Viviana Giorgi

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Viviana Giorgi

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Milano, Italy
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May 2012


Dopo aver concluso la mia serie tardo vittoriana iniziata con "Un amore di fine secolo"e finita con "Un amore di inizio secolo. Di nuovo insieme" (lo so, si fa un po' di confusione con i titoli), sono tornata al contemporaneo, alla commedia romantica.
Il mio ultimo romanzo (dal 14 dicembre su tutti gli store) si intitola "E infine la Bestia incontrò Bella", e sì, è molto liberamente ispirato alla fiaba de la Bella e la Bestia. Lui è un giocatore di hockey con la carriera (e la vita) rovinata da un incidente, lei una giornalista in fuga. Che dite, saranno scintille?
Location: Colorado e Wyoming, con epilogo natalizio.
Se leggete qualche mio titolo, non dimenticate di farmi conoscere le vostre impressioni!. Qui su Goodreads, ma anche su FB (h
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Viviana Giorgi Ciao Libera, per fortuna non è una domanda di geografia!
In realtà la pagina bianca non è mai stata un vero problema per me. Nel senso che comunque…more
Ciao Libera, per fortuna non è una domanda di geografia!
In realtà la pagina bianca non è mai stata un vero problema per me. Nel senso che comunque scrivo qualcosa ogni giorno, magari non molto, ma scrivo. Perché so che, se fa veramente schifo, il giorno dopo riuscirò a sistemarlo in qualche modo, anche cancellandolo e ricominciando da capo. Guarda, mi è capitato proprio oggi. Ieri avevo scritto qualcosa di molto piatto e prolisso; oggi quel paragrafo si è animato di nuova vita e, anche se ho dovuto riscriverlo completamente, mi è stato utile come traccia.
In quanto al blocco dello scrittore...Io non sono un'autrice di alta letteratura, ma una semplice artigiana di genere. Quindi il blocco, se mi viene, lo mando al diavolo, mi rimbocco le mani e utilizzo quel po' di mestiere che ormai ho sulle spalle per andare avanti.
Spero di averti risposto, mia cara, e grazie per aver rotto il ghiaccio! Un grande abbraccio.(less)
This question contains spoilers… (view spoiler)
Viviana Giorgi Milanesissima, Melania. E, se vuoi saperlo, il borgo del gatto rosso è proprio vicino a casa mia, zona Lambrate. Certo l'ho un po' infiocchettato (e…moreMilanesissima, Melania. E, se vuoi saperlo, il borgo del gatto rosso è proprio vicino a casa mia, zona Lambrate. Certo l'ho un po' infiocchettato (e poi uno come Nick lì intorno non l'ho mai visto), ma esiste veramente.
Grazie per il tuo giudizio generosissimo! Spero che mi adorerai anche dopo aver finito il libro. :)
Guarda, per quel che riguarda i romanzi che mi hanno formata (non so se lo abbiano fatto, ma diciamo così che fa intellettuale) metto in pole position la produzione completa di Austen e Dickens. In generale credo che siano stati i classici a spingermi a leggere tantissimo. Il mio romanzo preferito rimane comunque Guerra e Pace, che forse conta per dieci (quindi eccoti accontentata per quanto riguarda la classifica!) Ma anche Flaubert, Stevenson e Svevo sono autori che credo abbiano avuto molta influenza su di me. Su un versante più popolare cito tre signore inglesi, Agatha Christie, Georgette Heyer e Daphne Du Maurier. Sai che sono anche una grande appassionata di action thriller? Lee Child, Andy McNab, Robert Crais e Daniel Silva, tanto per citarne alcuni che seguo romanzo dopo romanzo.
Poi leggo anche un sacco di romance. Storici e commedie romantiche. Mi fanno stare bene. Le mie autrici preferite? Julia Quinn per lo storico e Julie James per il contemporary,
Grazie per la domanda! E tu cosa ami leggere? (a parte la Viviana, naturalmente... )

(less)
Average rating: 4.01 · 696 ratings · 199 reviews · 15 distinct works
Bang Bang. Tutta colpa di u...

