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Ask the Author: Andrea Gatti

“Ask me a question.” Andrea Gatti

Answered Questions (11)

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An error occurred while sorting questions for author Andrea Gatti.
Andrea Gatti La maggior parte dei misteri nella mia vita si possono facilmente ricondurre alla mia smemoratezza.
Per esempio nell’ottobre del 2021 mi è “scomparsa” una felpa vintage (nel senso che quando l’ho comprata avevo 12 anni e da allora ne sono passati altri 20. Oh, però era ancora in ottime condizioni, si vede che un tempo la qualità degli oggetti era migliore).

Ecco.
Se sostituiamo “scomparsa” con “dimenticata chissà dove”, il mistero è bello e risolto.
Cioè, è un mistero dove sia, non il perché.

La suspense ti ha tenuto col fiato sospeso, eh?

Se invece dovessi pensare a un vero mistero nella mia vita per una vera possibile trama… Direi che non resta altro che il mistero di chi mai mi pone queste domande e di chi mai leggerà queste risposte, e di come un giorno le useranno contro di me.
Andrea Gatti Non è esattamente un libro, ma andrei nella Tri-Island Area, dove sono stati ambientati i vari Monkey Island.
Cosa farei laggiù? Ovviamente punterei a diventare un temibile pirata!
Andrea Gatti Oh, cielo. Uno pseudonimo, dici, misterioso commentatore omonimo?
In effetto ci ho pensato.

Lo penso da molto tempo, ormai, e per dimostrarvelo vi copincollo parte di una sfuriata scritta dieci anni orsono:

“Guardiamo con occhio sospetto tutto ciò che da dentro cerca di andare fuori, eppure portiamo dentro tutto quello che arriva da fuori. Infatti esistono milioni di libri di fantasia sui nostri scaffali, ma arrivano tutti da oltremare, vengono tradotti, e quindi accettati.
Nomi come John, Jack, o l’ormai celeberrimo Harry, stanno bene solo in bocca ad autori stranieri, come Stephen, Edward o Catherine. Se ad usarli è un Francesco, un Roberto o una Clara, allora scoppia il putiferio: come si è permesso? Chi crede di essere? È poco credibile!
Purtroppo è la dura verità, che piaccia o no, ed è per questo che molti validi romanzi underground, sui giovani, sulla musica, vengono rovinati da protagonisti come Carlo, Elisa o Martino. Ed è per questo che sempre più giovani autori italiani ricorrono a stratagemmi come soprannomi accattivanti, diminutivi che sanno d’internazionale oppure all’utilizzo de “il Cognome”, come il Rinaldi, o peggio.
Cosa deve fare un giovane scrittore italiano per mangiare? Abbandonare i propri principi e adattarsi? Be’, dovrebbe, e lo farebbe pure, se avesse un minimo di sale in zucca, ma questo non è il mio caso.”

A parte l’ottimismo adolescenziale (uno scrittore italiano che mangia? Quello sì che non è credibile!), dieci anni fa ero pronto a dichiarare guerra a tutto e tutti, ora invece (che un po’ di sale un zucca ce l’ho) credo che cambierò un nome. Uno solo.

Un nome per domarli, un nome per trovarli,
Un nome per ghermirli e nel buio incatenarli.

EDIT2022:
Ah non si fa più la cosa dello pseudonimo? No?
Ok, cancellata, allora. Cacchio ma almeno potevi cambiare il cognome in Gattironi!
Nemmeno?
Ah, ti sei scordato. Ok.
Andrea Gatti Ever since I can remember, the voices never left me be.
I didn't think I'd miss them after the shot.

Da che ho memoria le voci non mi hanno mai lasciato in pace.
Non pensavo mi sarebbero mancate dopo la fucilata.
Andrea Gatti Eh.

...

Mi ha messo in crisi, 'sta domanda.

Rifuggo dai libri troppo romantici e odio le storie dove il protagonista va in fissa con una lei o un lui e inizia a dare di matto e fare cose senza senso. Peraltro questa passione sfrenata non viene minimamente giustificata, nel maggiore dei casi, se non dicendo "non appena la vide, venne colto da una passione sfrenata".
Di solito riesco a evitarli, ma a volte incappo in libri blasonati che, ahimé, rientrano in questa categoria [di recente: Il grande Gatsby, L'ombra del vento, On stranger tides, tutti i libri sui pirati di Evangelisti (e sospetto -tutti- i libri di Evangelisti)...].

