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La kryptonite nella borsa
«Una novela insólita y fuertemente irónica dónde los elementos autobiográficos se diluyen en una historia agridulce; una elegantísima commedia italiana del nuevo milenio.» Fulvio Panzeri • «Una "Little Miss Sunshine" a la napolitana.» Annalena Benini
- GenresFiction
224 pages, Paperback
First published January 1, 2007
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Community Reviews
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
December 17, 2023
Un libro orribile

Blando, tanti spazi vuoti, pagine piccole e pagine bianche. La storia non è costruita e i personaggi sono tanti singoli non amalgamati. Ma chi sono questi personaggi sconclusionati? Sono contadini ignoranti, detestabili, rimodellati da una visione bigotta della religione.
Il libro non ha una trama e presenta un branco di sfigati gretti in varie scene mai collegate tra loro, di scarso interesse, che rappresentano la mediocrità italiana e l'incapacità di scrivere un buon libro. Questa storia si finge innovativa e piena di idee, ma in realtà è proprio l'opposto, non c'è niente di niente.
I personaggi sono talmente insopportabili e patetici che sembrano rappresentare al meglio l'italiano medio. Mi sono sentita di non voler essere mai come loro.
Il libro è stato scritto nel 2007 e nel 2011 è uscito il film diretto dallo stesso autore. Sembra quasi un progetto circolare, scritto per diventare poi qualcos'altro. Mi chiedo come sia possibile che sia stato accettato dall'editore che lo ha stampato e distribuito, e poi accettato anche da un produttore cinematografico che ha permesso la produzione del film. Ormai non mi stupisco più, mi faccio queste domande ma so che si tratta sempre solo di marketing. Vanno avanti i libri scelti, vanno avanti le storie selezionate che devono andare avanti, e non dipende più dalla bravura di chi scrive. È chiaro che questa storia non brilla né di genialità né di capacità stilistiche né di creazione del personaggio. Manca di tutto, i personaggi sono piatti e insopportabili. Si è scelto di ambientare la storia a Napoli all'inizio degli anni '70, forse solo questa è la parte più interessante, ma anche questa può essere una furba scelta perché si genera uno stile degli anni '70 e una città che si sa è amata dagli italiani, e quindi magari se uno scopre che questo libro è stato ambientato a Napoli entra di più nelle simpatie di tutti.
Come dicevo sopra, le pagine sono poche, le vicende narrate sono striminzite perché i personaggi non hanno niente da dire. Che cosa significa il titolo? C'è un personaggio che si crede Superman e cerca la kryptonite nella borsa di chi passa. Ok, questo personaggio muore subito perché altrimenti lo scrittore non avrebbe saputo come farlo interagire con gli altri. Ed ecco che una volta morto viene immaginato da un bambino che ci dialoga in modo inverosimile. Dunque rimane tutto così approssimato, sembra proprio adatto per un filmetto italiano di quelli che si vedono ovunque in televisione.
Mi sono infastidita quando c'è stato un flash forward, ma talmente squallido che non riesco a capire perché è stato inserito. Mi rispondo che il libro non ha un criterio, a un certo punto ci sono delle pagine scritte con temi sviluppati da questo ragazzino delle elementari. Tutto sembra solo una raccolta di idee che però non si aveva la minima voglia di sviluppare o costruire, perché neanche allo scrittore sembrava importare di questi personaggi. Dunque, perché dovrei apprezzarli io?
Come se non bastasse, nei ringraziamenti lo scrittore fa tanti complimenti alla sua famiglia, a questo e a quest'altro, e si scorda completamente di chi si è messo a leggere quel libro. Tanti saluti.
Per concludere, aggiungo una citazione:
"Gennaro sospirò e se lo prese in braccio. 'Peppi', dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se tu cercherai di nasconderti in mezzo agli altri, di assomigliare a chi è diverso da te, passerai un sacco di guai. Se capirai che stare un po' da soli, a essere un esemplare unico, non c'è niente di male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici, è una cosa che ho capito troppo tardi.'
Nelle ultime pagine, è il Superman morto che parla al bambino che immagina di ascoltarlo. Dunque, ci vuole lasciare con questa morale da quattro soldi? Che cosa vorrebbe dire? Buttata così dopo pagine e pagine di scene che ho letto a fatica. Anche il moralismo, ci mancava solo questo in questo libro o forse c'è solo questo.