3.82 avg rating — 99 ratings — published 2012 — 3 editions
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Tutta colpa del vento

4.18 avg rating — 83 ratings — published 2013 — 2 editions
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Alta marea a Cape Love

4.03 avg rating — 80 ratings — published 2013 — 3 editions
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Un amore di fine secolo

4.09 avg rating — 67 ratings — published 2014 — 2 editions
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Un cuore nella bufera

4.10 avg rating — 67 ratings — published 2012 — 2 editions
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Vuoi vedere che è proprio a...

4.26 avg rating — 57 ratings — published 2015
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Zitta e ferma Miss Portland!

4.02 avg rating — 47 ratings2 editions
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E infine la Bestia incontrò...

4.35 avg rating — 40 ratings — published 2016
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Ritorno a Cape Love

3.74 avg rating — 47 ratings — published 2014 — 2 editions
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Un amore di inizio secolo: ...

4.13 avg rating — 31 ratings — published 2014 — 2 editions
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More books by Viviana Giorgi…
Ebbene sì. In attesa di Alex (chi è Alex?) sono di nuovo al lavoro, che sia malata di scrittura?
Le feste di fine d'anno sono appena terminate ed eccomi a incominciare una nuova storia. E che io sia dannata, è un altro storico. Adoro scrivere gli storici, ma se fossi più furba rimarrei sul contemporaneo che oggi va di più. Ma io furba non sono, quindi storico sarà.
È ambientato nella Londra del... Read more of this blog post »
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Published on January 09, 2017 08:09 • 97 views

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Tutta colpa del vento by Viviana Giorgi
Tutta colpa del vento by Viviana Giorgi
"E poi ci sono quelle volte in cui maledico le mie scelte.
Viviana Giorgi era nella mia ipotetica coda da un saaaaaaaacco di tempo.
Approfittando delle offerte nataliIe ho fatto la scorpacciata dei suoi romanzi e novelle e giù a leggere!

