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L'ultimo carnevale
19 febbraio 2080. Martedì grasso. C'è nebbia, sulla laguna deserta, i turisti non sono ancora arrivati. Affluiranno appena farà giorno, pagando il biglietto e passando dai tornelli: già, perché da quando Venezia è stata dichiarata non più agibile, evacuata e trasformata in Venice Park - la più pittoresca delle attrazioni italiane - non esistono più residenti. Solo il circo quotidiano dei visitatori e degli accompagnatori, oltre a un pugno di Resistenti che vorrebbe vederla tornare viva e abitata. In questo giorno d'inverno ci sono Michele e Sandro, guardiani che pattugliano la laguna. C'è Carlo, guida turistica appena promossa (e già in un mare di guai). C'è Rebecca, la combattiva attivista disposta a trasformarsi in assassina pur di non rassegnarsi alla morte della sua città. E c'è Giobbe, un vecchio che ha perso tutto: la moglie, la casa, la memoria... ma l'unica cosa che gli è rimasta, un segreto racchiuso in un mazzo di chiavi, può cambiare il futuro. Che infatti cambierà, nell'arco di un'indimenticabile giornata di Carnevale. Allucinazione e realismo, tenerezza e mistero sono le cifre di un romanzo storico diverso da ogni altro, capace di proiettare il passato in un futuro prossimo che somiglia vertiginosamente al nostro. La città d'arte più famosa al mondo fa da scenario a un'avventura dal passo di nebbia e di tuono, in cui si muovono quattro personaggi che in modi diversi dovranno scegliere tra se stessi e Venezia.
- GenresFiction
314 pages, Paperback
Published May 23, 2019
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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
October 26, 2019
È una città ormai definitivamente morta la Venezia che ci si apre davanti agli occhi in L'ultimo Carnevale. Siamo nel febbraio del 2080, Venezia è stata svuotata di tutti i suoi abitanti e dei suoi monumenti, l'acqua invade ormai le calli e la città è stata trasformata in un Parco turistico che i visitatori, sotto il controllo delle guide, possono esplorare solo restando all'interno di percorsi ben definiti; tutto il resto sono le spoglie abbandonate di una città fantasma.
In questo scenario, il giorno di martedì grasso, si intrecciano le storie dei personaggi protagonisti del romanzo: una guida al primo giorno di lavoro, due guardiani, un anziano con una missione da compiere e una giovane resistente (così si chiamano i gruppi contrari alla chiusura di Venezia), in procinto di mettere in atto quello che potrebbe essere l'attacco di protesta definitivo, forse l’ultimo.
La ricostruzione di questa Venezia a tratti quasi distopica (seppure il termine non sia pienamente centrato) è davvero affascinante: l’autore riesce nell’impresa di rendere estremamente realistica quella che immagina possa essere la deriva futura del destino di questa città grazie alla minuziosa ricostruzione del percorso che l’ha infine portata a diventare Parco, a colpi di decreti, battaglie legali e burocrazia. E’ un lavoro che mi ha molto colpito perché risolve quello che da sempre è il mio problema con molti romanzi distopici o simil-distopici: non si capisce mai come si sia arrivati alla situazione disastrata in cui è ambientata la storia. Qui invece la ricostruzione è davvero dettagliata. Forse troppo, perché pur essendo frutto di uno sforzo meritevole e che ho apprezzato moltissimo, l’eccessiva attenzione dedicata a questi aspetti rallenta il ritmo della narrazione, che inizia ad ingranare solo superata la metà del libro.
Anche per quanto riguarda i personaggi si ripete un po’ questo problema: alcuni sono descritti in maniera così approfondita da risultare in parte superflua, ad altri invece viene dedicata meno attenzione pur essendo ugualmente importanti ai fini della trama. Tutto ciò si riflette proprio su quest’ultima, che risulta a mio parere smorzata delle sue grandi potenzialità: l’autore è un eccellente descrittore, riesce a farti sentire l’umidità della laguna sulla pelle ma dedica così tanta attenzione alla spiegazione “politica” della sua Venezia da non sfruttare appieno ciò che un’ambientazione così caratteristica avrebbe potuto offrirgli in termini di tensione, azione e mistero, perfetti invece per accalappiare il lettore se distribuiti in modo costante all’interno della trama.
