La vita di Simone Moro è un potentissimo sogno verticale. È una vertigine scatenata da una passione assoluta, divorante. Quella passione che è la forza propulsiva indispensabile per realizzare grandi imprese, per andare oltre.Dopo diversi libri dedicati a singoli momenti ed esperienze – dalla tragedia dell’Annapurna alla storica conquista del Nanga Parbat in inverno, alle attività con l’elicottero –, Simone Moro, avendo appena superato il crinale dei 50 anni, sente ora l’esigenza di ripercorrere il proprio cammino di alpinista per coglierne l’evoluzione e soprattutto il senso profondo. In questo libro importante sceglie quindi una serie di imprese emblematiche che non ha mai raccontato e le utilizza per seguire il filo della sua biografia e capire i passaggi da un periodo all’altro, le difficoltà e le reazioni a esse, la graduale crescita della consapevolezza. Cominciando con lui bambino che intuisce la propria strada mentre ammira dal basso le Dolomiti, passa poi alle numerose tappe successive, dall’arrampicata sportiva all’alpinismo in alta quota in Himalaya, dalla voglia di esplorazione che lo ha portato in Patagonia ai grandi incontri (con Brukreev, Urubko…), dall’Everest con il padre-maestro Curnis ai campionati russi…, per poi naturalmente soffermarsi su diverse più recenti sfide invernali.Caratterizzato dall’irresistibile affabulazione di Moro ed emozionante come un romanzo d’avventura, I sogni non sono in discesa non si pone quindi come una semplice autobiografia, ma assume particolare valore in quanto, pagina dopo pagina, svela agli occhi di tutti noi quella urgenza interiore («Siate affamati, siate folli.») che distingue i grandi atleti e chi in generale rie-sce a raggiungere traguardi eccezionali spinto dalla propria passione. È una lettura che ispira e cattura, suggerendo quanto la vita e il mondo abbiano da darci.
Certo lui è uno che si piace e compiace ma vorrei sfidare chiunque avesse fatto la metà di quello che ha fatto lui a non peccare almeno un pochettino di vanità. Dopo l'ultima lettura, "devo perché posso", mi ero riproposto di non leggerlo più tanto mi aveva irritato però alla fine a me la montagna piace da impazzire e le sue letture sono leggere e godibili. Quindi rieccomi qui ma stavolta soddisfatto per le tante vette, le tante avventure ma anche per le tante bellissime foto, che in alcuni casi rendono ancor di più la temerarietà di certi passaggi e di certe salite. Unica nota dolente la revisione dei testi, zeppi di errori e addirittura di periodi sospesi. Quindi 4 stelle a Simone e 2 all'editore!
Le avventure raccontate sono sicuramente molto belle e interessanti, ma la costante auto celebrazione dell’autore fa risultare il tutto abbastanza pesante.
Libro molto bello che ti tiene incollato per le numerose imprese dell’autore decisamente pazzesche. A tratti autocelebrativo ma come dargli torto. Consigliatissimo.
Abbastanza autocelebrativo, ma se lo può permettere, in più per non essere uno scrittore di professione e non usare ghostwriter è sicuramente un libro riuscito, molto accattivante