E adesso so..." Read more of this review »
Un cuore nella bufera by Viviana Giorgi
"Piacevolissima lettura sia durante il Natale che immediatamente dopo! I protagonisti del racconto son ben assortiti e si fanno amare dalle prime battute, inevitabile finirlo in un giorno."
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Miracle on 5th Avenue by Sarah Morgan
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E infine la Bestia incontrò Bella by Viviana Giorgi
“«Proprio un elfo snob doveva toccarmi in sorte?» le rispose divertito. «Allora, non mi rimane altra scelta che portarti in campeggio, prima o poi, o in canoa o a fare una nuotata nel lago.»
Lei lo fissò con la sua più riuscita espressione Scordartelo disegnata sul volto.
«Puoi guardarmi come vuoi, ma mai dire mai» ridacchiò lui.
«Oh, invece mai è una delle mie parole preferite.»
«Scommetto che ti piacerebbe…»
«Cosa?»
«Il campeggio. Le stelle, il silenzio, le foglie che mormorano al vento, sai, quelle cose lì.»
«Per non parlare di orsi, insetti e magari di qualche serpente che ha perso la strada di casa. Mi vengono i brividi solo a pensarci. Sono un elfo cittadino a tutti gli effetti e ho il terrore di tutto ciò che si muove e che non sia addomesticabile.»
Lui la fissò con aria divertita. «Incluso il sottoscritto?»
Le si era avvicinato troppo e ora la fissava come se volesse divorarla, in modo così sfacciato che, per puro istinto di sopravvivenza, arretrò di un passo. Non abbassò lo sguardo m
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Viviana Giorgi
E infine la Bestia incontrò Bella by Viviana Giorgi
“Un altro giorno stava per incominciare.
Un altro giorno che si sarebbe spento in un’altra notte.
La sua vita era un susseguirsi inutile di secondi, minuti e ore senza luce. Non c’era più luce in lui, né fuori di lui.
Forse non era più neppure un essere umano. Forse era diventato una bestia. Sì, doveva essere così, almeno a giudicare dai peli che gli coprivano il volto e dai ringhi e grugniti con i quali ormai si esprimeva nella vana speranza di tener lontano il mondo.
Ray predatore Raider fece per alzarsi dal divano che era diventato la sua zattera di salvataggio, ma ricadde pesantemente sui cuscini lasciando andare un sospiro disperato.
Il male al ginocchio, da quando aveva interrotto gli antidolorifici, era insopportabile, ma almeno gli permetteva di rimanere lucido e di non dimenticare.
Bussavano alla porta, ecco perché si era svegliato dal suo torpore.
Anne, probabilmente, e la sua mania di portargli da mangiare quando lui avrebbe voluto solo bere.
Si sdraiò di nuovo sul divano e si cop
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Viviana Giorgi
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Miracle on 5th Avenue by Sarah Morgan
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Icing by Kelly Jamieson
Icing (Aces Hockey, #2)
by Kelly Jamieson (Goodreads Author)
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“«Mancano venti miglia a Limerick» disse, mostrandosi molto interessata al percorso.
«So leggere i cartelli, grazie» rispose lui, gelido.
Piera sbuffò. «Volevo solo rendermi utile, non mettere in dubbio le tue doti di maschio alfa!»
La frase le uscì male, provocatoria senza volerlo essere, e infatti, piccato, lui emise un ah! alquanto sarcastico e batté il pugno con violenza sul volante, facendo suonare il clacson.
Piera sussultò, sorpresa se non spaventata.
«Mi sento di tutto, ti assicuro, tranne che maschio, alfa, beta o delta che sia.»
Ecco, ci siamo.
«E per il quieto vivere» proseguì lui, «farò persino finta che la notte scorsa tu non mi abbia trattato come un sex-toy…»
Questa volta un ah! sarcastico uscì dalle labbra di Piera. «Un sex cosa? Scusa, non ho capito bene.»
«Un sex-toy.»
«Non so neppure cosa sia.»
«Non ne avevo il minimo dubbio.»
«Lo prendo come un complimento.»
«Prendilo come vuoi. Coniglietti, AH!»
«Cosa c’entrano i conigli, adesso?»
«Lascia perdere.»
«No, spiegati, per favore.»
«Una che dorme con dei conigli addosso non può certo sapere cosa sia un sex-toy.»
«Ohhh! La mia camicia da notte non è di tuo gusto? Va’ al diavolo, Jean!»”
Viviana Giorgi, Vuoi vedere che è proprio amore?

“Lui sta armeggiando in macchina cercando di liberare la piccola dalle cinture del seggiolino. La bimba sembra essersi svegliata, ma lui è bravo, le parla dolcemente e lei non piange e si lascia andare persino a un risolino.
«Forse ci vorrebbe del latte» faccio io raggiungendoli, come se di bambini capissi tutto.
«Yeah» risponde lui.
Yeah?
Poi annuisce e mi chiede cortesemente di prendere la borsa rosa che è in macchina. Obbedisco e trotterello dietro di lui in casa.
Red, dall’alto del suo palco reale, segue la scena un po’ seccato e commenta con un miao altezzoso. Forse invidioso.
Fuck you, Red.”
Viviana Giorgi, Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso

“Bevve un sorso di caffè e si sporse in avanti per ravvivare il fuoco, poi prese un libro dal tavolino e cercò di concentrarsi nella lettura.
Tentativo patetico e inutile.
Pensò allora a come sarebbe stato condividere il ranch con una donna, un pensiero che negli ultimi tempi ritornava spesso.
Pensò a Renée che se ne era andata con Craig Haas.
Pensò a Rosalyn, che gli riscaldava il corpo ma non il cuore.
Poi pensò a Maggie.
A come si era sciolta tra le sue braccia e a come si era sciolto lui quando l’aveva sentita fremere contro di sé.”
Viviana Giorgi, Tutta colpa del vento

