«Un pomeriggio d'inverno sono partito per un viaggio così breve che non pensavo potesse condurmi così lontano.» Tra le valli e i monti, lungo i fiumi e tra gli alberi. A pochi passi dalle città e lontanissimo dalle autostrade. Là dove il rumore delle metropoli retrocede, ci sono vie poco battute, percorsi ferroviari nascosti, passaggi fluviali e varchi che aprono la strada verso un'Italia preziosa e profonda. Dalle enigmatiche vie cave di Pitigliano scavate nel tufo al rocambolesco fascino della statale 92 che attraversa la dorsale della Basilicata. Dal sentiero di punta Manara che conduce lì dove, al confine con il mare, una torretta ancora sembra attendere l'attacco dei Saraceni, fino ai meandri misteriosi delle barene tra le isole abbandonate della laguna della Venezia Nativa. Dai gradoni luminosissimi e irreali della Salita dei Turchi fino al viaggio in traghetto, sulle acque rapide del Lago Maggiore, che conduce all'eremo di Santa Caterina del Sasso. Federico Pace ci accompagna in un suggestivo viaggio tra luoghi che diventano occasione di piccole epifanie, in cui si svela qualcosa di inatteso, un meravigliato contatto che, senza una partenza, non sarebbe stato possibile. Il paesaggio, il movimento, le storie delle persone e i loro legami offrono l'opportunità di uno sguardo diverso e nuovo su noi stessi, sugli altri e su quel che ci accade intorno.
Comprato in astinenza da viaggi, pure da quelli dietro l'angolo. Mi sono decisa ad abbandonarlo perché è un tipo di scrittura che mi distrae e annoia un po', il che non vuol dire che sia scritto male anzi, semplicemente non fa per me. La fine del giorno. Il sole che scende. Sei voluta venire quando il tempo stava lasciando da parte se stesso, quando tutto pareva essersi stancato di ogni cosa, quando ognuno pareva finalmente fare e dire quel che preferiva, ma poi, invece di parlare, hai deciso di salire su. Da sola. Meglio così. Uno per volta. Non tutti e due insieme.
Ho apprezzato la capacità descrittiva di Federico Pace. Quasi fosse in sogno l'autore sublima l'incontro nei brevi racconti che compongono il testo. Bellissimi i paesaggi che emergono da viaggi che portano chi scrive verso il suo punto d'arrivo. Come conseguenza gli incontri che ne derivano restano, nelle loro differenti accezioni, sfumati e intimi. Come se non si volesse svelare completamente il loro peso. Una piacevole lettura, buone emozioni, e da questo l'invito a considerare questo libro come una scelta possibile.