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Europa molto amore
Con Europa molto amore Scerbanenco ha creato un giallo italiano di stile inconfondibile, adottando un tema classico nella storia del la fuga disperata di due giovani alla ricerca della salvezza. Due ragazze in vacanza per l'Europa, l'italiana Ornella e la tedesca Barbara, vengono attirate in una trappola, derubate e accusate ingiustamente di omicidio. Di qui inizia la loro fuga attraverso Francia, Germania e Svizzera, in un travolgente meccanismo di avventure e suspense.
195 pages, Paperback
First published January 1, 1966
About the author
Giorgio Scerbanenco
120 books121 followersVladimir Giorgio Šerbanenko was an Italian journalist and writer of Ukranian origin.
He was born in Kiev, in what was then the Russian Empire, on 28 July 1911. At an early age, his family immigrated to Rome (Scerbanenco's father was Ukrainian, his mother was Italian), and then he moved to Milan when he was 18 years old.
He found work as a freelance writer for many Italian magazines, chief among them Anna Bella before becoming a novelist. His first fiction books were detective novels set in USA and clearly inspired by the works of Edgar Wallace and S.S. Van Dine signed with an English-sounding pen name. While Scerbanenco wrote in several genres, he is famous in Italy for his crime and detective novels, many of which have been dramatized in Italian film and television [1]. These include the series of novels with main character Duca Lamberti, a physician struck off the register for having performed a euthanasia, and turned detective (Venere privata - A Private Venus, 1966; Traditori di tutti - Betrayers of All, 1966; I ragazzi del massacro - The Boys of the Massacre, 1968; I milanesi ammazzano al sabato - The Milanese kill on Saturday, 1969), as well as Sei giorni di preavviso (Six Days of Notice), his first novel. He died of a heart attack in Milan on 27 October 1969. As well as in Milan, the writer lived for a long period in Lignano Sabbiadoro, a town on the Adriatic Sea in Friuli-Venezia Giulia. The town holds his archive.
He was born in Kiev, in what was then the Russian Empire, on 28 July 1911. At an early age, his family immigrated to Rome (Scerbanenco's father was Ukrainian, his mother was Italian), and then he moved to Milan when he was 18 years old.
He found work as a freelance writer for many Italian magazines, chief among them Anna Bella before becoming a novelist. His first fiction books were detective novels set in USA and clearly inspired by the works of Edgar Wallace and S.S. Van Dine signed with an English-sounding pen name. While Scerbanenco wrote in several genres, he is famous in Italy for his crime and detective novels, many of which have been dramatized in Italian film and television [1]. These include the series of novels with main character Duca Lamberti, a physician struck off the register for having performed a euthanasia, and turned detective (Venere privata - A Private Venus, 1966; Traditori di tutti - Betrayers of All, 1966; I ragazzi del massacro - The Boys of the Massacre, 1968; I milanesi ammazzano al sabato - The Milanese kill on Saturday, 1969), as well as Sei giorni di preavviso (Six Days of Notice), his first novel. He died of a heart attack in Milan on 27 October 1969. As well as in Milan, the writer lived for a long period in Lignano Sabbiadoro, a town on the Adriatic Sea in Friuli-Venezia Giulia. The town holds his archive.
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Community Reviews
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
June 13, 2018
È il primo libro che leggo di Scerbanenco e forse non è il suo migliore ma l'ho letto volentieri, la storia è fin troppo fantasiosa ma è scritta bene. Mi ha fatto uno strano effetto leggere di passaporti per attraversare l'Europa, Berlino est ed ovest, spie russe.... eppure non è trascorso così tanto tempo da tutto ciò.
May 23, 2026
Faccio una pausa tra due dei duri romanzi con Duca Lamberti, gustando alcune opere minori di Scerbanenco che mi sono capitate tra le mani. Minori sì, ma S. aveva il narrare nel sangue.
