Sakura87's Reviews > Al crepuscolo

Al crepuscolo by Stephen King
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10709774
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Jul 13, 12

bookshelves: autori-nordamericani, duemila, racconti, thriller, horror
Read from January 03 to 06, 2009

King si fa in tredici

Dare un voto omogeneo all’intera raccolta è arduo, per cui tenterò di commentare individualmente ciascuno dei racconti, nei limiti della sinteticità e tentando di travalicare la barriera d’indifferenza che alcuni mi hanno eretto contro. In certi d’essi King è riuscito nel suo intento, ossia di tenere svegli per un po’ dopo aver spento la luce.
In ogni caso, sorvolando sulla perversa edizione della Sperling, che volume dopo volume peggiora come traduzioni (scusa, Dobner, ma quando ci vuole ci vuole), come grafica (la copertina è incredibilmente poco adatta al contenuto di questa raccolta) e come impaginazione (un margine simile è una truffa bell’e buona), devo dire che il contenuto, se non ottimo, è decisamente più che buono: il nostro Re non si smentisce mai.
Willa: un racconto affatto originale, ma dipinto con colori malinconici e affascinanti. Uno di quelli che ho maggiormente apprezzato in questa raccolta: una piccola perla. Incantevoli le figure di Willa e David e la loro fugacità. Voto: ****
Torno a prenderti: visto l’impressionante numero di volte che questo racconto è stato ristampato (al termine della copia da libreria di Blaze, come libro a sé stante, e ora dentro JaS) mi aspettavo di più, molto di più. L’unico pregio di questo racconto è la suspance -di cui King è sempre maestro-, i momenti che sembrano non trascorrere mai: la prigionia di Em nella cucina di Pickering, la corsa immane sulla spiaggia, e infine la sua attesa nel bagnasciuga, mentre le onde si portano via il folle. Voto: **
Il sogno di Harvey: un vero peccato. Questo racconto, leggermente approfondito ed esteso, avrebbe potuto essere veramente gradevole. Allo stato attuale sembra il seme di una pianta, qualcosa che poteva sbocciare ma non l’ha fatto. Il ‘Pronto?’ finale trancia via storia e respiro come una pugnalata. Voto: ***
Area di sosta: un racconto che poteva benissimo non esistere. Breve, noioso e inutile. Ho dovuto leggere le note di King in fondo al volume per capire dove volesse andare a parare. Voto: *
Cyclette: onestamente l’idea di base è alquanto balorda, così come pure il racconto stesso. Lungo e inutile, ho sbadigliato dall’inizio alla fine e ci ho messo un’eternità per finirlo. Voto: *
Le cose che hanno lasciato indietro: credo che sia il racconto più bello della raccolta. Una riflessione di King sul quel che accadde il 9/11: mi ha semplicemente commosso, e non soltanto per la delicatezza del tema, quanto per il senso di immane tragedia nascosta dietro il quotidiano, tema ripreso anche nel racconto successivo. E’ riuscito a farmi luccicare gli occhi. Voto: ****
Pomeriggio del diploma: un racconto troppo corto per essere apprezzato appieno, ma efficace nel suo messaggio: progetti e riflessioni possono essere troncati di netto da tragedie in agguato che non ci è dato evitare… Voto: ***
N. : un racconto eccessivamente lungo e spesso e volentieri tedioso, ma dopo averlo letto credo che conterò un po’ di più tutto ciò che mi sta intorno; non si sa mai, potrebbe occorrere un bilanciamento. Voto: ***
Il gatto del diavolo: mi chiedo perché questo racconto incompleto sia stato piazzato qui. Mi aspettavo un finale che non c’è stato. Inutile, in queste condizioni sembra un mero esercizio di stile. Voto: *
Il “New York Times” in offerta speciale: Riecco che nostalgia e malinconia fanno capolino in questa raccolta nei toni poetici del Re. Delizioso. Voto: ****
Muto: Il tema dell’autostoppista ricorre spesso in King. Geniale l’idea di svolgere l’intera narrazione in un confessorio, con una perfetta alternanza di flashback e ritorni al presente. Voto: ***
Ayana: Un bellissimo racconto sui miracoli, posto che esistano. King mi ha sorpreso inoltre, nelle note a fine volume, con una frase che, da atea qual sono, dissi a mia madre poco tempo fa: “Se una persona vive diciamo ‘è un miracolo’. Se muore diciamo ‘è la volontà di Dio’”. In questo racconto c’è senz’altro qualcosa di più grande del protagonista, che lo guida per mano a dispensare baci salvifici… Voto: ***
Alle strette: Essere sepolti vivi è già angosciante. Ma essere sepolti vivi in mezzo alla merda è vomitevole. Non aggiungo altro.
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Comments (showing 1-1 of 1) (1 new)

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Ubik 2.0 Corrisponde abbastanza bene alla scala di valori che avrei attribuito anch'io, che però ho preferito commentare tutto l'insieme.


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