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The Rule of the Monk, or, Rome in the Nineteenth Century [microform] / by General Garibaldi
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- GenresFiction
124 pages, Hardcover
First published January 1, 1870
About the author
Giuseppe Garibaldi
163 books10 followersGiuseppe Garibaldi was an Italian military and political figure. In his twenties, he joined the Carbonari Italian patriot revolutionaries, and fled Italy after a failed insurrection. Garibaldi took part in the War of the Farrapos and the Uruguayan Civil War leading the Italian Legion, and afterward returned to Italy as a commander in the conflicts of the Risorgimento. He has been dubbed the "Hero of the Two Worlds" in tribute to his military expeditions in both South America and Europe. He is considered an Italian national hero.
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Community Reviews
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
December 30, 2020
Misconosciuto romanzo di Garibaldi, l'eroe dei due mondi, scritto nel 1870 con intenzione propagandistica per esortare il governo italiano a risolvere quanto prima la "questione romana" definitivamente rimuovendo il "governo dei preti" che ancora padroneggiava a Roma e nei territori dello stato della Chiesa (oltre che per motivi economici che all'epoca affliggevano l'eroe del Risorgimento).
Ci sono diverse cose però che possono rendere la lettura ostica, innanzitutto il romanzo è scritto estremamente male, con uno stile pessimo, ipersemplicistico e molto grezzo (ma è comprensibile: Garibaldi non era un romanziere e lui stesso nell'introduzione ci scherza sopra), i personaggi sono poco meno che macchiette e pochissimi capitoli superano le tre pagine, rendendo impossibile anche solo delinearli, così come dare un'atmosfera compiuta all'opera o creare un minimo di tensione. Seconda cosa, molto peggiore, se la prima parte a suo modo è divertente, con le diverse situazioni macabre e i giudizi satirici e pungenti di Garibaldi, la seconda è meramente cronachistica degli episodi storici che hanno preceduto l'unità di Italia, mettendo da parte la vicenda della giovane Clelia insidiata dall'abominevole prete Procopio.
La prima parte è molto interessante anche per le possibili influenze dal romanzo gotico inglese, con monasteri e conventi lugubri e oscuri in cui avvengono nefandezze di ogni tipo e in cui ogni prete è rappresentato come un essero ignavo, mostruoso e avido. Da notare che il romanzo venne distribuito nei paesi anglosassoni col titolo The Rule of the Monk, titolo sul cui lo stesso Garibaldi scherzò dicendo che lo avevano volutamente rinominato così probabilmente perché "qualche prete ha avuto occasione di leggerlo", ma più plausibilmente il titolo venne dato proprio in riferimento al Monaco di Lewis.
La scrittura del romanzo, e la soporifera quanto confusionaria seconda parte farebbero dare una sola stellina a questo romanzo, per quanto ci siano parti in cui è evidente un'autoironia quasi metaletteraria sulla scrittura e la caratterizzazione dei personaggi e la descrizione delle situazioni, ma non si può negare l'importanza storica di questo romanzo oltre che del suo autore, di cui l'opera in questione rappresenta una specie di manifesto, perfettamente esplicito nelle sue numerose frecciatine e attacchi al clero italiano ("che ha tradito il Vangelo e gli insegnamenti di Gesù"), così come alla borghesia italiana del periodo, al Bonapartismo e alla "sbirraglia".
Ci sono diverse cose però che possono rendere la lettura ostica, innanzitutto il romanzo è scritto estremamente male, con uno stile pessimo, ipersemplicistico e molto grezzo (ma è comprensibile: Garibaldi non era un romanziere e lui stesso nell'introduzione ci scherza sopra), i personaggi sono poco meno che macchiette e pochissimi capitoli superano le tre pagine, rendendo impossibile anche solo delinearli, così come dare un'atmosfera compiuta all'opera o creare un minimo di tensione. Seconda cosa, molto peggiore, se la prima parte a suo modo è divertente, con le diverse situazioni macabre e i giudizi satirici e pungenti di Garibaldi, la seconda è meramente cronachistica degli episodi storici che hanno preceduto l'unità di Italia, mettendo da parte la vicenda della giovane Clelia insidiata dall'abominevole prete Procopio.
La prima parte è molto interessante anche per le possibili influenze dal romanzo gotico inglese, con monasteri e conventi lugubri e oscuri in cui avvengono nefandezze di ogni tipo e in cui ogni prete è rappresentato come un essero ignavo, mostruoso e avido. Da notare che il romanzo venne distribuito nei paesi anglosassoni col titolo The Rule of the Monk, titolo sul cui lo stesso Garibaldi scherzò dicendo che lo avevano volutamente rinominato così probabilmente perché "qualche prete ha avuto occasione di leggerlo", ma più plausibilmente il titolo venne dato proprio in riferimento al Monaco di Lewis.