Il volume Sellerio raccoglie una quindicina di racconti giovanili, pubblicati tra gli anni Trenta e Quaranta, piacevoli ma, soprattutto i primi, pesantemente influenzati dai modelli USA dell’epoca (gangsterismo, rapimenti.. del resto il regime non permetteva che si parlasse di criminalità in Italia), poi via via più interessanti. In particolare l’ultimo, Nebbia sul Naviglio, uscito nel ’48, è molto interessante. Siamo in una Milano ancora immiserita dalla guerra, dove si circola a piedi o in bicicletta, ed esiste ancora la Cerchia interna dei Navigli; il Naviglio è lo stesso Naviglio Pavese dove una quindicina d’anni dopo, in Traditori di tutti, Scerbanenco farà finire via via ben tre coppie di delinquenti, e qui già assolve alla stessa funzione. Protagonisti sono tre poveracci di San Giuliano Milanese (località non vicinissima al Pavese), fratello, sorella e fidanzato di lei, la cui vita è sconvolta dall’accusa che piove loro addosso: essere uno di loro l’assassino di un notaio, di cui lei era l’amante, rimasta incinta. Ne segue un notevole gioco psicologico, aiutato da uno stile dimesso, ancora privo dell’umorismo nero e sardonico che caratterizza i romanzi degli anni ’60.
Europa molto amore, invece, è un curioso racconto giallo-spionistico-rosa uscito a puntate su Annabella nel ‘66, scritto forse in un momento di fervore europeista visti i frequenti riferimenti al MEC e a una non meglio definita “Organizzazione dei giovani europei” che ha messo in contatto Barbara e Ornella, le due protagoniste, di cui in realtà sapremo ben poco. Un aristocratico conoscente aveva promesso loro un passaggio a Berlino; si è invece rivelato un magnaccia che intendeva rapirle per obbligarle a prostituirsi a Parigi, dopo aver rubato loro i passaporti (qualcuno oggi penserà a quante donne straniere subiscono questo in Italia?); dopo che Barbara lo ha involontariamente ucciso, le seguiamo durante la loro frenetica fuga per l’Europa.
Se l’attacco e la prima parte (a Lione con il fidanzato Andrè) appartiene in effetti al meglio di S, con il suo crudo realismo e l’attenzione ai dettagli umani, il prosieguo si fa via via meno credibile: dall’incontro in treno con l’ambiguo Karl Ludermann a quello in autostrada con il colonnello Ruvscenko, si precipita nel feuilleton, sempre godibile come intrattenimento ma niente più.
Da notare appunto la complicazione della vita europea di sessant’anni fa, tra valute (tra cui i “nuovi franchi”), passaporti, Berlino divisa tra Est e Ovest.. e la reverenza che incutono queste due ragazze verso i loro accompagnatori, inducendoli tutti, parenti compresi, a rovinarsi per loro: una reverenza forse segno di quei tempi in cui si credeva, almeno a parole (o ci credevano le lettrici di Annabella), nella “cavalleria”.
Insomma non posso dire che sia un romanzo senza capo nè coda, perchè il capo e la coda sono le parti migliori, con un’abile conclusione che riannods i fili della trama; ma non mi stupisce che questa non sia tra le opere di S ristampate in questi anni.
Il volume Sellerio raccoglie una quindicina di racconti giovanili, pubblicati tra gli anni Trenta e Quaranta, piacevoli ma, soprattutto i primi, pesantemente influenzati dai modelli USA dell’epoca (gangsterismo, rapimenti.. del resto il regime non permetteva che si parlasse di criminalità in Italia), poi via via più interessanti. In particolare l’ultimo, Nebbia sul Naviglio, uscito nel ’48, è molto interessante. Siamo in una Milano ancora immiserita dalla guerra, dove si circola a piedi o in bicicletta, ed esiste ancora la Cerchia interna dei Navigli; il Naviglio è lo stesso Naviglio Pavese dove una quindicina d’anni dopo, in Traditori di tutti, Scerbanenco farà finire via via ben tre coppie di delinquenti, e qui già assolve alla stessa funzione. Protagonisti sono tre poveracci di San Giuliano Milanese (località non vicinissima al Pavese), fratello, sorella e fidanzato di lei, la cui vita è sconvolta dall’accusa che piove loro addosso: essere uno di loro l’assassino di un notaio, di cui lei era l’amante, rimasta incinta. Ne segue un notevole gioco psicologico, aiutato da uno stile dimesso, ancora privo dell’umorismo nero e sardonico che caratterizza i romanzi degli anni ’60.