Mi ero riproposta di guardare il film per poter valutare quanto effettivamente fosse orribile rispetto alle mie aspettative. Nel libro c'è una scena di cui non ho parlato nella recensione perché l'ho trovata sgradevole e insopportabile anche solo a parlarne per criticarla, ma a quanto pare dovrò farlo. La scena disgustosa e proposta in modo poco conveniente è quella in cui si narra che durante la festa di San Gennaro, che si svolge il 19 settembre, è consueto commerciare animali, in questo caso pulcini. Non mi fa ben sperare il fatto che, nonostante la storia sia ambientata nel 1973, ho trovato un articolo del 2019 in cui questi individui continuano a commerciare e maltrattare piccoli animali come pulcini, anatroccoli e tartarughe. Nel 2019 erano stati sequestrati e quindi salvati diversi di questi animali. Dunque questi stronzi non hanno mai smesso di fare tale commercio. Nel libro, questa usanza veniva trasposta con una leggerezza tale da farmi provare un forte disgusto, tanto che ho dovuto leggere quelle pagine con una certa velocità, al punto che stavo per troncare la lettura del libro. I pulcini in questione, trattati in modo crudele, subivano una brutta fine (come ci scrive lo stesso autore) e nell'anno in cui è ambientata la storia ci viene spiegato come siano morti i tre pulcini regalati al bambino della trama per la festa del patrono. Un modo ignobile di presentare una realtà inaccettabile, che purtroppo continua a persistere in un futuro che dovrebbe essere moderno, ma che rimane invece ignorante. Pertanto, prima di iniziare a guardare il film, ho letto la trama su Wikipedia e ho scoperto che tutta la questione dei pulcini veniva riproposta anche nel film, sempre in modo spiritoso. No, non posso accettarlo. Da un po' di tempo, ogni volta che vedo maltrattamenti di animali, non riesco a continuare a guardare né film né serie, quindi ho deciso di astenermi dal guardare questo film che avrei trovato orribile, ma che in questo caso diventa anche inaccettabile. "La kryptonite nella borsa" è stato bocciato su tutte le linee e si aggiudica il premio come peggior storia mai letta quest'anno.

Blando, tanti spazi vuoti, pagine piccole e pagine bianche. La storia non è costruita e i personaggi sono tanti singoli non amalgamati. Ma chi sono questi personaggi sconclusionati? Sono contadini ignoranti, detestabili, rimodellati da una visione bigotta della religione.
Il libro non ha una trama e presenta un branco di sfigati gretti in varie scene mai collegate tra loro, di scarso interesse, che rappresentano la mediocrità italiana e l'incapacità di scrivere un buon libro. Questa storia si finge innovativa e piena di idee, ma in realtà è proprio l'opposto, non c'è niente di niente.
I personaggi sono talmente insopportabili e patetici che sembrano rappresentare al meglio l'italiano medio. Mi sono sentita di non voler essere mai come loro.
Il libro è stato scritto nel 2007 e nel 2011 è uscito il film diretto dallo stesso autore. Sembra quasi un progetto circolare, scritto per diventare poi qualcos'altro. Mi chiedo come sia possibile che sia stato accettato dall'editore che lo ha stampato e distribuito, e poi accettato anche da un produttore cinematografico che ha permesso la produzione del film. Ormai non mi stupisco più, mi faccio queste domande ma so che si tratta sempre solo di marketing. Vanno avanti i libri scelti, vanno avanti le storie selezionate che devono andare avanti, e non dipende più dalla bravura di chi scrive. È chiaro che questa storia non brilla né di genialità né di capacità stilistiche né di creazione del personaggio. Manca di tutto, i personaggi sono piatti e insopportabili. Si è scelto di ambientare la storia a Napoli all'inizio degli anni '70, forse solo questa è la parte più interessante, ma anche questa può essere una furba scelta perché si genera uno stile degli anni '70 e una città che si sa è amata dagli italiani, e quindi magari se uno scopre che questo libro è stato ambientato a Napoli entra di più nelle simpatie di tutti.
Come dicevo sopra, le pagine sono poche, le vicende narrate sono striminzite perché i personaggi non hanno niente da dire. Che cosa significa il titolo? C'è un personaggio che si crede Superman e cerca la kryptonite nella borsa di chi passa. Ok, questo personaggio muore subito perché altrimenti lo scrittore non avrebbe saputo come farlo interagire con gli altri. Ed ecco che una volta morto viene immaginato da un bambino che ci dialoga in modo inverosimile. Dunque rimane tutto così approssimato, sembra proprio adatto per un filmetto italiano di quelli che si vedono ovunque in televisione.
