The Tartar Steppe Quotes

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The Tartar Steppe The Tartar Steppe by Dino Buzzati
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The Tartar Steppe Quotes (showing 1-18 of 18)
“...كل شيء يفر، الرجال، الفصول، الغيوم، ولم يعد مجدياً التشبث بالصخور،...”
دينو بوتزاتي, صحراء التتار
“Nel sogno c'è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch'è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un'occhiata indietro. "Ferma, ferma!" si vorrebbe gridare, ma si capisce ch'è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Difficile è credere in una cosa quando si è soli, e non se ne può parlare con alcuno. Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“It was at this period that Drogo realised how far apart men are whatever their affection for each other, that if you suffer the pain is yours and yours alone, no one else can take upon himself the least part of it; that if you suffer it does not mean that others feel pain even though their love is great: hence the loneliness of life.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“أيةُ هفوةٍ حزينة كانت تلك؟ فكر دروغو، ربما الأمر هكذا، إنّنا نفكر أنه تحيط بنا مخلوقات شبيهةٌ بنا، على العكس ليس ثمة سوى الجليد والأحجار التي تتكلم لغةً غريبةً، ما نكاد نرفع أيدينا، لنسلّم على صديق حتى تهوي، وتنطفئ الابتسامة على الأفواه، لأننا ننتبه إلى أننا وحيدون بشكلٍ كامل”
دينو بوتزاتي, صحراء التتار
“Because it may be fine to die in the open, with one’s body still young and healthy amidst the triumphant echoes of the bugles; but it is a sadder fate to die of wounds in a hospital ward after long sufferings, and it is more melancholy still to meet one’s end in one’s bed at home in the midst of fond laments, dim lights and medicine bottles. But nothing is more difficult than to die in some strange, indifferent spot, in the characterless bed of an inn, to die there old and worn and leave no one behind in the world.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile. Ma è pur sempre un'altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
tags: life, time
“Выходит, пел не солдат, не человек, способный чувствовать холод, наказание, любовь; пели враждебные ему горы. Какая обидная ошибка, подумал Дрого, может, и в жизни все вот так: мы считаем, что вокруг нас люди, такие же, как мы, но вместо них только холод, только камни, с их непонятным языком. Хочешь пожать руку друга, но твоя протянутая рука безвольно опускается и улыбка гаснет: оказывается, рядом – никого и ты так одинок.”
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
“كانت تنهشهما الحيرة في هذه الليلة اللانهائية، وهما دروغو وترونك مستندان الى الحاجز وقد سمّرا أعينهما نحو العمق، هناك حيث يبدأ سهل التتار، على حين بدت البقعة الغامضة ثابتة في مكانها كأنها تغفو مضطجعة، ثم رويداً رويداً أخذ يتملك دروغو شعور أن هذا مجرد لا شيء. إنه مجرد جلمود يشبه راهبة، وأن عينيه مخدوعتان، إنه مجرد تعب، وهمٌ أخرق. ها هي ذي ظلال مرارة كثيفة تلامسه. بالضبط كما يحدث عندما تمرّ بنا ساعات القدر دون أن تمسنا، ومن ثم يضيع صخبها بعيداً عنّا، على حين نبقى نحن وحيدين، تائهين في لجة بعض الأوراق اليابسة، نجتر حسرة تلك الفرصة الضائعة”
دينو بوتزاتي, صحراء التتار
“چه اشتباه غم‌انگیزی! چه بسا احساس‌های ما همه همین‌گونه باشند. خود را میان موجوداتی شبیه به خود می‌پنداریم، اما جز یخبندان و سنگستانی که به زبانی برای ما نامفهوم سخن می‌گویند چیزی در اطراف‌مان نیست. می‌خواهیم به دوستی درود بگوییم و دست پیش می‌بریم که دستی را بفشاریم، اما دست به لختی فرو می‌افتد. لبخند بر لب‌مان می‌خشکد زیرا در می‌یابیم که دوستی نیست و کاملا تنهاییم.‏”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Drogo s’aperçut à quel point les hommes restent toujours séparés l'un de l'autre, malgré l'affection qu'ils peuvent se porter ; il s'aperçut que, si quelqu'un souffre, sa douleur lui appartient en propre, nul ne peut l'en décharger si légèrement que ce soit ; il s'aperçut que, si quelqu'un souffre, autrui ne souffre pas pour cela, même si son amour est grand, et c'est cela qui fait la solitude de la vie.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di sì e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e si riprende senza affanno la strada. Così continua il cammino in un'attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualcosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa in tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. Chiudono a un certo punto alla nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e non si fa in tempo a tornare.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Ma una decisione bisognava pur prenderla, e ciò gli dispiaceva. Egli avrebbe preferito continuare l'attesa, rimanere assolutamente immobile, quasi a provocare il destino affinché si scatenasse davvero.”
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
“I muri nudi ed umidi, il silenzio, lo squallore delle luci: tutti là dentro parevano essersi dimenticati che in qualche parte del mondo esistevano fiori, donne ridenti, case allegre e ospitali. Tutto là dentro era una rinuncia, ma per chi, per quale misterioso bene?”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“اکنون حتی اندوهی تلخ و عمیق دلش را پر کرده بود، مثل وقتی که مهم‌ترین ساعات سرنوشت از سر ما می‌گذرد و به ما نه اشاره‌ای می‌کند و نه از گوشه‌ی چشم نگاهی، و غرش آن‌ها در فواصل دور محو می‌شود و ما میان برگ‌های خزان‌زده چرخان در گردباد آن‌ها، با دستی خالی و دلی پر از حسرت فرصت مهیب اما شکوهمند از دست رفته‌ای تنها می‌مانیم.‏”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“Demek ki yaşam bir tür şakaydı: kibrinden, girdiği bir iddia yüzünden her şeyi yitirmişti.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe
“(...) o que era bom ficou para trás, muito para trás, e ele passou adiante, sem dar por isso.
Ah, é demasiado tarde para voltar; atrás dele aumento o fragor da multidão que o segue, impelida pela mesma ilusão, mas ainda invisível na branca estrada deserta.”
Dino Buzzati, The Tartar Steppe

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