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Belle per sempre by Katherine Boo
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11916501
's review
Nov 11, 12

Read from November 02 to 11, 2012

“Belle per sempre” sono le parole usate per reclamizzare le ceramiche italiane nei manifesti attaccati al muro che divide lo slum di Annawadi dal quartiere internazionale adiacente all’aeroporto di Mumbai, capitale finanziaria dell’India, che si affaccia sul mar Arabico, la quarta città più popolosa del mondo con oltre venti milioni di abitanti.
Ho iniziato a leggere il libro spinta da una recensione letta in un giornale e convinta di trovare un romanzo in cui fiction e realtà fossero bilanciate in modo da creare una rappresentazione seppur parziale della realtà indiana, con personaggi emblematici e problematiche sociali concrete. Ho trovato un reportage giornalistico scritto da Katherine Boo, giornalista del New Yorker, vincitrice del Pulitzer e del National Magazine Award, frutto di una ricerca sia documentale che di testimonianze dirette svolta nel periodo dal novembre 2007 al marzo 2011 nello slum, e la storia raccontata è reale come reali sono i protagonisti. L’ho capito presto, trovandomi alle prese con uno stile giornalistico, abbastanza piatto e cronachistico, che non si preoccupa tanto del linguaggio, degli intrecci della trama e dei temi da trattare in un romanzo sociale, quanto di raccontare la semplice sopravvivenza dei protagonisti, donne e bambini in primo luogo, in una baraccopoli costruita abusivamente in un terreno di proprietà dell’aeroporto internazionale, vicina ad un canale di scolo dei rifiuti degli eleganti hotels internazionali che si trovano al di là del muro, nelle cui strade giocano bambini sporchi e affamati che lavorano raccogliendo i rifiuti che gli hotels e l’aeroporto producono, rivendendoli poi alle imprese che li riciclano, dove lavorano e cucinano donne giovani invecchiate dalla fatica fuori e dentro lo slum, che per arrotondare i pochi soldi si dedicano alla prostituzione nelle strade vicine frequentate dagli stranieri, dove si ubriacano uomini che anziché cercarsi un misero lavoro –che hanno perso o non hanno mai avuto- bevono per non pensare a nulla e sfogano la rabbia sulle donne inermi.
“Tutt’attorno a noi ci sono rose. E noi siamo la merda tra le rose” dice uno dei ragazzini protagonista del libro.
Su tutti domina la voglia di uscire di là, di andarsene da quella miseria che uccide, di sollevarsi dalla condizione in cui la casta di appartenenza costringe a stare, o con un buon matrimonio o arricchendosi con il commercio; purtroppo la vita dei più miseri tra i miseri è così insicura che la speranza nel futuro non riesce ad attecchire perché può capitare un qualsiasi evento fortuito che ti butta a terra e perdi in un attimo tutto quello che avevi guadagnato con fatica. Si è soli, abbandonati a sé stessi, in lotta con il mondo, senza nessuna protezione. O meglio, la protezione,pur se incerta, devi pagarla, perché la corruzione regna incontrastata, le mazzette circolano in ogni ambiente, per i vivi e anche per i morti.
Riporto le parole dell’autrice in una nota finale, che fanno riflettere anche il lettore occidentale alle prese con la peggiore crisi economica mondiale:” Nell’era della globalizzazione, un’epoca di lavori ad hoc, precari, ed estremamente competitiva, la speranza non è finzione. La povertà più estrema è gradualmente alleviata, in modo non omogeneo e tuttavia significativo. Ma mentre il capitale fluisce rapidamente in tutto il pianeta e l’idea di lavoro fisso è diventata anacronistica, l’incertezza della vita quotidiana riesce a polverizzare la speranza individuale. Idealmente il governo allevia una parte dell’incertezza. Troppo spesso uno Stato debole la intensifica e si dimostra più abile ad alimentare la corruzione che le potenzialità umane.”
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Comments (showing 1-2 of 2) (2 new)

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message 1: by Andrea (new)

Andrea Dopo aver letto la tua profonda revisione, voglio leggere questo libro. Grazie!


Sandra Andrea wrote: "Dopo aver letto la tua profonda revisione, voglio leggere questo libro. Grazie!"

Prego! Sono io che ringrazio te. E' un libro interessante per conoscere la realtà indiana così piena di contraddizioni, di molteplicità e varietà di genti e razze. Certo e' una nazione immensa con immensi problemi, di cui la povertà estrema di parte della popolazione e' il principale. Poi c'è la corruzione, a tutti i livelli. Beh mi fermo, buona lettura :)


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