Mi sono infastidita quando c'è stato un flash forward, ma talmente squallido che non riesco a capire perché è stato inserito. Mi rispondo che il libro non ha un criterio, a un certo punto ci sono delle pagine scritte con temi sviluppati da questo ragazzino delle elementari. Tutto sembra solo una raccolta di idee che però non si aveva la minima voglia di sviluppare o costruire, perché neanche allo scrittore sembrava importare di questi personaggi. Dunque, perché dovrei apprezzarli io?
Come se non bastasse, nei ringraziamenti lo scrittore fa tanti complimenti alla sua famiglia, a questo e a quest'altro, e si scorda completamente di chi si è messo a leggere quel libro. Tanti saluti.
Per concludere, aggiungo una citazione:
"Gennaro sospirò e se lo prese in braccio. 'Peppi', dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se tu cercherai di nasconderti in mezzo agli altri, di assomigliare a chi è diverso da te, passerai un sacco di guai. Se capirai che stare un po' da soli, a essere un esemplare unico, non c'è niente di male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici, è una cosa che ho capito troppo tardi.'
Nelle ultime pagine, è il Superman morto che parla al bambino che immagina di ascoltarlo. Dunque, ci vuole lasciare con questa morale da quattro soldi? Che cosa vorrebbe dire? Buttata così dopo pagine e pagine di scene che ho letto a fatica. Anche il moralismo, ci mancava solo questo in questo libro o forse c'è solo questo.
Mi ero riproposta di guardare il film per poter valutare quanto effettivamente fosse orribile rispetto alle mie aspettative. Nel libro c'è una scena di cui non ho parlato nella recensione perché l'ho trovata sgradevole e insopportabile anche solo a parlarne per criticarla, ma a quanto pare dovrò farlo. La scena disgustosa e proposta in modo poco conveniente è quella in cui si narra che durante la festa di San Gennaro, che si svolge il 19 settembre, è consueto commerciare animali, in questo caso pulcini. Non mi fa ben sperare il fatto che, nonostante la storia sia ambientata nel 1973, ho trovato un articolo del 2019 in cui questi individui continuano a commerciare e maltrattare piccoli animali come pulcini, anatroccoli e tartarughe. Nel 2019 erano stati sequestrati e quindi salvati diversi di questi animali. Dunque questi stronzi non hanno mai smesso di fare tale commercio. Nel libro, questa usanza veniva trasposta con una leggerezza tale da farmi provare un forte disgusto, tanto che ho dovuto leggere quelle pagine con una certa velocità, al punto che stavo per troncare la lettura del libro. I pulcini in questione, trattati in modo crudele, subivano una brutta fine (come ci scrive lo stesso autore) e nell'anno in cui è ambientata la storia ci viene spiegato come siano morti i tre pulcini regalati al bambino della trama per la festa del patrono. Un modo ignobile di presentare una realtà inaccettabile, che purtroppo continua a persistere in un futuro che dovrebbe essere moderno, ma che rimane invece ignorante. Pertanto, prima di iniziare a guardare il film, ho letto la trama su Wikipedia e ho scoperto che tutta la questione dei pulcini veniva riproposta anche nel film, sempre in modo spiritoso. No, non posso accettarlo. Da un po' di tempo, ogni volta che vedo maltrattamenti di animali, non riesco a continuare a guardare né film né serie, quindi ho deciso di astenermi dal guardare questo film che avrei trovato orribile, ma che in questo caso diventa anche inaccettabile. "La kryptonite nella borsa" è stato bocciato su tutte le linee e si aggiudica il premio come peggior storia mai letta quest'anno.
November 6, 2022
Le tragedie a cui povertà e ignoranza trascinano non hanno bisogno di essere spiegate con parole lugubri per arrivare al lettore. Non sempre. Specie se si tratta di una famiglia speciale e numerosa di cui gli schiaffi, le botte, i metodi educativi alquanto discutibili e le carezze e i baci hanno più o meno la stessa valenza.
"La kryptonite nella borsa" non ha un vero filo conduttore, se non quello di farci addentrare in uno spaccato di vita... che sia quello peggiore o quello migliore non è dato saperlo. Il messaggio che resta, tuttavia, è quello dell'accettare le proprie stranezze: che si tratti di sentirsi Superman o il nascondere così la propria sessualità per paura del non essere accettati.