Nella realtà vi sono pochi sprazzi di azione, inseriti come se l’autore non ne fosse pienamente convinto, e momenti emotivamente molto d’effetto che però vengono introdotti quando ormai il nostro coinvolgimento è già andato abbondantemente a ramengo e che per questo perdono molto del loro potenziale: insomma, uno sbilanciamento delle varie parti che - come in una ricetta con le dosi sbagliate - rendono il risultato inferiore alla qualità dei suoi ingredienti.
In questo scenario, il giorno di martedì grasso, si intrecciano le storie dei personaggi protagonisti del romanzo: una guida al primo giorno di lavoro, due guardiani, un anziano con una missione da compiere e una giovane resistente (così si chiamano i gruppi contrari alla chiusura di Venezia), in procinto di mettere in atto quello che potrebbe essere l'attacco di protesta definitivo, forse l’ultimo.
La ricostruzione di questa Venezia a tratti quasi distopica (seppure il termine non sia pienamente centrato) è davvero affascinante: l’autore riesce nell’impresa di rendere estremamente realistica quella che immagina possa essere la deriva futura del destino di questa città grazie alla minuziosa ricostruzione del percorso che l’ha infine portata a diventare Parco, a colpi di decreti, battaglie legali e burocrazia. E’ un lavoro che mi ha molto colpito perché risolve quello che da sempre è il mio problema con molti romanzi distopici o simil-distopici: non si capisce mai come si sia arrivati alla situazione disastrata in cui è ambientata la storia. Qui invece la ricostruzione è davvero dettagliata. Forse troppo, perché pur essendo frutto di uno sforzo meritevole e che ho apprezzato moltissimo, l’eccessiva attenzione dedicata a questi aspetti rallenta il ritmo della narrazione, che inizia ad ingranare solo superata la metà del libro.
Anche per quanto riguarda i personaggi si ripete un po’ questo problema: alcuni sono descritti in maniera così approfondita da risultare in parte superflua, ad altri invece viene dedicata meno attenzione pur essendo ugualmente importanti ai fini della trama. Tutto ciò si riflette proprio su quest’ultima, che risulta a mio parere smorzata delle sue grandi potenzialità: l’autore è un eccellente descrittore, riesce a farti sentire l’umidità della laguna sulla pelle ma dedica così tanta attenzione alla spiegazione “politica” della sua Venezia da non sfruttare appieno ciò che un’ambientazione così caratteristica avrebbe potuto offrirgli in termini di tensione, azione e mistero, perfetti invece per accalappiare il lettore se distribuiti in modo costante all’interno della trama.
Nella realtà vi sono pochi sprazzi di azione, inseriti come se l’autore non ne fosse pienamente convinto, e momenti emotivamente molto d’effetto che però vengono introdotti quando ormai il nostro coinvolgimento è già andato abbondantemente a ramengo e che per questo perdono molto del loro potenziale: insomma, uno sbilanciamento delle varie parti che - come in una ricetta con le dosi sbagliate - rendono il risultato inferiore alla qualità dei suoi ingredienti.
August 29, 2019
“L’ultimo carnevale” di Paolo Malaguti è un originale romanzo storico e, allo stesso tempo, distopico.
Ci troviamo a Venezia nel Febbraio del 2080, il giorno del Martedì grasso: la città è stata evacuata dai suoi abitanti perché dichiarata inagibile e, in seguito, trasformata in un enorme parco turistico al quale si ha accesso solo tramite dei tornelli.
Ciò diventa presto fonte di enormi scompigli: se da un lato ci sono i visitatori estasiati dalle immense attrazioni turistiche, dall’altro, invece, troviamo i vecchi abitanti e i Resistenti che vorrebbero far rinascere la vecchia Venezia, renderla libera e di nuovo abitabile.
È proprio in questo clima tumultuoso che faremo la conoscenza dei nostri protagonisti principali: Michele e Sandro, due guardiani che pattugliano la laguna; Carlo, una giovane guida turistica alle prese con il suo primo giorno di lavoro; Rebecca, una ragazza combattiva, membro dei Resistenti; Infine, Giobbe, un vecchio veneziano che col tempo ha perso tutto: la sua casa, la sua città, sua moglie e, a poco a poco, sta perdendo anche la sua memoria.
