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La ragazza con la Leica
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La ragazza con la Leica

2.82  ·  Rating details ·  324 Ratings  ·  60 Reviews
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni.

Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spa
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Paperback, Narratori della Fenice, 320 pages
Published September 7th 2017 by Guanda
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Malacorda
Jul 06, 2018 rated it liked it
Shelves: strega

Ho terminato la lettura giusto stanotte, mentre il libro veniva insignito del premio. Direi che sono state premiate le indubbie capacità dell'autrice: per la realizzazione di quest'opera sono state necessarie una notevole tecnica costruttiva e una imponente quantità di ricerca. Peccato che la godibilità del risultato finale non renda giustizia a tale mole di lavoro. Un romanzo atipico costruito più che altro con suggestioni, rievocazioni, ricordi di aneddoti, sensazioni, istantanee della mente.
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Gabril
Jul 02, 2018 rated it it was ok
Non è un romanzo, è un documentario.
Non ti prende la storia, ti frastornano i dati, le sequenze della Storia. I fotogrammi che ritornano, spiegati e dispiegati.
La struttura è la seguente: cornice didascalica a commento di alcune foto (che rappresentano forse l’unico aspetto emozionante); tre protagonisti che ricordano e mostrano altrettante prospettive/congetture su Gerda e sulla situazione vissuta da lei e altri personaggi negli anni Trenta, a Parigi, con tutto ciò che si può immaginare. Sui
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Davide
Apr 29, 2018 rated it really liked it
Congetture su Gerda
[aggiornamento luglio 2018]

Tre fotografie mentali incorniciate da descrizioni-interpretazioni-reinvenzioni di fotografie reali. Così è fatto il libro. Si parte e si arriva – in un Prologo e un Epilogo che hanno lo stesso titolo: Coppie, fotografie, coincidenze – dalle e alle fotografie. La protagonista – o meglio il vuoto centrale, l’assenza che mette in moto tutto – è una fotografa e quindi tutto nasce e si conclude intorno a queste immagini.
Subito, in apertura, ci si arrove
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Stella
Jul 08, 2018 rated it it was ok
Sono arrivata alla fine sollevata: finalmente, mi sono detta. Che pena leggere questo libro, sono stata tentata persino di abbandonarlo. La figura di Gerda Taro è certamente affascinante, anzi, strepitosa, un’eroina da libro o da film in modo naturale; il contesto storico è quanto mai interessante e avvincente. Tutto ciò, nel libro della Janeczek, dopo un incipit strepitoso, precipita in un succedersi di eventi confusamente ricostruiti in modo non cronologico e da prospettive differenti, con sal ...more
piperitapitta
Slightly out of focus

Quando tutti vanno in una direzione e solo tu, o quasi, vai nell'altra, non sempre pensi a te stessa come a una mosca bianca, perché è proprio in situazioni come questa, in cui molti hanno espresso (e molto ben argomentato), parere negativo, che ti trovi a interrogarti se la tua natura non sia più quella di pecora nera.
La verità è che a me questo libro è piaciuto davvero, pur con tutte le difficoltà di lettura già espresse da molti: è un pastiche letterario, è vero, non è un
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Arybo ✨
Tre punti di vista, tre modi di narrare. Una sola protagonista, Gerda, con molteplici interessi. Fotografia, storia, politica, guerra: tutto si mescola negli occhi di chi ripensa a questa donna combattiva, esuberante, tenace. Presente e passato, legati attraverso il vincolo di una macchina fotografica e dei suoi rullini. Rullini che raccontano di gioia istantanea o infinita disperazione, negli occhi di giovani al parco o negli occhi di soldati al fronte.

