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Il magnifico perdente

Londra, 1837.
Un uomo e un bambino s’incontrano lungo le strade affollate e fumose della città. Entrambi, per motivi diversi, sono stati costretti a lasciare l’Italia e i propri cari, entrambi hanno negli occhi la malinconia degli esuli e il coraggio dei sopravvissuti.
L’uomo è Giuseppe Mazzini. Quell’incontro, nel giro di pochi anni, porterà alla nascita della scuola italiana gratuita di Hatton Garden che concretizza gli ideali più elevati del nostro Risorgimento. Il filo della storia s’intreccia con le vite degli esuli italiani, con i loro ricordi e le loro speranze, tra delatori e nuovi amici, sostenitori e traditori, amori senza fine o senza inizio. Sullo sfondo, un’Inghilterra contraddittoria e un’Italia ancora informe, ma già molto simile alla nostra.
Il romanzo nasce sia dalle suggestioni delle molte lettere di Mazzini, vivida testimonianza del suo sentire profondo e del suo spirito indomito, sia dallo studio dei suoi scritti che ne documentano l’eccezionale modernità di pensiero.

273 pages, Paperback

Published January 1, 2019

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Sonia Morganti

15 books11 followers

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Altea Gardini.
70 reviews2 followers
July 6, 2022
Il magnifico perdente è un romanzo storico scritto da Sonia Morganti. Il volume è edito per Oakmond Publishing nel 2019.
Siamo a Londra, nel 1837.
Voi immaginate una città su cui svetta la caratteristica torre dell’orologio e in cui le due sponde del Tamigi sono collegate dal Tower Bridge.
Vi sbagliate non è questa la Londra che avrete davanti.
La città che avete domande è quella dell’anno in cui Victoria, la famosa regnante, venne sorpresa, nella sua residenza e ancora in abiti da notte, dalla notizia che la renderà Regina.
Voi immaginate una città piovosa e umida, infatti lo era.
Avrete davanti anche una città che non ha nulla a che fare con quella che è presente nelle nostre vite odierne.
Per molti di noi, nel 1837, Londra è una città fatta di stoffe, vestiti, donne guantate e splendidamente vestite. Gli uomini hanno il cilindro, il bastone da passeggio e lo sguardo severo. Questi che abbiamo immaginato sono quelli dell’altra Londra, quella dei ceti più abbienti.
Ma quindi, in definitiva, di quale città vi sto parlando?
Quella del magnifico perdente è una città coperta dal nero fumo, che serpeggia nelle strade di White Chapel e che da lì a pochi anni conoscerà la furia di Jack lo Squartatore.
Vi porto in quei sobborghi dove Dickens trovava i soggetti delle sue storie, in quelle strade dove Mr. Sgrooge non sarebbe mai entrato se non imbavagliato, legato e dentro un sacco.
La Londra del 1837 è quella che si trova con in mano i sogni, le speranza, l’angoscia e le paure di giovani italiani.
Bambini che vengono, di fatto, venduti a lenoni e usurai per togliere dalle spalle di genitori troppo poveri la pena di dovere pensare ad una bocca in più.
Molti erano gli italiani esuli, coscienti o meno di esserlo.
Tra questi, un gruppo di giovani che ha fatto un giuramento ad una bandiera che ancora non esiste: quella italiana.
Con loro il nostro magnifico perdente: Giuseppe Mazzini.
Mazzini è un sognatore che ha già perso tutto. È un musicista le cui liriche servono a tenerlo attivo e nostalgico. È un fuoco le cui braci non si riescono a spegnere, nemmeno se ovattate dalla nebbia o impiastricciate di nero fumo.
Conosciamo Mazzini per quello che ci hanno detto a scuola, sempre che alcuni di noi siano davvero riusciti ad affrontare l’argomento.
Personalmente, credo di avere incontrato il magnifico perdente alle medie.
Alle superiori ho incontrato il continente russo, non potevo uscire da lì né sapere cosa accadeva a casa mia mentre la Russia era ancora governata dai Romanov.
Sì, perché nel mio programma ministeriale, la mia classe doveva essere edotta sulla Russia e vagamente sul resto.
Quindi io sapevo che Mazzini era esistito. Sapevo che era un “foscoliano” e sapevo che era stato esule.
Conoscevo la Giovine Italia, così come si conosce il nome di un estraneo nella città vicina, e conoscevo la Giovine Europa allo stesso modo.
All’università non ho mai conosciuto la storia di Mazzini, colpa mia ma ho conosciuto tanti personaggi che gli sarebbero stati simpatici o forse no.
A Mazzini, il magnifico perdente, piaceva il confronto. A Mazzini piaceva creare quel mondo futuristico in cui, anche il più povero dei suoi fratelli, può arrivare a usare al conoscenza e poter pensare con la propria testa.
Il magnifico perdente, in una Londra che ostracizzava il suo essere diverso ma non poteva che restarne incuriosita, fondò una scuola italiana per coloro che non potevano permetterselo.
Non poteva permetterselo neanche lui ma fece l’impossibile per dare a tutti l’opportunità di crearsi un futuro.
Ora, il nome di Mazzini svetta nella via parallela alla mia e molti hanno dimenticato di chi ha dato la sua esistenza per la follia di una nazione unita, per una cultura condivisa e una capacità critica ceh ci permettesse di non essere più marionette asservite.
Lo ha fatto sperando che i suoi futuri compatrioti incedessero con coesione e dignità. Lo ha fatto usando fervore e speranza.
La sua storia è un monito. La sua storia è la leggenda del magnifico perdente.
La penna dietro alla storia di questo libro è di Sonia Morganti. Conosco l’autrice per i suoi personaggi dipinti come faceva Van Gogh, a feroci pennellate, e come faceva Caravaggio con la luce che svela le ombre e le ferite anche dei più umili.
Anche questa volta, non mi ha delusa e mi ha donato un uomo, con la sua Storia, che si era perso tra le pagine di una storia scritta da coloro che sono sulla china di chi dimentica troppo presto.
Profile Image for Lorenzo A. Angelaccio.
46 reviews2 followers
November 3, 2022
"Il magnifico perdente" di Sonia Morganti è un romanzo storico incentrato sull'esilio in Inghilterra di Giuseppe Mazzini e altri patrioti italiani, perseguitati dalla polizia austriaca che li giudicava niente meno di che dei pericolosi terroristi.