Tuttavia, l’anziano non sa che quel mazzo di chiavi che custodisce da tempo sarà in grado di cambiare il futuro di tutta Venezia.
<>
Il romanzo si sviluppa attraverso i punti di vista dei differenti personaggi e ciò conferisce al lettore un ampio sguardo su tutti gli eventi.
La caratteristica principale della narrazione consiste, però, nell’alternare ricordi passati agli avvenimenti presenti, vissuti dai protagonisti.
In questo modo, l’autore riesce a creare un intrigante stato di suspense e, indubbiamente, suscita curiosità nel lettore, il quale, alla fine, si ritrova costretto a proseguire nella lettura, ansioso di conoscere gli eventi futuri.
Malaguti riesce a creare un racconto intrigante, soprattutto grazie al suo stile di scrittura che riesce a penetrare nella mente del lettore, mantenendo sempre costante la sua attenzione.
Infatti, all’interno della storia, l’autore inserisce varie descrizioni di luoghi, sensazioni e percezioni palpabili; inoltre, riesce a far empatizzare chi sta leggendo con i personaggi da lui creati. È difficile non appassionarsi alle loro avventure.
La trama non è mai scontata, anzi è ricca di colpi di scena e ben architettata. Nulla è lasciato al caso, ma ogni cosa trova il suo posto a fine lettura.
È un romanzo che consiglio di leggere perché non narra solamente una storia originale, ma anche perché al suo interno vengono ritratti molti aspetti di Venezia.
Appare evidente che l’autore, Paolo Malaguti, conosce realmente la città e tenta di mettere in risalto non solo le sue bellezze, ma anche di criticare gli aspetti negativi che la caratterizzano.
È stata una lettura interessante e piacevole, ne consiglio la lettura anche a chi non predilige il genere, in quanto la componente distopica e storica funge solamente da sfondo al messaggio che vuole trasmettere l’intero romanzo.
Ci troviamo a Venezia nel Febbraio del 2080, il giorno del Martedì grasso: la città è stata evacuata dai suoi abitanti perché dichiarata inagibile e, in seguito, trasformata in un enorme parco turistico al quale si ha accesso solo tramite dei tornelli.
Ciò diventa presto fonte di enormi scompigli: se da un lato ci sono i visitatori estasiati dalle immense attrazioni turistiche, dall’altro, invece, troviamo i vecchi abitanti e i Resistenti che vorrebbero far rinascere la vecchia Venezia, renderla libera e di nuovo abitabile.
È proprio in questo clima tumultuoso che faremo la conoscenza dei nostri protagonisti principali: Michele e Sandro, due guardiani che pattugliano la laguna; Carlo, una giovane guida turistica alle prese con il suo primo giorno di lavoro; Rebecca, una ragazza combattiva, membro dei Resistenti; Infine, Giobbe, un vecchio veneziano che col tempo ha perso tutto: la sua casa, la sua città, sua moglie e, a poco a poco, sta perdendo anche la sua memoria.
Tuttavia, l’anziano non sa che quel mazzo di chiavi che custodisce da tempo sarà in grado di cambiare il futuro di tutta Venezia.
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Il romanzo si sviluppa attraverso i punti di vista dei differenti personaggi e ciò conferisce al lettore un ampio sguardo su tutti gli eventi.
La caratteristica principale della narrazione consiste, però, nell’alternare ricordi passati agli avvenimenti presenti, vissuti dai protagonisti.
In questo modo, l’autore riesce a creare un intrigante stato di suspense e, indubbiamente, suscita curiosità nel lettore, il quale, alla fine, si ritrova costretto a proseguire nella lettura, ansioso di conoscere gli eventi futuri.
Malaguti riesce a creare un racconto intrigante, soprattutto grazie al suo stile di scrittura che riesce a penetrare nella mente del lettore, mantenendo sempre costante la sua attenzione.
Infatti, all’interno della storia, l’autore inserisce varie descrizioni di luoghi, sensazioni e percezioni palpabili; inoltre, riesce a far empatizzare chi sta leggendo con i personaggi da lui creati. È difficile non appassionarsi alle loro avventure.
La trama non è mai scontata, anzi è ricca di colpi di scena e ben architettata. Nulla è lasciato al caso, ma ogni cosa trova il suo posto a fine lettura.