Non è una lettura facile, la prima parte
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Come Musica
Aug 01, 2018 rated it it was ok
E finalmente l’ho finito!
Una palla mostruosa!
Ho dato 2 perché ci sono alcuni periodi belli, ma per il resto, raccontato in modo così asettico che non prende per niente. Immeritato premio Strega 2018.
Frabe
Aug 13, 2018 rated it it was ok
Questo romanzo è un mosaico fatto di tessere singolarmente buone ma disposte male, per cui l'insieme è eccessivo, confuso, spossante. Tra i “ringraziamenti e note” in fondo al libro c'è un “grazie a chi ha cercato di mettere un freno alla mia smania di documentazione, ricordandomi che stavo scrivendo un romanzo”: qualcuno ci ha provato, a contenere l'autrice – “togli”, “metti ordine” –, ma non è stato ascoltato. (Se ha vinto lo Strega 2018 chiaramente c'è del buono... ma nella mia lettura è rima ...more
Alessia Scurati
Oct 15, 2018 rated it really liked it
Sarà che ancora prima di iniziarlo mi ero imbattuta in una serie di critiche non positive, quindi le mie aspettative non erano altissime. Però a me è piaciuto.
Mi è piaciuta questa storia di Gerda raccontata a tre voci più una cornice. Mi è piaciuta nell’essere caleidoscopica senza probabilmente mai centrare del tutto il personaggio, ma a ragione, secondo me, dato che la Freulein Taro mi ha dato l’impressione di avere a che fare con il principio di indeterminazione di Heisenberg: accertare esatta
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Habemus_apicellam
Oct 23, 2018 rated it it was ok
Shelves: italiani
Wonder Woman mi è antipatica

Inutile e superficiale agiografia di una figura storica che avrebbe meritato un libro scritto da qualcuno con più talento. Purtroppo Janeczek infarcisce queste pagine con dialoghi da fiction RAI, descrizioni colme di name dropping , luoghi comuni banali sulla storia, parole straniere inutili e vagamente spocchiose. Tutto questo contribuisce a creare una atmosfera da intellettuale da salotto televisivo (o da storica pop) che stanca: molto presto la scrittura si perc
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Alfonso D'agostino
Apr 02, 2018 rated it really liked it
(da http://capitolo23.com/2018/04/02/la-r...)

02 Apr 2018
Giuro. No, davvero, giuro: da pagina 9 a pagina 19 (nell’edizione cartacea, ovviamente) troverete il più bel prologo che riesca a ricordare nelle letture degli ultimi… uhm… almeno quindici anni. Sono venti facciate praticamente perfette: intense, commuoventi, evocative. Magnifiche. Ma magnifiche davvero, giuro.

la ragazza con la Leica

Non è che poi il volume peggiori, eh. La qualità della scrittura di Helena Janeczek è semplicemente altissima
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Acompassforbooks
May 26, 2018 rated it really liked it
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Il libro di Helena Janeczek è fra i dodici finalisti del Premio Strega 2018 che verrà assegnato il 5 Luglio 2018 a Roma e tra i cinque selezionati per il Premio Campiello 2018.
Il tempo della narrazione, poliedrico e sfuggente, è contenuto tra un prologo e un epilogo meravigliosi che commentano alcune foto scattate a Gerda Taro dai suoi amici o da Gerda Taro ai suoi soggetti preferiti: ovvero chiunque lei percepisca stare lottando per una giusta causa.

La bellissima foto de
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Elalma
Jun 05, 2018 rated it liked it
Shelves: italiana
Gerda Taro non era solo una bella ragazza e una brava fotografa. Era probabilmente una donna coraggiosa che amava combattere le ingiustizie, e questo è il ritratto che ne esce dall'accurata ricostruzione di Helena Janeczek. L'impianto del romanzo è senza dubbio riuscito: la figura della fotografa è ricostruito grazie alle testimonianze (di finzione) delle persone che l'hanno avuta vicino. Però ho fatto fatica a tenere desta l'attenzione, come fosse tutto troppo sfumato, poco incisivo. Insomma, n ...more
Gaetano
Oct 01, 2017 rated it liked it
La ragazza del titolo è una delle prime fotoreporter di guerra conosciute, nome d’arte Gerda Taro.

