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Che fine ha fatto Mr Y. by Scarlett Thomas
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2674555
's review
Jul 15, 2012

did not like it
bookshelves: britannici, romanzi
Read from December 10 to 17, 2010

Che nervi.

È scritto senza criterio. Non è neanche questione di "oh, scrive improvvisamente e usa tanti altri avverbi inutili, che cessa". È proprio questione di logica. Il fastidio c'è a pelle.
L'autrice usa la prima persona al presente, che di norma comporterebbe un ritmo serrato e pensieri come flussi di coscienza. Qui invece il tono è quello di chi scrive delle memorie e si rivolge a un lettore, sia per l'uso dei "penso che", "credo che", "mi chiedo se", "mi viene in mente che" (a volte seguiti addirittura da pensieri e domande riportate con le virgolette), sia per il flusso di coscienza inesistente (i flashback del passato sono introdotti come racconti nel racconto, scritti al passato remoto con tanto di dialoghi virgolettati), sia per gli infodump del caso (dalle questioni filosofiche a quelle fisiche spiegate al lettore senza uno straccio di tentativo di suonare naturale). L'impressione è di una protagonista che smette di vivere, si volta verso la quarta parete e dice: "A volte mi sveglio con una sensazione così intensa di sconforto che riesco appena a respirare"; "Certe volte, faccio un esperimento mentale che funziona così [...]"; "Telemanzia: tele da telos, che vuol dire distante, e manteia, divinazione"; "Ripenso alla conversazione con Wolf ieri sera e mi chiedo se la vita è semplice come dire 'c'è un libro'. Ma poi mi vengono in mente certe storie e la loro logica, e mi domando se può esiste una cosa come 'c'è un libro'", e via dicendo.

I personaggi sono odiosi o insignificanti. La protagonista rientra nella prima categoria. Vuole essere una letteraria, una fisica, un'orfana, una ragazza traumatizzata, una troia, una religiosa, di tutto un po', e ogni volta che può rimpiange quello che ha fatto, quello che sta facendo o quello che farà. Stare con lei per trecentosettanta pagine è stato un trauma. Altro che Pedesis.

È un misto di conoscenze e idee, alcune davvero interessanti (vedi la teoria di L.), ma che perdono inevitabilmente di valore tra stile (che poi l'autrice insegna scrittura creativa!), volgarità varie (una volgarità gratuita che dà solo fastidio, e che non aggiunge niente alla storia), cattivi bidimensionali, deus ex machina e un finale tirato via.
Un'occasione sprecata.
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