Zawarte w książce opowiadania z dwóch tomów Oty Pavla Śmierć pięknych saren i Jak spotkałem się z rybami to liryczno-groteskowy powrót do mitycznej krainy dzieciństwa, do symbolizowanego przez baśniowy świat przyrody poczucia wolności i pierwotnej harmonii.
Kompletnie nie poczułam tej nostalgii, czytanie o łowieniu ryb było dla mnie torturą. Wiem, że to bardzo prywatna książka, wiem, dlaczego autor wraca do swoich młodzieńczych dni, ale nie potrafiłam odnaleźć magii w tym, co dla niego było magiczne. Nie potrafiłam się śmiać razem z narratorem, nie rozczulały mnie jego perypetie rodzinne. Wiem, że to próba rozprawienia się z własną traumą - tą mniejszą, rodzinną i tą większą, dotyczącą Zagłady - i tym bardziej jest mi źle przechodzić obok takich narracji obojętnie, ale tak właśnie było. Nie przepadam za gawędziarstwem w męskim stylu, po prostu się z nią męczyłam. Nie odłożyłam jej, bo czytałam na DKK.
I am so sorry, but for what i could understand, there is no english version for this book by Ota Pavel 😔 ( Nevertheless i wrote the english review and it is at the bottom)
Cosa posso dire, che è una meraviglia, una piccola perla di cui mi ricorderò per lunghissimo tempo. La storia gira intorno alla famiglia Popper, altro non è che la storia biografica di Pavel, figlio di madre cattolica e di padre ebreo. Un corollario di normalissimi eventi di vita quotidiana attraverso un amore sano, tenero ed infinito che Ota vive e riceve in questo famiglia. L'arrivo della seconda guerra mondiale farà da sfondo alle vicende di vita di queste persone...il tutto sempre sorretto da questa irriverenza, ironia e simpatia nella scrittura di Pavel, che ti faranno divorare in una giornata o poco piu' questo libricino. Un tema sempre presente è la componente " faunistica", che sarà il perno su cui girano gli eventi ironici,melanconici e tragici di questa famiglia... Pesci, caprioli, maiali conigli... sempre al centro di attività redditizie del padre di Pavel. Tenerissima, simpatica e struggente è la figura materna, la mamma di Ota, sempre pungente e ironica nei confronti del marito ma con quello sguardo di sapiente amore e stima nei confronti del suo compagno di vita. Uno dei libri piu' belli tra quelli letti quest' anno! che tristezza che non vi sia ( da quello che ho potuto capire) la traduzione in inglese!
What can I say, it is a real beauty this novel!! a little pearl that I will remember for a very long time. The story revolves around the family Popper, is nothing but the biographical story of Pavel, son of Catholic mother and Jewish father. A corollary of normal daily life events through a healthy, tender and infinite love that Ota lives and receives in this beautiful family. The arrival of the Second World War will be the background to the life of this family only.... all is supported by this irreverence, irony and sympathy in the writing of Pavel, that will make you devour in a day or little more' this little book. A theme always present is the component "wildlife", which will be the pivot on which turn the ironic, melancholic and tragic events of this family... Fish, roe deer, rabbit, pigs... always at the heart of Pavel’s father’s lucrative business. Tender, funny and poignant is the maternal figure, the mother of Ota, always pungent and ironic towards her husband but with that look of wise love and esteem towards him. One of the most beautiful books read this year! what a sadness that there is ( from what I could understand) no the English translation!
Este libro me solucionó un día malo, el mes y prácticamente toda la vida. No vayáis regalando tazas de mierda con mensajes motivacionales, por dios, regalad este libro.
This book fixed a bad day for me, the month and almost my whole life. For the love of god, don't go giving shitty inspirational mugs as a gift, give this book instead.
Questo scintillante gioiello della letteratura ceca del 900, commovente e divertente insieme, è stato scritto da Ota Pavel nel suo periodo più critico, quando conosce la depressione e viene spesso internato (morirà in ospedale psichiatrico), e tuttavia riesce a donarci, in questo collage di racconti, “il libro più antidepressivo del mondo”.
