Madrid 1971, l'arte fiorisce sotto l'occhio vigile dell'inquisizione. Manuèl Alvèra vive e lavora nel colorificio di famiglia, abile come nessun altro nella miscelazione dei pigmenti. Goya in persona, un giorno, colpito dalla sua abilità, lo richiede al padre come apprendista con la promessa di farlo diventare un pittore di fama. Intanto, nel giro di poco tempo, in città vengono ritrovati diversi cadaveri, tutti di famosi artisti madrileni assassinati secondo il medesimo modus operandi: il corpo massacrato, denudato e scuoiato. Madrid è in subbuglio e mentre l'inquisizione attribuisce la responsabilità di quanto sta accadendo al mero peccato di vanità commesso dai pittori, Manuèl inizia ad avere il sospetto che proprio Goya sia coinvolto negli omicidi. Studiando l'opera del maestro per emularne il genio, il ragazzo scopre infatti un terribile segreto, che gli permetterebbe di raggiungere sfumature di colore mai viste prima. In breve il giovane apprendista si ritrova a essere vittima e al contempo complice di una spirale di bugie e segreti sempre più intricata, che metterà in discussione tutta la sua vita.
Sullo sfondo di una Madrid impregnata di fervore artistico e untuosa religiosità si snoda la vicenda più cruenta che il mondo dell'arte abbia mai conosciuto.
Sara Di Furia è nata a Brescia e ha già pubblicato diversi racconti e romanzi, tra cui I segreti di Kane Town, ricevendo attestati e premi in numerosi concorsi nazionali. È membro dell’associazione EWWA (European Writing Women Association) ed è insegnante nella scuola secondaria di secondo grado.
Questo libro racconta la storia di Manuèl, della passione per l’arte che lo incendia e del suo desiderio irrefrenabile di eguagliare il talento del proprio Maestro. Dopo aver ottenuto l’incredibile privilegio di diventare il pupillo di uno degli artisti del Re, scoprirà l’oscurità che si cela nelle viscere dell’arte.
C’è qualcosa di tremendamente bello e spirituale negli abissi in cui sprofondiamo, ed è proprio lì che troviamo l’ispirazione per la nostra arte.
Questo romanzo è stata una lettura idilliaca. Dopo averlo terminato ancora mi domandavo come avesse fatto l’autrice a vestire alla perfezione i panni di un aspirante pittore del ‘700. Il linguaggio utilizzato per descrivere le opere d’arte mi ha portato a credere che lei stessa sia una pittrice, ma non è così. Sara Di Furia dipinge le sue storie con inchiostro nero e sfumature di emozioni, sulle pagine immacolate di un libro che attende solo la sua mano.
L’intreccio della trama continuava a infittirsi pagina dopo pagina, costringendomi a riaprire il libro anche dopo averlo riposto sul comodino.
Dovevo sapere!
Una lettura affascinante e ammaliante come le opere d’arte descritte.
In conclusione non posso che consigliarvi di accorrere in libreria il 29 agosto per acquistare questo romanzo che amerete.
In una caldissima estate madrilena del 1971 si consumano atroci delitti a scapito di pittori famosi. Omicidi che spaventano la cittadinanza e che fanno da contorno alla vita del giovane Manuèl Alvèra, prodigio della pittura e abile artigiano dei colori. Il talento di Manuèl viene notato da Francisco Goya, uno dei pittori di corte, che lo vuole come suo apprendista per insegnargli quell’arte che il maestro maneggia con talento e instruirlo affinchè riesca ad entrare nell’accademia che lo potrebbe consacrare come genio indiscusso della pittura.
Fare un salto indientro nel tempo in maniera così radicale è stato davvero incredibile, l’atmosfera che si respira tra le pagine del romanzo è carica di aspettativa e di amore per l’arte. La storia si colora a colpi di pennello e la Di Furia tesse una trama ingegnosa e piena di sfaccettature. Il mistero che avvolge le uccisioni non è complicato da capire, a circa metà del romanzo mi sono resa conto di chi potesse essere l’artefice di quei gesti insensati, anche se nel finale l’autrice ha saputo stupirmi sia per alcuni particolari che mi erano sfuggiti, che la conclusione in se.
Ho trovato la scrittura di Sara eccellente, ha saputo dare risalto a Manuèl in maniera completa nonostante la presenza ingombrante di Goya, tratteggiandone il carattere in maniera meravigliosa e facendolo crescere pagina dopo pagina. Bellissime le descrizioni di Madrid e dei personaggi che la rendono unica, le gitane maliziose e bellissime, la corrida così sanguigna e spaventosa, l’inquisizione terribile e implacabile. Credo che l’autrice abbia svolto un lavoro enorme per rendere il suo romanzo ricco e dettagliato e questo è solo uno dei tanti punti di forza dell’apprendista. Un romanzo che consiglio sicuramente.