Quindi questa domanda mi mette seriamente in crisi.

Gli ultimi libri con coppie che ho letto sono probabilmente High Fidelity, Slam e One Day, ma non so se meritano il podio, quindi scelgo:

Biff e Maggie (Lamb)
Il perché si trova tra le pagine di questo meraviglioso libro, che dovrei rileggere, tra l'altro.
Andrea Gatti Da un esercizio di scrittura creativa, diceva di immaginarsi l'incipit di un libro partendo da uno scenario esotico e notturno. Niente più.
L'incipit risultante mi piacque tanto che, dopo averlo cestinato, ne riciclai le immagini e le idee che lo avevano ispirato.
Andrea Gatti Di solito dalla minaccia; "Oggi scrivi, eh!", che mi viene puntualmente rivolta dalla mia ragazza.
Non sembra una minaccia, ma vi assicuro che lo è.

Anche leggere mi ispira parecchio, e mi piacerebbe riuscire a leggere più spesso, anche se non è compatibile con la mia pigrizia. Leggendo dei bei libri, o anche dei brutti libri, mi torna la voglia di sedermi alla scrivania e mettermi a scrivere a mia volta.
Andrea Gatti Da qualche parte ho scritto che la pena per rivelarlo sarebbe stata quella di contare ritroso da non ricordo più quale astronomico numero (probabilmente 100), e siccome temo molto questa punizione mi attengo alla parola data.

È anche vero, però, che ho seminato un paio di indizi qua e là, quindi tanto valo sputare il rospo, benché sia masticato e irriconoscibile (cioè evitando accuratamente di fornire troppi dettagli).

Sto lavorando a un romanzo che nulla ha a che vedere con Layne & Co., ambientato a inizio secolo (scorso) nei pressi di (e anche in) New Orleans.
No, non sono mai stato laggiù, ma ho lavorato di fantasia salgariamente e soprattutto ho sgobbato facendo ricerca.
I temi della vicenda saranno l'amicizia, la famiglia e il voodoo (grafia errata, ma più folkloristica). I protagonisti Emeline, un'imprevedibile bambina cocciuta, e Ozee, uno spirito alle prime armi che verrà evocato per errore dalla bambina.
Andrea Gatti Non imparate nessun'altra lingua.
Davvero, finirete col credere che i modi di dire altrui suonino bene anche in italiano.
E no, non suonano affatto bene.
Andrea Gatti Lo saprò quando qualcuno mi giudicherà tale.
Andrea Gatti Sono sempre attanagliato dal blocco dello scrittore, vuoi perché sono molto pigro, vuoi perché ho bisogno di una routine costante e molto tempo libero davanti, per mettermi a scrivere.
Di solito cerco di tenermi libera l'intera mattinata o l'intero pomeriggio per scrivere, perché perfino il minimo impegno manda a quel paese la sessione. Non che poi scriva per ore e ore, di solito me ne bastano due per raggiungere la quota di parole desiderata, ma se ho davanti a me una distesa di ore vuote non noto la pressione e mi metto al lavoro senza indugi.
Non sempre funziona.
DI sottofondo, ultimamente, faccio suonare brani a caso delle raccolte del Blue Note: non capisco nulla di jazz e nessuno canta, quindi non mi distraggo, anzi.

EDIT: 5 anni dopo.
Ahahah! Ahah! Ahahahah! Ah!
Ahah!
XD
L'intera mattinata, dicevo! L'intero pomeriggio!
Bella la vita dello studente mantenuto da mamma.
A 31 e passa anni, il blocco dello scrittore può durarmi da un giorno a un anno. Se tutto va bene. E non esistono più "interi" periodi del giorno.
E non immagino nemmeno cosa succederebbe se procreassi.
Cioè, lo immagino, ma non credo deponga a favore del mio discorso.
Il lavoro nobilita sì l'uomo, ma lo prosciuga, anche.
Siate saggi, giovani, bevete in abbondanza, finché potete. Fate come i cammelli, immagazzinate.
Così ci metteranno di più a prosciugarvi.

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