Il romanzo inizia proprio con l'arrivo in Inghilterra di Mazzini e delle difficoltà iniziali nell'abituarsi a questa terra nuova, che offriva tante opportunità ma anche molti ostacoli, soprattutto per quanto riguarda i pregiudizi degli inglesi nei confronti degli italiani. Si parlerà anche della fondazione di una scuola gratuita per italiani e della triste vicenda dei fratelli Bandiera, che avrà un impatto non indifferente sulla vita stessa di Mazzini.

Non avevo chissà quali aspettative per questo romanzo, e forse proprio per questo si è rivelato così sorprendente. La scrittura è semplice e scorrevole, ma allo stesso tempo ricca di dettagli molto precisi ed evocativi, che richiamano molto bene la Londra dell'epoca. I personaggi sono poi descritti a tutto tondo, in modo sfaccettato. Mazzini non viene idealizzato né descritto in modo bidimensionale; al contrario, l'autrice riesce a restituire tutta la complessità di un uomo contradditorio, votato idealmente alla pace e all'amore fraterno universale, ma che allo stesso tempo si è dovuto rendere protagonista di azioni violente che avevano provocato la morte di diverse persone - motivo per il quale veniva considerato dai contemporanei un pericoloso terrorista. La contraddittorietà di questo personaggio, in ogni caso, non mette in ombra la sua umanità, e a questo proposito devo dire che mi ha sorpreso il fatto che, talvolta, Mazzini venga descritto con aggettivi che richiamano il mondo femminile - quasi come a voler dissociare la sua figura da quello di un uomo dedito ad azioni violente.
Leggendo il romanzo risulta poi chiaro il tema alla base di tutta la narrazione, ovvero mostrare le difficoltà degli esuli italiani in terra straniera: difficoltà che, con le dovute differenze, sono le stesse di chi anche oggi è costretto a emigrare per cercare fortuna - e che non sempre riesce a trovarla.

