Alexia Bianchini

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Alexia Bianchini

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in Italy
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March 2012

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Alexia Bianchini, Classe 1973, autrice di romanzi e racconti di genere fantasy, horror e weird. Mamma sprint di tre splendidi pargoli ama leggere, scrivere e guardare i telefilm. Con CIESSE edizioni ha pubblicato “Minon”, romanzo Dark Fantasy per ragazzi con Fiorella Rigoni e “Io vedo dentro te”, romanzo distopico. Nel 2012 è stata pubblicata l’antologia “D-Doomsday”, curata al fianco di Claudio Cordella, una raccolta di racconti post-apocalittici. Ha pubblicato con Linee Infinite Editore il romanzo per ragazzi “Scarn, la nuova era dei vampiri”, revisionato e ri-pubblicato in e-book con il titolo “Ambra, i sospiri dei mezzosangue”. Per quelli di Edizioni Diversa Sintonia ha pubblicato diversi racconti, una raccolta di storie cyberpunk e una ...more

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Average rating: 3.93 · 417 ratings · 116 reviews · 77 distinct works
50 sfumature di Sci-Fi

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3.95 avg rating — 19 ratings — published 2013 — 2 editions
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Cronache Infernali

really liked it 4.00 avg rating — 17 ratings — published 2014 — 2 editions
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Minon

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3.44 avg rating — 18 ratings — published 2012 — 3 editions
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Merry Christmas with Mr. Death

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3.86 avg rating — 14 ratings — published 2013
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Io vedo dentro te

4.08 avg rating — 13 ratings — published 2012 — 2 editions
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Fiabe Oscure

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4.25 avg rating — 12 ratings — published 2013
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Appunti e Spunti – Pronto s...

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really liked it 4.00 avg rating — 12 ratings — published 2013
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Il mondo dei soffi ardenti

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4.09 avg rating — 11 ratings — published 2013 — 3 editions
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Stuck off!

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4.56 avg rating — 9 ratings — published 2013 — 3 editions
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Symposium - Lungo la strada

4.75 avg rating — 8 ratings — published 2012 — 3 editions
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Urban Italian Legend - Volu... Urban Italian Legend - Volu...
(2 books)
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4.50 avg rating — 6 ratings

Il mummificatore
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In nome di Goya
Alexia Bianchini rated a book it was amazing
by Livin Derevel (Goodreads Author)
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Ticket to Hell - ...
Alexia Bianchini rated a book it was amazing
by Alexia Bianchini (Goodreads Author)
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Quotes by Alexia Bianchini  (?)
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“Si sentiva diversa da tutti, ma aveva ora in mano la prova tangibile di non essere l’unica creatura della terra a essere da meno al resto del mondo.
Questa era una scoperta che apriva nuovi orizzonti. Doveva celare le conoscenze appena acquisite e scovare nuove notizie su quello che le accadeva intorno.
Non voleva più essere una marionetta, non più soggiogata e imbarazzata dalla sua diversità.
Quel libro le stava rivelando come non fosse la povera ra-gazzina deforme e incapace che aveva sempre creduto. Tra quelle pagine c’era una cosa che non aveva trovato e che fa-ceva sembrare tutti gli altri dei diversi. In quelle pagine non si parlava affatto di come difendersi dalla luce solare e non vi era descritto che dal suo calore ci si doveva nascondere nelle case. Non era il dono mortale di cui tanto aveva sentito parla-re. Da quello che c’era scritto si rischiava solo una lieve scot-tatura se la durata dell’esposizione era troppo prolungata, non la fine terrificante da lei sempre pensata, nulla di ciò di cui aveva tanto sentito parlare.”
Alexia Bianchini, Ambra - I sospiri dei mezzosangue