“Milano, una scuola media statale, maggio 2014

«Professoressa, è arrivato un altro genitore, sa, per il colloquio…»
Piera alzò gli occhi al cielo e guardò l’orologio: undici e dieci minuti. Dieci minuti di ritardo e nessun appuntamento.
Sospirò.
Parlare con un altro genitore voleva dire perdere quasi completamente l’ora buca che di solito utilizzava per correggere i compiti o fare qualche piccola commissione. E, accidempolina, aveva visto quell’abitino nella merceria di viale Brianza. L’unica merceria ancora aperta a Milano e l’aveva beccata lei! Dio, non era forse patetico comprare i vestiti in merceria? Forse solo sua nonna e le sue diaboliche amichette novantenni lo facevano ancora. Ma l’abitino era a buon mercato, semplice come piaceva a lei e… color grigio topo. Possibile che si vestisse solo di grigio? E senza nessuna dannatissima sfumatura, per giunta!
Sorrise amaro, pensando ad altre sfumature, anche se non era quello il momento di piangere sulla sua castissima vita di single. Ora doveva incontrare il genitore ritardatario, privo di buona creanza e di un accidente di appuntamento.
Be’, per questa volta avrebbe chiuso un occhio, anche perché forse si trattava della mamma di Diamante De Braud che aveva convocato già da un paio di settimane, ma che ancora non si era vista. Secondo Diamante, che tutti chiamavano Didi, la madre era in Irlanda a risposarsi da qualche parte.
In Irlanda? A risposarsi con un leprechaun?
Di certo un’altra frottola della ragazzina.
Ok, era ora di vedere la genitrice inopportuna.
«Le dica che arrivo fra cinque minuti, Flaminia» disse.
La commessa la guardò con uno strano sorrisino sulle labbra. «Gli dica. È un papà. E non so se mi sono spiegata.»
Non so se mi sono spiegata. No che non ti sei spiegata, Flaminia! Ora anche le commesse erano diventate petulanti? E quel sorrisetto ammiccante che diavolo voleva dire?
Come se non avesse ricevuto nessuna gomitata metaforica nello sterno, finse di ributtarsi a capofitto sul compito che stava correggendo e con un che di acido rispose: «Gli dica, allora. Grazie».
«Il genitore mi ha anche detto di dirle che lui ha molta fretta…»
Piera alzò lo sguardo davanti a sé e sentì una fitta di rabbia trafiggerla. «È in ritardo e ha pure fretta?» Ora lo sistemo io, questo maleducato, pensò alzandosi con troppa foga e dirigendosi verso la porta con fare minaccioso.
«Il registro, professoressa! Non dovrebbe portarlo con sé?» le ricordò Flaminia.
Decisamente petulante.
Trattenendo un’imprecazione, che in ogni caso non sarebbe stata molto più spinta di un perdindincibacco!, Piera si bloccò, girò su immaginari cardini e tornò sui suoi passi. Poi, a testa alta e col registro ben stretto in mano, passò di fianco a Flaminia che la guardava ancora con quello strano sorrisino.
«Vedrà, professoressa, non se ne pentirà.»
«Forse sarà lui, a pentirsene» mormorò lei tra i denti.
Avrebbe detto il fatto suo a quel maleducato.
Come no?”
Viviana Giorgi, Vuoi vedere che è proprio amore?

“Piera, la protagonista di Vuoi vedere che è proprio amore?, è una giovane donna che lavora. Professoressa di inglese alle medie, vorrebbe diventare fotografa...Chissà se ce la farà?
Ecco un breve estratto. Lui, Jean, si presenta non invitato a casa sua e lei, dopo molti se e ma, lo porta nella sua camera oscura. Non pensate male! O forse pensatelo.

