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Storie di Assalti Frontali. Conflitti che producono banditi

Italian

176 pages, Paperback

First published January 1, 1997

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Militant A

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Profile Image for Simona Calò.
506 reviews14 followers
January 7, 2022
Ascoltatrice distratta ma assidua della cricca di Un cannone me lo merito, mastico ancora amaro per averli persi quest'autunno perchè mia madre finiva sotto i ferri. La biografia di Militant-A, al di là del vissuto personale, ha un focus interessante sui centri sociali, soprattutto per chi come me ci è arrivata a 23 anni e spiccioli ed è curiosa di apprendere come erano gestiti, chi ci viveva, quali attività portavano avanti, qual era la loro importanza per i quartieri da uno che, suonando e rappando da più di trent'anni, li ha girati tutti.
Lo stile è vivo, incolto e selvaggio. Lo preferisco quando rimane crudo e razionale, descrive persone, ripercorre episodi e meno quando si fa poesia urbana e rasenta la retorica, il limite tipico delle narrazioni di strada. Ha il pregio però di dire il necessario e non allungare inutilmente il brodo, come succede nel racconto personale e che, com'è ormai noto, mi fa ammattire.
Da un lato riconosco e rinsaldo nel suo racconto lo spirito anticonformista di chi agli schemi, alle consuetudini, alle scelte comode preferisce la lotta politica, i valori di culture alternative e la comunicazione della musica di strada, diretta e sincera. Dall’altro leggere dell’ennesima esperienza controculturale animata da narrazioni, personaggi e gesta esclusivamente maschili mi fa incazzare. C’è qualche sparuta presenza femminile, più writer che rapper, o i soliti grandi amori sfortunati della giovinezza, insieme a qualche timido accenno al movimento femminista interno ai centri sociali, ma è proprio poca roba. Non è che donne decisive e influenti mancassero in quegli ambienti, è che i maschi che li hanno vissuto hanno condiviso le maggiori esperienze con i loro pari, incapaci di vedere altro.
Rimane una lettura preziosa perchè alternativa alle narrazioni della musica mainstream e perchè capace di analisi politica e sociale che solo i gruppi della scena underground e militante sono in grado di portare. Riflettere su cosa abbiano rappresentato i centri sociali in Italia e sulle lotte di cui la loro musica si è fatta espressione, proprio ora che la stagione più vitale sembra volgere al termine, è importante per chi c'era come per chi è arrivato tardi, ma anche per tutti quelli consapevoli che fare musica significhi anche e soprattutto avere qualcosa da dire.
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