“È sempre stato il mio nome, Ornella. Ma ora mi sembra finalmente di averlo scritto di mio pugno.” Più un diario sentimentale che una autobiografia. Pacifico incontra Ornella Vanoni, e nasce questo libro-confessione, in prima persona, intimo coinvolgente. In ogni pagina il pensiero, le emozioni raccolte e raccontate da una donna e artista incomparabile. Tutta la fragilità e tutta la determinazione che l’hanno resa un’icona per generazioni diverse. La malinconia, che predilige purché non si degradi diventando tristezza. O peggio ancora, depressione. Lo humour, inesorabile. Le mille facce incontrate, che ancora vede intorno a sé chiudendo gli occhi. L’amore, sempre, fino all’ultimo minuto. Il ritratto fedele di una donna che, tra un passo cauto e un salto nel vuoto, ha sempre scelto di saltare in avanti.
Memoir, diario intimo, confessione…”bilancio che non ho quadrato mai”…vincente e perdente, appunto. Ma anche divertissment, aneddoti curiosi, ritratti di amici e di amori…anche divagazioni che appaiono spontaneamente lungo il filo della memoria. Ironico, intelligente, riflessivo, mai banale, scritto bene (in collaborazione con Pacifico), specchio fedele di una donna che fino all’ultimo istante è rimasta curiosa, creativa, palpitante. Insomma: viva.
“Le persone che ami con gli anni svaniscono, pezzo dopo pezzo. Diventano emozioni. Così le ho dentro, come emozioni. Come lampadine, una serie di lampadine il cui filo è teso tra costole e cuore. Ogni tanto se ne accende una, e sgrano gli occhi.”
Ho sempre amato la Vanoni come artista, poi ho imparato ad amarla come donna seguendola nel salotto di Fazio. Ornella era una donna schietta, saggia, brillante e ironica ma anche fragile. Diverse volte ha combattuto contro il mostro della depressione. Nonostante questo, aveva imparato ad affrontare tutto con leggerezza. In questo piccolo libro ci sono diversi aneddoti della sua vita. C’è Ornella. Difficile dimenticarsi di una personalità di questo calibro.
“Ho amato, anche più del necessario. Ho fatto il dovuto e lo straordinario. Ma ho anche toccato il fondo.”
Il 4 va al libro, non certo all’editing. Mi sarei aspettata un testo impeccabile, ma a quanto pare sembra difficile anche in una casa editrice cosiddetta blasonata. Parecchie virgole fra soggetto e verbo, o poste senza alcun senso logico; refusi; parole mancanti; e frasi compiute che non stanno in piedi in modo autonomo. Ornella era una donna molto colta, leggeva tantissimo, non credo abbia apprezzato.
Mi incuriosiva molto questo libro, sia per come ne avevo sentito parlare in termini strettamente autoriali (scritto con Pacifico), sia perché ero curiosa di conoscere un po' meglio il dietro le quinte di una grande artista che ha contribuito a fare la storia della musica italiana. La Vanoni non si risparmia, non lesina dettagli molto personali e molto dolorosi della sua famiglia di origine, dei suoi amori, della sua solitudine. Si entra nel magico mondo dello spettacolo dalla porta posteriore, si spia il lato B di lustrini e paillettes. Mi è piaciuto molto, l'ho trovato toccante e sincero, anche al netto di quello che si sceglie di raccontare. Un libro gentile e onesto che consiglio caldamente.
Libro incredibile scelto dal nostro book club pochi giorni prima della morte dalla autrice. Un testamento quindi, una testimonianza della bellezza della vita, di quanto tutto sommato valga sempre la pensa di esserci ogni giorno, vincente o perdente, vincente e perdente.
Ornella Vanoni, donna straordinaria, con un bagaglio ricco di emozioni, positive e negative, talvolta contrastanti. Una saggezza che viene solamente da chi la vita l'ha vissuta. Non una semplice biografia, di quelle noiose. Un diario sentimentale per conoscere Ornella e non "la Vanoni", per capire cosa si cela dietro a quegli occhi che, nonostante l'età, ancora chiamano e inneggiano alla vita. Che dire: 5⭐
Non so cosa mi aspettassi. Sono stata spinta alla lettura dalla recensione di Daria Bignardi. Un po’ la capisco, il personaggio Vanoni fa simpatia e Pacifico sa scrivere, peró, sinceramente, l’ho trovato poco interessante.