È un romanzo che consiglio di leggere perché non narra solamente una storia originale, ma anche perché al suo interno vengono ritratti molti aspetti di Venezia.
Appare evidente che l’autore, Paolo Malaguti, conosce realmente la città e tenta di mettere in risalto non solo le sue bellezze, ma anche di criticare gli aspetti negativi che la caratterizzano.
È stata una lettura interessante e piacevole, ne consiglio la lettura anche a chi non predilige il genere, in quanto la componente distopica e storica funge solamente da sfondo al messaggio che vuole trasmettere l’intero romanzo.
May 18, 2020
https://www.lettriciimpertinenti.it/2...
Terminato questo romanzo mi sono sentita spaesata, inizialmente atterrita e spaventata per una Venezia del 2080 chiusa, senza abitanti e con gran parte del patrimonio rinchiuso in palazzi di cristallo e quello immerso dalle acque, proiettato da fotogrammi.
Una città ormai inesistente, morta e trasformata in un grande parco Venice park; per accedere bisogna acquistare un biglietto e dopo svariati controlli, code e tornelli inizia la guida di quello che è rimasto della città.
Venezia uccisa dall’acqua? [«Corriere della Sera», 12 maggio 2065] Alla fine è accaduto. Venezia è morta.
Tornando a noi, il libro viene narrato dai protagonisti; la narrazione si svolge nelle quarantott’ore prima del carnevale. I protagonisti sono ben diversi fra di loro. Rebecca, una ragazza che fa parte dei resistenti attivisti contro l’ente Parco. Lei non mi è piaciuta fin da subito, ma ho apprezzato molto la sua caparbietà e sicurezza nel portare a termine il suo progetto.
Carlo, una guida turistica che al suo primo giorno da guida rossa si troverà in una situazione difficile; mi è apparso senza fascino e nerbo.
Infine Giobbe, un vecchio nato e cresciuto a Venezia, vive il presente e affiancato dai perenni flashback del passato. È senz’altro il protagonista più forte tra i tre. Paolo Malaguti è stato bravo a creare l’anziano veneziano che ha vissuto la vera bellezza di Venezia ed il dopo; inoltre si esprime perlopiù in dialetto richiamando sempre la mia attenzione.
Capitolo dopo capitolo veniamo a conoscenza di cosa è successo ai protagonisti ma soprattutto alla città, per primo chiusa al pubblico, poi agli abitanti ed infine privatizzata.
Lo scrittore è molto descrittivo sia nei fatti storici e politici che nelle vite dei protagonisti, questo a mio avviso ha indebolito parecchio la lettura rallentandone il ritmo in alcuni capitoli.
Ma cosa succederà il giorno di carnevale?? Questo lo lascio scoprire a voi, sarà proprio quello il momento in cui il romanzo arriva all’apice.
Seppur con alcuni protagonisti deboli ed alcuni capitoli lenti, Malaguti riesce a costruire un racconto che lascia al lettore la voglia di arrivare fino in fondo.
“Non le interessa il significato che lì sotto daranno a quella pioggia rossa: il sangue di Venezia, il sangue dei veneziani, o il colore tipico della città che torna a dare vita agli edifici resi pallidi dall’abbandono…”
LaSimo
Terminato questo romanzo mi sono sentita spaesata, inizialmente atterrita e spaventata per una Venezia del 2080 chiusa, senza abitanti e con gran parte del patrimonio rinchiuso in palazzi di cristallo e quello immerso dalle acque, proiettato da fotogrammi.
Una città ormai inesistente, morta e trasformata in un grande parco Venice park; per accedere bisogna acquistare un biglietto e dopo svariati controlli, code e tornelli inizia la guida di quello che è rimasto della città.
Venezia uccisa dall’acqua? [«Corriere della Sera», 12 maggio 2065] Alla fine è accaduto. Venezia è morta.
Tornando a noi, il libro viene narrato dai protagonisti; la narrazione si svolge nelle quarantott’ore prima del carnevale. I protagonisti sono ben diversi fra di loro. Rebecca, una ragazza che fa parte dei resistenti attivisti contro l’ente Parco. Lei non mi è piaciuta fin da subito, ma ho apprezzato molto la sua caparbietà e sicurezza nel portare a termine il suo progetto.