Europa molto amore, invece, è un curioso racconto giallo-spionistico-rosa uscito a puntate su Annabella nel ‘66, scritto forse in un momento di fervore europeista visti i frequenti riferimenti al MEC e a una non meglio definita “Organizzazione dei giovani europei” che ha messo in contatto Barbara e Ornella, le due protagoniste, di cui in realtà sapremo ben poco. Un aristocratico conoscente aveva promesso loro un passaggio a Berlino; si è invece rivelato un magnaccia che intendeva rapirle per obbligarle a prostituirsi a Parigi, dopo aver rubato loro i passaporti (qualcuno oggi penserà a quante donne straniere subiscono questo in Italia?); dopo che Barbara lo ha involontariamente ucciso, le seguiamo durante la loro frenetica fuga per l’Europa.
Se l’attacco e la prima parte (a Lione con il fidanzato Andrè) appartiene in effetti al meglio di S, con il suo crudo realismo e l’attenzione ai dettagli umani, il prosieguo si fa via via meno credibile: dall’incontro in treno con l’ambiguo Karl Ludermann a quello in autostrada con il colonnello Ruvscenko, si precipita nel feuilleton, sempre godibile come intrattenimento ma niente più.
Da notare appunto la complicazione della vita europea di sessant’anni fa, tra valute (tra cui i “nuovi franchi”), passaporti, Berlino divisa tra Est e Ovest.. e la reverenza che incutono queste due ragazze verso i loro accompagnatori, inducendoli tutti, parenti compresi, a rovinarsi per loro: una reverenza forse segno di quei tempi in cui si credeva, almeno a parole (o ci credevano le lettrici di Annabella), nella “cavalleria”.
Insomma non posso dire che sia un romanzo senza capo nè coda, perchè il capo e la coda sono le parti migliori, con un’abile conclusione che riannods i fili della trama; ma non mi stupisce che questa non sia tra le opere di S ristampate in questi anni.
August 27, 2017
Bocciare un romanzo di Scerbanenco? Si può. Purtroppo anche ai primi della classe può capitare di prendere un’insufficienza. E, “Europa molto amore”, per chi è abituato allo spessore dei romanzi di Scerbanenco, è indubbiamente un’insufficienza.
Facendo un immediato confronto con altri romanzi dello stesso autore, qui lo schema della storia di fondo ricorda molto quello di “Ladro contro assassino”, ovvero quello di un protagonista che, creduto colpevole di un omicidio, si dà alla fuga, braccato dalla polizia, e con tutto ciò che ne consegue, compreso il lettore il quale è ben consapevole della sua innocenza.
Qui abbiamo due giovani ragazze, l’italiana Ornella e la tedesca Barbara, che attirate in una trappola, vengono accusate ingiustamente dell’omicidio di un uomo e scappano, chiedendo poi aiuto a un amico di Barbara. La differenza però, sta proprio nel termine che mi è uscito prima: lo “spessore”. “Europa senza amore” a differenza di “Ladro contro assassino” è un romanzo senza spessore, non si crea suspense, non c’è quell’amarezza di fondo, quel cinico e disilluso sguardo sulla società tipico del nostro: tutto si diluisce in una serie di azioni continue delle due ragazze e di dialoghi frenetici, fino a che non si capisce nemmeno più niente. Insomma, mi viene da definirlo un banale romanzetto d’azione, che però non riesce ad andare “al di là”. Scerbanenco mi ha abituata bene, regalandomi romanzi gioiello. E dunque, così come il professore a fine anno perdona un’insufficienza al secchione, anch’io posso perdonargli questo scivolone.
