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In risaia
Questo romanzo, che è al crocevia della cultura dell’Ottocento, torna nella sua versione definitiva rivelandosi una delle prime testimonianze sul «riso amaro»: una denuncia sociale che nasce dall’introspezione psicologica e si fa letteratura. Nella storia di una ragazza e dei suoi sogni emerge un tema ancora attuale, come dimostra un prezioso testo di Carlo Emilio Gadda qui recuperato.
154 pages, Paperback
First published January 1, 1877
About the author
Marchesa Colombi
49 books3 followersMaria Antonietta Torriani è stata una scrittrice italiana. Con lo pseudonimo di Marchesa Colombi entrò nella storia del romanzo popolare e del femminismo. Il nome di "Marchesa Colombi" era in realtà uno pseudonimo, tratto dalla commedia «La satira e Parini» di Paolo Ferrari, in cui i marchesi Colombi sono personaggi futili e frivoli. Negli anni settanta il giornalista Eugenio Torelli Viollier, nato a Napoli nel 1842 e trasferitosi a Milano nel 1865, era redattore di una rivista a quei tempi molto diffusa, L'Illustrazione Universale, che pubblicava anche racconti e novelle. Incontrata la Torriani che si era recata alla redazione del periodico per offrire la propria collaborazione, se ne innamorò. Il matrimonio, che alla fine naufragò, fu celebrato il 30 ottobre 1875. L'anno seguente Torelli fonderà il Corriere della Sera. Sarà in questo periodo che la Torriani assumerà definitivamente lo pseudonimo di Marchesa Colombi - già usato in precedenza assieme ad altri nomi d'arte - avviando così la sua carriera di narratrice. Nel 1973, dopo la riscoperta del romanzo Un matrimonio in provincia da parte di Natalia Ginzburg ed Italo Calvino, la critica iniziò ad interessarsi alla sua ricca produzione letteraria.
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Community Reviews
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
July 29, 2026
Scrive bene, Madama la Marchesa, talmente bene che al linguaggio antiquato e ai termini desueti ci si fa subito l'orecchio, e ci si può lasciare avvolgere piacevolmente dalla lettura come da un vecchio e comodo tabarrone.
Del resto, se la scrittura è antiquata, non altrettanto si può dire dei temi che invece sono modernissimi e attualissimi, e la semplicità del racconto non ne sminuisce, anzi, casomai ne sottolinea l'importanza.
Imprescindibile per chi ha già letto ed apprezzato il Matrimonio in provincia: le due storie sono completamente slegate l'una dall'altra, eppure si richiamano tra loro con echi particolari e si integrano a vicenda.
Del resto, se la scrittura è antiquata, non altrettanto si può dire dei temi che invece sono modernissimi e attualissimi, e la semplicità del racconto non ne sminuisce, anzi, casomai ne sottolinea l'importanza.
Imprescindibile per chi ha già letto ed apprezzato il Matrimonio in provincia: le due storie sono completamente slegate l'una dall'altra, eppure si richiamano tra loro con echi particolari e si integrano a vicenda.
July 30, 2021
"La Nanna, la figliola dei Lavatelli, aveva passata l’infanzia a custodire le oche. Ne aveva dodici, e davano della bella piuma, che la Maddalena, come tutte le buone mamme, metteva da parte ad ogni spennatura, ed accumulava per farne poi il letto nuziale della sua figliola.
E la Nanna andava superba delle sue oche, e di quegli apparecchi fatti per lei.
Quando la ragazza ebbe poco più di dieci anni, la mamma disse al marito: «Bisogna cercare un’altra piccina per condur fuori le oche. I fanciulli che custodiscono le vacche, e le fanciulle che guidano i paperi, si scontrano nei campi, e si baloccano insieme. E questo si può tollerare soltanto nell’età dell’innocenza; ma la Nanna ha dieci anni, l’età dell’innocenza è passata».
Martino trovò tutta la profondità di giudizio dei sette Savi della Grecia in quelle sentenze della sua massaia. Le oche vennero affidate ad una bambina di otto anni, poi, cresciuta quella, ad un’altra. Erano custodite dall’aprile al novembre per 50 centesimi ogni oca. Facevano sei lire all’anno, che la famiglia spendeva per evitare alla Nanna la comunanza dei giuochi coi piccoli mandriani.
E la Nanna andava superba anche di questo, che le dava una certa superiorità sui suoi compagni.
Quando li scontrava, o li vedeva passare al di là della siepe, e le gridavano: «Oh! Nanna! Non vieni più fuori colle oche?» lei rispondeva: «La mamma non vuole più, perché non ho più l’età dell’innocenza»."
"In risaia", La Marchesa Colombi
Un piccolo gioiello, un "archivio" di tradizioni rurali di fine '800 e una denuncia sociale narrata con grande delicatezza. La protagonista Nanna con la sua piuma d'oca per fare il proprio letto nuziale, il suo "argento" per andare sposa e tutte le sue vicissitudini di giovane mondina resterà nel mio cuore a lungo.