Il suo nome, pseudonimo di Gerta Pohorylle, si associa a quello del suo più famoso compagno Robert Capa, pseudonimo di André Friedmann. Fotografi entrambi, accomunati dalla passione per la libertà e per il fotogiornalismo e, purtroppo, da una fine tragica che li colpirà, in tempi diversi, entrambi in zone di guerra (lei in Spagna a 26 anni nel 1937 e lui nel 1954, a 40 anni, in Vietnam).

Da Parigi a
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Giusy Pappalardo
Nov 17, 2017 rated it liked it
La storia inizia con una foto, anzi no, la storia inizia e finisce con una foto, anzi no, inizia alla fine, con una valigia che contiene circa quattromilacinquecento negativi. Un salvataggio, una fuga, un patrimonio, testimonianza di anni difficili, in cui giovani uomini e giovani donne fuggivano dall'insorgere dei nazionalismi.
È un gran bel libro questo. È un romanzo storico, scritto benissimo, con un ritmo sempre sostenuto, che racconta di Gerda Taro, ma non solo di lei, narra di tutto quell'a
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Virginia
Nov 28, 2017 rated it did not like it
Inizia bene, in maniera suggestiva, ma poi si perde. Linguaggio arzigogolato e snervante. Abbandonato dopo nemmeno 100 pagine
Lorenzo G. Muci
Mar 08, 2018 rated it it was ok
L'idea di fondo potrebbe essere interessante: partire da alcune foto e da una ricerca archivistica per costruire una narrazione romanzata delle vicende dei fotografi Gerda Taro, Robert Capa e di un gruppo di amici tra Parigi, la Germania, la Spagna alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
Il romanzo è però estremamente prolisso, i salti temporali sono troppi e a tratti riesce ostico seguire quanto raccontato. Peccato, perché le prime pagine promettevano bene...
Giorgio
Oct 18, 2017 rated it really liked it
Shelves: 00-other-authors
Non è una biografia, non è una parabola femminista, non un atto d’amore per la fotografia né un affresco narrativo degli anni Trenta del secolo scorso: La ragazza con la Leica è un po’ di tutte queste cose assieme.
I protagonisti sono realmente esistiti : seguiamo pagina dopo pagina le vicissitudini dei giovani Robert Capa e Gerda Taro, coppia leggendaria, lei allieva-fotografa di lui che presto non ha più niente da invidiargli, e le storie dei loro amici, sullo sfondo reale degli anni della gue
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Tanabrus
Aug 16, 2018 rated it really liked it
Questo libro, a metà strada tra la biografia e il romanzo, è la biografia romanzata di Gerda Taro.
Una vita raccontata non da un narratore esterno ma attraverso i ricordi di tre persone che avevano avuto importanza per Gerda, e per le quali Gerda era stata molto importante.

Willy, il Bassotto, ovvero Willy Chardack, fuggito dalla Germania prima in Francia e poi, una volta precipitata la situazione, in America. Dove collaborerà alla creazione del pacemaker.
Ruth Cerf, l'amica, la modella, l'aspirant
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Arnault Duprez
Aug 07, 2018 rated it liked it
L’ho finito, prima di scrivere qualcosa in proposito ho aspettato di digerirlo ma non di metabolizzarlo. È un libro decisamente complesso e non di facile lettura. Credo che sia principalmente dovuto alla tecnica di scrittura dei continui flashback di chi racconta la storia di Gerda Taro Pohorylle. Il premio Strega è più che meritato. Il libro è articolato in tre parti: uno spasimante; un’amica attivista e un ex fidanzato. L’ambiente è quella della diaspora ebrea della Parigi negli anni 30 all’as ...more
Diego
Sep 09, 2018 rated it really liked it
(Questa recensione è apparsa su FuoriPosto il 7 settembre 2018: https://fuoriposto.com/site/la-ragazz...)

