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Il censimento dei radical chic
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Il censimento dei radical chic

3.42  ·  Rating details ·  257 ratings  ·  46 reviews
In un’Italia ribaltata – eppure estremamente familiare –, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandesti ...more
Kindle Edition
Published January 24th 2019 by Feltrinelli (first published 2019)
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capobanda
Mar 27, 2019 rated it did not like it
L’idea sarebbe anche carina e la contrapposizione tra gli ignoranti che governano e gli intellettuali che vengono tacitati a mazzate non così banale da vedere il male tutto e solo da una parte.
Purtroppo è un libro autenticamente italiano, ossia di quel Paese dove la “cultura” viene identificata tout court con la facoltà di Lettere e Filosofia, ed è possibile immaginare “intellettuali” discettanti di Althusser e Heidegger, D’Arrigo e Mari, Barthes e Resnais che nulla sappiano di -che so- Beethove
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Grazia
Feb 24, 2019 rated it really liked it
Sembrava che la cultura si fosse trasformata in un inganno, l'ignoranza in innocenza.

Distopia o satirica rappresentazione del contesto sociale dei giorni nostri?
Sarei più per la seconda che ho detto.

Un mondo in cui si finge di essere ignoranti per avere il placet del grande pubblico, si impoverisce ad arte il lessico facendo uso di idiomi dozzinali, si usano le faccine perché comunicano con maggiore immediatezza, un mondo in cui chi legge o chi studia è ritenuto un poverino. Tutto deve essere ac
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Roberto
Feb 24, 2019 rated it really liked it
Shelves: italia

"Per comandare l'intelligenza non serve? Solo se la tieni nascosta."

Un libro molto breve che propone una satira intelligente al populismo dilagante.
Una narrazione veloce e leggera che, in modo divertente, evidenzia il degrado che potrebbe derivare dal prevalere assoluto della maggioranza, benché incolta e incompetente.

Gli intellettuali sono elite da eliminare o risorsa da coltivare? Se da una parte è corretto il tentativo di smontare un sistema fatto di caste e privilegiati, dall’altra è devast
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Tittirossa
All'inizio sembra un pamphlet(1) nato per accattare(2) facilmente le simpatie del lettore, nel suo sparare a un bersaglio facile come quello del radical chic inteso come intellettualoide (che poi la prima vittima non sia un intellettualoide ma solo un appassionato e colto docente non interessa agli assassini*).
Poi si dipana come un romanzo distopico(3), ma mica tanto visto che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente lo sfracello causato dall'applicazione di alcuni principi quali: 1vale1, l'univ
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dehorsmaisdedans
Già qui

Sembrava che la cultura si fosse trasformata in inganno, l'ignoranza in innocenza.

Questo libro racconta di una distopia che, nel nostro paese, si è già avverata. Si tratta dunque di una fotografia, a cui aggiunge una fantasiosa cromatura drammatica e insieme ilare (l'effetto catarsi, però, non è del tutto riuscito: resta forte il retrogusto d'un'angoscia che monta dalla prima all'ultima pagina).
Riconoscibilissime, nella fabula, le tracce del nostro presente antropologico: la conoscen
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Azzurra Sichera
Jan 24, 2019 rated it really liked it
Sarebbe stato facile, davvero fin troppo, sparare a zero su qualsiasi categoria. Gli ignoranti, gli intellettuali, i finti intellettuali che si mettono in posa, i cretini per scelta più che per vocazione, ma Giacomo Papi con “Il censimento dei radical chic” è riuscito a non farlo. Sì, perché ogni volta che fa un passo per farci sorridere, prendendo in giro uno chiunque di noi, subito dopo ne fa un altro, ritornando serio, e mostrandoci cosa sta succedendo in questo nostro mondo sempre più desola ...more
Ivan
Mar 10, 2019 rated it liked it  ·  review of another edition
Ma alla fine del libro una domanda mi sorge: che Goodreads sia un covo di radical chic? E se sì, i suoi membri saranno dunque censiti e deprecati, o peggio?
Enzo  Zappia
Feb 24, 2019 rated it it was ok
Quello che doveva essere soltanto un (geniale) presupposto attorno al quale sviluppare un'idea, una riflessione o semplicemente una storia, diventa essa stessa l'idea, la riflessione, la storia, col risultato (fastidioso)di ritrovarsi immobili ai blocchi di partenza in attesa dello start per tutta la durata del libro. Tutto qui? Sì, tutto qui. Un po' come in una puntata qualsiasi di una trasmissione di Fabio Fazio, nella quale si gioca a tirar fuori le unghia soltanto per poi guardarsi compiaciu ...more
Francesca Nevis
Feb 04, 2019 rated it really liked it
In un’Italia distopica dove cultura e sapere sono ritenute armi per ingannare le persone, superficialità e grettezza hanno preso il sopravvento tanto che l’ignoranza è la qualità da sfoggiare e l’intelligenza qualcosa da nascondere e di cui prendersi beffa.