Carlo, una guida turistica che al suo primo giorno da guida rossa si troverà in una situazione difficile; mi è apparso senza fascino e nerbo.
Infine Giobbe, un vecchio nato e cresciuto a Venezia, vive il presente e affiancato dai perenni flashback del passato. È senz’altro il protagonista più forte tra i tre. Paolo Malaguti è stato bravo a creare l’anziano veneziano che ha vissuto la vera bellezza di Venezia ed il dopo; inoltre si esprime perlopiù in dialetto richiamando sempre la mia attenzione.
Capitolo dopo capitolo veniamo a conoscenza di cosa è successo ai protagonisti ma soprattutto alla città, per primo chiusa al pubblico, poi agli abitanti ed infine privatizzata.
Lo scrittore è molto descrittivo sia nei fatti storici e politici che nelle vite dei protagonisti, questo a mio avviso ha indebolito parecchio la lettura rallentandone il ritmo in alcuni capitoli.
Ma cosa succederà il giorno di carnevale?? Questo lo lascio scoprire a voi, sarà proprio quello il momento in cui il romanzo arriva all’apice.
Seppur con alcuni protagonisti deboli ed alcuni capitoli lenti, Malaguti riesce a costruire un racconto che lascia al lettore la voglia di arrivare fino in fondo.
“Non le interessa il significato che lì sotto daranno a quella pioggia rossa: il sangue di Venezia, il sangue dei veneziani, o il colore tipico della città che torna a dare vita agli edifici resi pallidi dall’abbandono…”
LaSimo
November 14, 2022
3,5 in realtà
February 19, 2025
«Di cosa sarebbe capace una città diversa da tutte le altre, mostruosa stricto sensu, se la vita che oggi sciama nella sua cassa toracica le desse un sussulto, una contrazione? Se da sempre a Carnevale è lecito e anzi doveroso scherzare con la morte, non bisogna scherzare con i morti. Potrebbero stare al gioco.»
Mi è passata sotto gli occhi proprio l'altro giorno una fotografia del Ponte di Rialto totalmente congestionato dai turisti, un ammasso di corpi tutti attaccati l'uno all'altro impossibilitati a muoversi. Quello scatto, un'avvilente inaugurazione del Carnevale 2025 e l'anticipo di giorni peggiori, ha reso ancora più opprimente e suggestiva la lettura di L'ultimo Carnevale .
Siamo in un lontano e distopico 2080, Venezia è completamente sommersa dall'acqua, priva dei suoi abitati e in mano a un "Ente Parco" che l'ha resa un vero e proprio luna park, il parco giochi più richiesto del mondo. In questa realtà capitalistica i passi furtivi di una giovane e di un anziano si perdono nella città, all'ombra delle calli, ma finiscono per risuonare feroci come dei defibrillatori che lottano per la vita di Venezia.
È stata una gran bella lettura. Ho faticato un po' all'inizio, è la prima opera di Malaguti che leggo e dovevo abituarmi al suo stile, ma ne è valsa la pena, da circa metà libro in poi la storia mi ha preso totalmente.
February 16, 2021
4,5 stelle.
Ci troviamo in una Venezia futuristica, una Venezia che in un certo senso non esiste più e che è stata modificata in una sorta di parco divertimenti.
Seguiamo i pensieri, la voce di quattro personaggi molto diversi fra loro, con mansioni e obiettivi nella trama completamente agli antipodi ma, come ovviamente è prevedibile, ad un certo punto dovranno pur incontrarsi.
La costruzione del mondo, ossia della cittadina/parco divertimenti di Venezia, viene man mano a definirsi come la costruzione di un castello di carte, arricchito anche da articoli di giornale scritti durante gli anni e che narrano la trasformazione di questa città.
Tutta la narrazione avviene in una sola giornata e il conto alla rovescia diventa sempre più stringente e incalza parola dopo parola la fine di una storia semplice ma allo stesso tempo dalle sottotrame complicate.
Sicuramente un libro che mi ha lasciato con il fiato sospeso, con la voglia di continuare a leggere, grazie anche al susseguirsi dei quattro punti di vista che ben spiegavano come tutta la vicenda andasse avanti. Unico punto a sfavore è l'uso del veneziano in diversi discorsi diretti, sicuramente non troppo agibile e capibile per chi non conosce il dialetto.
