Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il Signore di Notte: Un giallo nella Venezia del 1605

Rate this book

Kindle Edition

Published May 9, 2020

Loading interface...
Loading interface...

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
1 (20%)
4 stars
4 (80%)
3 stars
0 (0%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Ermocolle.
353 reviews28 followers
May 24, 2022
Copertina e titolo accattivante hanno catturato la mia attenzione durante una fiera del libro.

È così che ho scoperto il romanzo d'esordio di Gustavo Vitali.

Ho apprezzato lo stile di scrittura ricercato e il suo amore per Venezia e la sua storia.

Il giallo, legato alla morte di un nobile caduto in disgrazia e pieno di debiti, rappresenta il pretesto, il trait d'union per parlarci di Venezia, la sua storia nel periodo del 1600 e antecedenti, la sua architettura, il suo governo, i suoi misteri, il suo fascino, i suoi panorami magici e suggestivi, le sue leggende.

Il Signore di notte, alias Francesco Barbarigo, magistrato di Venezia che decide di occuparsi della risoluzione del caso, è un personaggio particolare, orgoglioso e nel contempo pieno di fragilità e insicurezze che lo porteranno a compiere errori e disattenzioni infinite.
Seguendolo passo passo nella sua indagine e nelle sue elucubrazioni, si avrà modo di conoscere o riscoprire, vari aneddoti legati alla cultura veneziana e alla sua gente: i palazzi dei patrizi, la storia dei loro casati, le feste, il gioco d'azzardo, le leggi che governano la Serenissima, il difficile rapporto con il ghetto ebraico, la miseria, la vita modesta fra le isole, le difficoltà per vivere e i mille espedienti per sbarcare il lunario.

" Al tramonto, quando i Signori di notte lasciavano la stanza della magistratura, non sempre Francesco aveva voglia di tornare dritto a palazzo. Capitava talvolta che si perdesse solitario per calli e fondamenta, vagabondando a casaccio e affascinato dalla città, un amore assoluto, un amore il suo che non metteva in conto di essere ingannato, nel caso un amore disposto a perdonare il tradimento.
Camminava e camminava ancora, ammirando nella tarda sera i colori di Venezia che le ombre andavano inghiottendo, il rosso cupo dei mattoni, il grigio pallido della pietra d'Istria e altre tinte più aggressive riflesse nelle acque dei canali. Si crogiolava in lontane nostalgie fino alla commozione, intristiva nel rivivere vecchi patimenti e provava un dolore lontano, antico, eppure ancora presente, sempre crudele."

