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Ceux d'à côté
Una storia che può essere la storia di molti, una storia di violenza subita e di cecità, di superficialità e fuga. Claire esce dalla piscina, qualcuno la segue, la raggiunge, le usa violenza. In flashback due voci ci narrano l’accaduto, senza mai nominarlo né spiegarlo, impegnate a ricostruirne la forma che si fa ritratto di quella violenza, tanto più straziante quanto vicina e inevitabile. Sono la voce di Catherine, la vicina di casa e amica di Claire, e quella del colpevole, un trentenne senza nome e senza lavoro. Costruendo la propria immagine e quindi la propria identità a partire dall’evento drammatico dello stupro di Claire, Catherine e l’uomo descrivono ciascuno la propria vita di ogni giorno: per Catherine è il lavoro di sorvegliante durante il pranzo nella mensa di una scuola e, nel pomeriggio, lo studio in vista di un concorso per diventare insegnante di pianoforte, sono il silenzio e i rumori del suo appartamento, il ricordo preciso di quella sera in cui la musica le impedì di sentire quello che stava accadendo; per l’uomo, è invece il rituale del caffè e delle sigarette comprate in quel bar all’angolo due o tre volte la settimana, non di più, sono le lunghecamminate per riempire la giornata, sono il giardino pubblico, le vetrine dei negozi, la piscina, con il ricordo della violenza commessa e la paura di essere anche un assassino che riaffiorano in ogni istante. Vediamo delinearsi due figure dolorosamente simili nella loro inadeguatezza alla vita, incapaci entrambe di essere semplicemente se stesse nei propri rapporti con gli altri, soffocate dalla solitudine, dal vuoto e dal non senso.
160 pages, Paperback
First published September 5, 2002
About the author
Laurent Mauvignier
26 books193 followersLaurent Mauvignier was born in Tours (France) in 1967. He graduated from the Beaux-Art (plastic arts) in 1991.
He has published several novels with the Editions de Minuit and his books have been translated in several countries, among them In the Crowd by Faber and Faber (2008). His novels try to map out reality while confronting what cannot be voiced and the limits of what can be said.
His words attempt to articulate absence and sorrow, love and lack; their endeavour is to hold back what sifts through the fingers and through the years.
Source: http://www.laurent-mauvignier.net/en/...
He has published several novels with the Editions de Minuit and his books have been translated in several countries, among them In the Crowd by Faber and Faber (2008). His novels try to map out reality while confronting what cannot be voiced and the limits of what can be said.
His words attempt to articulate absence and sorrow, love and lack; their endeavour is to hold back what sifts through the fingers and through the years.
Source: http://www.laurent-mauvignier.net/en/...
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Community Reviews
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
November 30, 2025
Je n’ai absolument rien pigé à ce que j’ai lu.
April 26, 2019
Le style d'écriture me rappelle celui de Justine Lévy
August 6, 2014
"...Autore dallo sguardo al reale implacabile e straziante, Mauvignier torna alla narrativa con un'ennesima storia di perdizione e caduta, e in quello stile essenziale e cadenzato che caratterizza la sua scrittura. Il pretesto narrativo anche in questo caso, come già in Storia di un oblio, è un terribile fatto di violenza: lo stupro subito dalla giovane Claire, che nel romanzo torna costantemente quale trade d'union, origine - termine - calamita di senso, ma che appare allo stesso tempo punto di partenza per l'esplorazione di universi altri, gravitanti eppure altri.
A narrare l'accaduto, infatti, non è la giovane donna che ha subito la violenza, ma due voci esterne: quella dell'amica e vicina di casa Catherine, e quella dello stupratore senza nome, volto e corpo (paradosso senza dubbio voluto quello di rendere quasi evanescente un personaggio che con la propria bruta materialità corporea ha compiuto il crimine che dà avvio alla storia). E la forma letteraria ancora una volta prediletta è quella del monologo..."
Per leggere l'intera recensione:
http://popoff.globalist.it/Detail_New...
A narrare l'accaduto, infatti, non è la giovane donna che ha subito la violenza, ma due voci esterne: quella dell'amica e vicina di casa Catherine, e quella dello stupratore senza nome, volto e corpo (paradosso senza dubbio voluto quello di rendere quasi evanescente un personaggio che con la propria bruta materialità corporea ha compiuto il crimine che dà avvio alla storia). E la forma letteraria ancora una volta prediletta è quella del monologo..."
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