Particolarmente emozionante a questo proposito è la dedica a fine romanzo a Gloria e Marco, due architetti veneti emigrati a Londra e morti nel terribile incendio della Grenfell Tower: "Cambiano i mezzi di comunicazione, aumenta la loro velocità. Non cambiano i sentimenti né i dolori umani, e purtroppo neppure le traversie degli italiani".
Un'opera quindi che, come i migliori romanzi storici, costituisce un ponte tra presente e passato; che informa su ciò che è accaduto un tempo descrivendo al tempo stesso sentimenti universali, che non hanno epoca.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 47 books98 followers
January 9, 2021
Forse non avrei dovuto leggere questo bellissimo romanzo storico scritto da Sonia Morganti in questo momento. Perché la coltre nebbiosa e scura che ottunde la Londra che ospitò Mazzini si è aggiunta a uno stato d'animo che, lo confesso, mi ha spinta a piangere insieme a Giuseppe nel momento in cui realizza il tradimento peggiore. Mazzini ci viene impartito a scuola, quando ci si arriva col programma, come un pedante, uno che spaccava il capello in quattro, troppo intellettuale per appassionare. Ma ogni volta che ci si intrufola tra le pieghe della Storia, ogni volta che si approfondisce, e l'autrice ha svolto un lavoro impressionante di ricostruzione, si scopre la vita reale. E questo libro ci regala una figura appassionante, un eroe romantico, dolente e vivido, non stereotipato. Un'intelligenza acuta e un anelito verso il futuro che lo rendeva un visionario. Perdente, sì, inesorabilmente. Ma con un'anima luminosa.
Author 3 books2 followers
December 1, 2025
Meraviglioso. La penna di Sonia è come sempre una garanzia: il modo in cui descrive i paesaggi ti fa credere di essere davvero lì. ti sembra di sentire l'aria poco respirabile di Londra, i quartieri sporchi di metà 800, il nerofumo dai comignoli. È così per questo romanzo, è stato così nella Sicilia di Costanza, è stato così a Ercolano o a Roma in Calpurnia. I protagonisti dei romanzi di Sonia poi sono vivi, realistici, pacati e meravigliosi. Probabilmente Mazzini è il primo vero protagonista sia della Storia che del suo romanzo, dal momento che di norma lei dà voce a personaggi che si muovono più spesso dietro le quinte. Per me, che conosco poco la storia moderna, è stato un meraviglioso viaggio.
Profile Image for Giada- Se ne dicon di parole.
434 reviews32 followers
August 6, 2019
"Una storia con un’anima “rock”, perché il suo protagonista, un Giuseppe Mazzini del tutto inedito – almeno a me -, non appare al lettore come edulcorato o “mitizzato” a prescindere. È un uomo che, finzione letteraria permettendo, prende delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, è un uomo solo, costretto a vivere lontano da quella Patria martoriata ma sempre tanto amata, in una Londra fumosa e freddolosa, dove solo gli ideali sembrano tenerlo ancorata alla realtà, evitandogli di sprofondare nel dolore nero della disperazione.
E proprio in quella Londra lì, vivida e pulsante, che è straniera eppure capace ancora di accogliere la libertà e la solitudine degli italiani, che prende vita il primo dei grandi sogni di quest’uomo dal corpo esile, ma dal cuore indomito e dalla mente in continuo fermento.
I suoi occhi, velati dalla tristezza per i fallimenti del passato, infatti, non hanno mai smesso di osservare attentamente il tempo presente in cui vivono. Ed è così, che tra le strade sporche di nero fumo e zuppe di pioggia, scopre che si sta consumando l’ennesimo schiaffo alla dignità umana...
Una pagina di storia troppo spesso dimenticata, quasi colpita da una damnatio memoriae inspiegabile, con cui protagonisti e lettore si troveranno, volenti o nolenti, a dover fare i conti.
Con spie perennemente alle calcagna, pronto a stanarlo con una scusa qualunque, Mazzini si dispera alla ricerca di una soluzione che possa, in qualche modo, riscattare dalla povertà tutte quelle anime innocenti.
Così, nel secolo in cui tutti sembrano pronti a colpirti alle spalle per un pugno di monete date dal potente del momento, Mazzini, ancora una volta, ribalta la situazione, dimostrandosi avanti di almeno cent’anni: ad Hatton Garden nasce la scuola gratuita di italiano, grazie alla buona volontà di patrioti fidati e fedeli alla causa mazziniana..."
Profile Image for Antonella Sacco.
Author 21 books34 followers
September 16, 2019
Il romanzo racconta dei primi anni della vita di Mazzini a Londra, dove si era stabilito per sfuggire alla polizia austriaca. Insieme a lui altri patrioti italiani in esilio.
Fra le difficoltà di sopravvivere, sia alla povertà che alla polizia austriaca che poteva contare su spie e traditori anche in Inghilterra, Mazzini non si arrende mai, continua a portare avanti i suoi ideali, scrivendo articoli per conquistare consensi alla causa italiana, mantenendo una corrispondenza con i patrioti rimasti in Italia o in esilio altrove. E, soprattutto, fonda la scuola gratuita per gli italiani che vivono a Londra, offrendo così speranze a molti suoi connazionali.
Il personaggio o meglio la persona Mazzini che il lettore scopre nelle pagine di Sonia Morganti è di un'umanità e di una rettitudine assolute, un uomo che accetta il sacrificio di vivere lontano dalla patria e dagli affetti più cari e che sopporta queste privazioni con malinconia e dolore ma senza lasciarsi mai abbattere. È così immediato sentirsi vicini a quest'uomo che veste sempre di nero, che suona la chitarra per consolarsi, almeno un poco, dei suoi dispiaceri, che sogna un futuro di uguaglianza per tutti.
Una narrazione molto fluida e personaggi, oltre al protagonista, molto vivi, fra questi Battista, il bambino che costituisce la “scintilla” da cui scaturisce l'idea per la scuola, lord e soprattutto lady Carlyle, i fratelli Bandiera.

https://antsacco57.wordpress.com/2019...
Profile Image for Vladimiro.
Author 4 books39 followers
September 30, 2019
Punti forti sono la ricostruzione storica, la resa di Londra sia dal punto descrittivo che sociale, il personaggio di Mazzini, figura umana con cui entrare in empatia, la figura di Battista e i risvolti di quest'ultimo su Mazzini e Jane (come un po' tutto le donne del romanzo).

Note negative sono per me alcune preziosismi dello stile, ispirato in molti tratti alla prosa ottocentesca: a volte è piacevole, qualche volta ho storto il naso. La parte dei Fratelli Bandiera, verso a fine, mi è sembrata un po' didascalica.

Consigliato a tutti gli appassionati del Risorgimento, la ricerca storica effettuata dell'autrice è davvero solida.
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