Avevo lasciato l’autrice nella Londra di Jack e la ritrovo, quasi un secolo prima, nella Madrid inquisitoria di Goya. Due ambienti e due epoche completamente diversi, ma accomunati dalla capacità di farteli vivere con accuratezza di descrizioni particolareggiate che sembrano essere stati “vissuti” dall’interno, da chi li descrive. Così come accurati e ricchi di particolari i momenti in cui vengono descritti i passi tecnici della pittura, dalla lavorazione dei colori alla costruzione delle tele e tutti gli altri particolari, da far capire il lavoro puntiglioso di ricerca che c’è dietro questo romanzo. E così, ci tuffiamo nella mente geniale e sempre più folle di un Goya impegnato nei suoi capolavori affiancato dal suo apprendista, che avrà un ruolo fondamentale nella storia (che dovrete scoprirvi perché non ci penso proprio a spoilerarvelo), in un mix di passione artistica e carnale che andranno ad intrecciarsi sempre di più. Dopo aver letto “Jack”, posso tranquillamente dire che in questo libro lo stile è migliorato, gli intrecci si sono fatti più nodosi e la matassa si srotola in un finale dove tutto, ma proprio tutto, appare diabolico e orchestrato con un perfetto incastro degli elementi.
Come ho scritto in privato all'autrice, dopo un libro come Jack, confermarsi non era semplice. Ma lei ha un grande dono: riesce a rendere vero, concreto ciò che racconta. C'è dietro un enorme studio, ma non se ne compiace e questo rende davvero le sue storie uniche. Di sicuro quando si legge qualcosa di suo è un po' come sedersi al cinema e godersi lo spettacolo. Se traessero un film da questo libro avrei la sensazione di averlo già visto. Ciò che ho trovato sorprendente e unico è stato che, nonostante si tratti di un thriller ben congeniato, l'attenzione non è stata rivolta al colpo di scena finale, ma nel condurre per mano il lettore nei meandri della mente di Manuel, giovane talentuoso scoperto da un genio del calibro di Goya e divenuto suo apprendista. Tu sei lì a condividere successi, paure, piaceri, orrore, gelosie, le bassezze più squallide e l'arte nella sua stessa essenza. Ma l'aspetto che è mi sembrato al tempo stesso raffinato e sofisticato, è che alla fine sei talmente dentro da perdere il confine fra bene e male, buoni e cattivi, giusto e sbagliato. Trovo che sia un'opera assolutamente originale, da gustare in ogni pagina, in una Madrid lontana nel tempo, ma viva tanto da poterne percepire gli odori.
Madrid, 1791. Arta infloreste sub privirile atente ale Inchizitiei. Manuel Alvera este ales de Goya insusi sa-i devina ucenic. In acelasi timp, in oras sunt descoperite mai multe cadavre - artisti celebri ucisi prin acelasi modus operandi. Madridul e cuprins de freamat si, in timp ce intamplarile sunt puse pe seama pacatului trufiei savarsit de pictori, Manuel banuieste ca in spatele acestor crime se afla chiar Goya. Studiind opera maestrului sau pentru a-i imita geniul, tanarul ucenic descopera un secret cumplit si devine deopotriva victima si complice intr-o tesatura de intrigi si minciuni elaborate, care ii vor pune sub semnul intrebarii intreaga viata. Roman istoric in care realitatea se impleteste cu fictiunea.
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“L’apprendista di Goya” è un romanzo dove tutti i sentimenti e le passioni sono elevate all’eccesso ma, nonostante questo estremismo, esse risultano sempre realistiche e mai artefatte. L’arte, più che la vita stessa, è fede cieca e assoluta, è prima abbandono totale di sé stessi e poi tormentata ricerca.
Non mi capita spesso di leggere thriller, e ancora meno thriller storici, ma nonostante ciò mi ha conquistata💕 ⠀ La ricostruzione storica è impeccabile: la Madrid di fine '700, il clima di rigida moralità, il controllo totale dell'Inquisizione, tutto contribuisce a proiettare il lettore all'interno della storia. ⠀ Storia raccontata quasi interamente dal punto di vista di Manuèl: il suo sogno è quello di diventare un grande pittore, e quando Goya lo sceglie come apprendista è disposto a tutto pur di rimanere al suo fianco. ⠀ Anche ignorare i suoi improvvisi cambi d'umore, i suoi momenti di pazzia, i suoi numerosi segreti. ⠀ Nel frattempo Madrid è sconvolta da numerosi omicidi raccapriccianti: le vittime, tutti pittori molto conosciuti. ⠀ Sara dissemina il romanzo di piccoli indizi, suggerimenti, cose non dette, accenni tra le righe per condurre il lettore su una falsa pista. ⠀ Tutte le mie supposizioni si sono rivelate completamente sbagliate, lasciandomi di stucco🙈 ⠀ Eppure la verità, rivelata solo nelle ultimissime pagine, è così sensata e coerente che mi sono sentita davvero stupida a non averci pensato!