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Ascolta il mio cuore
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Celebrando Bianca Pitzorno > Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno

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Livia (rienafaire) | 987 comments Mod
Rompo gli Indù G (:D) e apro il topic dedicato a Ascolta il mio cuore, il romanzo di maggiore successo di Bianca Pitzorno e incidentalmente anche uno dei miei preferiti.
Non saprei dire quante volte l'ho riletto da bambina, ma ormai è da un sacco che non l'ho più aperto, e per questo ho deciso di rileggerlo in occasione di questo gruppo di lettura. Sarà veramente interessante scoprire cosa è cambiato nel frattempo (devo dirlo, ho un po' di paura).

Per chi vuole leggere, rileggere o semplicemente discutere Ascolta il mio cuore questo mese: non ci sono grandi spoiler (ma questo forse lo dico perché lo conosco a memoria :P), però ricordate di usare la tag appropriata per gli avvenimenti più avanti nel libro. Per il resto, libertà completa nella discussione.

Comincio col dire che rileggendo la storia di Dinosaura con la targa sono morta dal ridere...


Chicco Padovan | 461 comments L'ho finito un paio di giorni fa.
Mi è piaciuto molto. Tra l'altro, noto sempre più che i libri di scrittori italiani che mi piacciono, sono quelli che raccontano qualcosa del nostro paese, del nostro modo di essere o della nostra cultura. Anche rielaborati in chiave fantastica.
Quando si cerca di fare qualcosa nel solco degli autori inglesi-americani, specialmente nel genere YA, il risultato è spesso deludente. Almeno per me.


Livia (rienafaire) | 987 comments Mod
Tra l'altro, noto sempre più che i libri di scrittori italiani che mi piacciono, sono quelli che raccontano qualcosa del nostro paese, del nostro modo di essere o della nostra cultura. Anche rielaborati in chiave fantastica.
Quando si cerca di fare qualcosa nel solco degli autori inglesi-americani, specialmente nel genere YA, il risultato è spesso deludente. Almeno per me.


Sono più che d'accordo. Vedo che oggi tanti giovani autori (pubblicati da case editrici grandi e piccole) provano a scrivere YA come la scrivono gli americani/gli inglesi (senza fare distinzione tra le due categorie, tra l'altro), non accorgendosi di quanto il risultato suoni finto. Non solo quando la storia si svolge fuori dall'Italia, con protagonisti che magari sono italiani ma che neanche hanno un nome italiano; anche quando l'ambientazione rimane all'interno dei nostri confini non c'è autenticità in quello che viene scritto. In un certo senso, diventiamo peggio degli autori americani che ambientano i loro YA in Italia (o in un altro paese straniero) basandosi su guide turistiche e luoghi comuni. Brrr.

Tornando a Ascolta il mio cuore, riprendo la questione che abbiamo affrontato anche in altri topic, la divisione tra buoni e cattivi. Ecco, se questo è il libro di Bianca Pitzorno che amo di più (insieme al resto di Lossai) è perché questa divisione è meno netta. D'accordo, le nostre protagoniste sono buone, ma non fanno sempre la cosa giusta e non sono delle illuminate. Pure gli zii di Elisa, che tra i tutti gli adulti sono senz'altro quelli che riescono a comprendere meglio i problemi delle protagoniste non danno loro sempre ragione; hanno le loro ragioni e per quanto capiscano che il comportamento della maestra Sforza è ingiusto non hanno la volontà di ribellarsi.
E la maestra Sforza è ingiusta con le sue alunne povere, ma qui la Pitzorno non cerca di dire che è ingiusto perché tutti i poveri sono buoni: la descrizione del quartiere del mercato vecchio di Lossai è molto vivida, e Iolanda e Adelaide vengono descritte sia nei pregi che nei difetti, e per questo risultano dei personaggi reali, per i quali ci si sente davvero come Prisca quando ricevono delle ingiustizie.

Insomma, l'unico santo è il signor Piras.


Chicco Padovan | 461 comments Ed è un peccato, specialmente parlando di letteratura fantastica, visto la tradizione del nostro paese.

Per la distinzione tra buoni e cattivi in questo libro io non l'ho avvertita. C'è poco da fare, basta chiedere ai nonni o ai genitori. Le maestre erano davvero così.
Se mai la cosa forzata potrebbe essere come delle bambine da sole riescano a fare tante cose contro l'insegnate. Ma io non l'ho mai trovato poco credibile.


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