Le migliori autobiografie sono a mio parere quelle dove emerge il carattere della persona che si racconta. Vincente o perdente ci riesce. Attraverso queste pagine si percepiscono la fragilità e la forza di una grande donna, nei suoi momenti più belli ma anche in quelli più difficili. Un libro sincero e autentico, com'era Ornella, che non si nasconde dietro l'apparenza ma che scava anche nei dolori della vita, nei ricordi che fanno male e che non vengono omessi. Ma proprio dalla sua vulnerabilità e dalla consapevolezza che ha di questa viene fuori la forza con cui ha affrontato tutto, dalla depressione alla solitudine che, come dice lei, non ti abbandona mai del tutto. E viene fuori l'amore, immenso, che aveva dentro, e che dava alle persone a lei care. Un amore manifestato sì nelle grandi relazioni che ha avuto ma anche nella vita di tutti i giorni, attraverso attenzioni e interesse per le persone a cui voleva bene
Tra le cose che la gente augura più spesso a sé stessa o a chi ha a cuore, c’è la longevità su questa terra, come se più anni a disposizione, aumentassero le probabilità che, accumulando il tempo a nostra disposizione, ci siano, tra le altre, anche più cose da fare, luoghi da vedere, esperienze da raccontare, amore da dare, bellezza di cui circondarsi, saggezza (si spera) da condividere e un punto di vista privilegiato e spesso giustificato proprio dall’età avanzata, con il quale poter permettersi di guardare al mondo, commentando tutto ciò che si è sbagliato, capito, imparato, superato, in una parola, vissuto, dal gradino più alto della nostra esistenza: la vecchiaia. Deve essere partita un po' da questa riflessione, Ornella Vanoni, donna e artista amatissima in Italia e non solo, che soltanto qualche mese fa, usciva in libreria con un’autobiografia godibilissima, dal titolo “Vincente o perdente”, con la quale intrattiene (anzi, molto di più, incanta, ipnotizza e conquista) i lettori, con 200 pagine di meravigliosi, poetici, dissacranti, dolcissimi, amari, lucidi, carnali, pensieri sulla sua vita. Prima di tutto, quelli di una sé bambina, borghese, milanese nel luogo di nascita e nell’animo, fredda solo apparentemente perché preda per tutta una vita, di una timidezza sconsiderata che, come a molti timidi patologici, vedendosi offrire la carta artistica come opzione per trovare il proprio posto nel mondo, si farà plasmare (in senso buono) dal primo incontro professionale prima e sentimentale poi, con l’uomo più importante della sua vita, Giorgio S, che in lei vedrà un attrice, una cantante, colei che tutto sarebbe stata in grado di fare, perché portatrice di un dono che nessuna definizione artistica può contaminare, il carisma. E nel racconto, che prende vita tra le pagine, grazie ai suoi ricordi nitidi e sapientemente descritti, che conosciamo Ornella e il suo modo di vedere e sentire l’amore. Continua, leggi su: https://librangolo.altervista.org/vin...
Un bellissimo memoir: si sente proprio che sapeva che non sarebbe arrivata a Natale, eppure con così tanta serenità. Ciao Ornella!
Cit del cuore: "La malinconia è un sentimento bellissimo. Dolcezza e amarezza sono in equilibrio perfetto. Sono certa che in molti dei momenti che ricordiamo con attimi di assoluta felicità, più che felici eravamo malinconici. In questi momenti insieme al piacere ti accorgi di una leggera sofferenza (...) da sorvegliare però, se perdura, la malinconia si guasta, si trasforma in tristezza. (...) la malinconia non ti paralizza, anzi, ti ritrovi, ti commuovi e la commozione è uno stato di grazia".
Ornella Vanoni, artista iconica si racconta con l’aiuto di Pacifico e ci trasporta attraverso i decenni della sua vita, dalla nascita nell’alta borghesia milanese, all’incontro con Giorgio Strehler e tutta la sua lunghissima carriera. L’aspetto che colpisce maggiormente in queste memorie e l’onestà ed il grande cuore di questa donna immensa che ha riconosciuto i suoi errori, specialmente nei confronti dell’unico figlio, un rapporto poi recuperato nel corso degli anni. Negli ultimi anni abbiamo conosciuto Ornella, la sua spontaneità, intelligenza e passione per l’arte e la musica in particolare e questo memoir aggiunge altri tasselli che riescono a farci amare Ornella ancora di più
Scritto davvero molto bene, molto bello. L'unica critica riguardo la parte in cui si sussegue una lista di considerazioni delle conoscenze/amicizie di Ornella, che risulta un po pesante. Inoltre ciò che è stato detto riguardo Mia Martini mi ha davvero un po deluso, rispetto a ciò che pensavo rappresentasse per Ornella
Mi piace moltissimo leggere biografie. Imparo sempre qualcosa. Ieri ho letto d'un fiato quella di Ornella Vanoni scritta in collaborazione con Pacifico. L'unicità di Ornella, la sua umanità, la sua sottile ironia e schiettezza mi hanno sempre affascinato. Le ho ritrovate nelle sue parole, in un testo intimo e coinvolgente, spunto di riflessione e introspezione.
Anche se amo Ornella, questo libro poteva tranquillamente essere un podcast. Non avevo programmato di leggerlo, ma era in offerta su Amazon e mi incuriosiva. Ciononostante ho però apprezzato molto il capitolo “Ragazzina”, una lettera alla sua giovane io, toccante e capace di far riflettere.
"Ho amato. Sempre. Le persone, gli uomini, le donne, gli animali. E alla fine, dopo decenni in cui mi sono giudicata in maniera spietata, sono riuscita anche ad amare me stessa. Mai sono stata prudente nelle scelte. Ho preferito l'amore sragionato al calcolo".
mi è proprio piaciuto! non l'avrei mai detto. Ho scoperto la simpatia di Ornella Vanoni e la sua vita piena di eventi. Ma è venuta fuori anche la donna ormai molto anziana ma che aveva sempre l'animo di una ragazzina! Ma forse i vecchietti sono tutti così....
Un racconto maliconico, un bilancio di vita. Letto adesso, a pochi mesi di distanza dalla sua morte, ha il sapore dolceamaro della consapevolezza, del presagio. Bellissimo, struggente, a tratti ironico, mai banale.
Donna che ha amato molto, molto più di quanto è stata amata... artista immensa, ha interpretato brani che rimarranno nella storia della musica italiana... ciao Ornella ❤️
Lei è una cantante eccezionale, il libro è scorrevole e carino, dove si evince la personalità della Vanoni. PS.morta il 21/12/2025 "Noi siamo ciò che amiamo"