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Poison Study (Study, #1)
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Tintaglia | 2908 comments Mod
[Cattivi, fate aprire di nuovo a me la discussione! disonore sulla vostra mucca!]
[[Si ricompone]]

Premetto una cosa: ho affrontato Poison study senza alcuna aspettativa, e invece ho trovato un romanzo scorrevole, piacevole e che mi ha dato da riflettere per qualche tempo. Non è privo di difetti, ma li ho trovati nettamente minori rispetto al resto.

Parto con ordine: per una volta non avrei strozzato la protagonista nè il protagonista maschile, che per me è già qualcosa rispetto ai fantasy standard: Yelena ha un passato difficile e oscuro, ma è anche in gamba e piena di risorse, e propositiva: non la fanciulla da salvare, inerte tra le mani del cattivo prima e dell'eroe poi.
E l'eroe non è tanto eroe, alla fine: certo, è ricco di talenti ( bello come il sole, ca va sans dire) ma è prima di tutto un manipolatore e un assassino senza alcuno scrupolo nè rimorso, con un'unica fedeltà: il Comandante.
Ossia chi ha instaurato una dittatura militare completamente liberticida.
e qui faccio una pausa, perchè questo è un argomento che mi ha molto toccato: il difetto che rimprovero a Yelena e Valek è di avere troppi talenti: porca miseria, lei sa fare TUTTO una volta che ci si mette (e anche se non ci si mette, vedi la magia: qualcosa mi dice che sarà una maga strapotente o con abilità rarissime...), e lui nel combattimento è pressochè disumano. Eh, insomma!

E passiamo ai punti che mi hanno colpito di più: il Comandante e la dittatura.
il Comandante mi piace come personaggio, anche se avrei preferito che venisse approfondito maggiormente il suo rifiuto della propria natura femminile, e quelle che sono le radici della completa mancanza di compassione (al limite dell'irragionevolezza) e la totale adesione a regolamenti che possono rivelarsi nocivi: la negazione della propria femminilità, il rifiuto di essere quella che è ha un legame con questa totale rigidità? Perchè, dati i suoi talenti eccezionali, non ha scelto di affermarsi come donna? E il ricordo di quando ha ucciso il lupo, camuffandosi da uno di loro, è un riflesso (o l'ispirazione) del camuffamento quotidiano a cui si sottopone? Non sono riuscita a farmene una ragione.
secondo: la dittatura. il Comandante ci viene presentato come un capo giusto, attento a sfruttare al meglio i talenti di chiunque; allo stesso tempo una monarchia crudele e corrotta è stata sostituita da un sistema completamente liberticida, che nega non solo la fede e il divertimento personali (eccetto che nelle dosi e nei modi accettati dal regime, come le due feste annuali), ma scoraggia l'apprendimento di qualsiasi cosa non sia strettamente inerente al proprio mestiere - che viene comunque assegnato, senza possibilità di scelta.
i movimenti sono controllati strettamente, il dissenso sradicato, i beni di lusso proibiti, ogni deviazione dal Codice punita con la morte: eppure nessuno, tanto meno i protagonisti, batte ciglio. Valek, anzi (anche se con un tocco di compassione ragionevolezza) fa entusiasticamente parte del sistema, e ha svolto un ruolo fondamentale nel portare il Comandante al potere.
ma non c'è discussione, solo il ricordo della corrotta monarchia di prima, come se fra l'uno e l'altro sistema non ci fossero vie di mezzo.
per carità, questo è il primo volume della trilogia, ed è possibile che le cose si sviluppino in seguito, ma mi ha sconcertata questa naturale, passiva presentazione di un regime, senza che nè l'autrice nè i personaggi lo trovassero motivo di discussione.

Voi che ne dite?


LauraT (LauraTa) | 232 comments Molti spunti interessanti. Non ho tempo adesso, ma mi ci soffermero' domani...


LauraT (LauraTa) | 232 comments Eccomi con le idee un pò più ... organizzate.
Il libro come diceva Tintaglia mi ha positivamente colpito: tra quelli letti ultimamente è stato quello che ho apprezzato di più. E' vero che i protagonisti sono sufficientemetne esagerati nel loro essere bravisismi, ma in fondo da un libro così non è che ci si aspetti approfondimetni psicologici.
Il Comandante che rinuncia - e in qualche modo nega anche a se stesso - la parte femminile è credo sintomatico del tipo di organizzazione sociale. Una sorta di imposizione dall'esterno. Dispiace che chi ha ottenuto tanto potere non riesca poi a scardinare questo dettame.
Per quanto riguarda la dittatura militare al posto della monarchia corrotta, io ho pensato all'unione Sovietica: per spazzare via un sistema corrotto alle fine si è fatto posto ad uno ancora peggiore - per non parlare di quello che sta succedenso adesso in Russia ....
Il personaggio del Comandante è qello che mi è piaciuto più di tutti: in fondo la coerenza e l'impegno indefesso sono caratteristiche che cerco nei miei eroi ... Il fatto che non sia presente, se non in modo marginale da quel poco che ho letto in rete, nei successivi due episodi mi ha fatto accantonare la loro lettura, almeno per il momento!


message 4: by Tintaglia (last edited May 30, 2012 03:11AM) (new) - rated it 3 stars

Tintaglia | 2908 comments Mod
(A parte forse il fatto che Yelena sembri collezionare amici a velocità fulminante.)