Si tratta di una lettura leggera, a tratti molto divertente, nonostante vengano evidenziate questioni come droga, povertà, sistemi rigidi di educazione ambientati nella Napoli degli anni '70. A volte i troppi dettagli su luoghi, nomi e prodotti noti all'epoca rendono noiosa e lunga la lettura in punti in cui non era affatto necessario. Probabilmente è servito a dare quell'idea di familiarità con il lettore, come se si trattasse di una sorta di intimo diario. Ma è stato un punto mal riuscito perché troppo, troppo evidenziato. Eliminato ciò, resta una lettura scorrevole, quasi fanciullesca, cercando di addolcire una vita disfunzionale.
Un racconto riuscito, che non intende andare in una morale o finale specifici (difatti l'intera opera resta "sospesa"), adatto a far addentrare il lettore in uno spaccato di una vita qualsiasi.
"La kryptonite nella borsa" non ha un vero filo conduttore, se non quello di farci addentrare in uno spaccato di vita... che sia quello peggiore o quello migliore non è dato saperlo. Il messaggio che resta, tuttavia, è quello dell'accettare le proprie stranezze: che si tratti di sentirsi Superman o il nascondere così la propria sessualità per paura del non essere accettati.
Si tratta di una lettura leggera, a tratti molto divertente, nonostante vengano evidenziate questioni come droga, povertà, sistemi rigidi di educazione ambientati nella Napoli degli anni '70. A volte i troppi dettagli su luoghi, nomi e prodotti noti all'epoca rendono noiosa e lunga la lettura in punti in cui non era affatto necessario. Probabilmente è servito a dare quell'idea di familiarità con il lettore, come se si trattasse di una sorta di intimo diario. Ma è stato un punto mal riuscito perché troppo, troppo evidenziato. Eliminato ciò, resta una lettura scorrevole, quasi fanciullesca, cercando di addolcire una vita disfunzionale.
Un racconto riuscito, che non intende andare in una morale o finale specifici (difatti l'intera opera resta "sospesa"), adatto a far addentrare il lettore in uno spaccato di una vita qualsiasi.
August 29, 2021
Letto in due giorni, tutto d’un fiato, avevo proprio difficoltà a chiuderlo. Peppino ti entra nel cuore, con i suoi occhiali tenuti su a mala pena, con il suo sguardo di bambino di 7 anni che osserva un mondo senza capirlo a pieno: la sofferenza della madre, l’inadeguatezza del padre, le aspirazioni di una generazione napoletana degli anni ‘70.
E ti porta per le strade di Napoli, ma anche a Bacoli e a Miliscola, in questo romanzo di formazione in cui sorridi un po’ triste, ma nonostante tutti i problemi la vita continua sempre. Immagina di essere aiutato da Gennaro Superman, ma la debolezza è quello che portiamo dentro di noi, appunto nella borsa e solo accettandola riusciamo ad andare avanti, perché ‘Dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se capirai che a stare un po’ da soli, a essere un esemplare unico non c’è niente di male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici’.
Altro romanzo fra quelli che proporrò quest’anno ai miei studenti.
E ti porta per le strade di Napoli, ma anche a Bacoli e a Miliscola, in questo romanzo di formazione in cui sorridi un po’ triste, ma nonostante tutti i problemi la vita continua sempre. Immagina di essere aiutato da Gennaro Superman, ma la debolezza è quello che portiamo dentro di noi, appunto nella borsa e solo accettandola riusciamo ad andare avanti, perché ‘Dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se capirai che a stare un po’ da soli, a essere un esemplare unico non c’è niente di male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici’.
Altro romanzo fra quelli che proporrò quest’anno ai miei studenti.
June 29, 2022
Se tratta di un libro troppo bello, la cui lettura ha un profondo senso d'intimità e di sensibilità. La vita a Napoli negli anni 70 è (senza dubbio) un elemento centrale su cui la storia si è articolata e anche è una delle sue parcicolarità. Attraverso il giovanessimo Peppino, Gennaro e tutti gli altri personaggi che ci sono presentati , conosciamo la difficile vita d'una famiglia povera e le piccole cose che ognuno di loro vive, quelle cose che non vengono dette a nessuno, che vengono conservate nel profondo del cuore e che ci accompagnano per tutta la vita. Inoltre, lo stilo è molto litterario, molto sensibile e bello di leggere.