Un libro interessante e particolare, scoperto per caso e letto con piacere.
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
371 reviews12 followers
December 2, 2020
Perché si legge uno storico?
Cosa c'è in questo genere di cosi accattivante tanto da incantare, ancora oggi, molti lettori?
E' una domanda che mi sono posta molte volte.
Per quanto oggi la lettura sia un affare di nicchia, per quante statistiche parlino di un crollo sostanziale di giovani e meno giovani capaci di sognare su un libro, il genere cosi vetusto sembra reggere bene.
Molti autorevoli blog si fanno portavoce dei libri che tentano di raccontarci in una prospettiva più letteraria e meno accademica gli eventi che hanno dato la forma, che ha oggi, la nostra società e persino la nostra politica.
Non ce ne accorgiamo, ma la storica viaggia accanto a noi.
Nei dialetti spesso echi di lontane dominazioni.
Nei piatti che richiamano le contaminazioni folli ma meravigliose delle forte di migranti che hanno colorato la nostra realtà.
Lo viviamo noi, affacciati sul mediterraneo inconsapevoli dei legami che ci hanno inesorabilmente stretto e sopratutto lo avverte quest'Europa dei destini incrociati, quest'arazzo che è fatto di mille differenti tessere che da sempre è stato protagonista di scambi, di incontri culturali e perché no di scontri.
La storia la respiriamo in ogni città, in ogni angolo del mondo.
La storia è il nostro racconto sull'evoluzione umana e sulla nostra che sembra l'ultimo anello di una catena fatta di antenati, di esperienze e di discendenze. Forse è questo il bello del libro storico.
Riannoda legami, solleva i veli, riscopre il ricordo di cosa fare per poter, spero, comprendere cosa è adesso.
Allora mi sono risposta cosi: il bello del libro storico non è solo nella trama, anche se ha la sua importanza.
Ma è la descrizione del luogo, degli usi e de costumi.
E' nelle sotto trame, nei dettagli che tessono la ragnatela del tempo che sta nascosto il suo fascino.
E poco importa se parliamo di un giallo, come in questo caso, o di un'autobiografia, di un rosa o di una semplice narrativa di formazione. E' il contesto che ci affascina e decide per noi, ci inviata a seguirlo nei fumi di quello ieri che ci sfugge.
E che invece viene immortalato, congelato o semplicemente fermato dalla parola scritta.
Si rapisce quell'istante lo si fotografa.
E però lo si arricchisce di tanto altro, la nostra personale visione dell'epoca scelta, un certo amore per la città dove l'azione si svolge e per una strana voglia di interpretarlo quel passato, che non sia solo un agglomerato distante e distaccato di date e di descrizioni.
Il signore di notte scaglie uno dei periodi pi+ù strani e più complessi che ho mai studiato, il seicento.
Ed è un periodo non facile perché funestato da una crisi nera, da guerre devastanti e da un Italia che inesorabilmente si trova a perdere ogni prestigio politico.
E' l'epoca in cui l'avvio del nuovo processo produttivo industriale, partito dall'Inghilterra e dall'Olanda, causò il crollo delle imprese artigiane, ossia destrutturò non senza conseguenze la base dell'economia europea.
E questa situazione provoco ( non voglio dilungarmi) il ricostruirsi dei grandi latifondi quasi sempre nelle mani dell'aristocrazia.
E a scapito, ovviamente del popolo.
Decadenza e opulenza, fiacchezza morale e al tempo stesso la necessaria innovazione seminata da menti colte e che poi darà il suo frutto sbocciando nel settecento.
E sullo sfondo di un secolo contraddittorio e poco compreso che Vitali da l'avvio a un semplice giallo.
Un omicidio che va risolto e che sporca la bellezza di una città, Venezia che tenta con unghie e denti di mantenere il suo rinomato splendore.
Ed è forse questo il punto forte del testo.
Non l'indagine.
Non il signore di notte,quel Barbarigio borioso e inconcludente amabilmente goffo.
Non il suo alter ego l'unico in grado di scovare il colpevole.
Ma Venezia una Venezia sfavillante che lotta contro quell'offuscamento che la porterà inesorabilmente nel cassetto dei ricordi.
Colorata e a tratti cacofonia.
Ammantata di lusso ma precipitata anche nel più disastroso degrado.
E' Venezia lo spirito incarnato di quel secolo di contraddizioni che cerca di non essere distrutto da forze opposte che chiedono a gran voce di raccontare la loro versione.
E tra quei canali e quei vicoli che oggi sembrano quasi immobili nel ricordare il passato, il libro diventa una vera e propria macchina del tempo, capace di farci compiere un viaggio straordinario.
E se quest'ambientazione gloriosa e sofisticata, ci fa perdere di vista il clou del libro, ossia chi è l'assassino,poco importa.
Sentirsi come professor Lidenbrock ammaliati e entusiasti e stupiti di fronte alla meraviglia che si apre all'improvviso, credetemi non ha presso.
Come un viaggio al centro della terra il signore di notte decide lui cosa mostrarci e lo fa svelandoci come un perfetto guitto il palcoscenico intatto di un passato che troppo spesso ci sfugge, impegnati a cercare chissà cosa.
Da leggere con quel senso fanciullesco di incanto che troppo spesso perdiamo di fronte al dato scenografico o alla trama immediata.
Qua dovete cercare, o forse semplicemente lasciar che il libro vi guidi.


Profile Image for Patrizia Poli.
Author 9 books7 followers
February 12, 2021
È difficile recensire questo libro. Il signore di notte di Gustavo Vitali è senza dubbio un testo di grande valore.

Ma.

Un giallo storico, ben scritto, ben sviluppato, con tutte le cose al posto giusto, a partire da un’ottima scrittura – appena qualche ripetizione o allitterazione di troppo -, per continuare con azione e colpi di scena. Soprattutto un’ambientazione vivissima e piena di atmosfera, dove ogni oggetto, ogni luogo, ogni usanza, sono visti, odorati, assaporati, ricreati attraverso una documentazione ineccepibile. C’è persino una buona interpretazione psicologica dei personaggi. Francesco Barbarigo – il magistrato investigatore seicentesco che indaga insieme al più serio e concreto capitano Stella– è ben tratteggiato nei suoi pregi e difetti molto umani, al punto da non risultare poi nemmeno troppo simpatico.