La scrittura del romanzo, e la soporifera quanto confusionaria seconda parte farebbero dare una sola stellina a questo romanzo, per quanto ci siano parti in cui è evidente un'autoironia quasi metaletteraria sulla scrittura e la caratterizzazione dei personaggi e la descrizione delle situazioni, ma non si può negare l'importanza storica di questo romanzo oltre che del suo autore, di cui l'opera in questione rappresenta una specie di manifesto, perfettamente esplicito nelle sue numerose frecciatine e attacchi al clero italiano ("che ha tradito il Vangelo e gli insegnamenti di Gesù"), così come alla borghesia italiana del periodo, al Bonapartismo e alla "sbirraglia".
September 25, 2024
შინაარსზე მეტად ის უფრო საინტერესოა თუ რატომ იდო ეს წიგნი თითქმის ყველა საბჭოთა ქართველის ოჯახში. თან, თავად მთარგმნელი, თედო სახოკია, იმდენად აქებს და ადიდებს გარიბალდის, გეგონება საბჭოთა პროლეტარიატის მადიდებელი ყოფილიყო :დ
ერთდროულად დამპალ კაპიტალისტ პაპს რომ ლანძღავს (ეს მთარგმნელის კომენტარებში, თუმცა ტექსტშიც საკმაოდ იკვეთება ეგ განწყობა და მეეჭვება ორიგინალშიც იდენტური ტერმინები იყოს გამოყენებული) და თან ამ პაპის დამქაშები გარიბალდისტებს სატანისტებად და ლიბერალებად მოიხსენებენ, მანდ ცოტა უნდა იღრეოდეს საბჭოთა აზროვნების მქონე მკითხველი ;დ ანუ, გაგვაგებინეთ, ლიბერალია გარიბალდი, თუ მშრომელთა დამცველი? თუ მშრომელ-ლიბერალი?
ერთდროულად დამპალ კაპიტალისტ პაპს რომ ლანძღავს (ეს მთარგმნელის კომენტარებში, თუმცა ტექსტშიც საკმაოდ იკვეთება ეგ განწყობა და მეეჭვება ორიგინალშიც იდენტური ტერმინები იყოს გამოყენებული) და თან ამ პაპის დამქაშები გარიბალდისტებს სატანისტებად და ლიბერალებად მოიხსენებენ, მანდ ცოტა უნდა იღრეოდეს საბჭოთა აზროვნების მქონე მკითხველი ;დ ანუ, გაგვაგებინეთ, ლიბერალია გარიბალდი, თუ მშრომელთა დამცველი? თუ მშრომელ-ლიბერალი?
August 7, 2025
ავადმყოფური სოციალისტური იდეებით ტვინ გამორეცხილი პერსონაჟები , რატომღაც ყველა ერთნაირად ლამაზი და მამაცია როცა პაპებიდან ერთი კარგი არ მოიძებნება , ყველა ერთნაირად ცუდი და გარყვნილია , თანასწორობის, პაციფიზმის და მსგავსი დეგენერატობის მორალური პოლიციაა მთელი წიგნი , სამწუხაროა რომ გარიბალდი ნიცშეს ვერ მოესწრო
January 12, 2015
È un brutto romanzo, ma allora perché gli do 4 stelle?
Nel leggere questo romanzo non si può prescindere dall'autore, l'eroe dei due mondi, di certo più avvezzo a maneggiare la carabina che la penna.
Eppure a mio avviso è indispensabile conoscere il Garibaldi scrittore, decisamente diverso da quello che ci hanno insegnato a scuola.
Garibaldi della Repubblica romana, del suo impegno per l'unità d'Italia, ostacolata dal rifiuto del papato di cedere il potere temporale.
Garibaldi si è battuto come un eroe contro il potere pretesco, il suo era un anticlericalismo radicale, totale, viscerale.
Non era ateo, ma credeva in un dio che si identificava con la natura.
I suoi personaggi purtroppo sono descritti con l'accetta, da una parte gli eroi giovani e belli, dall'altra i nemici, preti e fiancheggiatori sempre brutti e disonesti.
Prendetelo per quello che è : la testimonianza di un eroe che ha combattuto per la nostra libertà e per una società laica.
Nel leggere questo romanzo non si può prescindere dall'autore, l'eroe dei due mondi, di certo più avvezzo a maneggiare la carabina che la penna.
Eppure a mio avviso è indispensabile conoscere il Garibaldi scrittore, decisamente diverso da quello che ci hanno insegnato a scuola.
Garibaldi della Repubblica romana, del suo impegno per l'unità d'Italia, ostacolata dal rifiuto del papato di cedere il potere temporale.
Garibaldi si è battuto come un eroe contro il potere pretesco, il suo era un anticlericalismo radicale, totale, viscerale.
Non era ateo, ma credeva in un dio che si identificava con la natura.
I suoi personaggi purtroppo sono descritti con l'accetta, da una parte gli eroi giovani e belli, dall'altra i nemici, preti e fiancheggiatori sempre brutti e disonesti.
Prendetelo per quello che è : la testimonianza di un eroe che ha combattuto per la nostra libertà e per una società laica.
August 8, 2016
Nationalism...
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