Ci troviamo in una Venezia futuristica, una Venezia che in un certo senso non esiste più e che è stata modificata in una sorta di parco divertimenti.
Seguiamo i pensieri, la voce di quattro personaggi molto diversi fra loro, con mansioni e obiettivi nella trama completamente agli antipodi ma, come ovviamente è prevedibile, ad un certo punto dovranno pur incontrarsi.
La costruzione del mondo, ossia della cittadina/parco divertimenti di Venezia, viene man mano a definirsi come la costruzione di un castello di carte, arricchito anche da articoli di giornale scritti durante gli anni e che narrano la trasformazione di questa città.
Tutta la narrazione avviene in una sola giornata e il conto alla rovescia diventa sempre più stringente e incalza parola dopo parola la fine di una storia semplice ma allo stesso tempo dalle sottotrame complicate.
Sicuramente un libro che mi ha lasciato con il fiato sospeso, con la voglia di continuare a leggere, grazie anche al susseguirsi dei quattro punti di vista che ben spiegavano come tutta la vicenda andasse avanti. Unico punto a sfavore è l'uso del veneziano in diversi discorsi diretti, sicuramente non troppo agibile e capibile per chi non conosce il dialetto.
June 14, 2022
Un futuro distopico, forse una profezia destinata ad avverarsi, immaginato nel l ultimo giorno di Carnevale del 2080. I cambiamenti climatici hanno sommerso Venezia, che è diventata 'venice park', un parco acquatico per turisti curiosi o nostalgici di ciò che c era e nn ci sarà più, e dove i veneziani sono stati 'tradotti' in terra ferma.
Venezia tradita per mantenere il business anche dopo la sua morte, anche se ciò porta il benessere economico per chi decide di accettare la nuova realtà.
Ma un atto di protesta, concluso tragicamente, alza il velo su cosa ha significato la nuova realtà per i veneziani.
La lettura scorre via rapida, facile, curiosa di scoprire l evolversi della giornata fino alla sua tragica conclusione
Venezia tradita per mantenere il business anche dopo la sua morte, anche se ciò porta il benessere economico per chi decide di accettare la nuova realtà.
Ma un atto di protesta, concluso tragicamente, alza il velo su cosa ha significato la nuova realtà per i veneziani.
La lettura scorre via rapida, facile, curiosa di scoprire l evolversi della giornata fino alla sua tragica conclusione
July 2, 2019
PER LA RECENSIONE COMPLETA:
https://lalettricedistratta.altervist...
In conclusione mi aspettavo molto di più dall’autore che ho trovato un pò troppo prolisso per i miei gusti, nulla toglie la sua bravura e sicuramente la mia intenzione di recuperare l’altro romanzo sopra citato rimane, ma non con meno entusiasmo!
Il romanzo non mi ha fatto impazzire e spero di essere stata esaustiva sul perchè, nulla toglie che però è un buon romanzo di intrattenimento e soprattutto di grande riflessione!
https://lalettricedistratta.altervist...
In conclusione mi aspettavo molto di più dall’autore che ho trovato un pò troppo prolisso per i miei gusti, nulla toglie la sua bravura e sicuramente la mia intenzione di recuperare l’altro romanzo sopra citato rimane, ma non con meno entusiasmo!
Il romanzo non mi ha fatto impazzire e spero di essere stata esaustiva sul perchè, nulla toglie che però è un buon romanzo di intrattenimento e soprattutto di grande riflessione!
November 1, 2021
In un futuro distopico in cui Venezia è divenuta un parco visitabile solo a pagamento, ci sono molte persone a cui questa soluzione non va bene e cercano di cambiarla. Si intrecciano così le vite e le vicende di due guardiani Sandro e Michele, una ragazza Rebecca, una neo guida Carlo e l'ottantenne Giobbe.
L'inizio è lento, ma da metà in poi comincia a succedere qualcosa. Molto interessante, ma non coinvolgente. Varie descrizioni dettagliate senza fine. I capitoli finali li avrei inseriti in mezzo ai capitoli della storia.