Le storie della famiglia Popper, lui ebreo e lei cattolica, si collocano in uno dei periodi peggiori della nostra storia recente. Una storia distruttiva e meticolosamente devastante, sulla quale tuttavia Pavel sceglie di traslitterare con significative ellissi. Perché la vita è sempre vincente, nonostante tutto, la vita è sempre celebrata; attraverso le qualità umane, la resistenza e la resilienza, il carattere; attraverso la natura: la voce costante del fiume e quella degli animali, spesso necessarie vittime sacrificali, eppure straordinariamente amati. (Basti, come esempio, il racconto della consegna ai nazisti del cane e del gatto della famiglia Pavel, ai quali il protagonista, pietoso, cede la sua merenda: cane semita, gatto semita, simboli dell’assurdo).
Lo sguardo del narratore è quello del figlio minore, lo stesso Ota, che ripercorre le imprese del padre Leo con gli occhi stupefatti dell’infanzia e con una voce che riesce a essere innocente e scaltra allo stesso tempo. La capacità di misurare la distanza dagli eventi con l’arma dell’ironia è frutto di maturità e di esperienza, quella di astenersi dal giudizio, raccontando i fatti più strampalati con innocente semplicità è quella del bambino che Ota era e continua a essere.
La Storia -terribile- è sullo sfondo. Tutta la famiglia Popper viene deportata, tranne Ota e sua madre; da quei campi il padre e i fratelli torneranno, ricominceranno a vivere. È questa vita, quotidiana e minuta, l’oggetto della narrazione. È la descrizione delle imprese del padre, speciale, eccessivo, traboccante, venditore e pescatore per vocazione, sempre pronto a imbarcarsi in nuove pericolose imprese commerciali, come il rivoluzionario acchiappamosche:
“Il papà si lanciò nella vendita. Eravamo in primavera, nei parchi di Praga fiorivano i tulipani, in campagna i lillà e le mosche ancora non volavano a nugoli. Il papà vendeva come se non dovessero volare mai più. Era formidabile. Persuasivo. Una volta mi portò con lui. Socchiudeva i suoi begli occhi marroni, sorrideva, faceva un gesto con la mano, dissipava i dubbi, e chi lo ascoltava non capiva neanche più quello che papà stava dicendo e che cosa offriva, sapeva solo una cosa, che il prodotto era meraviglioso, che non poteva farne a meno.”
Ma ogni sua attività si muove dentro la luminosa ombra della moglie, la madre di Ota, donna solida che rimane al suo fianco nella buona e nella cattiva sorte, come la meravigliosa ironia di questo episodio dimostra: “La mamma era una bellezza e di lei Lustig era un pochettino innamorato. Una volta era venuto a invitarla un bel signore alto e biondo e papà aveva fatto cenno che sì, la mamma poteva andare in pista con lui. E quel signore aveva cominciato a farle la corte e a metà del ballo le aveva detto:«Lei è così bella» e non riusciva a toglierle gli occhi di dosso. La mamma aveva sorriso, a quale donna non avrebbe fatto piacere. E poi quel bel signore aveva aggiunto: «Ma sarei curioso di sapere cos’ha in comune con quell’ebreo». «Tre figli» aveva detto la mamma, aveva finito il ballo ed era tornata a sedersi accanto al papà.”
Ultima illusione: il comunismo, la speranza che disuguaglianza e discriminazione razziale abbiano fine, perché Leo Popper continua a sentirsi sognatore di sogni veri che con la buona volontà, la tenacia, la fede saranno in grado di fabbricare una realtà umana felice. “Stavamo sempre peggio ma l’importante per papà era che esistevano l’amicizia, la fratellanza e soprattutto l’uguaglianza tra le razze. Questo valeva tutto l’oro del mondo.”
Purtroppo sappiamo che anche questo sogno era destinato a infrangersi contro il muro della peggiore realtà, quella dell’umana ebbrezza di potere.
Pierwsza połowa książki mnie urzekła, a druga się wlokła - wlokła się jak długie godziny spędzone na wpatrywaniu się w powierzchnię wody, po której pomyka spławik, podczas gdy łowienie ryb interesuje cię najmniej na świecie, ba, nawet odrobinę obrzydza. Dostrzegam niesamowity urok wspomnień Pavla, ale mam wrażenie, że przedawkowałam wędkarskie opisy - takie ilości takiej prozy mogą być w istocie niezalecane zabieganej smarkaterii. 1/2 całkowicie by mi wystarczyła, 2/2 może docenię w wieku lat 70.