Facendo un immediato confronto con altri romanzi dello stesso autore, qui lo schema della storia di fondo ricorda molto quello di “Ladro contro assassino”, ovvero quello di un protagonista che, creduto colpevole di un omicidio, si dà alla fuga, braccato dalla polizia, e con tutto ciò che ne consegue, compreso il lettore il quale è ben consapevole della sua innocenza.
Qui abbiamo due giovani ragazze, l’italiana Ornella e la tedesca Barbara, che attirate in una trappola, vengono accusate ingiustamente dell’omicidio di un uomo e scappano, chiedendo poi aiuto a un amico di Barbara. La differenza però, sta proprio nel termine che mi è uscito prima: lo “spessore”. “Europa senza amore” a differenza di “Ladro contro assassino” è un romanzo senza spessore, non si crea suspense, non c’è quell’amarezza di fondo, quel cinico e disilluso sguardo sulla società tipico del nostro: tutto si diluisce in una serie di azioni continue delle due ragazze e di dialoghi frenetici, fino a che non si capisce nemmeno più niente. Insomma, mi viene da definirlo un banale romanzetto d’azione, che però non riesce ad andare “al di là”. Scerbanenco mi ha abituata bene, regalandomi romanzi gioiello. E dunque, così come il professore a fine anno perdona un’insufficienza al secchione, anch’io posso perdonargli questo scivolone.
March 21, 2016
Tre stelline perché è Scerbanenco, ma non riesce a ricreare il pathos delle sue storie milanesi.
Barbara, tedesca, e Ornella, italiana, sono due bellissime idiote. Lo so, è un noir, gli uomini sono uomini tutti d'un pezzo e le fanciulle sono creature semi-indifese con le forme di una pin up di Alberto Vargas, ma queste due fanno danni per mezza europa. E poi vissero felici e contente con gli uomini a cui hanno vagamente rovinato la carriera.
La cosa più interessante è viaggiare tra Francia, Germania est ed ovest, e Svizzera in questo passato prossimo dove la mancanza di passaporti costringe ad attraversare illegalmente confini, dove le lire devono diventare franchi e poi marchi, dove una certa uscita dell'autostrada fa paura perché porta nella mitologica zona russa di Berlino. Insomma, la protagonista del racconto è l'Europa e non le due fanciulle che la attraversano. Basta sopportare le pin up e il racconto è piacevole.
Barbara, tedesca, e Ornella, italiana, sono due bellissime idiote. Lo so, è un noir, gli uomini sono uomini tutti d'un pezzo e le fanciulle sono creature semi-indifese con le forme di una pin up di Alberto Vargas, ma queste due fanno danni per mezza europa. E poi vissero felici e contente con gli uomini a cui hanno vagamente rovinato la carriera.
La cosa più interessante è viaggiare tra Francia, Germania est ed ovest, e Svizzera in questo passato prossimo dove la mancanza di passaporti costringe ad attraversare illegalmente confini, dove le lire devono diventare franchi e poi marchi, dove una certa uscita dell'autostrada fa paura perché porta nella mitologica zona russa di Berlino. Insomma, la protagonista del racconto è l'Europa e non le due fanciulle che la attraversano. Basta sopportare le pin up e il racconto è piacevole.
October 27, 2025
Un gustoso noir on the road di altri tempi in cui l'Europa non era ancora unita, la Germania era divisa dal muro e c'erano ancora le lire, i franchi e i marchi e servivano i passaporti per attraversare gli Stati che ora fanno parte dell'Unione. Scerbanenco fonde al meglio gli elementi del giallo con quelli delle Spy stories unendoli a quelli della tematica di viaggio, seguendo la fuga delle due ragazze Barbara e Ornella attraverso l'Europa.
