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La guerriera dagli occhi verdi
Avesta Harun ha ventidue anni quando sale in montagna seguendo le orme di Harun, l'adorato fratello. Lascia Mezri, lascia Turgut Reis, i villaggi curdi dove con la famiglia è cresciuta e ha imparato a conoscere le cose, ad amarle. Imbraccia il fucile per dare il suo contributo alla lotta per un Kurdistan libero, e la sua forza è così grande, l'energia che mette in tutto così viva, che presto le chiedono di entrare nel gruppo speciale, e altrettanto presto diventa comandante della sua squadra. Tante ragazze, come lei, hanno scelto quella vita sui monti del Qandil, tra le foreste, nella neve. Non si poteva lasciare che il governo turco strozzasse le voci in gola, spegnesse i fuochi di festa, negasse la vita, come ora non si può soccombere ai missili e alle bombe delle milizie islamiche. Contro il Daesh, Avesta Harun combatterà una battaglia esemplare. Sarà, con la squadra che ovunque la segue, baluardo di resistenza e testimonianza di chi propone una vita comunitaria radicalmente democratica.
Nel suo grido di battaglia le voci di un popolo intero, un coro che chiama da tempi lontani ma che oggi, come sempre, chiede solo libertà.
Nel suo grido di battaglia le voci di un popolo intero, un coro che chiama da tempi lontani ma che oggi, come sempre, chiede solo libertà.
160 pages, Paperback
First published May 1, 2016
About the author
Marco Rovelli
22 books2 followersMarco Rovelli (Massa, 1969) è scrittore, musicista e insegnante di Filosofia e Storia. Ha scritto libri di narrazione sociale (tra cui Lager italiani, Rizzoli 2006 e Servi, Feltrinelli 2009), saggi (tra cui Soffro dunque siamo. Il disagio psichico nella società degli individui, minimum fax 2023), romanzi e poesie. Come musicista ha pubblicato sei album, l’ultimo dei quali è il discolibro L’attesa. Per Laterza è autore di Il contro in testa. Gente di marmo e d’anarchia (2012) e Eravamo come voi. Storie di ragazzi che scelsero di resistere (2015).
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
August 31, 2017
Libro sulla storia di Filiz che diventa Avesta, partigiana guerrigliera, per salvare il suo popolo e liberarlo dall'oppressione turco; storia di un popolo, quello curdo, diviso al suo interno in rami diversi di estrazione diversa, con cultura e religione diverse, che passa nel tempo da una sottomissione all'altra; storia di un tentativo di liberarsi da una visione patriarcale della società che vede la donna meno di niente, utile solo a cucinare e pensare alla casa, senza nemmeno aver voce sulle scelte riguardanti i figli che pure ha messo al mondo; storia di una guerra che, come tante al mondo, fa vittime innocenti in nome di valori puramente materiali e dell'egoismo umano. Il giornalista Rovelli ha raccolto direttamente dalla bocca dei protagonisti le testimonianze sulla vita di questa guerriera che, con il suo animo puro, ha conquistato e coinvolto molti di loro. Purtroppo non sono riuscita ad apprezzare appieno questo testo, un po' forse perché mi aspettavo qualcosa di diverso, un po' più romanzato e meno descrittivo, un po' perché il procedere del racconto qui non segue una logica narrativa e spesso diventa difficile capire di chi e cosa si sta parlando in quel momento perché salta da una persona all'altra e da un luogo all'altro, e perchè diventa molto più simile ad un testo di storia del Kurdistan e alla descrizione della storia passata di persone vissute in quei villaggi, invece che a un romanzo storico incentrato sulle vicende dei personaggi. Interessante comunque conoscere la storia di questo popolo, situazione quanto mai attuale ma di cui nei libri e nei telegiornali si parla molto poco e solo per la guerra...
November 29, 2017
Interessante la storia della partigiana curda Avesta Harun, e quella del movimento curdo attuale in generale. Alcuni mesi fa ho assistito ad una presentazione del libro con l'autore ed è stato molto interessante, una vera miniera d'informazioni.
Peccato però che il libro, a mio avviso, abbia uno stile non troppo piacevole (cose del tipo "arrossì come un tramonto sul lago"...) che mi ha reso la lettura stucchevole in alcune parti.
Peccato però che il libro, a mio avviso, abbia uno stile non troppo piacevole (cose del tipo "arrossì come un tramonto sul lago"...) che mi ha reso la lettura stucchevole in alcune parti.
October 6, 2016
La storia di Avesta Harun, comandante e combattente dei ribelli curdi del Pkk. Una storia di coraggio, senso di appartenenza ad una comunità, voglia di libertà pura, connessione con la natura. Una storia piena di tragica poesia e di forza nel cercare di compiere un dovere estremo verso il proprio popolo. Davvero un bel libro.
December 27, 2016
"La libertà non è lontana, la avremo, questa speranza non la perderemo mai. Vivremo insieme nella stessa terra, in libertà. Finchè respireremo lotteremo per questo."