L’estate, come da tradizione, oltre che il miglior periodo in cui poter recuperare alcune letture sotto l’ombrellone, è quel momento in cui in Italia festival e premi letterari la fanno da padrone. Nella molteplicità di questi eventi, un clamore particolare tra tutti, per importanza e prestigio, lo riscuote senza dubbio il Premio Strega, che quest’anno ha incoronato vincitrice Helena Janeczek
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Julia Boechat
Sep 08, 2018 rated it it was amazing
Depois de quinze anos, finalmente temos mais uma mulher vencedora do Strega, o maior prêmio literário da Itália.
Helena Janeczek conta a história de Gerda Taro, fotógrafa morta na guerra civil espanhola, por meio de três amigos próximos que se lembram dela. Ela também conta por eles a história dos imigrantes, em sua maioria judeus fugindo do nazismo, que viviam em Paris nos anos 30, e que viram na Guerra Civil na Espanha uma esperança de resistência ao fascismo crescente. Esses imigrantes eram tr
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Laura Gotti
A me dispiace per la Janeczek, per la Taro e pure per il premio Strega, ma sant'iddio la noia, la noia. Leggo le prime dieci pagine e sono gasatissima: le foto, la scrittura quasi perfetta, il racconto e mi vedo già novella eroina con la Leica al collo mentre affronto le barricate.
Poi o io sono solo novella stupida o io non ho capito nulla.

E' indubbio il lavoro di ricerca e pure la capacità di scrittura ma io ogni tre pagine mi ero persa e non capivo più né di che stesse parlando né di chi.

Leg
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Artemisia
Aug 17, 2018 rated it it was ok
Un'occasione sprecata.
Raffaela
Feb 20, 2018 rated it really liked it
Oggi nessuno sa più chi era Gerda Taro. Si è persa traccia persino del suo lavoro fotografico, perché Gerda era una compagna, una donna, una donna, una donna coraggiosa e libera, molto bella e molto libera, diciamo libera sotto ogni aspetto.’ Georg Kuritzkes


La ragazza con la Leica di Helena Janeczek è la biografia raccontata a più voci di Gerda Taro. I narratori sono Willy Chardack, noto come il bassotto, Ruth Cerf l’amica di Lipsia, con cui Gerda ha condiviso gli anni parigini e infine Georg Ku
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Gabriele Valenza
Jul 16, 2018 rated it it was ok
Tutto viene detto, pochissimo viene mostrato.
Gianni Ascione
May 31, 2018 rated it did not like it
Peccato. Una storia bellissima, scritta malissimo.
elipisto
Sep 01, 2018 rated it liked it
3.5 stelle.
I ricordi di tre persone (+ quelli di Capa) si intrecciano a delineare la figura volitiva, affascinante, testarda, impetuosa di Gerda Taro, a lungo tempo conosciuta come compagna del più famoso fotografo Robert Capa.
I piani temporali si intrecciano, i ricordi affiorano rapidi e si affastellano uno sull'altro nel raccontare chi era Gerda e in che società ha vissuto.
Il lavoro di ricerca è stato notevole, la struttura del romanzo che non è romanzo, non è una biografia, non è un saggio è
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Piero Peluso
Oct 24, 2018 rated it liked it
A metà strada fra un romanzo ed un trattato, ripercorre alcuni episodi relativi alla tragedia del nazifascismo usando Gerda Taro come trait d'union. Gradevole ma impegnativo
Manuela Forcher
Jul 11, 2018 rated it did not like it
Shelves: abandoned
La vita di Gerda Taro, la ragazza con la Leica, è stata sicuramente una vita, seppur breve, molto intensa e interessante. Purtroppo però il libro non è riuscito a trasmettermi nessuna emozione e coinvolgimento. L'ho abbandonato dopo un centinaio di pagine....che noia!
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Helena Janeczek (Monaco di Baviera, 1964) è una scrittrice e giornalista tedesca naturalizzata italiana.
Nata a Monaco nel 1964 da una famiglia di ebrei originari della Polonia e naturalizzati tedeschi attualmente vive in Italia dal 1983, dove ha pubblicato una raccolta di poesie in tedesco ed è lettrice per Mondadori della sezione Letteratura straniera.

Lezioni di tenebra - ampiamente autobiografic
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