"La seguì in una stanza illuminata solo da un paio di lampadine rosse. Un altoparlante collegato a un iPod stava diffondendo la voce di Paul McCartney.
Hey Jude.
Che fosse un segno del destino? Non che lui credesse a certe baggianate, ma quella era una delle sue canzoni preferite, di sempre.
«Ti piacciono i Beatles?» le chiese fingendo un’indifferenza che non provava.
«Oh sì. In genere adoro il rock classico. Ma i Beatles…»
«Sono i Beatles. Punto.»
«Punto, sono d’accordo. E Revolution è un grande album!»
«Sei una donna piena di sorprese» disse, pensando al genere di musica scadente che piaceva a Jasmine.
«Io? Piena di sorprese?» domandò ridendo, nello sguardo un luccichio improvviso.
Nonostante la luce rossa, fu quasi certo che Bambi fosse arrossita, e a lui piaceva da morire quando lei arrossiva. I suoi occhi sembravano diventare più grandi e lei cominciava a mordicchiarsi il labbro inferiore. Come stava facendo in quel momento.
«Benvenuto nella mia tana di fotografa dilettante» aggiunse lei dopo un istante.
Jean si guardò intorno. C’era tutto l’occorrente per sviluppo e stampa. Alcune foto in bianco e nero erano pinzate con mollette da bucato a una corda che correva da una parte all’altra della stanza. Come biancheria ad asciugare.
«Sono meravigliato» esclamò guardandosi intorno. «Una camera oscura in piena regola! Non posso credere che con la comodità del digitale tu ti dia tanta pena a far tutto da sola…»
«Al contrario, adoro farlo. È il mio hobby segreto. E poi, solo così ottengo esattamente ciò che voglio. O quasi. Non nego che spesso qua dentro combino dei veri pasticci, ma chi non ne combina?»”
Viviana Giorgi, Vuoi vedere che è proprio amore?

“«Mancano venti miglia a Limerick» disse, mostrandosi molto interessata al percorso.
«So leggere i cartelli, grazie» rispose lui, gelido.
Piera sbuffò. «Volevo solo rendermi utile, non mettere in dubbio le tue doti di maschio alfa!»
La frase le uscì male, provocatoria senza volerlo essere, e infatti, piccato, lui emise un ah! alquanto sarcastico e batté il pugno con violenza sul volante, facendo suonare il clacson.
Piera sussultò, sorpresa se non spaventata.
«Mi sento di tutto, ti assicuro, tranne che maschio, alfa, beta o delta che sia.»
Ecco, ci siamo.
«E per il quieto vivere» proseguì lui, «farò persino finta che la notte scorsa tu non mi abbia trattato come un sex-toy…»
Questa volta un ah! sarcastico uscì dalle labbra di Piera. «Un sex cosa? Scusa, non ho capito bene.»
«Un sex-toy.»
«Non so neppure cosa sia.»
«Non ne avevo il minimo dubbio.»
«Lo prendo come un complimento.»
«Prendilo come vuoi. Coniglietti, AH!»
«Cosa c’entrano i conigli, adesso?»
«Lascia perdere.»
«No, spiegati, per favore.»
«Una che dorme con dei conigli addosso non può certo sapere cosa sia un sex-toy.»
«Ohhh! La mia camicia da notte non è di tuo gusto? Va’ al diavolo, Jean!»”
Viviana Giorgi, Vuoi vedere che è proprio amore?

“Lui sta armeggiando in macchina cercando di liberare la piccola dalle cinture del seggiolino. La bimba sembra essersi svegliata, ma lui è bravo, le parla dolcemente e lei non piange e si lascia andare persino a un risolino.
«Forse ci vorrebbe del latte» faccio io raggiungendoli, come se di bambini capissi tutto.
«Yeah» risponde lui.
Yeah?
Poi annuisce e mi chiede cortesemente di prendere la borsa rosa che è in macchina. Obbedisco e trotterello dietro di lui in casa.
Red, dall’alto del suo palco reale, segue la scena un po’ seccato e commenta con un miao altezzoso. Forse invidioso.
Fuck you, Red.”
Viviana Giorgi, Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso

“Bevve un sorso di caffè e si sporse in avanti per ravvivare il fuoco, poi prese un libro dal tavolino e cercò di concentrarsi nella lettura.
Tentativo patetico e inutile.
Pensò allora a come sarebbe stato condividere il ranch con una donna, un pensiero che negli ultimi tempi ritornava spesso.
Pensò a Renée che se ne era andata con Craig Haas.
Pensò a Rosalyn, che gli riscaldava il corpo ma non il cuore.
Poi pensò a Maggie.
A come si era sciolta tra le sue braccia e a come si era sciolto lui quando l’aveva sentita fremere contro di sé.”
Viviana Giorgi, Tutta colpa del vento

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