L'inizio è lento, ma da metà in poi comincia a succedere qualcosa. Molto interessante, ma non coinvolgente. Varie descrizioni dettagliate senza fine. I capitoli finali li avrei inseriti in mezzo ai capitoli della storia.
January 18, 2023
Un romanzo distopico da 6/10.
Ho apprezzato molto la scelta del tema (una “immaginaria” Venezia semi-sommersa del 2080) attorno al quale costruire la storia. La scrittura di Malaguti è scorrevole, talvolta si perde in viaggi a ritroso nella memoria di alcuni dei personaggi che ho trovato leggermente superflui. Il libro in se è piacevole, ciò che lo “rovina” è forse il finale un po’ frettoloso della “story-line” principale
Ho apprezzato molto la scelta del tema (una “immaginaria” Venezia semi-sommersa del 2080) attorno al quale costruire la storia. La scrittura di Malaguti è scorrevole, talvolta si perde in viaggi a ritroso nella memoria di alcuni dei personaggi che ho trovato leggermente superflui. Il libro in se è piacevole, ciò che lo “rovina” è forse il finale un po’ frettoloso della “story-line” principale
May 24, 2023
Libro storico futuristico fantasy sulla Venezia del 2080 contesa dai responsabili del parco storico tematico - ricreativo Venice Park e i Resistenti, gli ultimi abitanti di una città invasa dalle acque del mare e ormai in lenta agonia. Eccellente nei dialoghi dialettali e nell'esporre le tesi degli uni e degli altri
November 15, 2022
Credo sia la prima volta che un romanzo ambientato a Venezia (vera protagonista della storia) mi faccia amare così tanto i luoghi descritti. Un plot magnifico con personaggi intrisi di malinconia e disperazione in una città che sembra morire lentamente. Un piccolo capolavoro.
July 10, 2022
Penso che 3 siano le stelle che merita.
October 22, 2023
Profetico
June 18, 2026
‘L’Ultimo Carnevale’ è il libro che non ti aspetti ma da cui non riesci più a staccarti. La storia è unica nel suo genere, la ricerca storica ammirevole.
October 4, 2026
Molto bello .... Si parla di un ipotetico futuro che sembra sempre più plausibile ...
August 11, 2021
Conosco Malaguti dal Sillbario Veneto e mi incuriosiva testarlo in un ambito completamente diverso come questo romanzo distopico ambientato a Venezia. Direi prova superata, anche se il racconto comincia ad ingranare e si fa veramente coinvolgente solo a partire dalla seconda metà. L’autore riesce a riprodurre le oniriche atmosfere veneziane, proiettandole in un futuro che, purtroppo, non appare troppo distante da quella che potrebbe diventare una triste realtà.
July 17, 2019
Realistico, a dire poco, e dunque altrettanto agghiacciante.
La storia è ambientata nel 2080, nella Venezia del futuro, una specie di parco divertimenti da cui i veneziani sono stati cacciati.
La recensione completa qui:
https://madeforbooks.blogspot.com/201...
La storia è ambientata nel 2080, nella Venezia del futuro, una specie di parco divertimenti da cui i veneziani sono stati cacciati.
La recensione completa qui:
https://madeforbooks.blogspot.com/201...
February 15, 2021
Le emozioni che ho provato leggendo questo libro sono tante e sfumate, ad alcune non so neppure dare un nome: dallo struggimento alla tristezza, alla commozione; dall’interesse alla curiosità sempre più viva che, pagina dopo pagina, hanno ricreato negli occhi della mente immagini della Venezia che conosco sovrapposte alle descrizioni del romanzo. E un pensiero su tutti: tornare a Venezia e andare ancora. Perché, lo sappiamo ormai, è una città fragile che si regge su un equilibrio delicato e già compromesso.
https://zapgina.wordpress.com/2021/02...
https://zapgina.wordpress.com/2021/02...
February 10, 2025
non è il malaguti che mi aspettavo, perciò ho fatto un po’ fatica a entrare nel romanzo. ci sono diversi personaggi e ci vengono presentati tutti in maniera abbastanza dettagliata, salvo poi capire quali sono i tre intorno a cui fondamentalmente ruota l’azione.
è un romanzo di satira agrodolce.
è un romanzo di satira agrodolce.
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

















