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Il sasso dentro

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Italian

255 pages, Paperback

First published January 1, 1990

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Ivan Della Mea

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Profile Image for Orsodimondo.
2,490 reviews2,471 followers
May 7, 2025
BALLATA DELLA PICCOLA E GRANDE VIOLENZA



Un giallo che si fa noir, che diventa polar, perché è pregno di cinema, sia americano che francese, ma l’influenza dei cugini d’oltralpe mi pare vincente. Che, soprattutto, diventa quello che Ivan Della Mea ha nel cuore, un po’ anche a scapito della letteratura, sia quella di genere che quella in genere: sono pagine che Della Mea ha riempito con i suoi amori e passioni, un po’ incurante di logica, stile, misura. Un giallo un po’ polar, un po’ hard boiled e un po’ splatter, ma soprattutto politico.

Ed è la Milano che lo ha adottato, lui toscanaccio di provincia, comunista, musicista sanguigno e impegnato, la “nuova canzone politica”, insieme ad altri e a Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli, la Milano che sta finendo di bere e tra poco comincerà a pulirsi le mani, senza mai davvero riuscirci, la Milano che chissà perché si continua a considerare la capitale morale di questo stivale, quando da Milano sono venuti fuori un elenco di problemi che abbiamo finito col subire nel resto dello stivale.



Il protagonista maschile è un ex commissario di polizia pieno di sensi di colpa per non essere riuscito a salvare il fratello, tossico e spacciatore: si chiama Paolo Carlo e per tutti è Paco, mentre il morto era per tutti Maso. Ormai in pensione, Paco si dedica al sociale, agli handicappati. Viene da credere che sia scritto da Della Mea guardandosi allo specchio, o con davanti l’immagine che ha di sé, un solitario, un perdente che non si arrende
Poi c’è Anita, per tutti Nita, imprenditrice (moda?) malata di cancro: di lei s’innamora l’oncologo che l’ha in cura.
Poi c’è il barbone di Rogoredo, Benito Restelli, ma per tutti Popi Ruera, che legge il Corriere, non quello in rosa, proprio quello della Sera.
Ci sono poliziotti e cronisti di nera ancora in servizio. C’è il piccolo boss che forse è il responsabile dell’overdose di suo fratello Maso.
E, a tenere tutto insieme, a collegare tutto e tutti, il cadavere di una giovane benestante, ritrovato in un campo di periferia adibito a discarica, orrendamente mutilato (e qui il polar si fa splatter, e io penso a Gaspar Noé).

I dialoghi sono talvolta improbabili, un po’ forzati e manierati. Il sentimentalismo prende qui e là la mano a Della Mea. Non tutto funziona, non tutto è centrato, qui e là il racconto zoppica. Non bastano le buone intenzioni.

Profile Image for Lorenzo Quaglia.
Author 20 books2 followers
November 1, 2017
Il sasso dentro è il primo romanzo di Ivan della Mea, pubblicato per la prima volta nel 1990. Della Mea, nato a Lucca nel 1940 ma milanese d’adozione e di vita vissuta, è personaggio poco noto al grande pubblico.

Chi lo ha conosciuto, probabilmente lo ha apprezzato per la sua attività di cantautore e cantastorie e per essere stato tra i fondatori del Nuovo Canzoniere italiano. E’ stato sicuramente un personaggio impegnato politicamente nel partito comunista italiano, ma credo di poter affermare senza timore di essere smentito che abbia sempre visto e vissuto l’impegno politico non come mezzo per arrivare al potere fine a se stesso, ma come strumento per realizzare il bene comune. E questo modo di concepire la politica lo ha nel tempo relegato ai margini del partito, dei partiti, intesi come “organizzazione”, ma non ai margini delle persone che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, lo hanno sostenuto e seguito nella sua attività culturale e di spettacolo come cantautore.

Certamente Ivan Della Mea era un grande narratore di storie.

Ne Il sasso dentro, il mistero della morte di una giovane donna benestante trovata massacrata in una discarica alla periferia di Milano si intreccia subito con la storia personale di due fratelli, uno poliziotto e l’altro tossico dipendente e spacciatore. Le pagine scorrono veloci con un ritmo narrativo sempre vivace e carico di tensione. Sullo sfondo la Milano di fine anni ’80 con le sue luci (poche) e le sue ombre (tante).

Il filo rosso che percorre tutto il romanzo ad un certo punto si spezza e improvvisamente la storia ha l’epilogo che il lettore inconsciamente si aspetta, ma che forse non avrebbe voluto leggere.

Nonostante alcune pagine a tinte forti, del resto parliamo di un romanzo noir, traspare l’anima poetica dell’autore nelle descrizioni dei luoghi e dei personaggi che vivono il presente, a volte povero e disperato, ma con lo sguardo rivolto al futuro, luogo dell’avvenire, che deve, per forza, essere migliore.

Il sasso dentro l’abbiamo tutti, piccolo o grande che sia, nascosto o sul comodino. Questo forse era il messaggio di Ivan Della Mea, personaggio poco noto al grande pubblico. Siamo sempre in tempo a rimediare.

Ivan Della Mea muore inaspettatamente a Milano il 14 giugno 2009. Su YouTube è possibile trovare ampia offerta di filmati e di canzoni cantate dall’autore e merita di essere visto il filmato girato il giorno della sua commemorazione funebre al circolo ARCI del Corvetto (http://youtu.be/LzAYtysf0Cw) . Ivan non mancherà di accompagnarci con la sua chitarra…
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