Prefazione di Gianni Celati. Introduzione e cura di Ottavio Cecchi. Sono due tra i maggiori racconti dell'autore ed hanno al centro lo scontro con la famiglia: nel primo, lo scontro di Pietro con suo padre: nel secondo, quello di Leopoldo con la famiglia. Una lotta tra due mentalità, una che impone le sue ragioni con la violenza e una che cerca la via della liberazione.
Federigo Tozzi was the son of an innkeeper. He first worked as a railway official, then took over running his father's inn. In 1911 he published his first book of poetry. In 1913 he began to work on his first novel, Con gli occhi chiusi ("With closed eyes"), a highly autobiographical text. In this year, he also founded the magazine La Torre. Tozzi then became a journalist in Rome. Through his literary activity, he caught the attention of the writer Luigi Pirandello, who subsequently supported him. Tozzi died 1920 in Rome of influenza and pneumonia.
Due libri molto diversi e sicuramente di diversa fortuna. Con gli occhi chiusi è un libro che parla di azioni mancate, di rimpianti, dell’inesprimibile. Nelle parole non dette di Pietro c’è tutta la difficoltà di essere se stessi, di essere capiti e di farsi capire. Sorprendente Storia di un impiegato, dove i colleghi e la famiglia si trasfigurano nella solitudine del protagonista in figure quasi demoniache, mostruose come il reale.
2.5 "Con gli occhi chiusi" l'ho trovato un po' troppo noioso, soprattutto la prima parte. La vicenda interessante si concentra solo nelle ultime 20 pagine. Protagonista INSOPPORTABILE! Senza sangue! Snervante! (* e mezzo)
Leggere "Ricordi di un impiegato", invece, è stato molto piacevole. Una specie di poesia in prosa, con dei sottili rimandi a "Il libro dell'inquietudine" di Pessoa. I sentimenti del protagonista sono così palpabili che ci si perde nella sua malinconia e solitudine. ( *** e mezzo) Vi sono dolcezze che fanno male quanto il dolore.
La lettura più pesante per me quest'anno. Non mi meraviglio del perché il libro fosse inizialmente rifiutato (piccolo flame), tuttavia non è totalmente da buttare. Le descrizioni della campagna toscana sono molto ricche di particolari e parole tipiche del tempo e della vita campagnola. Nonostante ciò, non ho mandato giù la lentezza della narrazione che pervade per tre quarti del libro.