“Trenta passi furono sufficienti per raggiungere la meta: in mezzo a una radura trovarono il corpo martoriato della strega. Era circondato da sei dei suoi gatti, impalati tutt’intorno nella piccola radura. L’odore acre del sangue rendeva l’aria irrespi-rabile, attirando insetti e animali. La scena era raccapricciante.
Fiamma tentò di resistere al senso di nausea. Si avvicinò al cadavere e scacciò le bestie.
Gli occhi della fattucchiera erano stati cavati dalle orbite e strisce nere di sangue essiccato rigavano il volto raggrinzito. Nella bocca, spalancata in un urlo silenzioso, era stata infilata a forza una grossa pietra e il corpo, obbligato a una postura indecente da pali e chiodi, si trovava supino, con le gambe di-varicate. Solo il ciondolo, una semplice sfera di cristallo inca-stonata nell’argento, non le era stato tolto.
Fiamma si chinò e cominciò a rimuovere i chiodi con un martello arrugginito che gli aguzzini avevano abbandonato al suolo, insieme a delle assi di legno.
Marcus rimase zitto e immobile per un attimo, poi, senza proferir parola, si avvicinò per aiutare.
Lei ordinò al ragazzo di scavare una fossa, poi con il suo aiuto sfilò il ciondolo dal collo della salma, come se sentisse il dovere di farlo, e depose il cadavere nella nuda terra.
«Mettiamo dentro anche tutti i suoi gatti?» chiese il giova-ne.
«Certamente» fu l’unica risposta che le uscì, anche se a-vrebbe tanto voluto piangere.”
Alexia Bianchini, Il Cerusico

“Si sentiva diversa da tutti, ma aveva ora in mano la prova tangibile di non essere l’unica creatura della terra a essere da meno al resto del mondo.
Questa era una scoperta che apriva nuovi orizzonti. Doveva celare le conoscenze appena acquisite e scovare nuove notizie su quello che le accadeva intorno.
Non voleva più essere una marionetta, non più soggiogata e imbarazzata dalla sua diversità.
Quel libro le stava rivelando come non fosse la povera ra-gazzina deforme e incapace che aveva sempre creduto. Tra quelle pagine c’era una cosa che non aveva trovato e che fa-ceva sembrare tutti gli altri dei diversi. In quelle pagine non si parlava affatto di come difendersi dalla luce solare e non vi era descritto che dal suo calore ci si doveva nascondere nelle case. Non era il dono mortale di cui tanto aveva sentito parla-re. Da quello che c’era scritto si rischiava solo una lieve scot-tatura se la durata dell’esposizione era troppo prolungata, non la fine terrificante da lei sempre pensata, nulla di ciò di cui aveva tanto sentito parlare.”
Alexia Bianchini, Ambra - I sospiri dei mezzosangue

“Trenta passi furono sufficienti per raggiungere la meta: in mezzo a una radura trovarono il corpo martoriato della strega. Era circondato da sei dei suoi gatti, impalati tutt’intorno nella piccola radura. L’odore acre del sangue rendeva l’aria irrespi-rabile, attirando insetti e animali. La scena era raccapricciante.
Fiamma tentò di resistere al senso di nausea. Si avvicinò al cadavere e scacciò le bestie.
Gli occhi della fattucchiera erano stati cavati dalle orbite e strisce nere di sangue essiccato rigavano il volto raggrinzito. Nella bocca, spalancata in un urlo silenzioso, era stata infilata a forza una grossa pietra e il corpo, obbligato a una postura indecente da pali e chiodi, si trovava supino, con le gambe di-varicate. Solo il ciondolo, una semplice sfera di cristallo inca-stonata nell’argento, non le era stato tolto.
Fiamma si chinò e cominciò a rimuovere i chiodi con un martello arrugginito che gli aguzzini avevano abbandonato al suolo, insieme a delle assi di legno.
Marcus rimase zitto e immobile per un attimo, poi, senza proferir parola, si avvicinò per aiutare.
Lei ordinò al ragazzo di scavare una fossa, poi con il suo aiuto sfilò il ciondolo dal collo della salma, come se sentisse il dovere di farlo, e depose il cadavere nella nuda terra.
«Mettiamo dentro anche tutti i suoi gatti?» chiese il giova-ne.
«Certamente» fu l’unica risposta che le uscì, anche se a-vrebbe tanto voluto piangere.”
Alexia Bianchini, Il Cerusico




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