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Angeli e insetti by A.S. Byatt
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5040946
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Jul 12, 12

Read from July 09 to 11, 2012

Benvenuti.
Ora.
Prendete un esemplare della sottoscritta in statuetta, miniatura, quello che vi pare, e rinchiudetela in una mini-gabbia completamente murata.
No, fermi. Prima metteteci dentro una semplice farfalla.
Noterete che alla vostra mini-Anastasia si rizzeranno i peli delle braccia, se state guardando attentamente noterete che scatta sulla difensiva e rimane immobile a guardare i minimi movimenti della compagna di cella, la farfalla, e vedete che strabuzzerà gli occhi con diversi cipigli nervosi, e comincerà ad implorare di essere lasciata uscire fuori che lei non riesce a controllarsi. Tremolerà tutta, emetterà lamenti indistinti e scapperà molto pateticamente nel caso di qualsiasi avvicinamento volontaria della sfortunata farfalla in questione.
Una farfalla, ragazzi miei, una semplice farfalla e questa viene divorata dalla sua stessa fobia.
Non abbiamo voluto provare con diversi insetti possibilmente repellenti, altrimenti il nostro minuscolo esemplare anastasiano si sarebbe preso un infarto per l'agitazione. Evitare accuratamente qualsiasi essere minuscolo, specialmente volatile: una menzione tocca alle cimici - che hanno lo strapotere di poter accaparrarsi tutta la stanza in cui svolazzano se sono anche solo intraviste dal nostro esemplare entomofobico -, le falene, qualsiasi essere strisciante e di certo i tafani, le api - ah, le api, scappa via lasciandosi dietro imprecazione indistinguibili e sospettatamente oscene -, le vespe (roba da coma), etc, etc.
Noi del reparto di ricerca scientifica abbiamo studiato un possibile antidoto.
Ora.
Prendete, ..ecco, prendete Angeli e insetti della Byatt.
Antonia Byatt è una nostra conoscente con una graziosissima passione per gli insetti, le farfalle e le formiche, poi, sembrano essere fra i suoi preferiti. Nel libro che vi ho fatto prendere in mano abbiamo due racconti: Morpho Eugenia e L'angelo coniugale.
Non c'è da negare che L'angelo coniugale possa intrattenere in modo invidiabile la nostra cavia, seppur arricci un po' il naso davanti alla quantità di inserti teologici e "poetici", che nonostante siano molto inteeressanti, ..ecco, forse sono un po' eccessivi. Non sembra che il difetto le pesi poi così tanto, a giudicare da come si divora le pagine. Ci riporta che i sentimenti coinvolti nel racconto sono imponenti, capaci di far in modo che il lettore si senta vicino ai personaggi e che speri per loro. Ci dice che è così, in maniera addirittura maggiore, nel primo racconto.
Infatti ciò che interessa a noi è Morpho Eugenia.
Riportiamo la breve sinossi dell'edizione Einaudi: "In Morpho Eugenia, un giovane entomologo reduce da dieci anni di ricerche in Amazzonia, crede di trovare un piccolo Eden in seno alla famiglia di un ricco possidente, collezionista di farfalle: quando il paradiso si trasforma di colpo in inferno, una via di fuga s'apre inaspettata grazie agli studi effettuati dal giovane sulle formiche, che" - e qui interrompiamo perché giudichiamo la parte di frase successiva fin troppo spinta - spoiler, nel senso di spoiler.
Naturalmente potevamo anche noi fare una piccola sinossi del racconto, ma sinceramente non c'avevamo voglia.
Uniamo l'utile al dilettevole in questo senso: costruiamo una base solida di un racconto coinvolgente, particolareggiato ma in maniera interessante, colto ma non in maniera ridondante, e naturalmente offriamo un intreccio narrativo che possa far creare un legame tra la nostra cavia e le parole che si spianano sulla sua strada. Ora, mettiamoci un contorno che alla fine non è tanto contorno, ovvero tutta la parte puramente "saggistica" - che sembra essere una caratteristica della nostra autrice - su diversi insetti come le formiche, le farfalle e le falene, e troveremo la nostra cavia sensibilmente cambiata.
Almeno, noi la pensiamo così.
La nostra cavia sembra provare sentimenti di vergogna verso se stessa per aver sottovalutato così tanto un insetto così ingegnoso, sorprendente, intelligente come la formica, sembra provare una progressiva tolleranza per gli insetti, sembra essere addirittura disposta a non comportarsi come una pazza isterica in loro presenza.
Antonia Byatt è la nostra carta vincente, colleghi.
Ora.
Prendete la stessa cavia con questa nuova influenza, modifica, apportata abilmente da noi con la collaborazione - una pacca sulla spalla - di Antonia.
Mettetela a stretta vicinanza con una farfalla, essere innocuo ma che suscita comunque una certa inquietudine nella nostra Anastasia, come abbiamo visto.
Notiamo il cambiamento sensibile: l'esemplare sembra osservare l'essere alato svolazzante senza impulsi di fuga o altro, seppur ancora un po' agitata.
La nostra cavia, signori, ha fatto dei progressi.
Spinta probabilmente dalla stessa passione dell'entomologo per cui ha tifato durante l'intera storia, sembra ora osservare curiosa la piccolezza degli occhi di una farfalla notturna. La trova carina, se ne va senza alterazioni al battito cardiaco, senza nessuna inquietudine.
Siamo lieti di informarvi che oggi abbiamo dato un contibuto alla scienza.
Abbiamo trovato una cura per una delle entomofobe più incurabili di sempre.
Lasciamo che i vostri applausi rimbombino in questa sala sperimentale.

Un grazie per la collaborazione di Antonia Byatt, che ha appena parlato con la nostra cavia e si sono promesse di rivedersi presto, che già sentono una la mancanza dell'altra, un grazie anche a tutti gli insetti coinvolti in questo esperimento: grazie innocua farfalla, grazie ad una delle guest star: la mostruosa cimice, un grazie a voi, amici miei, che avete sottoposto la vostra attenzione alle nostre interessanti scoperte.
Siamo orgogliosi di ripeterlo: oggi è un giorno importante per l'umanità.
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