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Fiori per Algernon by Daniel Keyes
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10665336
's review
Aug 05, 2012

really liked it
bookshelves: favourite-books
Read from August 05 to 07, 2012

*little spoiler*

'Vollio esere inteligiente. Michiamo Charlie Gordon e lavvoro nela paneteria di Donner...'

Eccola lì. Proprio lì, inchiodata alle pagine e cruda e inevitabile. La consapevolezza che Charlie ha compreso (comprendere: cum+prendere, contenere in sé), con tutto il dolore che richiede una tale comprensione, che lo sviluppo intellettuale, la genialità e il sapere, se non accompagnati - presi per mano - dall'amore e da uno sviluppo emotivo sereno, conducono attraverso il labirinto dell'isolamento, dello scontro irrisolvibile con l'io. Non c'è un'uscita. La chiudiamo con le nostre stesse mani per non aprirla più.

Charlie vuole diventare intelligente per poter essere amato, desidera piacere a tutti, capire chi è, forse vorrebbe trovare nei ricordi che gli sfuggono continuamente quella dolcezza che a stento riesce a riconoscere quando gli viene manifestata - di rado, certo, ma lui sembra avvertire che è una cosa buona, pur se non sa come chiamarla. Corre il rischio di un intervento sperimentale che gli consentirà di sviluppare il suo potenziale e di competere con il topo Algernon, già operato con successo, nella risoluzione dei labirinti del laboratorio di Psicologia. La sua metamorfosi sarà rapidissima, e l'evoluzione del linguaggio di Charlie, che tiene un diario dei suoi progressi, ne è la prova.
Il ragazzo, inizialmente incapace di ravvisare negli altri la crudeltà e di concepire da sé l'ira o il risentimento, diviene in breve tempo un genio, versatissimo in ogni disciplina, in ogni campo dello scibile umano. Coloro che prima gli apparivano semidei perché portatori di conoscenza, ora lo annoiano e lo indispongono: la sua intelligenza lo ha reso insofferente a chiunque non riesca a raggiungere i suoi picchi di genialità, rendendolo contemporaneamente incapace di provare quei sentimenti che aveva tanto ricercato nelle tenebre della sua deficienza.
L'aumento esponenziale del suo quoziente intellettivo non va di pari passo con la sua sfera emotiva, che rimane compressa, rattrappita, senza i mezzi per evolvere. Charlie avverte una sete di conoscenza che immagina non estinguibile, i suoi rapporti con l'alterità sono flagellati dal frustrato desiderio d’accettazione che gli ha causato - e continua a causargli - il vuoto che sembra inghiottirselo tutto intero. L'emotività è rimasta quello del vecchio Charlie, che resta sulla soglia delle sue percezioni, ai margini della sua vita, impedendo al nuovo Charlie di costruire relazioni serene.
Comprende che nemmeno ora potrà essere felice, perché il mondo non lo accetta. Esattamente come quando era il ragazzo 'tardo', quel mucchietto di vecchi abiti tutto intento a giocare coi bottoni della camicia. E se il mondo è quello minuscolo della sua stanza ammobiliata o quello più vasto dei congressi scientifici, cambia poco. È la percezione che Charlie ha di sé a essere distorta, irriducile, votata alla sofferenza.

'...la ricerca della conoscenza esclude anche troppo spesso la ricerca dell'amore. Questa è un'altra cosa che ho scoperto per mio conto... E io dico che la mente assorta e chiusa in se stessa come un fine centrato nell'io, a esclusione dei rapporti umani, può condurre soltanto alla violenza e al dolore.' (pag. 251)

Quando il topo Algernon comincia ad accusare sintomi di deterioramento intellettivo, si affaccia all'intuito di Charlie la possibilità che il declino tocchi anche a lui. La regressione non è un'ipotesi, e Charlie s'impegna, con i residui di lucidità che gli restano, a compiere uno studio sull'intervento che ha subito e le sue conseguenze. Ma la decadenza non aspetta, né sembra intenzionata ad avere compassione.

'Per piacere... Per piacere... non farmi dimenticare come si legge e si skrive...' (pag. 305)

Charlie sentirà fisicamente il cambiamento, e riconquisterà l'umanità che da genio sembrava aver perduto.
Il vecchio Charlie, forse, potrà tornare a sorridere.

L'evoluzione linguistica di Charlie è il mezzo che ci consente di seguirne le vicissitudini, la ricostruzione dei ricordi, l'acquisizione delle consapevolezze: inizialmente è quasi impossibile leggere spediti, alcune parole sono a stento riconoscibili, ma è tutto più che funzionale a far sì che la nostra identificazione con Charlie sia totale, senza scappatoie. Immaginare di pensare come lui è uno sforzo che ci viene chiesto per poter meglio renderci conto quanto sia difficile per lui intrattenere relazioni di qualsiasi genere. L'attaccamento che ho sentito per questo ragazzo è stato immediato, la sua ingenuità, la sua inattaccabile bontà mi hanno commossa profondamente, e un personaggio che riesce a farti riflettere su quante piccole crudeltà commettiamo ogni giorno è destinato a smuovere qualcosa di intimo, qualcosa di cui tutti abbiamo vergogna. Sì, perché tutti, quotidianamente, facciamo qualcosa di crudele. Un pregiudizio, uno scatto d'ira, la pretesa di saperne di più degli altri, l'alzare muri tra noi e il resto del mondo.
Pensiamoci. Proviamo a rimediare.
Per tutti i Charlie.
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Quotes Monia Liked

Daniel Keyes
“Just leave me alone. I'm not myself. I'm falling apart, and I don't want you here.”
Daniel Keyes, Flowers for Algernon


Reading Progress

08/07/2012 page 201
64.0% "In momenti come questi la mia carne è sottile e tesa, e la brama intollerabile di far parte di tutto ciò mi spinge fuori a cercare negli angoli bui e nei vicoli ciechi della notte."
08/07/2012 page 251
80.0% "...la ricerca della conoscenza esclude anche troppo spesso la ricerca dell'amore. Questa è un'altra cosa che ho scoperto per mio conto... E io dico che la mente assorta e chiusa in se stessa come un fine centrato nell'io, a esclusione dei rapporti umani, può condurre soltanto alla violenza e al dolore."

Comments (showing 1-2 of 2) (2 new)

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Gabriele bellissima recensione


Monia Gabriele wrote: "bellissima recensione"
Questo libro mi è diventato preziosissimo, uno dei più belli letti quest'anno.


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