Niente da eccepire, quindi, un notevolissimo lavoro di scrittura e di storia ben amalgamati.

Ma… ma non posso negare che la continua sospensione delle vicende in favore della ricostruzione storica, applicata in modo maniacale a qualsiasi elemento - dall’architettura, alle ambientazioni, agli usi e ai costumi - alla fine inevitabilmente interrompe il flusso della trama e – considerate anche le cinquecento e più pagine – diventa pesante. Trasforma il romanzo in un libro per addetti ai lavori, per appassionati. Lo rende, insomma, meno fruibile dal lettore comune.

Francesco Barbarigo – personaggio effettivamente esistito – Signore della Notte al Criminal, deve indagare sulla morte di Nicolo Duodo, un nobile in miseria, costretto ad accattare incarichi burocratici per tirare avanti. All’inizio Barbarigo coglie il suggerimento del proprio amatissimo fratello Gabriele, e indaga su un “bravo”, certo Rimondo, che col morto avrebbe avuto dei dissapori importanti. Ma la verità sta da un’altra parte.

Durante l’inchiesta il Signore della Notte s’ imbatte in varie figure e, nel contempo, porta avanti anche la sua vita privata, fatta di affetto per il fratello più godereccio, fatta della scoperta di essere stato oggetto inconsapevole di un amore omosessuale e, soprattutto, del contrastato e inquietante rapporto con la bella Gigliola.

Nonostante tutto, ripeto, non si può negare il merito dell’opera, la sua fantastica capacità di farci rivivere la Venezia del cinquecento e seicento. Sentiamo lo sciabordare dell’acqua nei canali, i lamenti dei prigionieri sul Ponte dei Sospiri, vediamo i colori sgargianti delle vesti maliziose delle nobildonne e le tavole imbandite, assistiamo ai duelli nei vicoli bui e nelle calli. Uno splendido e inimitabile affresco d’epoca, un’opera che denota non solo interesse storico ma vero e proprio amore per la splendida, concreta ma evanescente, Serenissima.
Profile Image for book_dealer_.
29 reviews9 followers
November 16, 2020
Prima di intraprendere questa lettura bisogna tener conto di una particolarità: innanzitutto è un giallo storico di un autore emergente che ha davvero carattere e ha i requisiti essenziali per riuscire a intraprendere una bellissima carriera nello scritto di questo genere. La narrazione si svolge a Venezia e nel periodo storico del 1605, ma vorrei soffermarmi su un punto fondamentale del racconto: la storia è inventata, ma coinvolge personaggi realmente esistiti. Già da questo prologo il lettore è davvero molto interessato andare a scoprire conoscere questi personaggi reali che si ambientano e si narrano in un contesto del tutto inventato. Chi è il personaggio che ti accompagnerà nella lettura di questa storia? Francisco Barbarigo.

Si può dire fin da subito che è un giallo storico che non annoia, non ha un racconto piatto ma è come andare sulle montagne russe perché c’è sempre un forte movimento e grande suspense, è caratterizzato soprattutto dalla raccolta di indizi che non permettono, in maniera semplice, al lettore di trovare la soluzione.

Conoscendo personalmente Venezia, mi sono ambientata dalle prime pagine nel contesto del romanzo, ma il lettore riuscirà comunque ad abituarsi e a immaginarsi la scena grazie alla grande caratteristica di dettaglio che viene promossa dallo stesso autore.

Il gergo che viene utilizzato da Gustavo è innovativo e non risulta banale. La prosa è ben strutturata e oltretutto c’è una grande caratteristica di variazione di termini e l’utilizzo di parole d’altri tempi. Ciò che davvero mi ha entusiasmata è fortemente la capacità di saper descrivere luoghi e personaggi.

Il testo è scorrevole, accattivante e ben strutturato. Vengono evidenziati i difetti dei personaggi in maniera innocente. C’è la mancanza di dialogo diretti all’interno del romanzo e questo rende la lettura più impegnativa e leggermente più lenta rispetto ad un romanzo caratterizzato anche da conversazioni.

Vengono descritti anche i membri della società veneziana, i nobili e i meccanismi del carcere e dei loro detenuti. Per esempio vengono descritti le celle soprannominate “Pozzi” e “Piombi” destinate ad accogliere gli ospiti del consiglio dei Dieci e degli inquisitori di Stato.



Recensione completa sul blog : https://bookdealer.art.blog/2020/11/1...
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.