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Homo pluralis. Essere umani nell'era tecnologica
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Homo pluralis. Essere umani nell'era tecnologica

3.32  ·  Rating details ·  19 Ratings  ·  7 Reviews
Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d’informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l’esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall’intervento dell’uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgon ...more
Kindle Edition, 159 pages
Published February 19th 2015 by Codice Edizioni
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Community Reviews

(showing 1-45)
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Emanuela
Innanzi tutto è u libro che richiede molta attenzione. Questo un po' per la densità concettuale dei contenuti, un po' anche perché lo stile, proprio per la caratteristica precedente, risulta carico di termini che necessitano il tempo mentale per creare le immagini corrispondenti per cui, spesso, bisogna ritornare a rileggere il periodo. Certe parti, almeno quelle iniziali, avrebbero avuto bisogno di uno sviluppo più ampio.

Fatta questa personale valutazione, il libro è veramente molto interessant
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Paolo Gianoglio
Dec 05, 2016 rated it it was ok
Apprezzo il tentativo di affrontare un argomento così complesso. La sensazione però è che in assenza di una mappa precisa, De Biase spesso cammini in territori inesplorati senza aver chiara una meta. Avrei apprezzato più narrazione, perché solo le narrazioni hanno il potere di aiutarci a percepire il mondo. De Biase invece sceglie di ridurre al minimo le narrazioni (sebbene vi siano alcuni interessanti spunti di “cose nuove” che non conoscevo) e adotta un approccio più vicino alla filosofia, dis ...more
Marco
Mar 27, 2015 rated it liked it
Un libro che ho trovato interessante, a volte mi è sembrato girasse un po' a vuoto, o forse ho fatto fatica io a seguire De Biase nelle sue riflessioni, sempre molto documentate e con riferimenti autorevoli.
Una mappa per capire come abitare il mondo attuale - un mondo quanto mai ibrido, fatto di atomi e bit- in modo consapevole e responsabile.
De Biase scrive in modo molto limpido, asciutto ma intenso; solo, indulge un po' troppo nell'uso della parola "narrazione", che compare ben 68 volte in p
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Omar Venturi
Jun 16, 2017 rated it really liked it
Ho trovato questo libro molto interessante ed attuale. Descrive la scena delle piattaforme web (facebook, google ed altre in generale) senza entrare minimamente in dettagli tecnici o soffermarsi su una piattaforma in particolare ed analizza dal punto di vista tecnologico, economico ed ecologico (nel libro questi tre punti di vista sono spesso richiamati) la loro evoluzione e l'impatto che hanno ed avranno sull'uomo come individuo e come pluralità.
Dovendo citare un punto del libro, citerei il cap
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Angelo Ventriglia
Oct 03, 2015 rated it really liked it
Inizio subito col riconoscere che mi ha "folgorato" meno di Cambiare pagina. Ma è pur vero che intanto sono passati 4 anni e nel 2011 l'ecosistema digitale era molto meno "squilibrato" rispetto a oggi (a mio parere).

Stavolta però c'è molta riflessione e meno visione o suggestione, al centro c'è l'uomo e non i media, lo sguardo è più rivolto alla vita sociale che alla "sfera pubblica". E inevitabilmente a fine lettura si esce meno ottimisti e meno compiaciuti.

Detto questo, oltre al concetto di p
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Maurizio Codogno
Jul 15, 2015 rated it really liked it  ·  review of another edition
Shelves: social-media
L'"uomo plurale", secondo Luca De Biase, è è quello che aumenta il suo essere uomo interagendo con le altre persone. In questo ultimo suo libro raccoglie una grande quantità di idee espresse in rete e fuori in questi ultimi decenni e le legge sotto questo punto di vista. Attenzione: la cosiddetta intelligenza collettiva non è quella emergente che siamo soliti associare a formiche e api, dove il comportamento essenzialmente stupido dei singoli individui risulta in un comportamento intelligente de ...more
Cecilia Scolaro
rated it really liked it
Dec 12, 2016
Rowizyx
rated it liked it
Dec 10, 2016
Claudio Forziati
rated it liked it
Mar 29, 2015
Vincenzo Cosenza
rated it really liked it
Feb 24, 2015
Johanna Ronco
rated it liked it
Oct 13, 2016
Andrea Contino
rated it really liked it
Aug 03, 2015
Andrea
rated it did not like it
Jan 04, 2018
dv
Aug 29, 2017 rated it liked it  ·  review of another edition
Shelves: tecnologia, media
Come spesso accade, i testi italiani dedicati alla tecnologia si limitano a fare i punto del dibattito internazionale (prevalentemente statunitense). Il libro di De Biase non fa eccezion e procede con una serie di citazioni da testi degli ultimi 4-5 anni che chiunque segua questi temi grosso modo conoscerà già. L'approccio è giornalistico e aggiunge poco di nuovo sul tema. Per chi sia però a digiuno di questi temi è senz'altro caldamente consigliato.
Denis
rated it liked it
May 03, 2016
Federico
rated it liked it
Dec 22, 2015
Luigi Mozzillo
rated it really liked it
Jan 08, 2018
Roberto
rated it really liked it
Jul 27, 2015
Mattia
rated it liked it
Jan 30, 2018
Edmondo
marked it as to-read
Feb 22, 2015
Roby Fazzina
marked it as to-read
Feb 22, 2015
Dan980
is currently reading it
Mar 22, 2015
Maria Rita
marked it as to-read
Apr 02, 2015
Paola
added it
Apr 04, 2015
Tiziano Gregory
marked it as to-read
Apr 07, 2015
Viduchinda
marked it as to-read
Apr 12, 2015
Alessandra Rotondo
marked it as to-read
Aug 20, 2015
Fabsu
added it
Oct 06, 2015
Daniele Coletta
marked it as to-read
Oct 09, 2015
Filippo Pasqui
marked it as to-read
Nov 10, 2015
Amira Heronstairs
marked it as to-read
Dec 04, 2016
Sara Cherubini
marked it as to-read
Feb 13, 2017
Irene
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Sep 04, 2017
Laura Camardelli
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Oct 21, 2017
Booster
marked it as to-read
Nov 17, 2017
Luca Stanus Ghib
marked it as to-read
Nov 30, 2017
Chiara
marked it as to-read
Jan 11, 2018
Emanuela
marked it as to-read
Aug 31, 2015
NiEW
added it
Sep 24, 2015
Fiat
added it
Aug 26, 2017
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“C’è qualcosa che gli umani sanno fare meglio dei computer: porre domande. Se sono giuste, le domande aprono nuove prospettive, che a loro volta possono avviare nuove narrazioni: è forse di questo che abbiamo bisogno. Correggere le tendenze collettive, globali, è un’impresa titanica: se sono automatiche, come per esempio quelle imposte dalla logica dei cosiddetti mercati finanziari, il compito sembra impossibile. Eppure l’impossibile – almeno questo lo sappiamo – non è eterno. E tutti coloro che spostano i limiti del possibile hanno qualcosa in comune. Coltivano un approccio critico, una visione e una pratica della sperimentazione, all’insegna dell’idea suggerita dal tecnologo Alan Kay, secondo cui il miglior modo di prevedere il futuro è inventarlo.” 0 likes
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