Met blije herinneringen aan Hoe ik de vissen ontmoette en de altijd aantrekkelijk ogende uitgaven van Koppernik, voelde het vanzelfsprekend om ook dit boekje van Oto Pavel aan te schaffen en te lezen.
En over vanzelfsprekendheid gesproken, weinig schrijvers weten zo vanzelfsprekend anekdoten aan elkaar te rijgen die én vermakelijk én schrijnend zijn. Moeiteloos, alsof hij naast je aan de toog van een Tsjechische taverne zit, vertelt Oto pavel hier verdere familieverhalen die zich voor, tijdens en na W.O. II afspeelden in en rond Praag.
Dit tweede van drie delen is een ode aan zijn vader geworden, die behalve fervent visser ook wereldrecordhouder was als handelsreiziger in stofzuigers en koelkasten voor Elektrolux. Een man die niet stil kon zitten, altijd een neus had (niet altijd een betrouwbare) voor het vergaren van fortuinen en niet onberoerd bleef door vrouwelijk schoon.
In negen sappige, tragikomische verhalen schetst Oto Pavel leven en werken van een onvergetelijke man, gezien door de ogen van zowel het kind dat de schrijver ooit was als door die van de latere schrijver en sportjournalist die hij werd. Hij doet dat met een literaire zwier die vervaarlijk lichtvoetig aanvoelt, maar getuigt van diepmenselijk inzicht en een onverwoestbare vertelkracht. Leesplezier verzekerd, inclusief de voorpret voor nog een derde en laatste deel.
Zabawna i wzruszajaca opowiesc o wspolistnieniu z natura, najblizszych osobach i meskiej przyjazni. Opowiesc o jedenastu wegorzach tatusia pokropilam obficie lzami. Epilog dotyka gleboko. Takich ksiazek sie nie zapomina.
3.5 Te opowieści mają wiele pięknych momentów. Epilog jest niezwykle poruszający, tak samo jak wiele fragmentów z początkowych opowiadań, jednak mimo wszystko nie wywołała ta książka we mnie takich emocji, jakie bym chciała. Czytanie jej było ciekawym doświadczeniem.
It's one of those books where it's all shits and giggles until nazis come around. And since you know it basically from the first page, the read gets this bitter sweet taste of losing the neverland and something that is more than just that. Is it the end of the whole epoch, the end of innocence maybe? One can say that the author got sort of lucky, since his closest family or he himself didn't vanish in the hell of nazi concentration camps. Pavel/Popper is generally avoiding the gruesome subject, at least so far as the first book goes. Instead he's telling funny stories of his childhood mostly concentrating on the colorful figure of his salesman Jewish papa. But you know what is really happening around and sooner or later you will learn more... Fast read, I really enjoyed it, I only wish the timeline of stories was less chaotic. Sort of reminded me of Maus but is much lighter in tone.
Ota Pavel (1930-1973), scrittore ceco, racconta in questo romanzo breve, con delicatezza e dolcezza, piccole storie della sua famiglia: la lettura è piacevole, come una boccata d'aria fresca.
„Śmierć pięknych saren” to zbiór opowiadań. Każde opowiadanie to konkretny epizod z życia autora, a wszystkie mają jeden element wspólny - ryby.
W posłowiu możemy przeczytać, że w późnym wieku, próbując przypomnieć sobie najmilsze wspomnienia, autor zdaje sobie sprawę, że te najciekawsze chwile spędził nad jeziorem.
„Łowienie ryb to przede wszystkim wolność”. Mimo, że do fascynacji wędkarstwem jest mi daleko to bardzo lubię przypatrywać się czyjejś pasji, więc była to dla mnie niezwykle interesująca lektura.
Warto dodać, że ryby są w tych historiach osią fabularną, jednak przy okazji poznajemy również losy rodziny autora. Dla mnie niezwykle poruszające były te początkowe opowiadania, w których bohater jest jeszcze mały, a na świecie wybucha wojna. Bohaterowie są rodziną żydowska, więc w połączeniu z uczuciem wolności przy łowieniu ryb otrzymujemy coś na kształt groteski.