La guerriera dagli occhi verdi racconta la storia vera di Avesta Harun, la guerrigliera curda la cui storia ha fatto il giro del mondo. Avesta si unisce al Pkk a soli 15 anni dopo aver perso il fratello. In breve tempo diventa comandante di un'unità di combattimento del Pkk e prende parte a quasi tutte fra le battaglie più importanti. Diventa punto di riferimento anche per le sue compagne di lotta, e pian piano la sua storia fa il giro del mondo, viene intervistata da molti giornalisti, incluso lo stesso Rovelli. Negli occhi verdi di quella giovane donna c'è la lotta di un popolo intero. Una lotta di cui Avesta non vedrà la fine. Avesta viene uccisa il 12 Settembre durante un'operazione del Pkk per riconquistare un villaggio. Quello che resta di lei sono solo qualche foto e la testimonianza di una vita vissuta e finita lottando per la libertà...
Parlare di storie come quella di Avesta non è mai semplice, come non è semplice leggerle. La sua storia è quella di un popolo intero in lotta per la sua libertà.
Filiz, poi diventata Avesta, cresce in un piccolo villaggio curdo abbarbicato sulle montagne. Cresce sapendo che il suo viene considerato dai turchi un non popolo, cresce col divieto di parlare la sua lingua e alla fine dopo anni di ingiustizie e crudeltà a cui ha assistito conosce il Pkk a cui si associa a soli 15 anni. Filiz diventa Avesta, diventa una guerrigliera, una comandante, una donna che lotta per la libertà, quella libertà che al suo popolo è stata negata.
Avevo sentito parlare della storia di Avesta e delle altre donne curde impegnate nella lotta contro l'Isis. Leggere questo libro è stato come fare un viaggio nella vita di Avesta, un po' conoscerla e capire cosa la spingeva a non arrendersi mai e a continuare a lottare nonostante tutto. Marco Rovelli ha avuto l'opportunità di intervistarla, questo romanzo è una sorta di memoriale, qualcosa che ci aiuti a non dimenticare il coraggio di queste donne.
Nella storia di Avesta c'è la storia dei combattenti curdi, di questi uomini che vivono sulle montagne in isolamento, dei moderni partigiani armati non solo di quelle armi che tutti possono imbracciare, ma armati di una filosofia di vita, armati di libri che nascondono nelle loro grotte. Attraverso le pagine di questo romanzo ho fatto un viaggio, ho visitato dei luoghi magici e ho capito qualcosa in più della storia e della cultura curda.
Non è una lettura semplice nè da affrontare con leggerezza, ma specialmente in tempi come quelli che stiamo vivendo, è una lettura che va fatta per comprendere una realtà che è tanto diversa dalla nostra. Il coraggio, la tenacia e la forza di Avesta bucano le pagine proprio come i suoi occhi che raccontano di quella voglia di rivalsa e di libertà per la quale ha vissuto e combattuto.
La guerriera dagli occhi verdi racconta la storia vera di Avesta Harun, la guerrigliera curda la cui storia ha fatto il giro del mondo. Avesta si unisce al Pkk a soli 15 anni dopo aver perso il fratello. In breve tempo diventa comandante di un'unità di combattimento del Pkk e prende parte a quasi tutte fra le battaglie più importanti. Diventa punto di riferimento anche per le sue compagne di lotta, e pian piano la sua storia fa il giro del mondo, viene intervistata da molti giornalisti, incluso lo stesso Rovelli. Negli occhi verdi di quella giovane donna c'è la lotta di un popolo intero. Una lotta di cui Avesta non vedrà la fine. Avesta viene uccisa il 12 Settembre durante un'operazione del Pkk per riconquistare un villaggio. Quello che resta di lei sono solo qualche foto e la testimonianza di una vita vissuta e finita lottando per la libertà...
Parlare di storie come quella di Avesta non è mai semplice, come non è semplice leggerle. La sua storia è quella di un popolo intero in lotta per la sua libertà.
Filiz, poi diventata Avesta, cresce in un piccolo villaggio curdo abbarbicato sulle montagne. Cresce sapendo che il suo viene considerato dai turchi un non popolo, cresce col divieto di parlare la sua lingua e alla fine dopo anni di ingiustizie e crudeltà a cui ha assistito conosce il Pkk a cui si associa a soli 15 anni. Filiz diventa Avesta, diventa una guerrigliera, una comandante, una donna che lotta per la libertà, quella libertà che al suo popolo è stata negata.
Avevo sentito parlare della storia di Avesta e delle altre donne curde impegnate nella lotta contro l'Isis. Leggere questo libro è stato come fare un viaggio nella vita di Avesta, un po' conoscerla e capire cosa la spingeva a non arrendersi mai e a continuare a lottare nonostante tutto. Marco Rovelli ha avuto l'opportunità di intervistarla, questo romanzo è una sorta di memoriale, qualcosa che ci aiuti a non dimenticare il coraggio di queste donne.
Nella storia di Avesta c'è la storia dei combattenti curdi, di questi uomini che vivono sulle montagne in isolamento, dei moderni partigiani armati non solo di quelle armi che tutti possono imbracciare, ma armati di una filosofia di vita, armati di libri che nascondono nelle loro grotte. Attraverso le pagine di questo romanzo ho fatto un viaggio, ho visitato dei luoghi magici e ho capito qualcosa in più della storia e della cultura curda.
Non è una lettura semplice nè da affrontare con leggerezza, ma specialmente in tempi come quelli che stiamo vivendo, è una lettura che va fatta per comprendere una realtà che è tanto diversa dalla nostra. Il coraggio, la tenacia e la forza di Avesta bucano le pagine proprio come i suoi occhi che raccontano di quella voglia di rivalsa e di libertà per la quale ha vissuto e combattuto.
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