Soprattutto per una che dovrebbe avere difficoltà relazionali e diffidenza nei confronti del prossimo. O.O

quanto all'accettazione del regime, in parte sono d'accordo con Tintaglia (erano le stesse domande che mi ponevo leggendo il primo Hunger Games), in parte no, nel senso che ho apprezzato parecchio l'ambiguità della situazione. E' piuttosto realistica imho.

Io invece trovo che sia una rappresentazione molto diversa da quella di HG: già nel primo si vede che la popolazione è rassegnata, ma percepisce il regime della capitale come oppressivo, osceno, vergognoso: poi può avere troppa paura per ribellarsi, ma quello è un altro conto, il desiderio c'è (e più che espresso, tra l'altro, da Gale - e sottovoce anche da Katniss). Qui passa completamente sotto silenzio, a mio parere: voglio dire, è percepito come normale, non ci sono correnti (nemmeno sotterranee) di ribellione, le tensioni eventuali si giocano tutte a livello di complotti per il potere o di smercio di informazioni.

Una cosa, ho letto il libro contemporaneamente a un'amica, lei in italiano e io in inglese, e ho notato che abbiamo reagito in maniera nettamente opposta in diversi casi, primo fra tutti la scrittura: secondo lei scialba e banale, secondo me asciutta e dritta al punto. Non ho modo di confrontare il testo in italiano al momento, quindi chiedo: secondo voi è un problema di traduzione o di diverso gusto/percezione dello stile? A voi come è sembrato?

Io l'ho letto in italiano (maledette statistiche della biblioteca...) e volevo fare la stessa domanda. XD
La traduzione è assassina, giuro: non avevo l'originale a portata di mano, ma l'ho trovata estremamente sciatta come linguaggio e resa generale.
indubbiamente anche in originale non credo che lo stile sia particolarmente ricco e vibrante, ma in italiano era davvero di una banalità disarmante.


Livia (rienafaire) | 987 comments Mod
(A parte forse il fatto che Yelena sembri collezionare amici a velocità fulminante.)

Soprattutto per una che dovrebbe avere difficoltà relazionali e diffidenza nei confronti del prossimo. O.O


Questa mi è sembrato un aspetto poco sviluppato della storia: uno dei primi desideri che esprime Yelena una volta apprendista assaggiatrice è proprio quello di "farsi dei nuovi amici", e sebbene la necessità del contatto umano sia comprensibile si concilia male con un passato completamente stravolto dal tradimento (Brazell che prima la nutre e poi la usa per gli esperimenti, ecc.). Di fondo l'ho visto come un segno della sua positività nei confronti della vita, però lo avrei voluto vedere più approfondito.

Accettazione del regime: bisogna considerare che il punto di vista che abbiamo a disposizione appartiene a una ragazza che non ha mai vissuto fuori dalla dittatura militare (considerando che la sua prima infanzia a Ixia sembra come completamente dimenticata). Apprezzo molto il fatto che Yelena non abbia idee di rivoluzione estranee alla sua formazione (come invece succede ai personaggi di tanti YA 'storici', tipo in A Great and Terrible Beauty, dove la protagonista sembra arrivare direttamente dagli anni 2000): d'altra parte ha dovuto badare a se stessa, non ha certo avuto tempo per riflettere sulla giustizia del tutto.
Dall'altra parte invece abbiamo Valek che ha contribuito pesantemente all'instaurazione del regime, e che incredibilmente è l'unico personaggio che vede delle sfumature ("forse dovremmo avere dei maghi a disposizione", ecc.).
Il problema della rappresentazione della dittatura militare io non lo vedo tanto nelle reazioni dei personaggi a essa, quanto nel modo in cui la gestisce l'autrice, che prendendo le parti di Yelena e di Valek attribuisce verità ad affermazioni come quella che gli scopi di Ambrose sono stati raggiunti senza eccessi di violenza e dolore, quando sono state ammazzate un sacco di persone, per dire.
Il fatto stesso che il comandante accetti di nascondere la sua natura femminile al mondo e che la cosa si chiuda lì mi fa chiedere come un sistema così chiaramente problematico non venga evidenziato come tale in qualche modo. Da qui mi dico: è impossibile ((view spoiler)) che la cosa non venga ripresa negli altri libri. Sarebbe altrimenti un uso molto superficiale di un'ambientazione così vicina alla nostra realtà (io più che alla Russia ho pensato al Sud America). Non lo so, sono un po' perplessa.

Ambrose or Ambrosia: un elemento particolare che non mi sarei mai aspettata, soprattutto in un ruolo così secondario, ma che allo stesso tempo non stona.