Książka pełna historii z życia, które czyta/słucha się z przyjemnością, tak jak słucha się przyjaciela opowiadającego historie z dzieciństwa lub dziadka, który siedząc przy stole mówi o tym, jak kiedyś łowił ryby i jakie spotkały go wtedy przygody. Ja kocham taki spokój. To mnie relaksuje.
Wszystko to takie sielankowe i wydawałoby się, że bez celu, może nawet nijakie. Ot, po prostu spokojne, fajne historie. Do momentu, aż człowiek doczyta książkę do końca. Nie jest to jakieś zwalające z nóg zakończenie, a jednak nadaje sens całości. Do mnie szczególnie mocno przemówiło, poczułam je i zrozumiałam bardziej, niż bym chciała. Poruszyło we mnie pewne struny i dlatego książka zasłużyła u mnie na 5 gwiazdek.
Meritano tutte le stelle questi racconti autobiografici che narrano con tono leggero, divertente, appassionato, i momenti intensi e drammatici dell’infanzia e adolescenza di Ota Pavel, il radicamento disincantato alla propria terra e l’amore e l’ammirazione incondizionati verso il padre, in primo luogo, e la madre. Si respira la gioia di vivere e di risollevarsi dopo ogni caduta di questa famiglia, e il racconto che dà il titolo al libro è proprio quello che più ne restituisce la portata.
Idylla i piękno w cieniu choroby i zagłady. Ten zbiór zawiera opowiadania trochę o niczym i jednocześnie trochę o wszystkim, co ważne. Dzieciństwo i ryb łowienie służą za "sceny" dla miłości, przyjaźni i metafizycznego niemal w swej prostocie i zachwycie kontaktu z przyrodą. Patriotyczny plusik z przymrużeniem oka za epizod na polskiej łodzi podwodnej.
Ota Pavel pisał swoje opowiadania mierząc się z ciężką chorobą psychiczną. Czytając, miałam nieodparte wrażenie, że „Śmierć pięknych saren” miała być czymś w rodzaju plastra na rany. Na mnie tak zadziałała.
Nie chcę za bardzo się rozpisywać, bo nie do końca potrafię dobrać słowa tak, żeby oddać klimat i piękno tej książki. Dla jednych to może być książka o niczym, dla innych o życiu, dla jeszcze innych o pasji, dla kolejnych o szczęściu… i tak bez końca. Każdy tu siebie odnajdzie.
Dla mnie to było jak wiersz pisany prozą. Rytm wyznaczała natura, wersy przejęła rodzina Oty, refreny zagarnął dla siebie sam Ota. Było w tym coś kojącego i przerażającego zarazem. Co mnie przeraziło? Prostota i szczerość wypowiedzi. Autor o sprawach trudnych i niewyobrażalnych dla mnie, mówi jak o wyjściu do sklepu po pieczywo - tak było, taki był stan rzeczy, oczywista oczywistość. To mnie mocno poruszyło.
Przeczytajcie, bo ta niewielka książeczka ma dużo do zaoferowania. Zatrzymajcie się przy niej. Jeśli nie wiecie jak, to ona Wam podpowie.
Ps. Czytałam tę książkę przy dość długim i bolesnym zabiegu. Mogę powiedzieć więc, że rzeczywiście działa jak plaster. W świecie pięknych saren i stawów z karpiami ból pozostaje jakby za grubą ścianą szkła, daleko od nas.
"Śmierć pięknych saren" to mój kolejny spontaniczny wybór spod czeskiego pióra i muszę przyznać, że bardzo mi się podobało.
Uwielbiam sielskie opowiastki i rodzinne anegdotki, a w takiej właśnie narracji utrzymany jest ten zbiór opowiadań.
To momentami błogie, a momentami niepokojące rozważania na temat lat dzieciństwa i czuć w tej opowieści jakąś formę autoterapii autora. Niemniej uważam to za plus.
Postać ojca wykreowana fantastycznie, a cały zbiór przypomina połączenie "Życie jest piękne" ze "Światem według Ludwiczka".
Nie jestem fanką epilogu, miałam nadzieję na inne rozwiązanie fabuły. Złośliwi powiedzą, że ta książka to rozbudowana wersja znanej pasty o Fanatyku Wędkarstwa. Ale kryje się w tym jednak coś więcej niż sarny, króliki i przede wszystkim karpie.