Una specie di Albero degli zoccoli ante litteram, lo consiglio vivamente.
PS. L'ebook è scaricabile gratuitamente da Liberliber. Thanks Gio Bhumi 🧡
E la Nanna andava superba delle sue oche, e di quegli apparecchi fatti per lei.
Quando la ragazza ebbe poco più di dieci anni, la mamma disse al marito: «Bisogna cercare un’altra piccina per condur fuori le oche. I fanciulli che custodiscono le vacche, e le fanciulle che guidano i paperi, si scontrano nei campi, e si baloccano insieme. E questo si può tollerare soltanto nell’età dell’innocenza; ma la Nanna ha dieci anni, l’età dell’innocenza è passata».
Martino trovò tutta la profondità di giudizio dei sette Savi della Grecia in quelle sentenze della sua massaia. Le oche vennero affidate ad una bambina di otto anni, poi, cresciuta quella, ad un’altra. Erano custodite dall’aprile al novembre per 50 centesimi ogni oca. Facevano sei lire all’anno, che la famiglia spendeva per evitare alla Nanna la comunanza dei giuochi coi piccoli mandriani.
E la Nanna andava superba anche di questo, che le dava una certa superiorità sui suoi compagni.
Quando li scontrava, o li vedeva passare al di là della siepe, e le gridavano: «Oh! Nanna! Non vieni più fuori colle oche?» lei rispondeva: «La mamma non vuole più, perché non ho più l’età dell’innocenza»."
"In risaia", La Marchesa Colombi
Un piccolo gioiello, un "archivio" di tradizioni rurali di fine '800 e una denuncia sociale narrata con grande delicatezza. La protagonista Nanna con la sua piuma d'oca per fare il proprio letto nuziale, il suo "argento" per andare sposa e tutte le sue vicissitudini di giovane mondina resterà nel mio cuore a lungo.
Una specie di Albero degli zoccoli ante litteram, lo consiglio vivamente.
PS. L'ebook è scaricabile gratuitamente da Liberliber. Thanks Gio Bhumi 🧡
May 13, 2013
romanzo di denuncia sociale- sulla condizione delle contadine nel novarese. la durezza del lavoro in risaia, le malattie, la pressione sociale per cui il matrimonio è l'unica scelta e l'unica forma di riscatto (e senza di cui si è solo un peso per la famiglia). "in risaia" è la storia della giovane nanna, che si ammala di febbri e tifo e perde, insieme alla bellezza, anche la possibilità di trovare un marito e creare una famiglia- diventando così rancorosa e vendicative. finale in qualche modo *edificante*, con la protagonista che si riscatta moralmente e si aggrappa all'ultima speranza rimasta.
bella lettura, molto più profonda di quello che potrebbe sembrare.
bella lettura, molto più profonda di quello che potrebbe sembrare.
September 16, 2020
La marchesa Colombi dipinge perfettamente la condizione delle campagne novaresi, e la vita delle loro mondine. Come scritto in altre recensioni e nell'introduzione stessa, si tratta di un primo tentativo di denuncia sociale tramite romanzo. La bella protagonista perde salute e giovinezza in risaia, insieme a molte coetanee, in un lavoro stagionale che assicurava però un ottimo stipendio.
All'imbruttimento dato dai problemi lavorativi si accompagna quello caratteriale, con una depressione che diventa astio e cattiveria. Non manca una sorta di lieto fine, una chiusa per permettee alla vita di andare avanti.
All'imbruttimento dato dai problemi lavorativi si accompagna quello caratteriale, con una depressione che diventa astio e cattiveria. Non manca una sorta di lieto fine, una chiusa per permettee alla vita di andare avanti.
May 16, 2017
4.5
C'è molta delicatezza in questo romanzo breve della Marchesa Colombi, e molto da riflettere: non solo sulle pressioni sociali che fanno e disfano i sogni delle giovani donne, e ne plasmano l'esistenza, non solo sulla durezza di condizioni di vita che venivano accettate come normali, ma anche su quanto l'amarezza possa distruggere uno spirito.
C'è molta delicatezza in questo romanzo breve della Marchesa Colombi, e molto da riflettere: non solo sulle pressioni sociali che fanno e disfano i sogni delle giovani donne, e ne plasmano l'esistenza, non solo sulla durezza di condizioni di vita che venivano accettate come normali, ma anche su quanto l'amarezza possa distruggere uno spirito.
August 14, 2026
Grande Marchesa Colombi, così moderna, così diretta e profonda nel ritratto dell'animo femminile che neppure compare nelle nostre antologie e nei tanti profili della letteratura italiana.
December 26, 2025
Un cuento de Navidad donde los enredos se aclaran y tiene final feliz. Me ha gustado especialmente porque no conocía las duras condiciones en las que trabajaba las mujeres en los arrozales en el S. XIX en Italia.
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