Sono però proprio queste due figure femminili, centrali nella storia, ad essere paradossalmente poco caratterizzate, indistinguibili l'una dall'altra come se fossero un'unica entità. Questo forse è il punto debole, a mio avviso, del libro che però non inficia la riuscita dell'opera che si rivela una lettura godibilissima.
Sono però proprio queste due figure femminili, centrali nella storia, ad essere paradossalmente poco caratterizzate, indistinguibili l'una dall'altra come se fossero un'unica entità. Questo forse è il punto debole, a mio avviso, del libro che però non inficia la riuscita dell'opera che si rivela una lettura godibilissima.
November 28, 2017
Ah, questo qui forse l'avevo già letto, o forse è quell'atmosfera mittleuropea, quella nostalgia da mercato comune europeo, mec, da ceca, la comunità economica del carbone e dell'acciaio...
Quel languore di passaporti, confini, spalloni, gendarmerie, germania est, ufficiali sovietici, capsule di cianuro...
Solo Sherby riesce ad essere un film che mescola ingenuamente e genialmente tutti i generi più in voga, dal noir al rosa, e allo stesso tempo rimane originale.
Quel languore di passaporti, confini, spalloni, gendarmerie, germania est, ufficiali sovietici, capsule di cianuro...
Solo Sherby riesce ad essere un film che mescola ingenuamente e genialmente tutti i generi più in voga, dal noir al rosa, e allo stesso tempo rimane originale.
March 20, 2014
che gusto leggere ancora non in lire, ma in franchi e in marchi. leggere ancora in passaporti necessari per andare dall'italia alla francia, dalla francia alla germania, di russi a berlino, di svizzera... beh no, la svizzera è ancora lì, ferma. cazzi loro.
faccio fatica a ricordare (anche per vincoli d'età) quell'europa che non c'è più. per questo mi ha dato l'impressione di un libro necessario.
per il resto, credo che se l'avessi letto all'epoca in cui è stato scritto (di cui conserva anche lo stile, e fa tenerezza), non mi avrebbe detto granché.
faccio fatica a ricordare (anche per vincoli d'età) quell'europa che non c'è più. per questo mi ha dato l'impressione di un libro necessario.
per il resto, credo che se l'avessi letto all'epoca in cui è stato scritto (di cui conserva anche lo stile, e fa tenerezza), non mi avrebbe detto granché.
December 5, 2024
"Allora capirono quanto era stato naturale fuggire..."
Avrebbe le caratteristiche per essere una buona spy story anni 70 se non fosse che a mio parere le protagoniste sono insopportabili.
Avrebbe le caratteristiche per essere una buona spy story anni 70 se non fosse che a mio parere le protagoniste sono insopportabili.
January 25, 2026
"Europa molto amore" is the first book I've read by Giorgio Scerbanenco (1911-1969). He was born in Kiev but came to Milan as a teenager. Apparently, most of his novels are set in that capital of Lombardy (Milano). This one is not.
In fact, this didn't feel like an Italian giallo at all. It's set in France, Germany, and Switzerland, and the most of the key figures aren't Italian. One of the two main protagonists (both young women) is technically Italian, but is anything but stereotypical, and her nationality is all but irrelevant to the story and to her as a character, at least as she's depicted.
The story is set at the height of the Cold War (1960s) and involves the two young women trying to "escape" as they're being hunted by police in connection to a murder. Complicating things, they've lost their passports, without which they can't even check into a hotel normally or cross a national border legally.
I read this in Italian, and the use of language struck me. Very straight-forward grammar. Extremely easy to read and follow. There was also a total lack of idiomatic expressions, slang, idioms of any sort, similes, metaphors, figurative language, and humor. The prose felt flat, dry, almost as if translated. The effect wasn't unpleasant or off-putting, because it was still well-written, but it really felt different from any other Italian giallo I'd ever read.
