«Sono i Modulatori dei Perduti. Sono i servi del Perdente.»
Allora.
Credo che, rubando ad Eco una riflessione sul suo Il nome della rosa, potrei provare ad affrontare questo racconto di Natale privilegiando tre livelli di lettura.
Il primo, il più accessibile, è quello destinato ai bambini, che resteranno affascinati dalla lettura di questa favoletta. Soprattutto quelli che questo libro lo avranno letto (o ascoltato) insieme ai genitori, a una zia, un nonno, una persona che gli vuole veramente bene. E questo consentirà loro di perdersi nel sogno e, nel frattempo, recepire anche alcuni semplici (ma fondamentali) precetti morali.
Il secondo, per bimbe e bimbi svegli e adulti appassionati, che alla piacevolezza della narrazione, assoceranno la decrittazione e gli insegnamenti di questa... operetta morale.
Il terzo è quello che associa al godimento del messaggio finale, il piacere della scoperta, la condivisione complice di alcuni riferimenti e, più di tutti, la magia del fantasticare e di far riaffiorare (anche in maniera arbitraria, e perciò assai discutibile!) antiche emozioni... letterarie.
E così l’orrido cratere del Perdente, rassomiglia al pozzo di Isengard, distrutto dagli Ent, dove i goblin di Saruman creavano gli Uruk-hai. E lo stesso Perdente, incrocio tra il Mordiroccia e il Grande Nulla del Regno di Fantàsia (o forse, meglio, Colui Che Non Deve Essere Nominato).
E il “Che vedo, che vedo? Un di Troppo diverso da tutti...” del Perdente, che mi ricorda l’ “Ucci ucci, sento odor di cristianucci” dell’Orco di Pollicino, ma anche delle frottole sulla morte di Simonino da Trento.
E quando Bussola, sempre a proposito del Perdente, dice: “Dopo che s’è succhiato la parte Vivificata di una Cosa”, come non riandare col pensiero ai Dementors!
E quando Speranza (un incrocio tra la Fanny di Silente e l’Aquila che salva Gandalf) racconta della sua padrona, ora in prigione, e dice: “...faceva qualcosa di buono: protestava contro un uomo molto simile a Potere. Lui era furioso e così l’ha rinchiusa”, non puoi non pensare a tutti i perseguitati nel mondo per delitti di opinione; il primo tra tanti, Nelson Mandela.
E ancora, le gondole che trasporteranno le Cose Perdute nel cuore della Città dei rimpianti, assomigliano alle barche che, attraversando il Lago Nero, accompagneranno ad Hogwarts gli studenti del primo anno.
Insomma, credo di essermi perso ancora mille riferimenti (Alice e il suo Paese delle Meraviglie, e via discorrnedo...) ma sicuramente non ho smarrito il piacere, ancora una volta, di perdermi nel sogno che J.K. mi ha regalato.
Che sia per tutti, ma proprio tutti in tutto il mondo, un Nuovo Anno di serenità e armonia.
Vostro
Albus Eugene Percival Wulfric Brian Silente