere il suo avversario. E Hikaru esce sempre illeso, non sfiorato minimamente da lei e i suoi attacchi. Il gruppo di Berretti Verdi si trova ridotto a 4 membri: il nativo americano Little, Insomnia il cecchino che soffre appunto di insonnia, Jajamaru il ninja, e poi Tim Lawrence, il bel ragazzo che vuole una bella guerra.
Il secondo volume di Dien Bien Phu oltre a continuare il racconto della guerra del Vietnam e gli incontri e scontri tra Hikaru e Princesse, si dedica ad altri personaggi, a raccontare le loro storie personali, i loro tormenti e i motivi che li hanno spinti in quel paese lontano. Il primo personaggio, al quale è dedicata la parte centrale del volume, è Little. Questo grande nativo americano, con la sua stazza in contrasto con il suo nome, ha una storia molto bella e che si ricollega a molti altri temi. Ci sono le riserve dove questa popolazione è costretta a vivere, in un modo che a lui sta stretto. Ecco che quindi abbandona quella vita per combattere e forse morire come un guerriero, come i suoi antenati.
Con lui abbiamo anche dei momenti quasi fantastici, con i suoi viaggi nel mondo degli spiriti per scoprire il luogo dove si trova Princesse. Delle scene un po’ misteriose per vedere i desideri e le paure più profonde di Little e non solo. Anche di Tim intravediamo i suoi tormenti passati che lo hanno segnato ancor più della guerra. Però rimane ancora misterioso anche se credo che sarà esplorato nei successivi volumi di questa serie insieme agli altri personaggi che circonda Hikaru. Scopriremo le altre storie degli altri Cani Randagi, visto il finale del volume possiamo presupporre che il primo sarà Insomnia, ma viste queste prime storie siamo sicure che saranno esplorati vari temi e che ci saranno anche critiche a determinate situazioni legate all’America e non solo.
Nonostante uno sguardo più personale ai soldati, la guerra continua ad essere raccontata soprattutto nei suoi aspetti più tragici e che colpiscono il lettore per la sua crudezza. C’è anche la questione che ognuno ha un motivo per agire e combattere, legati al suo passato, al cercare se stessi e affrontare il proprio destino. Ma non lo vediamo solo dalla parte americana, ma anche Vietnamita. Torniamo a seguire i fratelli Bao e Nhieun, alle prese con le gioie e i dolori del capitalismo, dei soldi che circolano e come usarli al meglio, senza sensi di colpa.
E poi Princesse, e la nonna che la sta addestrando, le sue motivazioni per questa lotta, la sua forza i suoi obbiettivi. Insomma è Hikaru, il protagonista, che rimane un po’ nascosto, senza evoluzione in questo volume di Dien Bien Phu. Si fa trascinare dalla situazione, dai combattimenti tra Princesse e altri personaggi che sono ben resi dai disegni di Nishijima. Abbiamo già sottolineato come questo stile sia semplice e carino, ma non sminuisca la tematica della guerra e la sua crudeltà. Le numerose scene di combattimento di questo volume sono molto belle, con diverse angolature interessanti. Non ci si annoia e anzi si seguono bene i diversi passaggi di questi scontri spesso impari. Nonostante la forza dei Berretti Verdi, Princesse è davvero spietata…
E davvero ci chiediamo se la ragazza silenziosamente prova simpatia per Hikaru, per la sua innocenza e ingenuità e per questo lo salva. E i tormenti dei membri dei Berretti Verdi, cosa li spinge nella lotta, e se riusciranno a sopravvivere, così come gli altri personaggi in prima linea nella lotta. Insomma Dien Bien Phu ci lascia molte domande alle quali vogliamo trovare risposta e vedere analizzate e raccontate altre storie e situazioni. Attendiamo con molta curiosità il successivo volume della serie.
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