Recensione completa sul blog https://gliamabililibri.com/2019/02/1...
Marcella Rossi
Mar 03, 2019 rated it really liked it
Sicuramente il libro di stagione, il libro dei tempi che viviamo. Ti diverte e nello stesso tempo ti inquieta da morire.
Il tema è noto, in un’Italia (mettiamo dei nostri giorni) il governo in carica dopo aver eliminato i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali decide di combattere le complicazioni del pensiero e della parola, segno di corruzione e malafede, e di conseguenza gli intellettuali. Comincia una caccia alle streghe senza precedenti, dove professo
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Vugielle
Mar 13, 2019 rated it liked it
Un ritratto a tratti profetico, per certi versi attualissimo, della situazione presente. Facile identificare alcuni personaggi (un primo ministro a caso..) e ben caratterizzata la categoria degli intellettuali/radical chic. Mi è piaciuto, ma avrei preferito un finale più chiaro, soprattutto rispetto a una vicenda. Irriverenti con le loro battute Clelia e Anna!
Clarissa Fosfo
Mar 25, 2019 rated it really liked it
Argomento spinoso e attualissimo. Mi ha divertito e non me lo aspettavo. Io sarei stata più cattiva.
Marco
Feb 04, 2019 rated it liked it
Libro diviso in 2 parti principali quella iniziale è molto più strutturata, piena di riferimenti anche sociologici psicologici e politici.
Poi la seconda parte passa per una fase intimistica (che in un libro più lungo ci sarebbe anche stata ma in un libro così breve sembra un piccolo riempitivo) e una conclusione che sembra portare abbozzata non definita.
Non vado oltre nell'analizzare la conclusione, ma mentre l'aspettativa e il crescendo della prima parte poteva portare molto in alto, la secon
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Damiana
Mar 04, 2019 rated it really liked it  ·  review of another edition
I fatti narrati in questo libro accadranno

Avendo comprato da Ibs l'edizione autografata dall'autore, è questa la prima frase in cui t'imbatti, ed è drammaticamente vera.
A metà strada tra il romanzo distopico e l'allegoria, Giacomo Papi descrive un'Italia mai così attuale e reale. "Il primo ministro dell'interno", cosìtroppo simile a quello che sta davvero al Viminale, l'"investitura messianica della maggioranza" orgogliosamente ignorante e populista, e nel romanzo spacciato per "volere del popol
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Alice
Feb 11, 2019 rated it really liked it
Ci sono già tante recensioni per questo libro, consigliatissimo. Io ho apprezzato, oltre a quello che già è scritto nelle precedenti recensioni, la scelta del punto di vista. Olivia è sola in tanti modi, uno tra tutti, nella non appartenenza a nessuna classe o identificazione sociale, a metà tra il popolo e l'intellettuale, non appartenente pienamente a nessuna dei due (che a loro volta sono poi così variegate che i nomi in sè non identificano un bel niente). Per questo motivo, per questa sua al ...more
Irene Russotto
Jan 31, 2019 rated it really liked it
Questo romanzo lo definirei a cavallo tra una distopia e la satira. La sua forza sta nel farci ridere di terrore davanti a sottili descrizioni di alcuni personaggi. Libro imperdibile per tutte le persone che si sentono catapultate in un mondo in cui hanno diritto di parola solo “legioni di imbecilli”
Alessandro Capuzzo
Mar 02, 2019 rated it it was amazing
Forse il più grande problema di questo breve romanzo è il fraintendimento.

Non un eventuale fraintendimento trattato come tema o come espediente narrativo del romanzo stesso, ma fraintendimento come incomprensione tra il suo autore e i suoi lettori. Ho letto infatti decine di commenti e recensioni e, dopo avere a mia volta divorato il testo (o meglio, mentre lo divoravo) si è fatta strada in me la convinzione sempre più ferma che ben pochi l'abbiano davvero compreso. Il romanzo infatti va ben olt
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Alessandra Gennaro
Mar 09, 2019 rated it really liked it
Se fosse stato un libro di Benni, la critica lo avrebbe portato sugli scudi. E io non lo avrei letto. Invece, per fortuna, è successo il contrario e mi sono ritrovata con un bel libro per le mani, capace di far ridere, anche se di risate che ti si smorzano in gola, visto l'argomento. Ha un che di orwelliano, se non fosse che il 1984, ai tempi in cui il romanzo fu pubblicato, sembrava ben al di là da venire, mentre in questi scenari siamo immersi fino agli occhi e le esecrabili profezie, dal tito ...more
Stefano Solventi
Mar 28, 2019 rated it liked it
Una instant-fiction sullo stato delle cose (politica, costumi, cultura…) italiane, con qualche spunto interessante* e inevitabili scivoloni nella retorica. L'aspetto più interessante è notare come il grottesco si confonda spesso con la cronaca, il più deludente è come il tono satirico e quello drammatico fatichino a darsi il cambio e armonizzarsi. Personaggi bidimensionali, espedienti narrativi (i "revisori" del testo) da gag televisiva e la trama esile/improbabile non rendono giustizia all'idea ...more
Andrea Caruso
Feb 25, 2019 rated it liked it
Il romanzo è una distopia italica che trae palese ispirazione dagli eccessi dell'attuale governo Lega-Movimento 5 Stelle e che con fine intelligenza prova a immaginare le estreme conseguenze della diffusione di una cultura basata sull'appiattimento del pensiero, sull'incompetenza, sull'odio e sul risentimento.

