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Profugopoli: Quelli che si riempiono le tasche con il business degli immigrati

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La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia. Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile.

Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento.

Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti. E che fa gola a molti perché, come è noto, «gli immigrati rendono più della droga». Però l'impressione è che Mafia Capitale, che tanto ci ha indignato, sia solo l'inizio: c'è un pentolone da scoperchiare che non riguarda solo Roma, ma tutta Italia. Lo ha detto anche il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone: «Temo abusi di un sistema diffuso». Diffuso sì, ma quanto? Leggendo queste pagine ne avrete un'idea. Profugopoli, infatti, vi anticipa gli scandali che stanno per scoppiare, e vi svela ciò che nessuno ha ancora svelato: le coop sospette che continuano inspiegabilmente a vincere appalti, i personaggi oscuri, gli affidamenti dubbi, i comportamenti incomprensibili di alcune Prefetture. Come si giustifica, per esempio, che nel Nordest si aggiudichi bandi di gara a ripetizione una coop modenese, guidata da uno studente ventiduenne, già segnalata per «gravi inadempienze, poca trasparenza e false comunicazioni»?

Tutti gli scandali sono insopportabili. Ma quelli che si fanno scudo della generosità sono i peggiori. E vanno denunciati, in primo luogo per rispetto ai tantissimi volontari perbene: questo libro è dedicato proprio a loro, che ogni giorno tendono la mano al prossimo senza ritirarla piena di quattrini. E che, perciò, non possono essere infangati da chi ha trasformato l'accoglienza in una grande mangiatoia. Perché se i volontari aiutano gli altri è per cercare di guadagnarsi il paradiso. Quello vero, non quello fiscale.

176 pages, Hardcover

Published March 8, 2016

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About the author

Mario Giordano

75 books31 followers
Mario Giordano (Alessandria, 1966) è un giornalista, autore televisivo, conduttore televisivo, saggista e personaggio televisivo italiano.

Librarian Note: There is more than one author in the Goodreads database with this name.

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10 reviews
November 10, 2017
Frutto di un notevole lavoro di ricerca, per certi versi sconvolgente, anche se personalmente avrei gradito un stile un po' meno giornalistico.
Profile Image for Marco Svevo.
434 reviews21 followers
March 14, 2018
Mi ero ripromesso di non leggere più libri di QUESTO genere, e come al solito ci ricasco.
Ok; la dedica alla "cara mamma", che ovviamente fa la samaritana con i profughi, una sfilza di nomi, cognomi, dati, cifre, un malcelato razzismo e una spruzzata di xenofobia.
A che scopo? Ovvero, quale sarebbe l'utilità di questo libro? Perché scriverlo, ma soprattutto leggerlo?
La risposta è, come sempre, non lo so. Ma anche no: nel senso che si scopre che improbabili personaggi di altrettanto improbabili cooperative si sono buttati a pancia nel business dell'accoglienza.
Punto primo. Punto secondo: l'assurdità di "riciclare" strutture ricettive del turismo in centri di accoglienza d'emergenza. Semplicemente demenziale.
Ma la vera domanda è un'altra: "perché i sedicenti profughi che arrivano in Italia sono tutti giovani baldi e forti?".

L'appello finale "Ai lettori" era una schifezza degna della peggiore Fallaci e del peggior Magdi Allam (che peraltro non ho mai letto).
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