August 25, 2023
Peppino è un bambino nella Napoli degli anni '70 che si ritrova affidato a due suoi zii in giro tra feste psichedeliche e libertine, acidi e sigarette di contrabbando. La madre di Peppino non riesce ad occuparsi di lui perché preda di una depressione acuta e assolutamente invalidante. Tra personaggi di dubbio equilibrio e un po' grotteschi seguiamo Peppino e un pezzo del suo cammino di crescita, durante il quale imparerà molte cose. Scrittura un po' acerba ma nel complesso molto carino.
March 22, 2024
“Peppi’, dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se tu cercherai di nasconderti in mezzo agli altri, di assomigliare a chi è diverso da te, passerai un sacco di guai. Se capirai che a stare un po’ da soli, a essere un esemplare unico, non c’è niente di male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici, è una cosa che ho capito troppo tardi”
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July 15, 2021
Ok, questo libro è diventato uno dei miei preferiti! Irriverente, sfrontato anche se mai volgare e anche commovente delle volte. Scritto bene e scorrevolissimo! Mi è davvero dispiaciuto finirlo.
August 18, 2019
LEGGERO SI LEGGE IN UNA NOTTE
Il libro è piacevole ma leggero come un velo. Se è vero che scrive bene chi scrive semplicemente, l'autore è un dio della scrittura. Per chi cerca un linguaggio un pò più stimolante, consiglio di guardare altrove.
Il libro è piacevole ma leggero come un velo. Se è vero che scrive bene chi scrive semplicemente, l'autore è un dio della scrittura. Per chi cerca un linguaggio un pò più stimolante, consiglio di guardare altrove.
January 5, 2021
Un libro che mi è stato regalato e ho gradito tantissimo. I personaggi sono meravigliosamente divertenti, ma alcuni non è che siano proprio spensierati: Rosaria, con i suoi continui mal di testa, che è tendenzialmente insoddisfatta della propria vita; Peppino, che comincia a sentirsi protetto, come mai in vita sua, con il suo amico invisibile; perfino Gennaro, il supereroe. Eppure la penna di Cotroneo riesce a farci spesso sorridere anche in queste parti, e anche quando all'improvviso c'è, in effetti, qualcosa di poco allegro... è solo perché è così che va la vita. La scrittura e scorrevolissima, forse, volendo proprio trovare il piccolissimo pelo nell'uovo, alcuni i modi di dire e le espressioni usate possono essere più comprensibili a chi è del sud Italia (il libro è ambientato a Napoli, non ci sono parole incomprensibili, per intenderci, solo qualche modo di dire che si è più abituati a sentire in alcune zone – io da pugliese le ho riconosciute tutte quelle espressioni, ma il dubbio mi rimane). Un libro che decisamente consiglio.
Dal libro è stato poi tratto un film, con la regia dello stesso autore. Gradevole e divertente.
Dal libro è stato poi tratto un film, con la regia dello stesso autore. Gradevole e divertente.
October 3, 2012
(Prima lettura 20.09.2008)
Cotroneo non è lirico come de Luca, e nemmeno indagatore come Starnone, eppure questo librettino si legge in un soffio, nella sua napolitudine vissuta con leggerezza.
Le avventure di Peppino col suo amico Gennaro Superman metà fantasma e metà reale, della sua famiglia in bilico tra normalità borghese, afflati da figli dei fiori e squinternamento totale, e di una rosa di personaggi improbabili e strampalati può diventare verosimile, anzi, vera reale, assolutamente probabile solo col contorno di Napoli.
Seconda lettura: Di nuovo un enorme divertimento, peccato che il film che ne è stato tratto non sia per nulla all'altezza
June 21, 2008
7-year-old Peppino lives in Naples and is part of funny, colorful, dysfunctional family. It's 1973, and when Peppino's parents have a crisis, he is cared for by his swinging 20-something aunt and uncle. We follow the funny, bittersweet and moving story of his adventures and of his search for identity.
November 14, 2010
mmmh, niente di che. Storia spassosa di una colorita famiglia di Napoli negli anni '70. Tra numerosi parenti, zii nonni frateli sorelle di qualunque età e stile di vita.Tradimenti, piatti rotti e un bambino. E Superman. E i fantasmi. Tutto mescolato in modo da renderli i nostri sompatici vicini di casa. Non rimane niente, se non un sorriso.
March 15, 2010
It's a must!!
June 14, 2013
A tratti rischia di essere un capolavoro, con la storia leggera, le macchiette ben tracciate ed il profumo di Napoli buono che nemmeno una margherita col basilico.
October 3, 2016
Molto piacevole e scorrevole
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