Sullo stile: io ho letto il romanzo in inglese e non l'ho trovato brillante, ma allo stesso modo non l'ho trovato neanche particolarmente sciatto, nonostante sia convinta che in italiano qualche espressione mi avrebbe fatto storcere il naso. Diciamo che fa il suo lavoro in modo onesto.
Sulla traduzione chiaramente non so dire, ma considerato cosa ci troviamo oggi per le librerie chissà cosa possono fare di una pubblicazione da edicola. :|

Romance: come accennavo a Diana in una email, mi è piaciuta fino alla dichiarazione di Valek, che invece ho trovato un po' melensa e banale.
Tralasciando naturalmente il fatto che la simpatia di Valek per Yelena è da subito molto evidente, le fa passare un sacco di cose (deh, hai complottato con una maga di Ixia, e che sarà mai? grazie che me l'hai detto), ma è coerente con il genere, insieme all'idea di tenerla nel suo appartamento eccetera eccetera.

La storia mi ha coinvolto molto, anche se molti degli sviluppi erano più che prevedibili: l'inesistenza del Butterfly dust, il fatto che il cattivo fosse Brazell e che il Criollo fosse un problema (deh, mi dici e ripeti il nome del dessert con tanta attenzione, è chiaro che c'è qualcosa dietro).

Cosa pensate del personaggio di Maren? E' l'unica donna dell'esercito con cui Yelena interagisce in modo sostanzioso (va be', Ambrose a parte) e la sua ostilità nei confronti di Y. sembra più dovuta alle attenzioni di Valek che altro.
Anche gli altri personaggi femminili mi sono sembrati un po' sfuggenti, vedi che l'unico positivo (al di fuori della protagonista) è la maga di Ixia che le fa da mentore.

Sulle abilità di Yelena: sembra che le acquisisca troppo facilmente e velocemente, ma secondo me è solo perché la storia non parla di quello. Le settimane che Yelena passa a studiare i veleni o a combattere con Janco e Ari non aggiungono alcun elemento e quindi sembra che non presentino difficoltà.


Per ora è tutto, scusate il generale disordine del post.


Georgiana 1792 | 1544 comments Allora... ci sono arrivata!
Ihihih! E pensare che ho finito il GdL di Giugno prima di questo. Però mi dispiaceva non terminare l'ennesima lettura con voi, dal momento che avevo abbandonato già Gone e Buona Apocalisse a tutti (che prima o poi - chissà quando - riprenderò!).

Premetto che l'ho letto in italiano, ma non ho trovato il linguaggio molto sciatto. Diciamo lineare...?
Bisogna tuttavia tener presente che le differenze basilari delle due lingue si accentuano maggiormente quando si parla di fantasy o distopico, a causa di neologismi e termini di fantasia da tradurre. E la lingua già asciutta sembra diventare sciatta. Ricordo quando ho letto The Maze Runner in inglese: aveva un linguaggio asciutto e molto elementare, che nella traduzione italiana diventava scandalosamente ridicolo (a giudicare dalle recensioni che ho letto). Secondo me, però, questo è un sintomo anche di una traduzione molto vicina alla letterale (che preferisco di gran lunga a un linguaggio più articolato, ma che spesso si discosta dal significato originale.)
Comunque io l'ho ascoltato, forse anche per questo ho sofferto meno il linguaggio troppo piatto. Non so.

Passiamo agli argomenti fondamentali... Il rapporto fra Yelena e Valek... Bah, una sorta di sindrome di Stoccolma? Anche a posteriori (view spoiler), mi sembra alquanto assurdo. E comunque, per essere stato pubblicato in una collana di romance, me lo aspettavo. E' un classico, in effetti. Però, trattandosi di una struttura sociale diversa, fantasy - con riferimento a regimi militari reali - ci può anche stare. Ma, ripeto, è la classica situazione da romance; tenendo poi presente quello che Yelena aveva già dovuto sopportare dallo psicopatico che ha ucciso (scusate, al momento non ricordo il nome...), è logico che a suo confronto Valek sembri il principe azzurro!

Sulle abilità di Yelena: sembra che le acquisisca troppo facilmente e velocemente, ma secondo me è solo perché la storia non parla di quello. Le settimane che Yelena passa a studiare i veleni o a combattere con Janco e Ari non aggiungono alcun elemento e quindi sembra che non presentino difficoltà.

Effettivamente Yelena è un'acrobata e una maga, quindi mi sembra anche normale che acquisisca abilità e competenze anche piuttosto velocemente (e comunque mi è sembrata molto caparbia); invece quello che mi ha lasciata un po' di stucco è stata la prima prova come assaggiatrice, come mai riuscisse a percepire da subito gli ingredienti presenti in un cibo. Come se fosse stata un cuoco nella sua vita precedente.

Riguardo ad Ambrosia/Ambrose, non credo che non sarà citato più avanti: non mi voglio lasciar persuadere che nell'ultimo capitolo della serie non arrivi ad accettare la sua femminilità.
Credo che più avanti leggerò gli altri capitoli. Mi è piaciuto abbastanza e sono un po' curiosa... Con gli audiolibri è più facile... :)


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