The plot was okay. There was a decent level of tension maintained and I never lost interest. But I also never fully engaged. The two main characters felt flat and surreal, and some of their choices, although nominally explained or justified, never felt believable. And then there were the coincidences that served to propel the story from one mini cliffhanger to the next. Way too many convenient occurrences to be believed. It seemed like every man (and some women) they ever met along the way went above and beyond to help them. Oddly, despite the constant feeling of peril, the two never seemed to be in any true danger. The ending felt pat (benefiting from another huge coincidence) and oddly saccharine.
I already have another novel by the same author which I will eventually read, and if I run across more used books, I'll probably buy them too, but based on this one novel, Scerbanenco isn't my favorite author.
In fact, this didn't feel like an Italian giallo at all. It's set in France, Germany, and Switzerland, and the most of the key figures aren't Italian. One of the two main protagonists (both young women) is technically Italian, but is anything but stereotypical, and her nationality is all but irrelevant to the story and to her as a character, at least as she's depicted.
The story is set at the height of the Cold War (1960s) and involves the two young women trying to "escape" as they're being hunted by police in connection to a murder. Complicating things, they've lost their passports, without which they can't even check into a hotel normally or cross a national border legally.
I read this in Italian, and the use of language struck me. Very straight-forward grammar. Extremely easy to read and follow. There was also a total lack of idiomatic expressions, slang, idioms of any sort, similes, metaphors, figurative language, and humor. The prose felt flat, dry, almost as if translated. The effect wasn't unpleasant or off-putting, because it was still well-written, but it really felt different from any other Italian giallo I'd ever read.
The plot was okay. There was a decent level of tension maintained and I never lost interest. But I also never fully engaged. The two main characters felt flat and surreal, and some of their choices, although nominally explained or justified, never felt believable. And then there were the coincidences that served to propel the story from one mini cliffhanger to the next. Way too many convenient occurrences to be believed. It seemed like every man (and some women) they ever met along the way went above and beyond to help them. Oddly, despite the constant feeling of peril, the two never seemed to be in any true danger. The ending felt pat (benefiting from another huge coincidence) and oddly saccharine.
I already have another novel by the same author which I will eventually read, and if I run across more used books, I'll probably buy them too, but based on this one novel, Scerbanenco isn't my favorite author.
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July 1, 2013Insomma, non l'ho trovato niente di che. Belli i riferimenti a Berlino, est e ovest, al muro, alla zona sovietica ecc ecc perchè ci sono stata in aprile e ne ero molto curiosa. Il romanzo non è un giallo e non è un noir, racconta della fuga di queste due ragazze ricercate, una italiana e l'altra tedesca, la bionda e la mora, che purtroppo è molto lontana dalla fuga di Thelma e Louise (per me sono il top!). Il linguaggio non è male, forse un po' "passato" e si sente. Nel complesso si lascia leggere ma non è sicuramente nè un 4 nè un 5 stelle.
August 10, 2016
Con Europa molto amore Scerbanenco ha creato un giallo italiano di stile inconfondibile e di altissimo livello, adottando un tema classico nella storia del poliziesco: la fuga disperata di due giovani alla ricerca della salvezza. Due ragazze in vacanza per l'Europa - l'italiana Ornella e la tedesca Barbara - vengono attirate in una trappola, derubate e accusate ingiustamente di omicidio. Di qui inizia la loro fuga attraverso Francia, Germania e Svizzera, in un travolgente meccanismo di avventure sostenute da un'irresistibile suspense.
trasloco-ok
November 13, 2010Il buon Scerbanenco ha a che fare con la Francia, la Svizzera e la Germania in una forsennata corsa di due donne che tutti vogliono aiutare.
Giallo e mistero di altri tempi non ai livelli di Duca Lamberti.
Giallo e mistero di altri tempi non ai livelli di Duca Lamberti.
"In fondo era una donna, e, da donna, si era impigliata in una rete insostenibile di bugie".
December 9, 2013
Un viaggio in un'Europa che non esiste più. Come immergersi in un negozio vintage.
http://libri-letti.blogspot.it/2013/1...
http://libri-letti.blogspot.it/2013/1...
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