"Sembrava che la cultura si fosse trasformata in un inganno, l'ignoranza in innocenza"

Molto meno appassionante - a mio avviso - è la storia personale della protagonista Olivia, che si innes
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Valerio Finizio
Feb 04, 2019 rated it it was amazing
C'è da premettere che non sono una persona che si scervella troppo sugli avvenimenti politici che avvolgono l'Italia. Certo, non provo molta simpatia né stima per le persone che attualmente guidano il Paese, persone che non si fanno il minimo problema a nascondere la propria ignoranza su determinati argomenti, spesso sparando giudizi o facendo proclami che non hanno alcun fondamento logico né che denoti una minima conoscenza di ciò di cui si parla; ma questo è un atteggiamento che mi urta indipe ...more
ClaCle
Feb 22, 2019 rated it really liked it  ·  review of another edition
Divertissment letterario che porta in bilico sul filo tra risa e panico scomposto.
A tratti esilarante, a tratti così lucidamente ancorato al presente da metter voglia di dar fuoco alle lauree e cancellarsi da Goodreads, giusto per non rischiare.
L'espediente della nota a piè di pagina alla Wallace - che non specifica e non integra ma è in sé parte della narrazione - aggiunge un quid notevolissimo.

L'autore avverte: I fatti narrati accadranno, io mi chiedo se non siamo già in moto.
Antonio Parrilla
Mar 13, 2019 rated it really liked it
"Ci siamo illusi che gli uomini avessero scelto la ragione contro la religione, la scienza contro la fede, e invece la ragione non ha vinto mai. È stata la fede nella ragione a comandare per un po'".
"La cultura è una scommessa sul fatto che alla fine ci si possa capire. Per questo può dare fastidio".
Una grande intuizione dà all'autore lo spunto per questo (instant?)-book, intuizione che però non viene - a mio avviso - sfruttata al meglio.
Le due citazioni di cui sopra ne sono un esempio perfetto:
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Martina Spinaci
Mar 25, 2019 rated it really liked it
Lettura piacevole e piena di ottimi spunti sulla nostra Italia di oggi
Giulia Papalia
Feb 07, 2019 rated it really liked it
This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here.
Virginia
Mar 02, 2019 rated it it was ok  ·  review of another edition
Shelves: 2019
Dopo un primo scetticismo (complice la foto dell’autore compiaciuto nella sovraccoperta – ste cose proprio non mi vanno giù) parte bene. Idea non epocale, ma intrigante e interessante quanto basta. È una credibile distopia che prende spunto dall'attuale disprezzo verso gli intellettuali, che in un’Italia futura verranno odiati ancora di più e ghettizzati politicamente.
Per un bel po’ di pagine si è reso allettante, lo stavo apprezzando e lo leggevo velocemente. Le note mi infastidivano - in gene
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Sara Cantoni
«Il primo lo ammazzarono a bastonate perché aveva citato Spinoza durante un talk show»

Con un incipit come questo avevo grandissime aspettative per questo breve (oserei direi brevissimo) romanzo di Giacomo Papi. Il "gioco" di Papi è quello di portare agli estremi la nostra realtà presente, disegnando una contemporaneità tragicamente e inquietantemente plausibile nella quale l'ignoranza diventa un valore dominante e la cultura un qualcosa da ghettizzare, accusare e nascondere.

Peccato che, con uno
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Chiara D'Errico
Mar 12, 2019 rated it liked it
Si è parlato davvero molto di questo libro e le mie aspettative erano piuttosto alte. L'inizio è sicuramente di grandissimo impatto e l'omicidio del professor Prospero con cui si apre il tutto sembra promettere atmosfere da distopia vera e propria. Se da un punto di vista linguistico le aspettative sono rispettate (geniale tutta la questione sulla semplificazione della lingua italiana e le note a margine del testo) per quanto riguarda la trama generale e le atmosfere invece sono rimasta delusa. ...more
Melissa Vitiello
Mar 14, 2019 rated it liked it
Shelves: italiana
Un libro a metà tra satira e distopia, il cui intento appare chiarissimo: denunciare la situazione sociale che si è andata a delineare negli ultimi anni, una situazione in cui spicca il rifiuto della competenza, della cultura, la derisione di chi usa parole difficili e che quindi si sente superiore. Una lettura leggera, scorrevole e divertente ma che non può non trasmettere anche amarezza e rassegnazione. Per chi è questo libro? Chi lo comprerà se non proprio la categoria che viene oggi bollata ...more
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