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Lo stregone
Chi è davvero lo Stregone? C’è chi considera Francesco Minervini un visionario che ha cambiato il modo di intendere il cibo e chi un santone a capo di una setta, chi esalta la sua capacità di arrivare all’essenza stessa della vita, chi vede in lui un manipolatore, chi ricorda il suo primo ristorante andato in fiamme e chi farebbe qualsiasi cosa per assaggiare la sua cucina. Di certo c’è che il Bíos – il suo locale – si appresta a vivere la notte più importante della sua storia, quella che deciderà se può continuare a esistere o se è destinato a scomparire, portandosi con sé il suo fondatore e i suoi segreti. A raccontare le ore decisive che compongono questo romanzo, però, non è lo Stregone, ma i membri della sua brigata: Aurora, la caposala che conosce l’intimità di ogni ospite; Edoardo, il sommelier brillante e autodistruttivo, forse l’unico vero amico dello Chef; Monica, la donna dello Stregone e la manager a capo del fragile impero del Bíos; Roberta, la giovane cuoca che ha sacrificato un destino completamente diverso; Mauro, lo sguattero capitato in un mondo che non capisce; Gabriele, che lavora gratis per un sogno; Luciano, che ha avuto un’inaspettata seconda occasione e, assieme a loro, un cinghiale di ottanta chili con l’unica colpa di aver sbagliato strada. Ai tavoli c’è chi filma per milioni di follower, chi ordina bottiglie costose come gioielli e un padre e un figlio che si parlano senza capirsi, ma finiscono al centro delle attenzioni di tutti.
In questo travolgente romanzo corale, Rielli spazia con abilità fra più registri – dal drammatico al comico, dallo psicologico al surreale – e orchestra voci e sguardi distanti, costruendo un’avvincente macchina letteraria in cui ogni membro della brigata custodisce un frammento della risposta alla domanda da cui tutto parte: chi è davvero lo Stregone, quale segreto nasconde e, soprattutto, cosa dice su di noi il suo mistero?
In questo travolgente romanzo corale, Rielli spazia con abilità fra più registri – dal drammatico al comico, dallo psicologico al surreale – e orchestra voci e sguardi distanti, costruendo un’avvincente macchina letteraria in cui ogni membro della brigata custodisce un frammento della risposta alla domanda da cui tutto parte: chi è davvero lo Stregone, quale segreto nasconde e, soprattutto, cosa dice su di noi il suo mistero?
192 pages, Hardcover
Published September 22, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
October 7, 2026
Romanzo corale che mi ha molto intrattenuto. Bella l'idea, piacevole la scrittura.
October 3, 2026
Rielli crea un romanzo corale, polifonico, pensato come una piece teatrale o forse come un single shot video con la camera che indugia e si sofferma su ogni personaggio parlandoci di loro, della loro storia e del loro presente.
È un romanzo che inevitabilmente offre spunti e visioni caratterizzate già nel Podcast, con frasi e periodi che riprendono alcune delle tematiche care all’autore.
I personaggi sono disegnati perfettamente, in pochi periodi si ha una chiarezza e un’intimità che raramente si trova in romanzi di questa lunghezza. Rielli lascia molto al non detto o all’accennato, in uno stile letterario che lascia al lettore il compito di riempire i vuoti lasciati non per caso, ma per specifica volontà.
“Odio” per me resta la sua opera migliore, ma diamine che bel romanzo.
È un romanzo che inevitabilmente offre spunti e visioni caratterizzate già nel Podcast, con frasi e periodi che riprendono alcune delle tematiche care all’autore.
I personaggi sono disegnati perfettamente, in pochi periodi si ha una chiarezza e un’intimità che raramente si trova in romanzi di questa lunghezza. Rielli lascia molto al non detto o all’accennato, in uno stile letterario che lascia al lettore il compito di riempire i vuoti lasciati non per caso, ma per specifica volontà.
“Odio” per me resta la sua opera migliore, ma diamine che bel romanzo.
October 2, 2026
Rielli non sbaglia un colpo.
Dalle premesse mi ero fatto l'idea di un romanzo più debole dei suoi precedenti e, per certi versi infatti, non si arriva alle vette di "Odio" (che per il sottoscritto è trai migliori romanzi italiani usciti negli ultimi 20 anni).
Ma alla prova dei fatti, tutto funziona alla grande: la polifonia delle voci dei vari personaggi, la caratterizzazione dei personaggi stessi, la struttura quasi teatrale.
Ma su tutto, come sempre, uno sguardo originale e profondo sulla contemporaneità: "Lo Stregone" è un grande romanzo contemporaneo sulla potenza della comunicazione e sulle illusioni dei nostri tempi.
Dalle premesse mi ero fatto l'idea di un romanzo più debole dei suoi precedenti e, per certi versi infatti, non si arriva alle vette di "Odio" (che per il sottoscritto è trai migliori romanzi italiani usciti negli ultimi 20 anni).
Ma alla prova dei fatti, tutto funziona alla grande: la polifonia delle voci dei vari personaggi, la caratterizzazione dei personaggi stessi, la struttura quasi teatrale.
Ma su tutto, come sempre, uno sguardo originale e profondo sulla contemporaneità: "Lo Stregone" è un grande romanzo contemporaneo sulla potenza della comunicazione e sulle illusioni dei nostri tempi.
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