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Austentatious by Alyssa Goodnight
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4528302
's review
Aug 03, 12

it was ok
Read from July 01 to 09, 2012



E' verità universalmente riconosciuta che qualsiasi prodotto letterario che vanti una qualunque forma di parentela con le opere di Jane Austen sia destinato a finire nelle mie mani. E' superfluo quindi dire che a questo Austentatios è bastato il titolo per volare senza esitazione fra i miei scaffali.
I risultati di qeusta mia predilezione sono stati nel tempo altalenanti. Se la "Zia Jane" è garanzia di qualità, le sue emule si collocano invece ina una vasta gamma di definizioni che varia tra la "simaptica iniziativa" e il "plagio ai limiti del sacrilego".
Il nostro Austentatious, in particolar modo, appartiene a quella quella categoria di romanzi che usano Jane Austen come specchietto per le allodole per attirare lettori che ricercano le atmosfere e l'ironia della grande romanziera e che invece si trovano fra le mani romanzetti d'amore dal taglio poco più che adolescenziale, con trama che alterna il banale e l'inutile, dialoghi vacui e personaggi dallo spessore psicologico inesistente.Il pretesto per coinvolgere la Austen in questo poco entusiasmante esperimento letterario è un diario segreto che la protagonista del romanzo, Nicola James, trova per caso in un negozietto d'antiquariato. Il libretto, oltre a vantare una dedica autografa della romanziera, rivela ben presto una qualità molto più sorprendente: ogni qualvolta Nicola annota un pensiero, le pagine del diario forniscono prontamente una risposta, un commento, un consiglio, con un tono e un'arguzia che lasciano intendere che sia la stessa Jane l'autrice delle frasi misteriose.
Ora il "dramma" della questione è che la nostra Nicola è ingegnere, il che, nel più classico degli stereotipi la obblica ad essere rigida, inquadrata e pianificatrice. All'età di 13 anni ella aveva già pianificato la propria vita ponendosi l'ambizioso traguardo di raggiungere una posizione manageriale entro i 30 anni. Per portare a termine questo piano la ragazza ha fatto cose altamente inquadrate e confomiste quali laurearsi entro i termini con il massimo dei voti e non fare la scansafatiche al lavoro. Il che, ci lascia intendere l'autrice, è sbagliato. Avesse Nicola lottato per diventare una grande romanziera o una ballerina famosa, i suoi sogni sarebbero stati nobili e giusti, ma avere successo come ingegnere non è "cool", si sa. L'intero romanzo è giocato sulla contrapposizione tra l'ostinata determinazione di Nicola nell'attenersi al suo piano e gli altrettanto determinati tentativi del diaro nel mandare all'aria suddetto piano in nome (ovviamente) dell'Amore. Amore che si presenta sotto formna di un affascinante cantante rock scozzese (wow, il rock utilizzato coem simbolo di trasgressione, nessuno ci avrebbe mai pensato!) che naturalmente si innamora della nostra bella all'istante.
L'eccitante e scandaloso risultato che si ottiene da questo scontro fra realtà opposte -l'ingegnere e il musicista, nientemeno!- è che la protagonista si ritrova salire su una motocicletta (ebbene sì, il nostro rocker ama le moto, ma dai?), cosa che mai prima si era sognata di fare essendo ingegnere, a saltare una giornata di lavoro fingendosi malata per fare un picnic con il suo bello e a cantare dal vivo per dichiare il suo amore pur essendo stonata come una campana, come nelle migliori commedie romantiche hollywoodiane dal 1940 ad oggi. Il tutto sotto l'occhio compiaciuto e consiscendete del trasgressivo spasimante, fiero che la sua amata si lasciata andare a fare cose tanto "bizzarre" (parole loro) come queste per amor suo.
La trama è praticamente inesistente se si considera che è per la gran parte costituita dalle piagnucolose lamentazioni della protagonista sul fatto che non può assolutamente innamorarsi di un musicista perché questo potrebbe distoglierla dal piano (???), lamentazioni che lasciano il tempo che trovano visto che la ragazza non oppone praticamente alcuna resistenza al pressante corteggaiemento del suo bello, in nome dei suoi grandi occhioni azzurri ai quali proprio non si può dire di no. Unica parvenza di colpo di scena in una trama che trasuda prevedibilità in ogni parola è la presa di coscienza da parte di Nicola che il suo amato vive in Scozia, dettaglio che a quanto pare le era finora sfuggito nonostante venisse ribadito a pagine alterne il suo esser membro di una rock band scozzese. "Scozzese" come "abitante della Scozia". Nientemeno. Ma non temete, dopo un'altra buona dose di piagnistei inutili, la cosa si risolve a tarallucci e vino, come si era capito da pagina 1.Praticamente un festival dei luoghi comuni: Nicola è ingegnere quindi inquadrata, lui è trasgressivo perchè musicista, l'amica del cuore è alternativa perchè ha i capelli tinti e un tot di tatuaggi, la vicina di casa è lesbica quindi mascolina e autoritaria. Gli altri personaggio semplicemente non "non pervenuti" e questo è il massimo dell'introspezione psiscologica che si ottiene dal romanzo. Il tutto condito con uno stile piatto e colloquiale al limite dell'infantile, il cui unico pregio è quello di essere grammaticalmente corretto.

L'idea di base del romanzo, la "zia" Jane che corrsiponde con noi tramite le pagine di un romanzo, avrebbe potuto essere intrigante se la maggior parte dei consigli di vita che l'autrice mette in bocca alla romanziera non avessero la stessa arguzia delle perle di saggezza di un "Raffaele Morelli" qualsiasi. Roba da psicologi della domenica per capirci.
La Goodnight avrebbe inoltre bisogno di dare una seria ripassata ai romanzi della Austen, considerando i numerosi e totalmente fuori luogo paragoni che ella si ostina a tracciare fra i suoi personaggi e i protagonisti dei romanzi di zia Jane. Allo stesso modo poteva anche essere apprezzato il messaggio che la vita non sempre va come vogliamo ed ostinarci a seguire un progetto ideato all'età di 13 non è la scelta più saggia che si possa fare, se l'idea non fosse stata sviluppata in modo tanto banale e prevedibile.
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